Si gioca alle 20,45 allo stadio Ta'Qali

L’Italia a Malta a caccia del tris con l’ariete Pellè e il regista Verratti

L’Italia a Malta a caccia del tris con l’ariete Pellè e il regista Verratti
12 Ottobre 2014 ore 16:45

Pedalare, finisce sempre con la metafora del ciclista. D’altra parte Antonio Conte la bicicletta l’ha voluta, e adesso pedalare verso Euro 2016 non è mica facile. «Siamo come i ciclisti, testa bassa e via». E pedalare, appunto. Stasera che gioca contro Malta, terzo match di qualificazione, Conte non vuole cali di concentrazione dalla sua Italia «ignorante, ma nel senso buono». Le prime due uscite (più l’amichevole con l’Olanda) sono andate benino e così così anche se abbiamo vinto. Contro la Norvegia non succedeva da settant’anni. Contro l’Azerbaijan l’abbiamo ripresa per i capelli, anzi con i colpi di testa di Chiellini. «Ma abbiamo tirato ventidue volte contro due», puntualizza Conte. Per poi aggiungere: «In queste tre gare anche a livello difensivo siamo stati molto ermetici, perché Buffon non ha dovuto compiere parate importanti».

Ermetici, e bah: qui di metafore ce ne sarebbero. Ma quello che preferiamo noi sta nell’idea di un calcio che parla poco e pedala (ecco, appunto) moltissimo. Contro la Norvegia i cavalieri di Malta hanno giocato all’italiana: palla lunga e pedalare, tanto gli avversari il gol lo hanno preso in contropiede. «Per questo ci aspettiamo una partita molto complicata», ha aggiunto il ct. Al punto che lui, Conte, non si fida e mette una formazione di grande livello. Difesa a tre (con Chiellini, Bonucci e Ranocchia) e centrocampo folto con Candreva e Pasqual ai lati, Florenzi e Marchisio in mezzo. E con Verratti, che prenderà il posto di Pirlo. «E’ nelle condizioni migliori per giocare. Pirlo è abituato a subire marcature a uomo, una scelta che spesso va a discapito del calcio. Il bel gioco porta alla vittoria, è quello che cerco di inculcare alle mie squadre. Lavoriamo per un calcio propositivo».

Un calcio nuovo e con nuovi volti. C’è anche quello di Pellé. Il ragazzo dimenticato ai confini d’Olanda, esploso in Inghilterra, rimpianto in Italia, stasera protrebbe avere la sua possibilità. Giocherà al fianco di Immobile. Pronti anche Destro e Giovinco (che molto bene ha fatto contro l’Azerbaijan). Al stadio Ta’Qali (ore 20.45) la giovine (o quasi) Italia proverà dunque a mettere via il terzo successo di fila, di modo che la qualificazione all’Europeo diventi già qualcosa di molto meno affascinate. Lo è di più il ruolo che Conte vuole per sé: «Di solito chi è qui fa il selezionatore – ha detto -, io voglio fare tutto tranne quello». E allora? «Vorrei fare della Nazionale un piccolo club. Certo, mi piacerebbe essere come Bearzot o altri anche per quello che hanno vinto, ma vorrei essere un allenatore per questa Nazionale».

Un allenatore che cerca brillantezza. Una squadra che cerca l’identità perduta o dimenticata nei replay delle moviole. A RaiSport, per esempio, Buffon è tornato sulla vicenda (infinita) di Juve-Roma: «Se mi sono sentito con Totti dopo Juve-Roma? No, non mi interessa fare polemiche dopo il novantesimo, è qualcosa che non mi appartiene come persona e non lo dico perché spesso il risultato viene dalla mia parte. Nella mia carriera ho vinto tanto, ma ho perso anche tanto». E ancora: «Sono arrivato terzo, quarto e settimo per due anni consecutivi, però non penso che abbiate mai visto Buffon fare interviste in cui inveiva contro qualcuno o magari poteva buttare lì illazioni di turno che non fanno bene a nessuno nè al nostro movimento».

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