I colossi del food mondiale

Expo -15, una partita colossale Ovvero McDonald’s vs Slow Food

Expo -15, una partita colossale Ovvero McDonald’s vs Slow Food
16 Aprile 2015 ore 12:36

La partita è di quelle colossali: 26 milioni di pasti distribuiti in sei mesi. L’Expo dedicata al cibo, ha proprio nel cibo la sua partita anche culturalmente più appassionante. Sì, perché all’interno della grande area espositiva hanno voluto esserci tutti: c’è McDonald’s, c’è  Farinetti con Eataly e c’è anche l’ala estrema dei puristi di Slow Food. Uno al fianco dell’altro.

McDonald’s, come pure Coca Cola, è main sponsor di Expo. E s’è presentata all’appuntamento prendendo tutti in contropiede. Ha lanciato un progetto dal nome Fattore Futuro, che consiste in un ingaggio per 20 agricoltori under 40, cui il colosso mondiale offrirà l’opportunità di rientrare fra i propri fornitori italiani – nelle filiere carne bovina, carne avicola, pane, insalata, patate, latte e frutta – per i prossimi tre anni. Un’iniziativa perfettamente calcolata per anticipare Slow Food, che dal 3 al 6 ottobre riunirà a Milano, per Terra Madre, migliaia di contadini under 40, provenienti da tutto il mondo. Il colosso americano insomma ha fatto capire di non volersi lasciare impallinare dalle offensive del partito del kilometro zero.

 

 

E addirittura è passata all’attacco per sbeffeggiare quelli che sono stati ribattezzati i gastrofighetti. Ad alcuni di loro, giovani buongustai un po’ con la puzza sotto il naso, ha tirato uno scherzo di quelli destinati a restare nella memoria: invitati all’inaugurazione di un nuova finta hamburgeria di quelle che vanno oggi tanto di moda, hanno intessuto lodi pubbliche sperticate di quel che stavano mangiando. Peccato che ad un certo punto l’insegna sia stata tolta e sia comparsa quella di McDonald’s. I gastrofighetti avevano mangiato e incensato panini della grande catena americana…

A Expo la multinazionale degli hamburger avrà un ristorante da 300 posti per 400 metri quadrati più 200 di terrazza, in cui proporrà menù speciali preparati con ricette dal mondo. Paradossalmente sarà surclassata da Slow Food che avrà uno spazio di ben 3.500 metri quadri allestiti, suddivisi in tre edifici. Che saranno destinati rispettivamente a Slow Cheese, 84 tipi di formaggi italiani e internazionali, a Slow Wine, con 200 etichette selezionate dalla Banca del Vino di Pollenzo e presentate a rotazione e Slow Food Theater, un auditorium che ospiterà 540 incontri, conferenze, presentazioni e momenti di intrattenimento. In mezzo un orto di 250 metri quadri dove verranno coltivati solo prodotti tipici della Lombardia.

 

 

Se Slow Food convive con McDonald’s a denti stretti («La presenza di McDonald’s suona come un autogol, significa che il pianeta potremo continuare a ingozzarlo a fast food o a junk food», aveva detto il leader Carlin Petrini all’annuncio della sponsorship della multinazionale americana), Oscar Maria Farinetti, patron di Eataly non si fa molti problemi. L’importante secondo lui è contrapporre con forza un altro modello. E così, con la sua ben nota capacità di lobbyng, è riuscito a strappare uno spazio di ben 8mila metri quadrati che ospiteranno 20 ristoranti regionali in grado di «esaltare il patrimomio alimentare».

Ma nella partita dei 26 milioni di pasti, il vero vincitore è un quarto incomodo. Si chiama Cir Food. È una cooperativa di Reggio Emilia che è il concessionario ufficiale di Expo2015. Nell’area gestirà 20 locali tra bar, ristoranti e quick service. 17 di questi saranno dislocati lungo il Decumano, la strada principale che attraversa Expo. Tre altri invece saranno all’interno di Cascina Triulza, la struttura che accoglierà tutte le iniziative della società civile. Per iniziare a orientarvi, in Tracce potrete mangiare, in Let’s Toats consumare uno spuntino, e in Chiccotosto prendere un semplice caffè.

Di sicuro a Expo2015 nessuno resterà a digiuno…

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