L'escursione consigliata

In cima al Canto Alto, la montagna dietro casa di tutti noi bergamaschi

Bergamo, 24 Gennaio 2020 ore 07:10

di Angelo Corna

C’è ci dice che sia la montagna preferita dai bergamaschi. Ma il Canto Alto, così come il monte Linzone, è molto di più. Un simbolo per chi arriva da Bergamo e dalla pianura, punto di riferimento da Città Alta fino alle valli; una vetta da sempre frequentata, sia per la sua facilità di accesso che per il fantastico panorama che si può scorgere nelle giornate serene. Dalla modesta cima, alta 1146 metri, è possibile ammirare uno skyline a 360 gradi: a sud Bergamo e la pianura fino al profilo lontano degli Appennini; a ovest il monte Linzone, il Resegone e le Grigne, sullo sfondo il monte Rosa e il Monviso; a nord si ergono le cime delle Prealpi Orobiche, la Presolana, il Pizzo Camino, mentre a est il Bronzone e le severe vette della Val Camonica.

Svariate vie ci permettono di raggiungere la cima. L’itinerario più veloce vede il suo via dalla frazione di Monte di Nese, nel comune di Alzano Lombardo. Il sentiero Cai 533 ci guiderà prima alla sella del Canto Basso, e successivamente alle caratteristiche Stalle di Braghizza. Con un ultimo piccolo sforzo si risale l’ampia cresta, guidati dall’ormai visibile croce di vetta. Un dislivello positivo di circa 350 metri, fatica che viene coperta con un’ora di facile cammino, ci permetterà di raggiungere uno tra luoghi più belli (e panoramici) della nostra provincia.

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Una montagna che nasconde, proprio all’ombra della sua croce, tesori e segreti che risalgono a tempi ormai dimenticati. La croce simbolo del Canto Alto fu eretta, per la prima volta, nel lontano 1902. Ma il passare del tempo e le difficili condizioni atmosferiche mandarono in rovina il manufatto in mezzo secolo, distruggendolo completamente con un violento temporale nel 1948. La croce venne costruita e nuovamente inaugurata il 25 maggio 1952. Ma, anche in questo caso, subì la stessa sorte della prima e, ripetutamente colpita dai fulmini, crollò dopo 25 anni di onorato servizio. Furono gli Alpini a risolvere questo annoso problema: il 2 settembre 1979 venne inaugurata la terza croce, tuttora esistente e alta 32,5 metri. Un lavoro unico nel suo genere, che ha richiesto l’intervento di oltre 500 uomini per oltre 800 giornate lavorative.

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Durante questi ultimi lavori furono riportati alla luce i resti di un’antica fortezza, già menzionata da Bortolo Belotti nel lontano 1902, un pezzo di storia che molti credevano leggenda. Grazie alla sua posizione dominante, il Canto Alto, allora conosciuto come Pizzidente (“piz” per la forma della vetta, “dent” dal nome della valle che scende in direzione di Sorisole), fu scelto come punto di osservazione tra la Val Brembana e quella Seriana già nel Trecento, anni delle guerre tra Guelfi e Ghibellini. La vetta era perfetta per ospitare una fortezza militare, una cima frequentata sia per la facilità di accesso, sia come via di comunicazione tra la due Valli. Non è dato saperlo con certezza, ma probabilmente il “castello” fu distrutto all’inizio del XV secolo. Oggi, grazie all’intervento degli Alpini, possiamo ancora ammirare alla base della croce i resti di questa storica torre. E possiamo ripercorrerne la storia, passo dopo passo, fino alla vetta del Canto Alto.

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