In arrivo nelle sale a dicembre

Le foto de “Lo Hobbit” parte terza La saga più costosa della storia

Le foto de “Lo Hobbit” parte terza  La saga più costosa della storia
07 Agosto 2014 ore 10:30

Ormai manca davvero poco: a dicembre, nelle sale di tutto il mondo, arriverà il terzo e ultimo capitolo della saga de Lo Hobbit, la fortunatissima storia scritta sul finire degli anni ’30 da J. R. R. Tolkien e portata al cospetto delle telecamere da Peter Jackson, già regista del Signore degli anelli. E la Warner Bros, casa produttrice, sta sapientemente gestendo la smania di notizie dei tantissimi fan: dopo l’uscita del trailer del film (che si intitolerà Lo Hobbit. La battaglia delle cinque armate) in queste ore ha reso disponibili alcune foto esclusive delle ultimissime riprese.

Un kolossal come mai si era visto. La trilogia de Lo Hobbit rappresenta il più grande kolossal della storia cinematografica. Se non da un punto di vista prettamente estetico, per il quale vale – sopra ogni cosa – il gusto personale, di sicuro da un punto di vista economico: le cifre della realizzazione dei tre film si aggirano complessivamente attorno al miliardo di dollari, anche se la cifra è stata bilanciata con i soli incassi del primo dei tre film, che a livello mondiale ha sfondato la quota del miliardo. Nel podio dei film più costosi di sempre, alle spalle della saga degli hobbit e dei nani, la serie dei Pirati dei Caraibi di Johnny Depp e la seconda trilogia di Star Wars, inferiori comunque di diverse centinaia di milioni.

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Tutti gli incredibili numeri (ed effetti). Fra attori, regia, artisti digitali, scenografi e collaboratori vari hanno lavorato alla realizzazione del film quasi 2.000 persone. Del resto, anche solo per creare i 2176 effetti digitali targati Weta Digital, non bastava un semplice pugno di professionisti. E, se Peter Jackson è riuscito a trovare qualche nano, a dare forma (con 5000 protesi di mani, orecchie e nasi finti) un bel numero di creature umane fantastiche, non ha avuto la fortuna di reperire, in giro per il mondo, un drago. Quindi ha dovuto crearlo digitalmente.

A tutti coloro che hanno visto almeno uno dei primi due capitoli inoltre, non sarà certo sfuggita un’invidiabile naturalezza con cui i vari personaggi sguainavano ed adoperavano spade e asce imponenti o con cui galoppavano in mezzo a vaste praterie. Ebbene, queste medievali virtù sono state apprese dagli attori in ben 3 mesi di assidui allenamenti. Tutto questo è stato ampiamente documentato per la gioia dei nostri occhi da 48 diverse macchine da presa digitali, coadiuvate da 5 elicotteri nel continuo compito di trovare le migliori location per girare le scene. Già, la location: dopo la fortunatissima esperienza dei film de Il signore degli anelli, la Terra di Mezzo non poteva non essere ricollocata in Nuova Zelanda, dove la varietà (e incredibile bellezza) delle sue terre si presta alla perfezione a questo genere di film. Ultima curiosità: per quanto si possa sforzare, difficilmente un attore riuscirebbe mai ad produrre il ventaglio di rumori vocali emessi da un goblin; ecco perché, appositamente per dar voce a questo tipo di creatura, sono state realizzate ben 16 diverse tracce sonore.

Alcune modifiche rispetto al libro. A quanto pare, dalle prime voci che circolano, la storia proposta dal film si discosterà, talvolta nemmeno con troppa leggerezza, dall’originale tolkeniano. L’esempio più clamoroso, finora, riguarda Thorin Scudodiquercia, il legittimo Re dei nani partito alla riconquista del reame di Ereborn, da anni sotto il controllo del drago Smaug: nella versione originale muore in seguito alla battaglia finale, mentre nel film arriva vivo e vegeto fino alla conclusione della storia.

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