Un video un po' magico

La nascita di un fiocco di neve E quante tipologie ne esistono

La nascita di un fiocco di neve E quante tipologie ne esistono
31 Dicembre 2014 ore 02:00

Venti secondi in cui non si riesce a staccare il naso dallo schermo. Un po’ come i bambini non riescono a staccarlo dal vetro della finestra, quando fuori tutto si copre di bianco. Venti piccoli secondi per contemplare una altrettanto piccola meraviglia: la nascita di un fiocco di neve, che – con termini un po’ più tecnici – si definisce: formazione di un cristallo di ghiaccio. Che poi, come avviene?

Premettiamo che i fiocchi di neve sono come le persone. Una frase insolita ma a suo modo vera. E vediamo il perché. La neve, come è noto, nasce nell’atmosfera quando il vapore acqueo incontra una temperatura sotto lo zero, brina e passa dallo stato liquido a quello solido, formando così i cristalli di ghiaccio (i nostri fiocchi) che poi ci regaleranno lo spettacolo morbido e bianco che tanto attendiamo a Natale. Come le persone, ogni singolo fiocco che cade è diverso da quello che lo ha preceduto ed è diverso da quello che arriverà dopo di lui; unica caratteristica comune di tutti i fiocchi è la forma esagonale. Anche qui, la cosa esige una spiegazione.

In primis ricordiamo che la neve è fatta di acqua, quindi due molecole di idrogeno e una di ossigeno. Poi, puntualizziamo, due atomi di acqua non sono perfettamente identici – la fisica insegna: per la precisione, in tutti i fiocchi ci sono 1.000.000.000.000.000 molecole disposte in infinite combinazioni, almeno per quanto riguarda la forma. In secondo luogo, diciamo che anche il posto in cui nasce il fiocco influisce sulla forma, dal momento che variano le condizioni di pressione, umidità e temperatura. Solitamente, più bassa è l’umidità e più semplice è la forma del fiocco, mentre con un’umidità più alta ci sarà una struttura geometrica più complessa. Il risultato è che di categorie di fiocchi ne esistono 39 (per un totale di 121 sottocategorie). Un’infografica dai colori pastello, elaborata dal Compoud Chemistry Blog, offre un colpo d’occhio complessivo:

The-Shapes-of-Snowflakes

[Clicca sull’immagine per ingrandirla]

Entrando nel dettaglio e scegliendo le tipologie più significative, si distinguono

  • Fiocchi dentrici, ovvero i cristalli di neve classici che vediamo durante le nevicate anche in bassa quota. La dimensione dipende dai livelli di umidità e dalla temperatura: se questi due agenti atmosferici sono alti i fiocchi saranno più grandi; sono invece più piccoli quando temperatura e umidità sono basse.
  • Fiocchi a rosetta: classico nucleo di ghiaccio da cui casualmente si diramano cristalli conici.
  • Neve tonda: granelli che hanno una forma sferica o conica, con una grandezza compresa tra i 2 e i 5 millimetri, bianchi e opachi quando arrivano al suolo rimbalzano e si rompono.
  • Nevischio: cadono in piccole quantità e sono fiocchi di piccolo diametro (inferiore al mm); a differenza della neve tonda, quando cade al suolo non si rompe. È la famosa neve che “attacca”.
  • Fiocchi a doppio strato: sono il risultato dell’unione tra un fiocco di nevischio e uno di neve tonda, che formano un fiocco a due piani.
  • Gragnola: formato granuli di ghiaccio trasparente e translucidi, ha un forma sferica e raggiunge i 5 mm di diametro.
  • Fiocchi triangolari: è la tipologia più rara, si formano quando la temperatura è due gradi sotto lo zero.
  • Fiocchi ad aghi: Cadono generalmente in alta quota con temperature molto basse, specie durante le bufere di neve. Sono corti e all’interno possono essere sia pieni che cavi.
  • Neve artificiale: Inventata da Vicent Schaefer, fu usata per la prima volta nel 1952 in Massachussetts. Con questo metodo, attraverso dei cannoni sparaneve viene ricreato il fenomeno naturale della neve, tramite congelamento e successiva cristallizzazione dell’acqua.
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