Candidato all'Oscar

Il film da vedere nel weekend “Selma”, l’inizio di M. L. King

Il film da vedere nel weekend “Selma”, l’inizio di M. L. King
14 Febbraio 2015 ore 08:30

Regia: Ava DuVernay.
Cast: David Oyelowo, Tom Wilkinson, Tim Roth, Common, Carmen Ejogo, Lorraine Toussaint, Oprah Winfrey, Cuba Gooding, Jr., Niecy Nash, Colman Domingo, Giovanni Ribisi, Alessandro Nivola, Andre Holland, Tessa Thompson, Wendell Pierce, Omar Dorsey, Ledisi, Trai Byers, Stephan James, Kent Faulcon, John Lavelle, Jeremy Strong, Dylan Baker, Nigel Thatch.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: Capitol Multisala, UCI Cinemas Curno, Ariston Multisala, Cinestar Cortenuova.

 

Dal 1965 ad oggi, in così poco tempo (storico), quante cose sono cambiate. Per esempio, è proprio in quella data che un gruppo di persone guidate dall’allora pastore Martin Luther King si radunarono nella città di Selma per manifestare contro il regime di segregazione in cui la popolazione nera si trovava costretta a vivere, a partire dall’impossibilità di esercitare il suo diritto di voto.

La storia delle discriminazioni in America è unga e ormai ben nota, ma l’episodio di Selma è ancora poco conosciuto dagli europei, nonostante abbia rappresentato l’inizio di una battaglia pacifica dal grandissimo valore storico e civile. A riportarla alla luce è il film candidato all’Oscar Selma. La strada per la libertà, della afroamericana Ava DuVernay, che elegge l’episodio di Selma a esempio in grado di riassumere la storia per i diritti civili in America, mostrando un ennesimo ma per certi versi inedito ritratto di Martin Luther King. Ed è proprio in relazione alla figura dell’ispiratore del movimento che si consuma la prima – fondamentale – differenza rispetto ad altri film del genere: anziché mostrarci King come un santo, martire di una causa giusta, la DuVernay ci restituisce un racconto più intimo e umano, con i dubbi e le incertezze di un uomo che ha saputo cambiare la storia americana. E non c’è nessuna vergogna in questo. Se possibile, sembra questo il suggerimento della regista, è anzi proprio a partire da questi momenti di insicurezza che si può celebrare in maniera vera la grandezza di un grande uomo.

 

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Martin Luther King, lo sappiamo ormai bene, è un esempio per tutti. La sua grande umanità si consuma in un impegno che non è mai interessato a qualcosa che non sia il bene comune. Nei discorsi ispirati del pastore, che sembrano prediche a una massa di fedeli da ammonire vediamo un grande esempio che mai come oggi dovrebbe tornare a ispirarci. Il vero senso della politica si nasconde nella capacità di guardare oltre, verso un futuro incerto ma che possiamo essere in grado di costruire con le scelte e le rinunce di ogni giorno. Non c’è politica, questo il suggerimento di King e della DuVernay, senza consenso unanime a supporto di un’esigenza quanto mai umana.

Ciò che emerge da Selma, attraverso il fortunato intreccio di testimonianze e ricostruzioni romanzesche, è la statura storica e morale di un individuo che ha saputo lottare contro la violenza cambiando le carte in tavola, mostrando la possibilità di un futuro a chi aveva smesso di crederlo possibile. Si tratta di un messaggio di incredibile attualità che dobbiamo essere in grado di recuperare, se un certo cinema ha ancora una qualche funzione.

Chi è la regista, Ava DuVernay. Losangelina di colore, classe 1972. Quello della DuVernay è un nome praticamente sconosciuto al pubblico europeo. Nonostante la sua grande capacità inventiva dal punto di vista cinematografico, i suoi lungometraggi si contano infatti sulle dita di una mano e Selma è il primo ad arrivare alla grande distribuzione. Si ricorda anche l’importantissimo riconoscimento vinto al Sundance Film Festival per il suo bel Middle of Nowhere (2012).

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