Cose di casa nostra

Bergamospia (si dice, non si dice) La Dea, i giornalisti e le tre miss

Bergamospia (si dice, non si dice) La Dea, i giornalisti e le tre miss
05 Dicembre 2015 ore 10:25

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Commissione antimafia, lavori in corso

marzia marchesi

Che fine ha fatto la commissione antimafia del Comune di Bergamo? La presidente del consiglio comunale Marzia Marchesi ci sta lavorando da mesi a fari spenti. Nessun proclama, tanti incontri e contatti con addetti ai lavori. L’argomento è delicato, per certi versi ancora tabù. Dunque va affrontato con i piedi di piombo. Per troppi parlare di cosche a Bergamo è come gridare “al lupo al lupo”, nonostante siano ormai un bel po’ le inchieste che hanno certificato le infiltrazioni in terra orobica. E nonostante i segnali della presenza di capitali sporchi non manchino. La Marchesi vuole vincere le diffidenze e fare le cose per bene: la commissione non dovrà essere una scatola vuota, ma un organismo capace di studiare il fenomeno con serietà e da prospettive diverse. Per questo nella squadra non ci saranno solo politici, ma anche professionisti, rappresentanti delle associazioni di categoria, forse persino giornalisti. I tempi? Non ancora definiti. Ma entro la primavera del 2016 la commissione potrebbe finalmente partire.

 

Christmas lunch per giornalisti con contorno di vallette

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Come da tradizione, l’Atalanta ha anticipato i festeggiamenti natalizi con la stampa nella suggestiva cornice del Roof Garden. Quest’anno niente cena, ma un più dinamico “Christmas lunch”. Dopo l’aperitivo buffet, in tavola è scivolato un menu intrigante: risotto al ragout di gambero rosso con burrata pugliese; morbido di vitello alla robespierre con erbe aromatiche, pomodorini e patate schiacciate; semifreddo al cardamomo. Per finire panettone con crema al mascarpone e cioccolato. Se la gola ha avuto di che soddisfarsi, gli occhi sono rimbalzati verso le tre vallette dei salotti sportivo-televisivi di casa nostra. La bionda Valentina Fumagalli (Sei la Dea), scortata dall’istrionico conduttore Patrizio Romano, è apparsa in vestitino scozzese corto, arrampicata su vertiginosi tacchi rossi. Più acqua e sapone Sara Pagliaroli, ex volto di Tuttoatalanta, che ha fasciato il suo sorriso abbagliante in un abitino nero con pizzi e trasparenze. Sofisticata la sua erede, Alessia Conti, in tubino rosa antico. In tutti e tre i casi, un bel vedere. Hanno catturato più sguardi loro che lo skyline di Città Alta.

 

Carrara, una direttrice con il “ritratto” giusto

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Storica dell’arte, 55 anni, da 25 in Soprintendenza, da sette vicedirettrice dell’Accademia di Brera. E’ il ritratto di spessore di Emanuela Daffra, nuova direttrice dell’Accademia Carrara. «Abbiamo fatto la scelta giusta – ha sentenziato il sindaco Giorgio Gori – Il nuovo direttore ha assoluta competenza, idee chiare ed è molto motivata». Lei, raggiunta telefonicamente dalla stampa locale, si è detta «contenta e spaventata» perché «il compito che mi attende è importante: la Carrara può diventare un punto di riferimento per Bergamo, deve essere un luogo vivo e dinamico». Una mano gliela darà il nuovo docu-film sull’Accademia, “Il museo ritrovato”, girato da Davide Ferrario. Sarà nelle sale il 9 e 10 dicembre.

 

Benalouane, cartolina dall’Inghilterra

benalouane leicester

Intervistato dal Corriere, Yohan Benalouane manda una cartolina dall’Inghilterra. «Ogni settimana seguo l’Atalanta». La Dea gli è rimasta nel cuore e gli provoca un po’ di nostalgia, anche perché non è che nel lanciatissimo Leicester di Ranieri giochi poi molto. «I miei ex compagni possono arrivare in alto» assicura, elogiando in particolare Grassi e Sportiello. Poi difende Denis («Spero che rimanga») e invita a rivalutare anche gli altri veterani come Cigarini e Carmona. Lui, intanto, cerca di studiare il calcio inglese, molto diverso da quello italiano. «In Serie A c’è più tattica, qui il gioco è più diretto e intenso. Gli arbitri fischiano meno, non hai tempo di recuperare». Quale preferisce? Risposta diplomatica. «Mi sono affezionato all’Italia e al suo calcio. Ma pure qui si sta bene».

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