Spazio al fenomeno "Shala-la-la-la"

I 10 cori da stadio più belli al mondo Abbassate l’audio del pc e ascoltate

I 10 cori da stadio più belli al mondo Abbassate l’audio del pc e ascoltate
05 Febbraio 2016 ore 02:30

Sono criticati, osteggiati, condannati; vengono fatti passare (non per forza a torto) come delinquenti, spesso, addirittura, si dice che abbiano persino una vera e propria influenza sulle scelte delle società di riferimento. L’elenco di accuse disonorevoli che da sempre si riversa sul mondo degli ultras del calcio è ampio, e non basterebbe un’enciclopedia per riassumerlo. Si tratta di esagerazioni? O al fondo qualcosa di vero c’è? Non sta a noi trattare il tema in questo articolo. Quel che però va senz’altro riconosciuto è che, al di là di tutto, i tifosi allo stadio sono in grado di creare atmosfere da sogno, grazie a coreografie, colori, e naturalmente cori. Fra questi ultimi ce ne sono alcuni che sono famosi tanto quanto le squadre e i calciatori che li ispirano. Vi presentiamo allora i 10 cori calcistici da stadio più belli e famosi al mondo. Non sono sistemati a mo’ di classifica, e il giudizio è prettamente il nostro.

 

Un giorno all’improvviso (Napoli)

Cominciamo dal tormentone canoro per eccellenza della stagione 2015/2016 della Serie A: il Napoli è finora artefice di un campionato straordinario, e i suoi tifosi, per omaggiare i propri beniamini, hanno creato (o meglio, fatto proprio dai tifosi del L’Aquila) questo coro sulle note di L’estate sta finendo dei Righeira. Non ha certo ancora la fama di tanti altri, ma non poteva non essere inserito in questo elenco, visto quanto sia apprezzato non solo in Italia (molte altre “curve” hanno già iniziato ad adottarlo), ma anche dalle tifoserie di tutta Europa. Il tema è semplice e spontaneo: amore spassionato per Napoli e il Napoli.

 

Shala-la-la-la (Rosenborg)

Ecco un altro incredibile fenomeno mediatico calcistico di quest’anno. Il Rosenborg è la più importante squadra del campionato norvegese, capace, per intenderci, di vincere ben 8 campionati solo fra il 2000 e il 2010. Ma a partire da quell’anno si è inceppato qualcosa nel club, e per 5 anni la squadra di Trondheim non è più stata in grado di trionfare in patria. Fino a pochi mesi fa, quando finalmente i bianconeri si sono assicurati la vittoria dell’edizione del 2015. Per festeggiare, il capitano Mikael Dorsin ha ideato insieme ai compagni un coro che inizialmente veniva cantato solo dai giocatori all’interno dello spogliatoio, ma che ben presto ha coinvolto tutti i tifosi, diventando letteralmente virale in tutto il mondo.

 

You’ll never walk alone (Liverpool)

Trasferiamoci Oltremanica, dove il calcio sostengono addirittura di averlo inventato. Quel che è certo è che nel Regno Unito le tifoserie sanno sostenere le proprie squadre come in pochi altri Paesi al mondo. Il Liverpool è senza dubbio una di queste, grazie ad uno stadio pressoché mitologico, Anfield, e ad un tifo caldo e passionale, che prima di ogni partita intona il celeberrimo You’ll never walk alone, “Non camminerai mai da solo”. Si tratta di una canzone che originariamente venne composta per il teatro, e che dopo essere passata attraverso le auree ugole di artisti del calibro di Frank Sinatra ed Elvis Presley è arrivata fin nel cuore degli stadi europei, divenendo l’inno non ufficiale di molte squadre, nonché il coro per antonomasia, appunto, del Liverpool.

 

Glory Man United (Manchester United)

Insieme al Liverpool, il Manchester United è la squadra più vincente d’Inghilterra, nonché una delle più affascinanti e gloriose al mondo. “Gloria”, appunto: è proprio quello che i tifosi dei Red Devils augurano al proprio immortale club quando cantano a squarciagola, dagli spalti del suggestivo Old Trafford, un canto che venne originariamente ideato dai sostenitori dell’Hibernian, club scozzese, per poi passare dai tifosi di Tottenham e Leeds, fino ad accasarsi definitivamente nella metà rossa di Manchester.

