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La casa d'aste è stata chiamata in giudizio

Spunta un altro Caravaggio e ora Sotheby’s è nei guai

Spunta un altro Caravaggio e ora Sotheby’s è nei guai
Eventi 29 Ottobre 2014 ore 12:05

Sembrerebbe che il 2014 sia un anno davvero fortunato per Michelangelo (detto Caravaggio) Merisi. Dopo il riconoscimento della Maddalena da parte di Mina Gregori e dopo che sir Denis Mahon ha donato la sua collezione privata ai musei di tutto il mondo, un altro quadro è stato attribuito alla mano del geniale pittore. Si tratta di una copia della celebre tela I bari, dipinta nel 1594 su commissione del cardinale Francesco Maria del Monte, il cui stemma è infatti dipinto sul retro del quadro. La tela riproduce una scena che Caravaggio probabilmente vide più volte: un giovane osserva pensieroso le sue carte, mentre un personaggio sbircia da sopra le sue spalle a fa segno al complice che, proteso sul tavolo da gioco, è pronto ad estrarre la carta vincente da dietro la schiena. L’opera fu cruciale per la reputazione dell’artista bergamasco, dal momento che gli servì per aprirsi le porte della grande committenza ecclesiastica e per sganciarsi dalla bottega di pittura del Cavalier d’Arpino.

 

Caravaggio _ I bari _

 

Nel 2006 Sotheby’s ha venduto per 42 mila sterline una tela giudicata dagli esperti della casa d’aste una copia apocrifa del capolavoro caravaggesco, attualmente in esposizione in un museo texano. L’acquirente, però, ha subito capito che non era un’imitazione, bensì un autentico Caravaggio del valore di almeno dieci milioni di sterline. Il venditore, Lancelot Thwaytes, ha intentato causa a Sotheby’s, dichiarando di essersi sentito truffato. Nel 2007 era stata riconosciuta come autentica un’altra versione del dipinto, appartenuta a Sir Mahon e attualmente conservata nell’Ashmolean Museaum di Oxford.

 

Vi proponiamo qui di seguito una breve galleria di alcuni dei capolavori del maestro di Caravaggio.

1) Bacco (1595), 95 cm x 85 cm. Si trova a Firenze, nella Galleria degli Uffizi.Venne dipinto su commissione del Cardinal Francesco Maria Bourbon del Monte, ambasciatore mediceo a Roma, che lo volle regalare a Ferdinando I de’ Medici, in occasione della celebrazione delle nozze del figlio Cosimo II. Bacco costituisce un inno alla gioia della vita e della giovinezza e declina figurativamente uno dei temi più frequentati dal poeta latino Orazio.

 

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2) Marta e Maria Maddalena (1598), 100 cm × 134,5 cm. In esposizione presso l’Institute of Arts di Detroit, è stato realizzato nel palazzo di Francesco Maria del Monte. La Maddalena rivolge lo sguardo verso Marta, che tiene tra le dita di una mano un fiore d’arancio. Con l’altra sorregge invece uno specchio, simbolo della vanità umana. il barbaglio che si scorge sulla superficie dell’oggetto prefigura la conversione della peccatrice. A posare per la Maddalena fu Fillide Melandroni, cortigiana e amante del Caravaggio.

 

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3) Santa Caterina di Alessandria (1598), 173 cm x133 cm. Attualmente nel Museo Thyssen- Bornemisza di Madrid, il quadro faceva parte della raccolta del cardinale Francesco Maria Del Monte. I lineamenti della santa sono quelli di Fillide Melandroni. Forse il Caravaggio si ispirò anche al supplizio di Beatrice Cenci, decapitata a Roma nel 1599 per parricidio.

 

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4) Narciso (1597-1599), 112 cm x 92 cm. La tela è stata attribuita allo storico dell’arte Roberto Longhi. È conservato nella Galleria Nazionale d’Arte Antica a Palazzo Barberini in Roma.

 

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 5)  Vocazione di San Matteo (1599-1600), 322 cm × 340 cm. Si trova nella Cappella Contarelli, nella chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma. Il raggio di sole, simbolo della grazia divina, illumina il santo e produce un forte effetto chiaroscurale.

 

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6) Giuditta e Oloferne (1599), 145 cm × 195 cm. Il dipinto è conservato nella Galleria nazionale di arte antica di Roma. Fu commissionato dal banchiere Ottavio Costa.

 

Caravaggio_-_Giuditta_che_taglia_la_testa_a_Oloferne_(1598-1599)

 

7) Deposizione (1602-1603), 300 cm × 203 cm. È conservato nella Pinacoteca Vaticana. Il dipinto venne commissionato da Girolamo Vittrice per la cappella dedicata alla Pietà, di proprietà dello zio, Pietro Vittrice, e che si trova nella chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma, celebre sede dell’Oratorio di San Filippo Neri.

 

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8) Madonna del Rosario (1605-1607), 364 cm x 249 cm. Si trova nel Museo Kunsthistorisches di Vienna. Ci sono ancora dubbi sulla committenza. Secondo Maurizio Calvesi, il quadro fu eseguito su commissione di Luigi Carafa-Colonna, parente di Martino Colonna. Il pittore si era rifugiato nel suo feudo, dopo avere pugnalato a morte Ranuccio Tomassoni a Roma. Secondo altri, invece, il committente sarebbe stato il duca di Modena, Cesare d’Este.

 

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