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Il film da vedere nel weekend “Joker. Wild Card”, giochi pericolosi

Il film da vedere nel weekend “Joker. Wild Card”, giochi pericolosi
08 Agosto 2015 ore 04:00

Regia: Simon West.
Cast: Jason StathamMichael AngaranoDominik García-LoridoHope DavisMilo Ventimiglia, Max Casella, Stanley Tucci, Jason Alexander, Sofía Vergara, Anne Heche, François Vincentelli,Chris Browning, Matthew Willig, Davenia McFadden.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

Jason Statham, classe 1967, è uno degli attori simbolo di un certo cinema commerciale. Amatissimo prima per le sue performance come artista marziale e poi sul grande schermo come protagonista di numerosi film particolarmente emblematici, Statham è l’apoteosi dell’uomo americano (pur essendo inglese). Sorretto da un solido universo morale, il suo personaggio medio preferisce risolvere i problemi a pugni piuttosto che a parole: questo, certamente, non garantisce spesso un cinema fatto di profondità e indagine psicologica, ma bisogna riconoscere che nell’ottica del puro intrattenimento i suoi film sono spesso una scelta sicura. Dopo aver debuttato negli anni Ottanta in Pazzi scatenati di Guy Ritchie, Statham ha saputo imporsi come personalità ben determinata nel panorama degli attori di Hollywood, lavorando con registi di fama come John Carpenter (Fantasmi da Marte). Lo ritroviamo oggi sui nostri schermi in Joker – Wild Card, ultima fatica cinematografica del regista americano Simon West, celebre soprattutto per il recente I mercenari 2, ma del quale va ricordato almeno il buon Chiamata da uno sconosciuto.

Protagonista della vicenda è Nick Wild, un ex-marine americano che si è lasciato prendere dalla passione per il gioco d’azzardo. Il suo attuale impiego, che gli consente di rimanere a stretto contatto con la sua passione, è quello di proteggere dei facoltosi individui che amano affrontare le sfide più pericolose e oscure di Las Vegas. Nick, nel frattempo, stanco della capitale del gioco, spera di cambiare vita. Tutto cambia quando l’affascinante Holly, una vecchia fiamma, viene violentemente percossa senza possibilità di reagire: sopravvissuta all’aggressione, la ragazza chiederà l’aiuto di Nick per cercare vendetta nei confronti del boss malavitoso DeMarco.

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La collaborazione fra West e Statham, cominciata con Professione Assassino e oggi alla sua terza occasione, sembra dare frutti sempre più convincenti. L’attore americano si trova questa volta ad interpretare un personaggio sorprendentemente complesso per gli standard a cui ci aveva abituato, un individuo che sembra recare in sé le tracce di tutte le precedenti esperienze recitative di Statham, sempre sotto il segno della migliore tradizione statunitense. Non solo quindi un riassunto dell’esperienza personale di un interprete, ma addirittura una rinnovata presa di posizione da parte dell’immaginario dell’action commerciale hollywoodiano, quello fatto di città luminose eppure capaci di nascondere i più sordidi segreti nel buio dei loro vicoli, sempre all’insegna di droga e violenza gratuita.

Il film, in effetti, si lascia apprezzare soprattutto per la capacità di fondere in maniera estremamente convincente la solidità narrativa e la capacità di proporre un’evoluzione consistente del personaggio protagonista. In un’escalation di violenza che appare quasi inaspettata date le premesse iniziali della pellicola, Statham ci propone un Nick complesso e sfaccettato, un individuo che ha cambiato vita ma che ancora una volta si trova con le spalle al muro, incapace di realizzare i propri sogni e alla ricerca di una possibilità di riscossa nell’aiuto prestato agli altri. Senza dimenticare il problema del gioco d’azzardo, vera e propria ossessione dell’ex-marine che ritorna come un ritornello ossessivo in un film che, alla fine, ha ben poco di scopertamente legato al gioco.

Ma il casinò è una metafora della vita e il cinema ce lo ricorda molto bene: la lunga sequenza del recente Casinò Royale, che catalizza la tensione narrativa attorno alle imprese dell’agente Bond, o il divertente siparietto de Il secondo tragico Fantozzi ne sono un chiaro esempio. Di questo immaginario il Joker di West si nutre prepotentemente, non mancando di ricordarci quanto possano essere pericolose e transitorie le glorie che si consumano sotto le luci abbagliati e artificiali di Las Vegas.

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