5-14 dicembre, a Bergamo e provincia

“In Necessità Virtù”, l’arte è incontro Altro che festival del volontariato

“In Necessità Virtù”, l’arte è incontro Altro che festival del volontariato
04 Dicembre 2014 ore 17:04

Dal 5 al 14 dicembre riprende l’appuntamento con il festival In Necessità Virtù, la rassegna culturale bergamasca, giunta alla sua terza edizione, che raccoglie diverse esperienze artistiche, fortemente radicate nell’esperienza umana e comunitaria. Quest’anno verrà dato largo spazio al teatro, l’arte per eccellenza a matrice sociale, inscenato e vissuto in diversi luoghi di Bergamo e provincia: dal Teatro Sociale all’auditorium di Piazza Libertà, da Villa d’Almé a Curno, da Dalmine a Boccaleone, fra teatri, scuole e spazi adibiti alla cultura.

 

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Non chiamatelo festival del volontariato. A dar vita ogni anno a questa manifestazione sono cinque associazioni orobiche. Tre anni fa tutto ebbe inizio con la Compagnia Brincadera, fondata da Giuseppe Goisis, direttore artistico del festival, e la Onlus Sguazzi, che da sempre si occupa di disabilità. A queste si sono aggiunte, l’anno scorso, la cooperativa sociale Alchimia, che gestisce numerosi servizi sul territorio (dalla disabilità alle scuole); Ergolab la Perla Nera, che coinvolge disabili ed emarginati in progetti socio-occupazionali; e il CSV, Centro Servizi Volontariato, che concretamente mette in rete tutte le associazioni del territorio dedicate al volontariato.

Tenendo salde queste premesse, In Necessità Virtù non vuole essere, comunque, una sorta di allegoria artistica della disabilità né un festival di teatroterapia. Nella mente del suo direttore artistico e degli organizzatori, questa manifestazione si propone di dimostrare come l’arte possa diventare incontro e comunità.

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Cosa ci sarà. Ogni anno, un tema guida orienta la scelta degli spettacoli e delle manifestazioni. Questa volta si tratterà di contrasti e, in particolare, di tutti quegli accostamenti reali e ossimorici che sono – appunto – esperienza di Necessità e Virtù: ricchezza e povertà, giustizia e ingiustizia, centro e periferia. Una serie di spettacoli (qui il programma completo della manifestazione), articolati in rappresentazioni teatrali, video, concerti, performance e incontri, oltre a momenti dedicati alle scuole e al dibattito, affronteranno, da ogni prospettiva possibile, il tema-guida.

Una nota peculiare e positiva: ogni evento è a ingresso libero, e, anche se realizzare questo festival costa circa 45 mila euro (coperti in parte da finanziamenti privati e bandi), la gratuità è garantita dalla collaborazione volontaria e a zero euro dello staff e dalla disponibilità degli artisti, che non pretendono la completa copertura del proprio cachet.

Un festival “popolare”. Non si tratta di certo di un festival destinato ad un’èlite di pochi intellettuali. Anzi. In Necessità Virtù vuole raggiungere un pubblico più ampio possibile, ragazzi compresi, a cui quest’anno, per esempio, è riservato il pluripremiato Storia di un uomo e della sua ombra. Il pubblico, comunque, è in ascesa e la speranza per il 2014 è di replicare i due sold out dell’anno scorso (a Dalmine e al Teatro Sociale).

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