Dal 5 al 13 dicembre

A Milano torna l’Artigiano in fiera Non c’è bisogno di aggiungere altro

A Milano torna l’Artigiano in fiera Non c’è bisogno di aggiungere altro
05 Dicembre 2015 ore 01:00

Torna a farsi caldissima la linea rossa della metro milanese. Dopo i milioni di persone portati a Rho Fiera per Expo, ora è la volta delle grandi folle, attirate come ogni anno da L’Artigiano in Fiera, che apre i battenti domani. Qui tutte le info utili per la visita.

I numeri di un successo consolidato. Due milioni di visitatori (dati 2014), concentrati negli otto giorni di apertura (sino a domenica 13), quest’anno la Fiera si è anche ingrandita in ogni senso: un padiglione in più nell’immensa struttura milanese. E orari di apertura più dilatati: tutte le sere, e non solo nei festivi, la chiusura è spostata alle 22.30. Sono 3.250 gli stand espositivi distribuiti su una superficie complessiva di 310mila metri quadrati, dove i visitatori potranno vedere ben 150mila prodotti provenienti da 112 Paesi. Insomma, una piccola Expo, visto che la superficie occupata è un terzo di quella della grande manifestazione chiusa il 31 ottobre. L’Italia conta sei padiglioni, l’Europa e l’Asia due, uno ciascuno Africa e Americhe. Ma tra i numeri di Artigiano in Fiera si devono annotare anche i 69 punti di ristoro attivi e gli oltre 30 Bancomat. Siamo infatti di fronte a una vera festa dei regali di Natale: le date che la fiera occupa sono cruciali e anche l’offerta è pensata per stimolare idee insolite per i doni. Quindi, una chimica perfetta e di successo.

 

 

Una piccola economia, su vetrina globale. Ma L’Artigiano in Fiera deve il suo successo anche a un altro fattore: viene incontro e offre una grande vetrina a quella piccola economia che costituisce un’impalcatura importante per il sistema Italia. È un saper fare diffuso, una creatività applicata ad attività che non mirano ad espandersi ma semmai a migliorare in qualità.

La vetrina della fiera comunque è una vetrina globale, e questo costituisce il suo fascino. Migliaia di artigiani, che durante l’anno stanno chiusi nel loro ambito di attività, trovano qui l’opportunità di mostrarsi su una grande arena, di confrontarsi con le creazioni di altri, e soprattutto di incontrare un pubblico che non è venuto lì apposta per loro. Un pubblico generalista ma pronto a sorprendersi davanti all’oggetto bello e inaspettato.

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Gli artigiani non sono una specie di riserva indiana, custodi di gusti e di modelli produttivi messi all’angolo della storia. Spesso, al contrario, sono custodi di saperi; o meglio, per usare una terminologia al passo con i tempi, di un know how, molto evoluti. Sono soggetti capaci di restare nella tradizione aggiornandola, sia nei gusti che nelle procedure produttive. Per di più, la loro frammentazione è una ricchezza perché garantisce prodotti che sfuggono dall’omologazione dominante nel grande mercato. Insomma, sono piccoli, ma anche globali.

Internazionalizzazione, il nuovo orizzonte. Come dimostra l’ambizioso portale di e-commerce, che in occasione della fiera viene rilanciato, e che punta a conquistare mercati lontani, quello cinese in primis. L’internazionalizzazione è infatti la sfida che attende tutti; anche il piccolo artigiano, se si affaccia alla finestra del suo laboratorio, si accorge di avere davanti orizzonti ormai vastissimi. La fiera milanese è uno stimolo a familiarizzare con questi nuovi orizzonti.

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