Una mostra, fino all'11 gennaio

Il Fiume Mississippi alla GAMeC (è una cosa d’arte contemporanea)

Il Fiume Mississippi alla GAMeC (è una cosa d’arte contemporanea)
19 Dicembre 2014 ore 13:58

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Dopo 2 mesi e mezzo di lavoro si è concluso il progetto espositivo Mississippi, ideato e realizzato dal giovane (appena 26 anni) curatore americano Sam Korman, vincitore della settima edizione del premio Bonaldi.

Una mostra complessa per la quale ci sono volute ben due inaugurazioni: la prima il 2 ottobre nello Spazio Zero della GAMeC completamente vuoto, bianco candido e intonso, colmato solo dalle parole del curatore, che spiegava il progetto work in progress con cui le sale sarebbero state riempite; la seconda il 18 dicembre, con l’esposizione ufficiale delle opere realizzate in queste settimane dai tre artisti americani intervenuti nel progetto.

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Punto primo: cos’è il Premio Bonaldi. Il Lorenzo Bonaldi Enterprize è un premio internazionale riservato ai curatori under 30, ideato dalla GAMeC con il sostegno della famiglia Bonaldi e nato dalla volontà di ricordare la passione per l’arte e per il collezionismo dell’imprenditore bergamasco Lorenzo Bonaldi. Quella che ha premiato Sam Korman è la settima edizione di una manifestazione abbastanza unica nel suo genere, dunque, perché riservata non agli artisti ma ai curatori, che, con cadenza biennale, presentano il loro progetto espositivo da realizzare negli spazi della galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo. Per capire l’utilità di istituire un concorso per curatori basta ricordare che, per esempio, la seconda edizione del premio è stata vinta da Andrea Viliani, oggi direttore del Museo Madre di Napoli. È chiaro come premi di questo tipo possano diventare degli  appuntamenti che permettono di conoscere “in anteprima” giovani talenti della curatela artistica.

Sam Korman e il suo progetto. L’idea espositiva di questo giovane di Buffalo ha tratto ispirazione dal romanzo di Mark Twain Le avventure di Huckleberry Finn e, nello specifico, al suo protagonista naturale, il fiume Mississippi: un luogo di incontro, conversazione, realizzazione e crescita davanti al quale Huck Finn e l’amico Jim imparano a crescere. Per questo motivo, il giovane vincitore del Bonaldi ha proposto di partire da una stanza vuota (idealmente il fiume) e chiamare a fasi alterne tre artisti che, per tre settimane, sono stati liberi di interagire con lo spazio e il territorio, mentre lavoravano alla creazione delle opere.

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Gli artisti e la nascita della mostra. Il giorno seguente all’inaugurazione, quindi, è arrivato il primo artista: Jacob Kassay, che ha realizzato alcuni dipinti eterei sulle pareti. Poi è stata la volta di Elaine Cameron-Weirche, che ha realizzato due sculture, e Josh Tonsfeldt, autore di un video e un’opera che documentano una battuta di caccia, completati poche ore prima della seconda, e ufficiale, inaugurazione. Ultimo artista ad arrivare sarà il designer David Knowles, che scriverà il quarto e ultimo capitolo di questa storia, realizzando il catalogo della mostra. Tutti i protagonisti hanno “sperimentato” il territorio bergamasco, visitandolo, cogliendone alcuni aspetti, riciclando il materiale che trovavano o entrando in contatto con le aziende del territorio per realizzare fisicamente i loro lavori. La mostra così conclusa sarà visibile fino al prossimo 11 gennaio.

Una nota curiosa. Il Mississippi ha molto più a che fare con Bergamo di quanto si possa pensare. Anche se Sam Korman non lo sapeva, è stato un nostro concittadino, il 31 agosto 1823, a scoprire la sorgente del fiume più lungo delle Americhe. Giacomo Costantino Beltrami, infatti, percorse a ritroso i quasi 4000 km del grande corso d’acqua, giungendo là dove nessun esploratore era arrivato prima. Parecchi anni più tardi, queste terre da lui scoperte gli tributarono i giusti meriti, intitolandogli sia una contea dell’attuale stato del Minnesota (Beltrami County) che i monti in cui nasce il Mississippi.

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