Il bello dell'animazione 3D

Il film da vedere nel weekend “Big Hero 6”, un capolavoro Disney

Il film da vedere nel weekend “Big Hero 6”, un capolavoro Disney
27 Dicembre 2014 ore 08:45

Dove vederlo a Bergamo e provincia: Multisala Conca Verde (Longuelo), UCI Cinemas Curno, Multisala Il Borgo (Romano di Lombardia), Ariston Multisala (Treviglio), Cinestar Cortenuova, Cinema Teatro Cagnola (Urgnano), Oratorio Centro Giovanile di Bolgare, Multisala Iride (Costa Volpino), Cinema Garden (Clusone).

 

A metà fra la capitale del Giappone e la moderna città degli Stati Uniti, l’avvenirista San Fransokyo è il luogo in cui si svolgono le pericolose attività clandestine delle lotte fra robot. Hiro, giovane prodigio della robotica, è uno dei più agguerriti progettisti di questi automi da combattimento, con la conseguenza che spesso sembra essere naturalmente portato a cacciarsi nei guai. Il giro di soldi dietro queste competizioni è spesso molto elevato e la criminalità non tarda a manifestare i suoi interessi in questo settore: decisamente troppo per un ragazzino della sua età. Sarà il fratello Tadashi a convincerlo ad entrare in una prestigiosa istituzione scolastica per incanalare al meglio la sua abilità informatica. La tragica morte di Tadashi e la scoperta del meraviglioso (e gommoso) progetto Baymax, porteranno Hiro a cambiare molte delle sue priorità.

 

BIG HERO 6

 

Gli ultimi lavori targati Disney sono a tutti gli effetti dei veri e propri capolavori. Bissare lo straordinario successo di Frozen, accolto con favore anche dalla critica e dalle competizioni internazionali, non era facile. Il compito era reso ancor più difficile dalla volontà di portare sullo schermo un fumetto Marvel a tema super-eroi dopo il non del tutto incoraggiante esperimento di qualche anno fa con il film Gli Incredibili. Produttore esecutivo di questa notevole fatica d’animazione è non a caso John Lasseter, che nel 1999 ha inaugurato il digitale animato con lo strabiliante Toy Story. Ma il tratto più interessante e coraggioso di Big Hero 6 è senza dubbio il coraggio di alcune scelte, che consentono di mettere in discussione un canone narrativo ben consolidato in casa Disney.

Anziché far partire la vicenda con l’evento traumatico di un perdita, il film sperimenta nuove vie, meno prevedibili. Se abbiamo pianto lacrime guardando la morte dei genitori in Bambi o Il re leone, Big Hero 6 dimostra di aver raggiunto una dose di drammaticità più matura e misurata. Si tratta, è palese, di una conseguenza diretta del contagio cinematografico in atto fra l’animazione statunitense e quella giapponese, spesso più lirica ed evocativa. E in effetti, molti elementi del film sembrano strizzare l’occhio a questa esperienza ultramoderna del mondo molto – troppo – vicino della metropoli coloratissima, che non si sa se sia in America o in Giappone. A impreziosire la pellicola, una colonna sonora di grande ispirazione, che sfrutta nomi forti della scena musicale contemporanea e di sicura presa sugli spettatori più giovani, come i 30 Second to Mars e i Fall Out Boy.

 

3

 

L’ottima accoglienza ricevuta dal film al suo debutto negli Stati Uniti gli è valsa la candidatura ad alcuni importanti riconoscimenti cinematografici: oltre alla nomination per il miglior film d’animazione ai Golden Globe 2015, vale la pena di ricordare quelle altrettanto importanti ai Phoenix Film Critics Society Awards e agli Annie Awards, con ben sei candidature. Nel complesso, Big Hero 6 è un film ambizioso e perfettamente in linea con le nuove direttive che sembrano animare Casa Disney: pellicola di grande impatto visivo e dalla solida narrativa, che nulla hanno da invidiare ai lungometraggi fatti con attori veri. Senza contare che quest’ultimo lavoro è incredibilmente e genuinamente divertente.

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