L'escursione consigliata

La Val Borlezza, tesoro bergamasco che ci si può godere senza troppi sforzi

Posta trasversalmente tra la Val Seriana e la Val Camonica, questa valle ci porta alla scoperta di un piccolo mondo fatto di bellezza, tradizioni, storia e arte

La Val Borlezza, tesoro bergamasco che ci si può godere senza troppi sforzi
Val Seriana, 21 Ottobre 2020 ore 10:36

di Angelo Corna

Spesso bastano pochi sforzi per scoprire i tesori che le valli bergamasche ci regalano. Panorami unici che nascosti in borghi dimenticati dipingono la nostra provincia e per questo apprezzati in ogni stagione, estate e inverno.

La Val Borlezza, posta trasversalmente tra la Val Seriana e la Val Camonica, ci porta alla scoperta di un piccolo mondo fatto di bellezza, tradizioni, storia e arte. Abbracciata dai monti Sparavera, Fogarolo, Grione, Varro e Colombina, è percorsa in tutta la sua lunghezza dall’omonimo torrente, che durante il suo tragitto cambia nome per ben quattro volte: dapprima viene identificato come Gera, per poi diventare Valeggia, quindi Borlezza e infine Tinazzo. La valle e il suo fiume prendono vita nell’altopiano di Clusone, per poi scendere fino al lago d’Iseo, dove il Borlezza sfocia all’altezza del comune di Castro.

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Possiamo scoprire questa bellissima valle con partenza da Sovere. Un panoramico percorso che ci guiderà tra stupendi scorci sul lago d’Iseo fino alla Malga Lunga, roccaforte partigiana ora adibita a Museo della Resistenza. Posteggiata l’auto al Santuario della Madonna della Torre (considerato uno dei più antichi, oltre che più belli, della diocesi di Bergamo) si imbocca la stretta strada asfaltata che, in circa venti minuti, conduce al sentiero Cai 563. Imboccato quest’ultimo, si raggiunge la caratteristica “Stretta di Cudegn”, intaglio nella roccia preceduto da gradini incisi nella pietra. Proseguendo raggiungiamo un bivio ben segnalato: entrambi i tracciati ci guideranno fino alla Malga Lunga, luogo simbolo della Resistenza Bergamasca. Poco lontano dal museo, un piccolo monumento ricorda l’atterraggio effettuato con il paracadute dal generale Cadorna per incontrare le forze partigiane operanti nella zona.

Ben visibile dal Rifugio si eleva la cima arrotondata del monte Sparavera (1369 metri), raggiungibile risalendo il facile pendio in circa 15 minuti…

Larticolo completo con tutti i percorsi, le bellezze, le storie e le leggende legate alla zona lo potete leggere sul PrimaBergamo in edicola da venerdì 23 ottobre

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