 

When the Spurs go marchin’ in (Tottenham Hotspur)

Non è stato tutto sommato un problema per i tifosi del Tottenham vedersi scippare il proprio coro, dal momento che hanno immediatamente provveduto ad idearne un altro che sarebbe presto divenuto caratteristica imprescindibile delle mura domestiche di White Hart Lane. Come si può intuire, il coro è tratto dal celebre jingle Oh when the Saints go marchin’ in, ed è stato modificato inserendo la parola “Spurs”, derivante dalla località di Hotspur, dove nell’Enrico IV di Shakespeare si dice abbia dominato, secoli addietro, Sir Henry Percy, personaggio ribelle ed impulsivo da cui il club londinese ha tratto ispirazione.

 

I just can’t get enough (Celtic Glasgow)

Rimanendo in Gran Bretagna ma spostandoci sul suolo scozzese, non si può non parlare della storica tifoseria del Celtic, insieme ai Rangers la squadra più titolata e famosa di Scozia. Il Celtic Park, lo stadio di casa, è uno degli impianti più affascinanti e suggestivi d’Europa, merito di una struttura straordinaria e di un tifo passionale come pochi altri. I supporter del Celtic, oltre ad essere anche loro assidui interpreti di You’ll never walk alone, hanno fatto propria la canzone I just can’t enough dei Depeche Mode, rendendola un vero e proprio mito del tifo scozzese e calcistico in generale.

 

Raça, amor e paixão (Flamengo)

In quanto a passione del tifo il Sudamerica non ha davvero da prendere lezioni da nessuno. In Brasile, una delle più importanti squadre è il Flamengo, club espressione della porzione più povera della società di Rio de Janeiro. La torçida rossonera è solita sperticarsi in una travolgente ed emozionante dichiarazione d’amore nei confronti della propria squadra, intonando Raça, amor e paixão, letteralmente “Competizione, amore e passione”, accompagnato da un regolare battito di mani davvero da brividi.

 

Dale Boca (Boca Juniors)

Una delle squadre più vincenti dell’intero panorama internazionale, fondata originariamente da immigrati genovesi e vero e proprio simbolo di culto per gli abitanti più poveri di Buenos Aires: il Boca non è una squadra di calcio, è una religione, che ha nei propri tifosi i più fedeli ministri che si possano desiderare, che ogni domenica affollano la cattedrale della Bombonera per recitare la messa celebrativa scandita da un solo e semplice inno laudante: Dale Boca!

 

De pendejo te sigo (Racing Club de Avellaneda)

Il Racing è storicamente una delle squadre più importanti dell’Argentina, una delle cosiddette Cinque Sorelle (insieme a Boca Juniors, Indipendiente, River Plate e San Lorenzo), ma negli ultimi decenni i successi sono stati davvero pochi. Ciò nonostante, il calore del suo tifo non è mai venuto meno, e il sentimento con cui i suoi supporter intonano De pendejo te sigo tutte le domeniche ne è prova tangibile (udibile, anzi).

 

Vamos San Lorenzo (San Lorenzo)

Il San Lorenzo ha acquisito una grande fama in tutto il mondo a partire dal 2013, quando fu eletto Papa il cardinale di Buenos Aires Bergoglio, che mai aveva nascosto il suo amore per i cuervos argentini. Il nome della squadra non è dovuto ad un santo, ma ad un prete salesiano, Lorenzo Massa, missionario a Buenos Aires, che ad inizio Novecento permise al neonato club, che allora si chiamava Los Forzosos, di giocare le proprie partite presso il campo della parrocchia. Un gesto così gradito che non solo portò ad una modifica del nome del club, ma addirittura ad elevare il prelato, anche solo nominalmente, al grado di santo. Vamos San Lorenzo è una delle migliori eredità di quel magnanimo gesto di don Massa.

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