Costa Concordia

Due video che spiegano tutto

Due video che spiegano tutto
23 Luglio 2014 ore 10:26

Dopo due anni e mezzo la Costa Concordia ha lasciato le acque dell’Isola del Giglio e ha iniziato la navigazione, che durerà quattro giorni, per arrivare a Genova dove verrà smantellata.

IL RECUPERO

Il video del recupero mette in evidenza un elemento essenziale dei nostri tempi: il progettista del recupero non è un ingegnere. Come il signor Wolf di Pulp Fiction è “uno che risolve problemi”. L’idea di “tirare su” la nave con dei verricelli dopo averla puntellata sul fondale opportunamente solidificato, così come quella di farla galleggiare usando delle enormi bottiglie vuote, è il frutto di un momento creativo. Il video, nella sua brevità, ne mette in luce l’assoluta semplicità: delle zeppe sotto, dei verricelli a tirare, dei bottiglioni per farla galleggiare. Il merito dell’ingegneristica italiana – di prim’ordine – è stato quello di fidarsi di quella intuizione e di fornirle gli strumenti per realizzarla.

Eravamo i migliori al mondo. Il sito dell’ ITI Renato Elia di Catellammare di Stabia, nella sezione <Un po’ di storia> ricostruisce la figura dell’ingegnere del Genio Navale da cui prende il nome. Tra le pagine dei giornali dell’epoca si trova questa parentesi:

(A questo punto è interessante ricordare che gli Inglesi dicono: “Noi e gli Olandesi abbiamo fatto, nel campo dei recuperi navali, cose magnifiche, gli Italiani hanno fatto l’impossibile”. E un’altra prova della stima in cui sono tenuti gli Italiani è fornita dagli Americani, i quali – appena giunti a Napoli – prima di iniziare i lavori di ricupero, hanno cercato consiglio ed il concorso del colonnello del G. N. Spinelli, attuale capo dell’Ufficio Ricuperi. Per citare le imprese della genovese Sirima, che hanno creato fama universale ai nostri “ricuperatori”) Da “il Giornale” del 29 agosto 1945.

Eravamo i migliori al mondo. Quando si parla di perdita di prestigio delle nostre scuole può essere interessante ricordare da quali vette siamo scesi. E quando Ségolène Royal cerca di sollevare dubbi sulle operazioni della Concordia bisognerebbe farle presente che devono al sopra ricordato colonnello Spinelli se il loro glorioso Liberté, colato a picco tanti anni fa, poté tornare felicemente a solcare i mari.

Il regista dell’operazione. Nicholas Sloane vive a Somerset West, Città del Capo, con la moglie Sandra e i tre figli. È l’uomo che ha raccolto la sfida di ruotare la Costa Concordia e di farla rigalleggiare. Ha una lunga esperienza nel settore: ha lavorato oltre 27 anni nel recupero in mare e offshore nel settore petrolifero, occupandosi del salvataggio e della rimozione di relitti in tutto il mondo. Quotidiano.net riporta tutti i suoi lavori più importanti.

 

L’INCIDENTE

http://youtu.be/QklERulUpwc

 

Del video dell’incidente sono importanti i minuti successivi alle ore 9:44 PM, nei quali si consuma il naufragio. Le Scole, gli scogli affioranti, funzionano come un apriscatole a babordo (il lato sinistro rispetto alla rotta) della Concordia. Imbarcando acqua da quella parte la nave dovrebbe cominciare a girare verso sinistra, ma questo mutamento del baricentro è bilanciato dalla forza generata dall’impatto con gli scogli. La Concordia subisce così un movimento inerziale simile a quello che subirebbe una barchetta in una vasca se un bambino le desse un colpetto sulla poppa: fa un largo giro di 180 gradi. Dopo di che procede «in dérapage» fino a toccare il fondale dell’isola. Sono le 10:58 PM.

In tutto questo tempo – più di un’ora – il comandante avrebbe avuto modo, se i motori avessero funzionato e se lui stesso avesse voluto capire cosa stava succedendo, di controbilanciare la spinta inerziale con quella dei motori e del timone, così da mantenere la nave “in acqua” e iniziare le operazioni di abbandono. Nessuna di queste manovre risulta messa in atto: le comunicazioni registrate lasciano intendere essenzialmente la volontà di coprire la gravità dell’evento. Il modo migliore per trasformarlo in disastro.

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