Cose di casa nostra

Bergamospia (si dice, non si dice) L’eredità di Margherita Lorandi

Bergamospia (si dice, non si dice) L’eredità di Margherita Lorandi
03 Dicembre 2015 ore 01:20

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Eredità per i poveri e S.Lucia per la Bolivia
C’è ancora del buono a Bergamo

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Sono tempi crudeli, ma in giro c’è ancora un po’ di bontà. Margherita Lorandi, ultima di otto fratelli e sorelle molto conosciuti in città, se ne è andata a 88 anni nel gennaio scorso. Dietro di sé ha lasciato una scia di generosità: 70mila euro della sua eredità affidati al Comune per aiutare i poveri. La somma andrà ad alimentare il Fondo Famiglia e lavoro, che anche quest’anno è stato prosciugato per tamponare i bisogni di chi è stato colpito dalla crisi. Il 13 dicembre, invece, sarà il giorno dei doni ai bambini bergamaschi e sorrisi a quelli boliviani. L’iniziativa “cara Santa Lucia…” organizzata dallo scrittore Alessandro Bottelli raccoglierà fondi per la Ciudad de los Ninos di Cochabamba, costruita dal Patronato San Vincenzo nel 1971 per dare un tetto e una scuola ai minori in stato d’abbandono. Una festa anche per gli adulti, visto che l’evento (11 e 12 dicembre al Patronato) proporrà musica e un reading di racconti inediti donati da penne del calibro di De Luca, Lucarelli, Arslan.

 

Zampagna, le confessioni del tabaccaio
«Per l’Atalanta dissi no anche al Psg»

ZAMPAGNA TOP

A volte rispuntano. Il Corriere Tv va a ripescare Riccardo Zampagna nella sua Terni alla vigilia di Atalanta-Palermo. Il centravanti ribelle, ha aperto una tabaccheria. «I tifosi passano sempre, vengono anche da Bergamo», dice ridendo. Intervistato da Matteo Cruccu, apre il libro dei ricordi: «Sono arrivato tardi in Serie A, ho preso l’ultimo treno che però era veloce: poi non mi sono più fermato. L’azzurro sarebbe stato la ciliegina sulla torta. E rivela che per restare all’Atalanta rifiutò addirittura un’offerta del Paris Saint Germain. «A Bergamo stavo bene, avevo un ottimo rapporto con i tifosi, non mi interessava la grande squadra».

 

Tentorio punge Gori: «Non ha cambiato passo»

TENTORIO TER

Intervistone a tutta pagina sul Corriere Bergamo per Franco Tentorio. L’ex sindaco punge subito Gori: «Mi permetto una nota polemica, fin qui il centrosinistra ha avuto la buona sorte di ereditare progetti già quasi finiti da noi: Carrara, Orto Botanico ad Astino, Sant’Agostino e il Donizetti». Eppure dicono che la sua fosse una giunta “lenta”. «Colpa di alcuni dirigenti: se trovi quello sbagliato i tempi si allungano a dismisura». Dicono anche che Gori abbia cambiato passo. «È capace e intelligente, molto bravo a gestire la comunicazione, ma non si può proprio parlare di cambio di passo». Un esempio? «Le misure per attirare le start up sono state annunciate a febbraio in tutta Italia, noi però il provvedimento attuativo l’abbiamo votato solo il 30 novembre. Nove mesi, non il massimo della rapidità».

 

Il bar Mottino chiude dopo 41 anni
Il centro perde un altro pezzo di storia

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Chiude dopo 41 anni lo storico bar Mottino di via Tiraboschi. I fratelli Spotti serviranno gli ultimi caffè prima di Natale, poi abbasserà la saracinesca. Un altro pezzo di centro che si spegne, portandosi dietro i ricordi di una vita: dal Mottino sono passati politici, vip, calciatori. «Mi ricordo un giovane Cabrini – rivela Aldo all’Eco – ma erano altri tempi. Negli anni Ottanta il centro era pieno di gente, il sabato e la domenica non si riusciva a camminare. Oggi i centri commerciali hanno svuotato le città».

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