Cose di casa nostra

Bergamospia (si dice, non si dice) Caldara, il giocattolo si è rotto

Bergamospia (si dice, non si dice) Caldara, il giocattolo si è rotto
23 Ottobre 2015 ore 09:11

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Arcangel porta Bergamo al MoMa

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Ricordate Cory Arcangel, il vulcanico artista americano che trasformò in arcobaleno il pavimento del Palazzo della Ragione? Il catalogo della sua mostra bergamasca (curata dalla Gamec) “This is all so crazy, everybody seems so famous”, ispirato ai teen-magazine, ha trovato un posto sull’esclusivo scaffale della libreria del prestigioso MoMa di New York. Chiunque potrà sfogliarlo e riscoprire l’allestimento che per un mese ha colorato (e stupito) Città Alta. Vista dal museo di Manhattan, Bergamo sembrerà decisamente pop.

 

La Carrara è bella, ma non è per tutti

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Quante lodi per la nuova Accademia Carrara dopo l’inaugurazione dell’aprile scorso. Raffiche di battimani e inflazione di superlativi. Ci ha pensato Melog, la trasmissione di Radio24 dedicata alla disabilità, a dire che forse non è tutto oro quel che luccica. Una ascoltatrice ha chiamato per denunciare i problemi di accesso all’edificio per chi ha difficoltà di movimento, a partire dalla rampa troppo ripida e dall’assenza di un corrimano. Senza contare le didascalie delle opere, scomode e posizionate troppo in basso. «È un gioiello non pienamente fruibile da tutti», conferma all’Eco Ferruccio Bonetti, vicepresidente dell’Anmic di Bergamo. La direttrice dell’Accademia Cristina Rodeschini spiega che si sta già lavorando per risolvere i problemi, mentre Bonaldi, amministratore Cobe, si dice pronto ad accogliere suggerimenti, anche se poi ridimensiona le criticità emerse. Di sicuro, in sette anni di restauro, si poteva fare qualcosa di meglio.

 

Chiude Caldara, il giocattolo si è rotto

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Chiude dopo 63 anni di attività Caldara, “mecca” del giocattolo per generazioni di piccoli bergamaschi. Tra peluche, bambole e soldatini, il negozio di viale Papa Giovanni è sempre stato un approdo sicuro per chi andava cercando balocchi per i pargoli. Pur aprendosi alle novità elettroniche, Caldara è sempre stato il bottegaio delle meraviglie, dove poter trovare anche i giochi di una volta, quelli che magari non si affacciano sugli scaffali delle grandi catene. Ora scompare anche questa nicchia. Un peccato non solo per i bambini, ma anche per i grandi. Un altro pezzo di città si spegne, un’altra saracinesca si abbassa. Il centro è un giocattolo che si è rotto da un pezzo, non si può più far finta di niente.

 

Testimoni contro le dipendenze

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Ammettere di avere problemi e spiegare come li si affronta è un atto di coraggio. E può servire da stimolo a chi versa nelle stesse condizioni. Umberto Micheletti, presidente dell’Associazione dei club alcologici territoriali, ammette all’Eco: «Ho rischiato di perdere tutto, ora aiuto gli altri a salvarsi dal baratro». Marco Baldini, popolare dj e storica spalla di Fiorello, fa outing sulla sua dipendenza dal gioco d’azzardo. Stasera si confesserà a Grassobbio, ospite della rassegna Fiato ai Libri. Il demone della dipendenza è sempre in agguato. Guardarlo in faccia aiuta ad averne meno paura.

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