Nell'atrio della banca popolare

La pittura monocroma di Mendoza per l’ultimo appuntamento di Art Up

La pittura monocroma di Mendoza per l’ultimo appuntamento di Art Up
07 Dicembre 2015 ore 09:00

Un grande dipinto di Ryan Mendoza chiude il ciclo Art Up 2015, la rassegna curata dal professor Enrico De Pascale che ha presentato ogni mese un’opera della collezione Ubi – Banco Popolare, esponendola nell’atrio della sede di via Porta Nuova. Un dipinto alto due metri, espressione di uno dei pittori più interessanti del panorama internazionale contemporaneo. Una ragazza ritratta di schiena con le mani sulla testa, una tela presentata a Brescia alla galleria Massimo Minini e ora esposta al pubblico per raccontare la storia di questo artista “fuggito” dagli Stati Uniti.

Da New York a Napoli a Berlino. Ryan Mendoza ha una vocazione nomade fin dalla nascita, da quando il padre – scrittore – lo trascinava da una città all’altra per soddisfare la sua curiosità nei confronti il mondo. Questa vocazione agli spostamenti deve aver caratterizzato non poco il suo carattere, tanto da convincerlo ad abbandonare gli Stati Uniti per vagare anni interi in Europa. In realtà, lo stesso Mendoza (classe 1971) ha dichiarato più volte di essersene andato con piacere da New York e da quell’America che lui definisce razzista senza speranza. Poi Mendoza ha visitato l’Italia, stabilendosi per molto tempo a Napoli, città che, con la sua sregolatezza, gli è rimasta nel cuore, tanto quanto Berlino e Monaco che, al contrario, ha vissuto con il loro rigido insieme di regole e il loro respiro cosmopolita. Dal mondo europeo il pittore newyorkese ha preso soprattutto la storia, quella storia dell’arte che non ha saputo trovare a casa e che tanto lo ha formato.

La sua opera. Protagoniste dei dipinti di Mendoza sono soprattutto fanciulle. Ritratte in ambienti chiusi appena accennati da uno stipite, dalla carta da parati o da uno scorcio d’interno. La serie più interessante di questo artista resta forse l’ultima esposta nel 2014 in Italia, a Bologna, e intitolata Chromophobia. Si tratta dell’esposizione con cui Mendoza ha salutato l’Europa prima del suo ritorno negli Stati Uniti. I dipinti, tutti di giovani, si snodano su tonalità monocrome, svelando ritratti vividi di emozioni e riscoprendo uno stile pittorico che si rifà all’arte europea di inizio Novecento.

The Schoolgirl, l’opera esposta in questi giorni per Art Up 12 anticipa in qualche modo questo ciclo,  risalendo al 2000, e dà l’idea della tensione emotiva che questo artista ha saputo ricreare nei suoi lavori monocromi. A ispirarlo sono vecchie fotografie comprate nei flea market o immagini rubate dall’universo mediatico di internet o dei giornali popolari, che mostrano il lato oscuro di anonime storie individuali, parlando di felicità perdute e di malinconiche verità.

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