Una leggenda dello sport Usa

L’Empire si tinge di bianco e blu in omaggio alla star del baseball

L’Empire si tinge di bianco e blu  in omaggio alla star del baseball
29 Settembre 2014 ore 09:00

Ogni sera dal 1976, la torre dell’Empire State Building di New York, il grattacielo più famoso della città (e forse del pianeta intero), cambia colore per celebrare varie occasioni ed eventi che hanno a che fare con la città e il mondo. Nel 2012, la proprietà ha installato un sistema di luci al LED, computerizzato, in grado di mostrare 16 milioni di colori diversi. La sera del 29 settembre la torre del palazzo s’è accesa di blu e bianco per celebrare Derek Jeter, star del baseball professionistico, lo sportivo più popolare degli Stati Uniti nel 2011 secondo l’azienda di ricerche di mercato Harris Interactive.

Derek Jeter. Derek Sanderson Jeter, nato a Pequannock Township (New Jersey) il 26 giugno del 1974, è stato la bandiera (nonché capitano dal 2003) della squadra più famosa al mondo, i New York Yankees. Il 12 febbraio di quest’anno, Jeter (che indossa la maglietta numero 2) ha annunciato il suo ritiro al termine della stagione dopo 20 campionati passati a vestire la stessa maglia. Con gli Yankees, Jeter ha vinto per cinque volte la World Series, il campionato di baseball statunitense, e ha partecipato a 14 All-Star Game, la partita annuale che vede sfidarsi i migliori giocatori di tutta la lega. I suoi soprannomi più famosi sono “Captain Clutch” (cioè capitano dei momenti chiave del gioco) e “Mr. November” (il mese in cui si giocano le fasi finali del campionato), grazie alle eccezionali prestazioni in postseason, l’ultima fase della stagione. Domenica 28 settembre ha effettuato l’ultima giocata sul campo da professionista, nella partita contro i Red Sox al Friendly Fenway Park di Boston. New York lo ha ricordato nel suo modo speciale. Tra le sue mille luci, quelle più in vista si sono tinte di bianco e azzurro, i colori della sua maglietta. Il saluto della Grande Mela a una leggenda dello sport contemporaneo.

Illuminazione. Ogni anno, la cima illuminata dell’Empire scandisce i principali eventi cittadini e mondiali. A San Valentino, il 14 febbraio, la punta si colora di rosso. Il 17 marzo, al Saint Patrick’s Day (celebre festa irlandese), di verde. Il 25 marzo di blu e bianco, in celebrazione dell’anniversario dell’indipendenza della Grecia. In Primavera e nella settimana di Pasqua è solitamente giallo e bianco. Blu e bianco il 14 maggio, all’anniversario dell’indipendenza di Israele. Il 26 maggio di blu, in onore del Memorial Day del dipartimento di polizia di Ny. Il 15 giugno rosso e bianco, per celebrare l’anniversario dell’invenzione della Croce rossa. Per i gaypride (in date variabili) diventa multicolore. Il 4 luglio, il giorno dell’Indipendenza, è rosso, bianco e azzurro. Il 14 luglio, anniversario della presa della Bastiglia, è blu, bianco e rosso. Il 15 agosto, in memoria dell’indipendenza indiana, si colora di verde, bianco e arancio. In autunno è rosso e giallo come gli alberi di Central Park. Il 3 ottobre è giallo, rosso e nero, per celebrare l’anniversario dell’unificazione della Germania. Il 12 ottobre si colora d’Italia: la punta diventa rossa, bianca e verde in celebrazione del Columbus Day, a memoria del giorno in cui il genovese sbarcò nelle americhe. Dall’8 dicembre al 7 gennaio, in piene festività natalizie, è rosso e verde. Quando non c’è da celebrare qualcosa è bianco, che è un colore che lo snellisce. La sera del 29 settembre la cima dell’edificio si è dipinta di blu e bianco: da celebrare c’è stato il ritiro di uno dei più celebri sportivi.

The Empire State. L’Empire State Building, costruito in stile Art déco tra il 1930 e il 1931 (nel pieno della Grande Depressione), è situato a Midtown Manhattan, all’angolo tra la 34 Strada e la Quinta Avenue. È alto 443 metri (381 senza antenna) e conta 103 piani, di cui 86 abitabili. Insieme alla Statua della Libertà e a Times Square, è uno dei simboli più importanti e riconoscibili della città di New York. Tra il 1931 e il 1967 è stato il grattacielo più alto del mondo (il primato di edificio più alto del mondo glielo tolse la torre di Ostankino, a Mosca, costruita in piena guerra fredda), e la sua fama è stata alimentata due anni dopo la costruzione dalla pellicola King Kong: nella scena finale, il gigantesco gorilla combatte gli aeroplani che gli danno la caccia aggrappato alla cima del palazzo. Nonostante la spinta mediatica, gran parte degli uffici dell’edificio rimasero inizialmente sfitti a causa della grave crisi economica, tanto che al palazzo venne dato l’ironico nome di Empty (vuoto) State Building. Dopo il drammatico crollo delle torri gemelle, l’edificio tornò a primeggiare in altezza sulla città, ma nel 2012 la Freedom Tower del nuovo World Trade Center lo superò di otto metri.

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