Un appuntamento imperdibile

Oggi la Liegi-Bastogne-Liegi Quella che a Nibali piace di più

Oggi la Liegi-Bastogne-Liegi Quella che a Nibali piace di più
25 Aprile 2015 ore 10:46

Oggi è il grande giorno sulle Ardenne, si corre la Liegi-Bastogne-Liegi e quella parte di mondo, dedita a miniere e merletti senza apparenti contraddizioni, si ferma e si mette sulla strada ad aspettare la corsa. Si dice nel mondo del ciclismo che non puoi vincere la Liegi se non sei un vero fuoriclasse. È vero. Al Fiandre e alla Roubaix ci vogliono specialisti della forza e delle pietre. Qui serve la classe pura per andare su e giù per le sue côtes e uscirne davanti al resto del mondo. È la classica che più di tutte piace a Vincenzo Nibali. Oltre ai soliti grandi favoriti – il solito Valverde, l’eterno Gilbert, il campione del mondo Kwiatkowski – dunque attenzione al dominatore dell’ultimo Tour. Fare corse anonime non gli piace mai, ma questa – che ha perso soltanto per una beffa nel 2012 – l’ha immaginata. E quando Nibali ha in mente una corsa, guai a pensare che non possa prendersela. Ecco dieci cose da sapere su questo imperdibile appuntamento.

 

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1) Se il Giro delle Fiandre è la corsa più bella del mondo e la Parigi-Roubaix è quella più folle, la Liegi-Bastogne-Liegi è la più antica tra le classiche: per questo è detta la Doyenne, la Decana. È una delle cinque classiche Monumento del ciclismo (le altre sono, oltre a Fiandre e Roubaix, la Milano-Sanremo e il Giro di Lombardia). Quella che si corre domani è l’edizione numero 101 della Liegi.

2) È nota anche come la corsa degli italiani, perché a Liegi e dintorni c’è una delle più grandi comunità di emigrati italiani al mondo; e la corsa è stata vinta dodici volte da corridori italiani. A fine percorso c’è un tratto conosciuto come la salita degli italiani, la Côte de Saint-Nicolas, perché in quella strada abitavano quasi tutti immigrati italiani. Ancora oggi la tradizione è rispettata: lo si può notare dalle bandiere tricolori esposte alle finestre e ai balconi il giorno della corsa.

3) Nessuno come il Cannibale, il campione di casa Eddy Merckx, che l’ha vinta cinque volte tra il 1969 e il 1975. Soltanto un altro corridore ha vinto più di tre volte la Liegi: il nostro Moreno Argentin, primo quattro volte tra il 1985 e il 1991.

4) Se sono 12 le vittorie dei corridori italiani, il primato assoluto spetta ai belgi padroni di casa, con 58 successi nelle prime 100 edizioni della corsa. Terzi gli svizzeri con 6, i francesi con 5, Kazakistan, Olanda e Irlanda con 3 vittorie ciascuno.

5) Alejandro Valverde, lo spagnolo che parte come uno dei grandi favoriti dopo il successo di mercoledì alla Freccia Vallone, ha vinto la Liegi già due volte (nel 2006 e nel 2008), due volte è arrivato secondo (nel 2007 e l’anno scorso) e una volta terzo (nel 2013): in tutto, cinque volte sul podio.

6) Alla prima edizione si presentarono in 33. Soltanto in 17 finirono la gara. La metà di loro era belga, compreso il vincitore Léon Huoa, che fu primo anche nelle due edizioni successive.

7) La prima edizione Huoa la concluse in undici ore, con ventidue minuti di vantaggio sul secondo classificato, Léon Lhoest, e quarantaquattro sul terzo, Louis Rasquinet.

8) Se la caratteristica del Fiandre sono i muri e quella della Roubaix sono i terribili tratti in pavé, la Liegi è tipica per le côtes, le sue salite che non danno tregua.

9) Quest’anno la Liegi sarà circa 9 chilometri in meno rispetto a un anno fa: il percorso è caratterizzato dalla successione di dieci côtes (una in meno rispetto al 2014) negli ultimi 80 chilometri. Particolarmente duri gli ultimi 35, con in successione la famosa Redoute, la Roche-aux-Facons e la Saint-Nicolas.

10) Ecco le dieci côtes: de la Roche en Ardenne; de Wanne; de Stokeu; de la Haute-Levèe; col du Rosier; col du Maquisard; Redoute; Roche-aux-Faucons; de Saint Nicolas; Ans.

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