Cose di casa nostra

Bergamospia (si dice, non si dice) La consulenza di Paleari alla Sacbo

Bergamospia (si dice, non si dice) La consulenza di Paleari alla Sacbo
15 Dicembre 2015 ore 02:50

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Quanto costa la consulenza di Paleari?
Lo chiedono i Cinquestelle, Gori non risponde

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Trasparenza? Anche no. I consiglieri Cinquestelle Fabio Gregorelli e Marcello Zenoni avevano chiesto lumi al sindaco Gori circa il compenso da liquidare all’ex rettore Stefano Paleari per la consulenza sulla fusione Sea-Sacbo, affidatagli dalle due società aeroportuali. La risposta di Palazzo Frizzoni è arrivata dopo un mese: «Essendo Sacbo un’azienda a prevalente capitale privato, il Comune non ha titolo di chiedere alla società di rendere pubblico il valore della consulenza». Gori si limita a dire che il 70% del compenso è a carico della Sea. Zenoni però non ci sta, facendo giustamente notare che la Sacbo sarà anche a maggioranza privata, ma nel suo cda siede anche il Comune (e la Provincia). Insomma, mica era obbligatorio fare i conti in tasca a Paleari. Però, mettiamola così, sarebbe stato opportuno. Domandare è lecito, rispondere è cortesia. Specialmente se della trasparenza si è fatto un cavallo di battaglia.

 

La Lega vuol spegnere la stufa degli islamici

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La Lega torna all’attacco del centro islamico di via Quarenghi. I consiglieri padani Luisa Pecce e Alberto Ribolla presentano un’interpellanza in cui riportano lagnanze dei residenti: «La moschea, nonostante sia stata dichiarata abusiva dal Tribunale, continua nella sua attività fuorilegge (in realtà c’è solo un rinvio a giudizio per il presidente dell’associazione culturale che ha preso in affitto i locali)». La questione islamica, dopo gli attacchi di Parigi, è più calda che mai. E rischia di surriscaldarsi. In tutti i sensi. «I musulmani hanno addirittura installato una stufa a legna – denunciano i leghisti – quando normalmente in città i normali cittadini non possono accendere il camino per la normativa sull’inquinamento». L’assessore Giacomo Angeloni, flemmatico, risponde che «si faranno le verifiche. Il Comune ha sempre esercitato controlli e continuerà a farlo». Acqua sul fuoco, insomma. Ma la polemica rischia di restare accesa. Come la stufa.

 

Un calendario per Gori e Valesini

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Il Comune di Bergamo si prepara al 2016 con un viaggio (all’indietro) nel tempo: da mercoledì sarà in distribuzione gratuita (presso l’Urp) il calendario con immagini d’epoca della città: da gennaio a dicembre, scorrono le immagini in bianco e nero della fontana di piazza Dante, dell’antico Ospedale San Marco, della Stazione ferroviaria e dell’antica fiera. Un calendario suggestivo, ma anche didattico. Si parla molto di “rammendo” urbano e della città che verrà, dunque vale la pena dare un’occhiata alla Bergamo che fu. Per evitare antichi errori, ma anche per ispirarsi agli esempi del passato. Il sindaco Gori e l’assessore Valesini avranno già prenotato la loro copia?

 

Confindustria, Mazzoleni erede di Squinzi?

Dott-Mazzoleni

A marzo scadrà il mandato di Giorgio Squinzi e le manovre per eleggere il nuovo presidente di Confindustria sono già iniziate. Secondo voci di corridoio e indiscrezioni di stampa, il numero uno di Assolombarda vorrebbe sponsorizzare Carlo Mazzoleni, ex timoniere degli industriali orobici. L’interessato, interpellato dall’Eco, ha smentito: «Nessuno mi ha mai chiesto la disponibilità». Salvo aggiungere in modo sibillino che «quando ci si avvicina a un’elezione come questa è bene ricordarsi che nulla è casuale». Potrebbe trattarsi di un tentativo di agitare le acque e incrinare il fronte lombardo, che ha già espresso gli ultimi due presidenti. Insomma, è presto per capire se il bergamasco apparirà o no in viale dell’Astronomia. Ci vorrebbe, per restare in tema, un telescopio. O, meglio ancora, una sfera di cristallo.

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