A Milano, fino all’8 dicembre

Lo sapevate che gli Oh Bej! Oh Bej! nacquero grazie a uno di Roma?

Lo sapevate che gli Oh Bej! Oh Bej! nacquero grazie a uno di Roma?
07 Dicembre 2015 ore 06:00

Dire «Oh bej! Oh bej!» a Milano è come dire Natale. «O belli! O belli!» fu l’esclamazione con cui i bambini nel 1510 accolsero un emissario di papa Pio IV, tal Giannetto Castiglioni, che per ingraziarsi la città era arrivato carico di doni da distribuire ai cittadini radunati intorno al corteo. I milanesi, in quel periodo, non nutrivano grandi simpatie per il papa e così, prudentemente, Giannetto aveva pensato di addolcirli a suon di doni. Certamente fa un po’ specie che la più milanese di tutte le feste debba le sue ragioni a un romano, ma tant’è.

Fatto sta che quella gioiosa esclamazione da bambino è diventata con il tempo un’istituzione tradizionale e popolarissima per festeggiare il più milanese di tutti i santi, Sant’Ambrogio. Che inizialmente si teneva in Piazza dei Mercanti, poi, dal 1886, nella zona adiacente alla Basilica di Sant’Ambrogio, dov’è rimasta fino ad anni recentissimi, per approdare, nel 2006, in zona Castello Sforzesco.

 

 

I profumi, le castagne, i dolci, e… Gli Oh Bej! Oh Bej! sono una fiera mercato con una caratteristica inconfondibile. Innanzitutto è l’unica con due punti esclamativi nel suo nome, a dire la meraviglia che suscita in chi la visita. In secondo luogo è la più profumata del mondo. Anche se non sapeste dove sono posizionate quelle centinaia di bancarelle che ogni anno la popolano, basterebbe seguirà la scia del profumo di castagne e di zucchero filato, per trovare i caldarrostai, i venditori dei firunatt, i filoni di marroni affumicati di Cuneo, bagnati di vino bianco i primi protagonisti degli Oh Bej! Oh Bej!.

Anche se oggi al tipico frutto dell’autunno i bambini preferiscono i banchi di caramelle o quelle di zucchero a velo,  le frittelle e i krapfen caldi che impiastricciano le mani, ma danno più soddisfazione e che ancora di più profumano l’aria. Naturalmente i gusti evolvono e oggi i sono anche i banchi delle patatine fritte e panini con porchetta, salamelle e salsiccia e anche le pannocchie di grano che, sulle teglie roventi, sono ancora capaci di attirare curiosità. E poi il vin brûlé, da bere per scaldarsi in questo dicembre pungente.

 

https://youtu.be/8lcrFDGQAKg

 

Quando, dove e chi ci sarà. Gli Oh Bej! Oh Bej! si tengono ogni anno nei giorni di Sant’Ambrogio e dell’Immacolata, quindi da oggi all’8 dicembre. Dal 2006 a loro è stato destinato lo spazioso perimetro che circonda il Castello Sforzesco, a rappresentare la cornice della più popolare delle festività milanesi, capace di trasformare la capitale meneghina in un grosso paese.

Gli espositori quest’anno saranno 379, molti meno di quelli che hanno fatto richiesta al Comune per esserci: il numero delle domande è stato infatti di circa 800. La selezione risponde al criterio di una distribuzione merceologica che rispecchi quella storica della fiera, così che tutti arrivino agli Oh Bej! Oh Bej! trovando l’atmosfera di sempre. Come ogni anno, in numero predominante saranno i rigattieri, le cui esposizioni vanno da oggetti di pregio ad anticaglie, dal kitsch al modernariato. Ci saranno poi venditori di libri e di stampe, fioristi e artigiani del legno, della terra cotta e della pelle. Per i bambini i giocattolai, per le loro mamme venditori di abiti usati, nuovi, firmati o contraffatti, insieme ai banchi di cosmetici e profumi a poco prezzo. Infine, cinque maestri del rame, del ferro battuto e dell’ottone si divideranno il terreno con quattro pittori

Gli Alter Bej! Sopra il cavalcavia Bussa, che collega il quartiere Isola con la Stazione Porta Garibaldi, ci saranno altre 80 postazioni gestite dagli operatori dell’associazione Altrimenti. Qui si troveranno creazioni artistiche, autoproduzioni artigianali, oggetti di seconda mano. Questa parte meno tradizionale e più alternativa della fiera è accompagnata da musicisti, giocolieri e artisti di strada.

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