Cose di casa nostra

Bergamospia (si dice, non si dice) Presepe a scuola, e alla Celadina?

Bergamospia (si dice, non si dice) Presepe a scuola, e alla Celadina?
30 Novembre 2015 ore 02:41

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Presepe sì, presepe no: dibattito a sinistra
E intanto alla Celadina tengono il fiato sospeso

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«Ogni anno dobbiamo assistere alle sceneggiate di insegnanti o dirigenti scolastici che, in preda a delirio di visibilità, impediscono presepi o concerti di Natale. Felici di avere una notorietà che non supera le 48 ore, non capiscono niente delle parole integrazione e identità. Posso dirlo? Mi fanno pena». L’assessore ai Lavori pubblici Marco Brembilla dice la sua sul “divieto di Natale” e nel centrosinistra cittadino si spalanca il dibattito social. Luciano Ongaro difende la laicità della scuola pubblica, spalleggiato da Valter Grossi che allarga il tiro e se la prende con «la marmaglia clericale che ammorba l’Italia». Roberto Amaddeo invece difende la religiosità come «elemento fondante della cultura popolare, che lo si voglia o no». Anche il consigliere regionale Mario Barboni si schiera senza indugio con Brembilla. Alla Celadina, intanto, tengono il fiato sospeso, ricordando la bufera dell’anno scorso, quando il preside Mastrorocco bocciò il presepe. Cosa deciderà stavolta? Salvini lo aspetta al varco, pronto a tornare con statuine al seguito.

 

De Ponti, chi si rivede

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Chi si rivede, Alessandro De Ponti. È rispuntato a un incontro sul terrorismo dell’Isis organizzato a Treviglio da Fratelli d’Italia, non esattamente il suo partito di riferimento. Per chi non se lo ricordasse, De Ponti è il giovane attivista di sinistra ferito in Kurdistan quest’estate in circostanze mai chiarite. Secondo l’Eco, ha anticipato che presto sarà lui in persona a spiegare come sono andate veramente le cose. Non vediamo l’ora.

 

Il terremoto dà la scossa anche a Pinilla

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Uno dei primi a sentire il terremoto, sabato sera, è stato Mauricio Pinilla. Il centravanti atalantino, non convocato per Roma per un dolore al ginocchio, ha sentito vacillare il divano e ha bruciato tutti sul tempo, come spesso riesce a fare in area di rigore: «Temblor en Bergamo! Scossa di terremoto a Bergamo!!!». Con tanto di faccina spaventata alla Munch. Il suo tweet è rimbalzato per ben 78 volte. Il divano di Pinilla ha avuto due sobbalzi anche domenica pomeriggio. In questo caso, però, l’epicentro è stato localizzato all’Olimpico.

 

L’Aspan: il pane nero non fa bene
Ma in città spuntano anche le brioche “black”

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L’Aspan di Bergamo lancia l’allarme, spiegando che il pane nero al carbone attivo, che va tanto di moda, non fa bene come qualcuno crede. Anzi. C’è un colorante “discusso”, che sarebbe meglio non mettere nell’impasto, avverte l’associazione dei panificatori. L’agenzia americana degli alimenti (Fda) l’ha addirittura vietato. A Bergamo invece c’è chi inforna non solo il pane nero, ma pure le brioche e persino la margherita “total black”: la tendenza è spuntata in alcuni noti panifici e in qualche pizzeria d’asporto. Bene ha fatto l’Aspan a intervenire, ora attendiamo fiduciosi il parere dell’Asl.

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