Cose di casa nostra

Bergamospia (si dice, non si dice) Parigi, la risposta dei nostri profughi

Bergamospia (si dice, non si dice) Parigi, la risposta dei nostri profughi
19 Novembre 2015 ore 12:07

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Parigi, le reazioni dei (nostri) profughi

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Come hanno reagito i profughi ospitati in Bergamasca, quasi tutti di religione musulmana, agli attacchi di Parigi? Ognuno secondo cultura e sensibilità, come è normale che sia. I più semplici, discutendo dell’accaduto con gli operatori Caritas, hanno espresso sgomento e stupore: l’Islam, hanno spiegato, non predica violenza. Altri invece hanno ricordato che proprio da questi fanatici sono fuggiti: nella loro terra raffiche ed esplosioni sono all’ordine del giorno, si rischia la vita anche solo andando al mercato, dove i kamikaze colpiscono spesso. Infine c’è la componente minoritaria, che ricorda le “colpe” dell’Occidente, battendo sul solito ritornello: se succedono queste cose dovete ringraziare i vostri bombardamenti. In generale, però, nessuno è andato sopra le righe. Si può stare tranquilli, perché nelle strutture orobiche non sembrano esserci teste calde. Tutti i migranti sono stati identificati, nessuno è risultato a rischio estremismo.

 

Bossetti, quel test inutile costato 118mila euro

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Durante il processo a Massimo Bossetti l’avvocato Paolo Camporini fa i conti in tasca alla procura. Il genetista Emiliano Giardina ha appena spiegato di aver confrontato per errore (non suo, visto che il profilo gli fu fornito dagli investigatori) il dna mitocondriale di 532 donne con quello di Yara e non con quello dell’imputato. Quanto è costato questo “lavoro inutile”, come ammesso con stizza dalla stessa pm Letizia Ruggeri? Camporini lo vuole sapere, perché non vorrebbe che il conto fosse addebitato al suo assistito. «Glielo dico io – sibila la Ruggeri – è costato 118mila euro». Il contribuente, sentitamente, ringrazia.

 

Rischi idrogeologici assortiti, Bergamo è una frana

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L’Eco di Bergamo pubblica i dati relativi al dissesto idrogeologico del nostro territorio. Non c’è da star tranquilli. Dalle 26.583 frane censite nel 2006 si è passati a una stima di 30.792 nel 2014, con un incremento del 16%. Ma bisogna preoccuparsi anche delle possibili esondazioni. Lo dimostra il fatto che il paese a maggior rischio idrogeologico è Bariano. Nella Bassa (e non solo) si è costruito troppo e male, la superficie di asfalto e cemento è estesa e quando piove l’acqua scivola via che è un piacere. Al secondo posto dei centri con rischio “molto elevato” c’è Branzi, poi Camerata Cornello. Sono 14 in tutto i paesi da allarme rosso, seguiti da altrettanti a rischio “elevato”. Claudio Merati, direttore dello Ster di Bergamo (l’ex genio civile), ha sintetizzato: «Il nostro è un territorio molto vulnerabile, perché presenta il rischio di qualsiasi tipo di dissesto idrogeologico, dalle frane alle esondazioni, dalla caduta massi alle valanghe». Insomma, non ci facciamo mancare niente.

 

Un attore bergamasco conquista la Svezia

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Un attore bergamasco conquista la Svezia. Tiziano Ferrari, 37enne di Almè, è il protagonista dello spettacolo teatrale “Donna di Porto Pim”, tratto da un racconto di Antonio Tabucchi. Dopo il debutto a Göteborg, la pièce (recitata in italiano) è approdata a Stoccolma: la prima ha registrato il tutto esaurito, tanto da rendere necessaria una replica. Prossimamente la “Donna di Porto Pim” volerà in Canada e negli Usa. «Ma il mio sogno è portarla a Bergamo», ha confessato Ferrari all’Eco.

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