Fino al 13 marzo

I mille volti del Che sui muri di Cuba Una bella mostra in via Zambonate

I mille volti del Che sui muri di Cuba Una bella mostra in via Zambonate
Eventi 01 Marzo 2016 ore 16:35

 

Fino al 13 marzo, presso l’Associazione Mutuo Soccorso in via Zambonate 33, si terrà la mostra I mille volti del Che a Cuba, lavoro fotografico realizzato a Cuba dalla giornalista e fotografa Paola Volpari, che da anni documenta, con i suoi reportage, la vita nell’isola caraibica.

I suoi scatti si soffermano sugli edifici dalle pareti scrostate e variopinte, sui graffiti sui muri inneggianti alla rivoluzione e – ovviamente – sulle onnipresenti immagini del Che. Centinaia di immagini, murales, disegni che, attraverso l’obiettivo della fotografa milanese, raccontano Cuba da un punto di vista inusuale, risultato di un minuzioso lavoro, iniziato nel 1998 e realizzato nel corso di un decennio. Che riflette l’amore dei cubani per il loro Comandante, ma che è anche una dichiarazione d’amore della Volpari per la sua amata Cuba, per quella cultura e quel modo di vivere evidentemente unico.

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Chi è Paola Volpari. Paola Volpari svolge l’attività di giornalista free lance di cucina e food stylist da circa 35 anni. Ha lavorato con le più importanti riviste italiane di settore come Sale&Pepe e Guida Cucina o riviste femminili come Donna Moderna, A, Gioia. Sempre come food stylist ha lavorato nel mondo pubblicitario, per la realizzazione dei testi di ricette delle più grandi aziende alimentari.

Ha però sempre coltivato anche la passione per la fotografia, trasmessale dal padre: «Non ho mai voluto che la fotografia diventasse il mio vero lavoro – afferma con decisione -. Sostengo che una persona possa lavorare con passione, ma nel momento in cui ti pagano e ti danno delle direttive, un lavoro non è più un amore libero, mentre io voglio sentirmi libera, almeno con le fotografie».

La scoperta di Cuba. Il suo amore per Cuba nasce nel ‘68, quando ha diciannove anni, sull’onda del mito del Che: «Per diversi motivi sono riuscita ad andare a Cuba solo a 40 anni – racconta la fotografa -, sono rimasta un mese a casa di alcuni conoscenti e mi sono innamorata perdutamente di quella terra. Quando torno a Cuba mi sento a casa; forse in un’altra vita sono nata proprio lì!».

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È impossibile non scattare fotografie a Cuba, che è come un museo a cielo aperto. «C’è una fotografia della mostra che ritrae un murales del centro della Havana. – dice la Volpari -. Nel ’98 l’ho fotografato per la prima volta e da lì mi è venuta l’idea che poi ha portato alla mostra: fotografare tutte le immagini del Che». Paola sottolinea comunque che, viaggiando per l’isola in macchina, ogni volta che vedeva l’immagine del Che scattava una foto, ma che lei non l’ha mai cercato. «Tu non lo trovi, è lui che ti cerca».

La mostra a Bergamo. L’architetto Bruno Fiorellino si è interessato alla mostra e, grazie alla sua collaborazione, Paola Volpari è riuscita a portarla da Milano a Bergamo. E proprio a Bergamo la fotografa rivolge anche un pensiero: «Vorrei conoscere meglio questa bella città. Ho visitato già la meravigliosa Città Alta e, a parte la bellezza dei luoghi, devo dire che ho trovato una Bergamo molto viva e attiva, soprattutto dal punto di vista intellettuale».

Il futuro. Paola Volpari ha raccolto tutte le sue fotografie in un libro intitolato come la mostra, I Mille volti del Che a Cuba. Il volume adesso è in attesa di trovare un editore per essere pubblicato, ma il grande sogno della fotografa sarebbe quello di portare l’intera esposizione a Cuba e di regalarla ai cubani; lasciarla in un museo locale come gesto di grande affetto verso quella terra.

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