La mostra alle Baleari, fino al 7 settembre

Méliès e la magia del cinema

Méliès e la magia del cinema
20 Agosto 2014 ore 10:04

Non solo vacanza. Alla Caixa Forum di Palma, nelle isole Baleari, quest’estate è possibile incontrare l’affascinante magia cinematografica di Georges Méliès, padre degli effetti speciali. Fino al 7 settembre, infatti, è possibile visitare la mostra Georges Méliès la magia del cine, prima grande retrospettiva dell’artista francese in terra spagnola.

La più grande Fondazione d’Europa (La Caixa è la cassa di risparmio di Barcellona, la maggiore d’Europa, nonché la terza banca spagnola) dedica da tempo attenzione al mondo del cinema: ha già organizzato importanti retrospettive dedicate a Charlie Chaplin e Federico Fellini. Questa volta tocca alla magia cinematografica dell’illusionista francese.

La mostra. Georges Méliès la magia del cine vuole raccontare da dove proviene, come si è formato e quali furono le fonti d’ispirazione di questo indiscusso genio cinematografico. Propone 168 pezzi, tra disegni, sceneggiature, pellicole, oggetti di scena, fotografie, macchinari per gli effetti speciali creati da Méliès stesso, che dimostrano com’egli concepisse il cinema come «un’opera d’arte totale». Una delle esperienze più interessanti che la mostra offre è la possibilità di scoprire come sono nate alcune fra le pellicole più conosciute e di rivivere la sensazione irripetibile della loro prima proiezione. Tra gli oggetti esposti, anche 34 film originali, alcuni dei quali restaurati e digitalizzati proprio per la retrospettiva spagnola, affiancati a pellicole dei contemporanei di Méliès: i fratelli Lumière, Etienne-Jules Marey e Thomas Edison.

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Chi era Georges Méliès. La mostra propone una citazione tratta dal film Hugo Cabret: «Il cineasta George Méliès è stato uno dei primi a capire che i film avevano il potere di catturare i sogni». Basterebbe questo, per capire chi fu George Méliès. Vissuto a Parigi fra 1861 e 1938, fu prestigiatore e illusionista. Diresse il Teatro Robert-Houdin (del celebre Houdin, uno dei più grandi illusionisti di tutti i tempi) a Parigi, dove venivano messi in scena spettacoli di magia, intervallati talvolta da proiezioni di lanterna magica e  del kinetoscopio di Thomas Edison. Quando vide per la prima volta la rappresentazione cinematografica dei fratelli Lumière, il 28 dicembre 1895, ne rimase affascinato. Da allora le sorti della cinematografia cambiarono per sempre.

Se il cinema fino a quel momento era stato solo un’affascinante rappresentazione della realtà, Méliès lo fece diventare quell’incredibile contenitore di magia che ancora oggi è. A lui si devono il primo utilizzo del montaggio e la creazione degli effetti speciali.

Come cambiò per sempre il cinema. Méliès si fece costruire un macchinario simile a quello dei fratelli Lumière dal suo ingegnere (dato che i padri del cinema francese si rifiutarono di vendergliene uno) e iniziò a girare film. La leggenda racconta che scoprì quasi per caso i trucchi del montaggio e della sparizione. Di fatto Méliès divenne famoso in tutto il mondo perché i suoi film mostravano il sogno, l’irrealtà, la magia. Uomini che scomparivano e riapparivano, tavoli volanti, una luna con il monocolo che diventa sempre più grande, effetti speciali che oggi fanno sorridere ma che di fatto hanno aperto la strada di tutto ciò che il cinema avrebbe avuto di fantastico e mirabolante.  A pensarci bene, solo lui poteva portare avanti questa rivoluzione perché, da illusionista qual era, donò al cinema tutti i trucchi che conosceva e utilizzò la macchina da presa per produrne altri. Il suo film più noto è Le Voyage dans la Lune (Viaggio nella Luna ) del 1902.

 

 

Disgrazia e rinascita. Sembra incredibile, ma nel 1913 la Star Film, la compagnia cinematografica di Méliès, andò in bancarotta. Mentre i suoi film spopolavano in Europa e negli Stati Uniti, Méliès, che vendeva le copie dei suoi film una per una, non percepiva nessun diritto d’autore per le singole proiezioni ed era costretto a impegnarsi economicamente per creare continuamente nuove pellicole. Riuscì per alcuni anni a realizzare film per la Pathé, casa cinematografica francese, ma, con l’arrivo della grande guerra, fu definitivamente allontanato dalla produzione cinematografica. Realizzò circa 500 film, dei quali circa 200 si sono salvati dalla distruzione e sono giunti fino a noi. Nel 1925 ritrovò una delle sue principali attrici, Jeanne d’Alcy, che aveva un chiosco di dolci e giocattoli alla stazione di Paris-Montparnasse. I due si sposarono e si occuparono insieme del chiosco. Fu qui che il giornalista Léon Druhot, direttore del Ciné-Journal, lo incontrò, facendolo uscire dall’oblio, grazie soprattutto ai surrealisti. Questa storia è stata raccontata recentemente, seppur in versione romanzata, da Martin Scorsese, nel suo film Hugo Cabret (2011).

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