Memoria e solidarietà

I bersaglieri a Bergamo

I bersaglieri a Bergamo
11 Luglio 2014 ore 13:39

L’associazione nazionale bersaglieri “Gen. Arturo Scattini” compie 90 anni. Per l’occasione ha organizzato un grande concerto di tre fanfare che si è tenuto allo stadio di Bergamo sabato 12 luglio alle 21. Su tutto il territorio nazionale ci sono numerose sezioni che raccolgono tutti coloro che hanno fatto parte di questo corpo, quella di Bergamo, però, detiene due primati. È una delle più storiche oltre che ad essere la più numerosa d’Italia. La sede associativa bergamasca si trova in via Carlo Alberto 23 e vanta 120 bersaglieri iscritti.

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La Sezione

La Sezione Bersaglieri “Gen. Arturo Scattini” di Bergamo, viene fondata nel 1924 da alcuni Reduci della prima guerra mondiale e inizialmente dedicata al Colonnello Eugenio De Rossi. Nel 1972, cambia nome e viene intitolata al Generale Arturo Scattini, bergamasco, insignito dell’Ordine Militare di Savoia e Presidente Onorario della Associazione Nazionale Bersaglieri. Ogni sabato pomeriggio in sezione si raduna il Consiglio Sezionale che organizza gli eventi e le attività dell’anno. Uno degli scopi principali dei Bersaglieri è aiutare chiunque abbia bisogno. Per esempio, l’anno scorso, sono stati nelle località dell’Emilia (Modena, Reggio Emilia, Finale Emilia) colpite dal terremoto, dove hanno portato viveri e altri beni per le famiglie rimaste senza un tetto. Oppure hanno organizzato concerti a scopo benefico, raccogliendo fondi per la realizzazione della Casa del Sole a Bergamo, una struttura che sarà costruita vicino all’ospedale ed ospiterà i parenti dei malati e i lungo degenti. Apice del loro lavoro è la preparazione del raduno nazionale dei Bersaglieri che ogni anno si sposta in una zona diversa d’Italia, quest’anno si sono trovati ad Asti mentre l’anno prossimo l’appuntamento è previsto a Rimini. Da 16 anni, inoltre,  la sezione cura la  pubblicazione di un quadrimestrale intitolato «Orgoglio Bersaglieresco» in cui si danno informazioni sulle attività della fanfara, oltre che della loro associazione o della vita delle sezioni della provincia. La sezione vive autotassandosi. Il presidente è Alberto Pirletti con Attilio Salvi che ricopre il ruolo di vicepresidente. Il Consiglio è formato da Virginio del Prato, Gabriele Pirletti, Francesco Sonzoni, Sergio Rota e Franco Maida. Il coordinatore e vivace animatore della sezione è Massimo Pirletti.

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La Fanfara

Impossibile parlare dei bersaglieri senza citare il loro corpo musicale. La Fanfara dei Bersaglieri “Generale Arturo Scattini” di Bergamo, è nata il 28 Ottobre 1990, per volontà del Bersagliere Virginio Del Prato. All’inizio il complesso musicale raggruppava un organico di 15 persone, oggi i componenti sono 41. I musicisti sono quasi tutti ex bersaglieri, anche se il gruppo ha recentemente accolto giovani ragazzi, dato che con la sospensione della leva diventa più difficile trovare musicisti bersaglieri. La loro attività si concentra principalmente in raduni, cerimonie e manifestazioni patriottiche. Durante questi anni ha però avuto anche l’occasione di potersi esibire in numerose performance all’estero. La Fanfara di Bergamo ha suonato in Belgio, Francia, Germania, Egitto e in America. Il loro repertorio vanta oltre che a marce e inni militari anche numerosi arrangiamenti personalizzati di musica leggera, operistica, folk e jazz. Presso la sede della Fanfara sono settimanalmente organizzati dei corsi musicali gratuiti per dare la possibilità ai giovani di conoscere l’arte e la bellezza della musica.

 

 

Chi sono i Bersaglieri

Il corpo dei bersaglieri nasce il 18 giugno del 1836, per volontà del capitano Alessandro La Marmora. L’Ufficiale presentò al re Carlo Alberto uno studio intitolato Proposizione per la formazione di una compagnia Bersaglieri, il Sovrano accolse la proposta e autorizzò la creazione della 1^ Compagnia del Corpo dei Bersaglieri. La Marmora voleva formare reparti celeri di carabine che dovevano avere una notevole possibilità di rapidi spostamenti caratterizzati da un fuoco preciso alle piccole distanze. Entrati fin da subito a far parte dell’esercito piemontese, saranno impiegati in numerosi campi di battaglia sia prima che dopo l’unione d’Italia. Il “cappello piumato”, in gergo vaira, che si porta inclinato sul lato destro in modo da tagliare a metà il sopracciglio fino a coprire il lobo dell’orecchio, è l’emblema del Corpo e il simbolo delle sue tradizioni.

 

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