A Palazzo della Ragione, fino al 5 aprile

Letizia, la fotografa della mafia E quel dolore nel cuore d’Italia

Letizia, la fotografa della mafia E quel dolore nel cuore d’Italia
03 Marzo 2015 ore 12:33

Il racconto delle stragi di Palermo, la guerra mafiosa tra famiglie e gli omicidi di eroi comuni, tutto questo viene raccontato dalle fotografie di Letizia Battaglia, esposte fino al 5 aprile al Palazzo della Ragione, nella splendida cornice di Piazza Vecchia. Una mostra elegantemente curata da Alice Giacometti e organizzata in occasione del Festival Domina Domna, che da quattro anni, e con sempre maggiore successo, si preoccupa di portare in città l’arte femminile, offrendo a tutti un universo culturale intenso, fatto di musica, spettacoli teatrali e percorsi artistici, come quello –appunto – dedicato a Letizia Battaglia.

Letizia Battaglia, nel cuore della storia d’Italia. Letizia compirà 80 anni il 5 marzo, proprio il giorno dell’apertura ufficiale della sua mostra a Bergamo. Per tutti è “la fotografa della mafia”, nonché una delle prime fotografe ufficiali di un quotidiano – L’Ora di Palermo – incaricata di documentare con i suoi scatti la cronaca locale. Stiamo parlando degli anni che vanno dal 1974 al 1992, quando a Palermo e dintorni moriva in media un uomo ogni tre giorni. Morti ammazzati, raccontati dalle sue vibranti e silenziose fotografie.

 

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Letizia Battaglia è fotografa, editrice, politica, ambientalista, regista, paladina dei diritti di giustizia e libertà. Una professionista che si è trovata a correre in un mondo di uomini. A correre nel vero senso della parola: sempre reperibile, sempre in prima linea, spesso convocata sul luogo del delitto per poter scattare prima che la scena del crimine potesse cambiare. Ne sono nate immagini di una teatralità quasi ammaliante, gesti estremi di grande delicatezza, documentati con forza e rispetto, nel cuore della storia italiana (sua, per esempio, è la fotografia che documenta l’incontro di Andreotti con i fratelli esattori Salvo, usata durante il famoso processo).

Nel ’92, dopo l’omicidio degli amici Falcone e Borsellino, smette di seguire la cronaca e lavora all’estero per qualche anno. Non scatterà mai le fotografie delle stragi di Capaci e Via D’Amelio, perché è disgustata, dilaniata dal dolore suo e della sua città. Letizia ha visto troppi morti, testimone inequivocabile di una guerra che dura ancora oggi.

Bambine ed eroi invincibili. La mostra  fotografica raccoglie molto più del lavoro di Letizia Battaglia. Non si limita solo agli anni della cronaca ma propone anche le bellissime immagini dedicate a Palermo, con cui la fotografa intrattiene un rapporto di odi et amo. È una sorta di osmosi per cui il dolore e la bellezza di Palermo vivono in lei e con lei. Molte delle sue immagini sono dedicate alla poetica miseria di questa città, raccontata attraverso i volti delle bambine, durante le processioni religiose, nella tranquillità dei vicoli.

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Man mano che il suo lavoro prendeva il riconoscimento dovuto e veniva premiato a livello internazionale – Parigi, Londra, New York – il suo bisogno di bellezza l’ha costretta a tornare su quelle fotografie di cronaca. Ecco perché in mostra ci sono anche tutta una serie di “rielaborazioni” nelle quali una figura femminile o dell’acqua purificatrice sono chiamate a modificare in qualche modo l’atroce storia di quegli anni, permettendo di concentrarsi su una nuova idea di bellezza. A chiusura del percorso ci sono le immagini dedicate agli Invincibili. Eroi, miti, punti di riferimento e guide morali. Sono Pasolini, i giudici Falcone e Borsellino, James Joyce e la moglie Nora Barnacle, Marguerite Yourcenar e Ezra Pound, svelata attraverso una sua poesia.

Il Festival Domina Domna. Il festival che ha portato a Bergamo questa mostra fotografica così bella e significativa è organizzato dall’Associazione La Scatola delle Idee e inizierà ufficialmente il 21 marzo, proponendo ogni giorno e fino al 29 marzo esposizioni (oltre a quella di Palazzo della Ragione anche la mostra Siriani in transito al Mutuo Soccorso) spettacoli teatrali, laboratori per adulti e ragazzi, cinema e musica. Filo conduttore della manifestazione è la cultura nella sua accezione più generale e persegue, nello specifico, la diffusione dell’opera femminile. Per il programma completo, qui.

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