Dal 28 aprile su Fox Comedy

Che faresti se fossi l’ultimo uomo? Una nuova esilarante serie tv

Che faresti se fossi l’ultimo uomo? Una nuova esilarante serie tv
29 Aprile 2015 ore 12:34

Non è tanto un: «Che cosa portereste su un’isola deserta?», a cui ormai abbiamo risposto con tutte le terne possibili. Un saltino audace col pensiero più in là, la domanda è: «Cosa fareste se foste l’ultimo uomo sulla Terra?». Se aveste ormai girato in lungo e in largo tutti e cinquanta gli Stati Uniti d’America senza trovare altre tracce di vita? È quello che succede a Phil Miller, il protagonista di The Last Man on Earth, la sit-com creata da Will Forte – già star del Saturday Night Live – approdata anche in Italia su Fox Comedy dal 28 aprile.

Phil si ritrova ad essere – fino a prova contraria – l’unico sopravvissuto alla pandemia virale che nel 2020 ha spazzato via l’intera – o quasi – razza umana, e gli si apre davanti un ventaglio sconfinato di possibilità. Pensateci: niente più obblighi (né lavoro, né denaro), niente più leggi (nemmeno quelle dei segnali stradali), niente più compromessi. Si potrebbe rifare tutto daccapo, e pure meglio. Oppure non fare niente, che guarda caso è quello che sceglie Phil: semplicemente regredire. E allora si arma di piede di porco e trasloca, insieme a una decina di opere d’arte trafugate – sono davvero rubate se non c’è più nessuno a possederle? – nei più famosi musei d’America, in una grande villa a Tucson, che ben presto diventa una discarica (caro ex-coinquilino degli anni dell’Università, Phil ha molta più fantasia di te: una piscina per la spazzatura, un’altra come water).

 

https://youtu.be/XRhdODRWz1I

 

Senza un vero scopo, la libertà pressoché infinita di Phil è destinata, però, a tradursi in una noia pressoché infinita: dopo cinque mesi passati a inventarsi ogni sorta di intrattenimento (gioca a bowling con degli acquari come birilli, costruisce un’enorme torre Jenga, organizza scontri fra auto imbottite di dinamite, fa il bagno nella margarita), comincia a sentire la mancanza di qualcosa, di qualcuno. E con chi può sfogarsi? Ma è ovvio: dopo aver giurato che lui mai avrebbe fatto la fine di Tom Hanks, di palline con su una faccia disegnata come il Wilson di Cast away ne colleziona una schiera e ci si incontra pure al bar. Lì, disteso su un tavolo da biliardo, compila il suo bilancio tutto in negativo: «Mi mancano i burritos per colazione, ricevere e-mail, i jeans attillati sui ragazzi – No, scherzavo, i jeans attillati sui ragazzi fanno schifo –, la gente, le donne. Mio dio, le donne. Non so cosa darei per vedere di nuovo una donna. Non mi lamenterei mai più di niente».

Chiaramente non sa quanto si sbaglia. Perché proprio quando ha deciso che la vita da solo non vale più la pena e ha progettato l’ultimo dei divertimenti – una corsa in auto contro un masso – lo ferma una colonna di fumo. Accorre e che trova? Un accampamento, vestiti stesi: un reggiseno. Che sfortunatamente non appartiene alla donna dei suoi sogni. E gli tocca confrontarsi con un interrogativo esistenziale imponente quanto il macigno sopracitato: quanto presto dovrà ritrattare la promessa «con te neanche se fossi l’ultima persona rimasta sulla faccia della terra?».

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