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Una mostra fino al 21 novembre

“Il Postino” compie vent’anni e Roma ricorda Massimo Troisi

“Il Postino” compie vent’anni e Roma ricorda Massimo Troisi
Eventi 30 Ottobre 2014 ore 10:20

La mostra itinerante, intitolata «Il Postino. Salina, la metafora della poesia» è stata organizzata in occasione del ventesimo anniversario del Postino, l’ultimo grande film di Massimo Troisi, deceduto solo 12 ore dopo la fine delle riprese. Patrocinata da Events.com, in collaborazione con il Comune di Malfa (Isole Eolie) e l’ANFE (Associazione Nazionale Famiglie Emigrati), si fermerà al Festival di Roma fino al 21 novembre e sarà ospitata dalla “Nuova Pesa -Centro per l’Arte contemporanea” fondata da Simona Marchini, in via del Corso 530.La mostra arriva da Casa Sebastiano Lo Monaco di Pollara, sull’isola di Salina, l’isola dell’arcipelago delle Eolie in cui è stata girata la pellicola.

Il Postino, trasposizione cinematografica del Postino di Neruda, romanzo dello scrittore cileno Antonio Skàrmeta, è ambientato nel 1952 e racconta la storia del postino Mario Ruoppolo, e della sua amicizia con Pablo Neruda. Le conversazioni con il poeta in esilio lo aiuteranno a conquistare Beatrice, una quasi debuttante Maria Grazia Cucinotta. Il regista, Michael Radford, ricorda che Troisi «voleva interpretare un uomo che scopre se stesso attraverso la poesia. Si sentì male la prima settimana di riprese, aveva bisogno del trapianto. Gli dissi di lasciar perdere il film, anche se desideravo il contrario. Fu davvero molto coraggioso».

 

 

Lo scenografo del film, Lorenzo Baraldi, scelse Salina per le sue caratteristiche ambientali e paesaggistiche ancora incontaminate. La colonna sonora, curata da Luis Bacalov, con la collaborazione di Sergio Endrigo, Riccardo del Turco e Francisco Canaro, fu pluripremiata: ottenne l’Oscar come miglior colonna sonora drammatica (1996), un BAFTA e un Nastro d’Argento.

 

 

Il film fu candidato agli Oscar del 1996 come miglior film, miglior attore protagonista (Massimo Troisi), miglior regia (Micheal Radford) e miglior sceneggiatura non originale. Venne premiato di un Critics’ Choice Movie Award come film straniero e di un David di Donatello per il miglior montatore.

 

 

La mostra offre uno story board costituito dai bozzetti delle scenografie di Lorenzo Baraldi e dei costumi di Gianna Gissi, oltre alle foto di Mario Tursi. Come cerimonia di chiusura dell’esposizione, verrà proiettato il film, restaurato dalla Film & Video.

Benché Il Postino sia il film più conosciuto di Troisi, ci sono altre pellicole interpretate dall’attore napoletano che dovrebbero essere ricordate. In Ricomincio da tre (1981) Massimo Troisi si trova per la prima volta dietro la macchina da presa. Interpreta un giovane napoletano che, determinato a staccarsi dal nucleo familiare, si trasferisce a Firenze. Nella scena che abbiamo scelto, il protagonista comunica la sua intenzione all’amico fraterno Lello, interpretato da Lello Arena:

 

 

In Scusate il ritardo (1983), anch’esso diretto da Troisi, l’attore interpreta un trentenne napoletano disoccupato, Vincenzo. Il titolo del film allude al tempo trascorso dall’ultima pellicola, ma anche alle fasi diverse fasi dell’amore.

 

 

Non ci resta che piangere (1984) è l’esilarante viaggio nel tempo della coppia Benigni-Troisi. Il maestro Saverio (Benigni) e il bidello Mario (Troisi) vengono trasportati in un borgo toscano, alla fine del Quattrocento. Tra incontri inaspettati (come quello con Leonardo da Vinci) e incontri mancati (quello con Cristoforo Colombo), non mancano dei gustosissimi anacronismi:

 

 

Che ora è (1989) è stato diretto da Ettore Scola, con Troisi e Mastroianni. Il film è imperniato sul difficile rapporto tra un padre (Marcello Mastroianni) e il figlio Michele, interpretato da Troisi. Laureatosi in lettere, si trova a Civitavecchia per il servizio di leva militare. La routine quotidiana e le relazioni sociali, limitate a un ristretto gruppo di amici, vengono scosse dall’arrivo del padre, da cui Michele si è progressivamente allontanato. Il titolo del film è motivato dall’orologio d’argento che il padre dona al figlio, in ricordo del nonno.

 

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