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Il film da vedere nel weekend Napoli velata, il ritorno di Ozpetek

Il film da vedere nel weekend Napoli velata, il ritorno di Ozpetek
05 Gennaio 2018 ore 08:13

Regia: Ferzan Ozpetek.
Con: Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Borghi, Anna Bonaiuto, Peppe Barra, Biagio Forestieri, Luisa Ranieri, Maria Pia Calzone, Carmine Recano, Isabella Ferrari, Lina Sastri, Antonio Grosso.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

Ozpetek è senza dubbio uno dei registi italiani contemporanei che ha uno stile più personale e che con grande coerenza affronta una serie di temi forti, continuamente declinati e rielaborati secondo la propria sensibilità. Turco naturalizzato italiano, l’autore ha debuttato alla fine degli anni Novanta con un film amaro e bellissimo (Il bagno turco) che già conteneva in nuce tutti gli elementi della sua poetica: l’interesse per la sensualità dei corpi, l’identità di genere, la ricerca di un proprio spazio identitario in un altrove geografico o esistenziale. Tutti elementi che si sono poi approfonditi in numerose delle sue opere successive: come dimenticare ad esempio il drammatico turning point narrativo de Le fate ignoranti, che pure prelude al grande cambiamento catartico dei protagonisti? In mezzo a una carriera comunque molto solida bisogna riconoscere che gli ultimi film di Ozpetek non erano forse a livello dei suoi capolavori (basta dare uno sguardo ad Allacciate le cinture per rendersene conto).

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Il momento di incertezza sembra però essere concluso se si guarda il nuovo Napoli velata, in queste settimane nelle sale. Lo conferma innanzitutto la scelta del protagonista maschile, un bravo Alessandro Borghi che, dopo l’ottima prova fornita ad esempio in Suburra, si ritrova qui ad aggiornare il divismo ozpetekiano con una figura moderna e di grande sensualità. La sua storia si incrocia con quella di Adriana (Giovanna Mezzogiorno), con la quale ha un’appassionata notte d’amore. Un incontro fugace, che si traduce in un appuntamento mancato. L’inizio di una vicenda oscura, che porterà Adriana a camminare nel ventre di Napoli, città bulimica e contraddittoria.

Le città e il ruolo che hanno nella costruzione dell’identità dei personaggi sono da sempre al centro della ricerca di Ozpetek: Il bagno turco era anche (forse prima di tutto?) un inno d’amore verso un mondo e un luogo (la Turchia). Qui l’attenzione del regista si concentra su Napoli, città quanto mai piena di colori, suoni, odori, sapori e saperi. Lo sa molto bene Ozpetek che ci fa perdere la sua protagonista, smarrita in una città-ventre che la ingoia e la fa perdere in tutte le sue stranezze e idiosincrasie. Così Napoli velata è soprattutto un film su una città e sul modo in cui la città è vissuta ed esplorata da un corpo in cerca di qualcosa. Adriana la percorre in lungo e in largo, come preda di un delirio estatico, collezionando indizi e risposte come in un’indagine poliziesca (lei non a caso è un’anatomopatologa).

 

 

Così, questa donna forte e smarrita al contempo (ultima incarnazione di un tema carissimo ad Ozpetek, si vedano ancora Le fate ignoranti), nel cercare i tratti dell’uomo che l’ha amata in modo così intenso, finisce per trovare qualcos’altro, forse anche sé stessa. In questo Napoli velata si scopre un film di grandissima ispirazione, come Ozpetek non ne proponeva da un po’. Tecnicamente la pellicola si avvale non solo di ottimi interpreti, ma anche di una fotografia curatissima e suggestiva, che trasmette in immagine le sensazioni (necessariamente multisensoriali) di cui si anima la città.

Un melodramma intenso, una storia d’amore al confine fra spazi e identità che riporta Ozpetek all’apice del suo cinema. Un film intenso e sensuale che non mancherà di stregare gli spettatori.

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