Il 12 maggio al Donizetti

Blind Odyssey, uno spettacolo che si guarda a occhi bendati

Blind Odyssey, uno spettacolo che si guarda a occhi bendati
22 Aprile 2017 ore 10:45

La libertà di spaziare sul palco, intrufolandosi tra gli attori oppure sorvolando con un drone mentale la sorprendente attualità di un classico letterario e teatrale. Il tutto restando comodamente seduti in platea, per uno spettacolo cui non si può e non si deve semplicemente assistere, ma, piuttosto, partecipare.

C’è il sesto senso della fantasia di ogni spettatore nello spettacolo Blind Odyssey che il prossimo venerdì 12 maggio alle 20 andrà in scena al Teatro Donizetti di Bergamo, grazie al gruppo Teatro Sì diretto da Irma Gervasoni, all’Unione Italiana dei Ciechi ed Ipovedenti onlus di Bergamo ed al patrocinio del Comune di Bergamo. In termini tecnici Blind Odyssey può definirsi «un’opera ipersensoriale non visuale». In pratica è l’opportunità di vivere senza vedere il musical del 2007 scritto dai fratelli salernitani Marco e Massimo Grieco, ispirato all’Odissea di Omero e alle gesta di Ulisse. La chiave di lettura, intrigante come poche, sta nel fatto che la preclusione di vedere scenografie, luci e costumi (per non vendenti, ma anche per i normali spettatori che saranno bendati e accompagnati in sala “alla cieca”) non è un minus, ma un indiscutibile plus. A scatenare la vena creativa dei Grieco (che hanno riscritto il musical “alla cieca”) e la voglia di mettersi in gioco degli attori del Teatro Sì (nato all’Oratorio Seminarino di Città Alta e votato a progetti di inclusività e coinvolgimento didattico) sono state le affermazioni ricorrenti di quanti assistevano alle varie repliche del musical “in chiaro”.

 

 

«Ci sentivamo ripetere – sottolinea Marco Grieco – che chiudendo gli occhi e solo ascoltando musiche e parole dei nostri lavori si riescono ad immaginare perfettamente la scena e l’azione teatrale. A questo punto noi stessi abbiamo riascoltato i venticinque brani della nostra Odissea the Musical completamente al buio. Quel che abbiamo sentito dentro, quel che abbiamo “visto” con la nostra mente, quel che abbiamo immaginato di toccare, i profumi che abbiamo immaginato di sentire e i sapori dei quali avremmo voluto poter godere, erano molto, ma molto più intensi nella condizione nella quale ci eravamo immersi privandoci della vista. Da questa consapevolezza prende forma questo progetto, perché, ad occhi chiusi, abbiamo l’olfatto, il tatto, l’udito, il gusto ma, soprattutto, quello più importante che spesso, troppo spesso, la vista cela alla nostra coscienza: la fantasia».

 

 

La prima assoluta di Blind Odyssey si è tenuta lo scorso 28 gennaio al Casinò di San Pellegrino, una sorta di anteprima che ora avrà l’onore del Teatro Donizetti in città. «È un esempio di teatro “totale”  – sottolinea Claudio Mapelli, presidente dell’Unione Italiana Ciechi di Bergamo – nel senso che non vengono annullate le separazioni tra palco e platea, dato che tutto si svolge con una forte compenetrazione tra attori e pubblico, ma anche perché gli spettatori vengono risucchiati nell’azione a livello materiale e spirituale, fisico ed emotivo. Ci si sente avvolti in un vortice di sensazioni suscitate da stimoli di ogni genere: effluvi sonori ed olfattivi, vibrazioni amplificate che segnalano anche attraverso le voci le dinamiche di scena a seconda della loro provenienza. La Blind Odyssey – aggiunge Mapelli – dimostra come un lavoro condotto con impegno, umiltà e serietà possa giungere a risultati straordinari con effetti veramente educativi ed efficaci per la sensibilizzazione della società, evitando da un lato il consueto disagio verso la disabilità e, dall’altro, favorendo la riscoperta in sé di risorse e doti nascoste come i sensi residui che possono portare uno sguardo analitico della realtà sensibile».

L’appuntamento è il 12 maggio al Teatro Donizetti, con preventiva prenotazione ai numeri 320.8661255 e 333.4305419. Una serata da non perdere, fidatevi… ciecamente.

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