La domenica mattina

Il mondo visto (in tv) dalla strada Da Bergamo a Raiuno, in moto

17 Ottobre 2016 ore 11:00

Impossibile non invidiarli. Almeno per chi sogna di girare il mondo non appena ha qualche giorno libero. Insieme nella vita e sul lavoro, Emerson Gattafoni e Valeria Cagnoni regista e filmmaker lui, architetto e produttore esecutivo lei – sono i viaggiatori “on the road” attraverso i quali Raiuno ci cala ogni domenica mattina alle 9.45 nei territori più suggestivi e remoti del pianeta. Con un programma ormai inserito di diritto tra i punti saldi del palinsesto autunnale della rete ammiraglia: Dreams Road, ovvero Strada dei Sogni. Un grande viaggio documentaristico in moto, una serie tv con sedici anni di vita che offre il racconto visuale dell’esplorazione, le informazioni sui luoghi attraversati, la cultura, gli eventi, le tendenze, la musica, l’avventura dagli entusiasmanti colori. La base dove vengono confezionate le puntate è la Gekofilm di Bergamo, in via Borgo Palazzo, casa di produzione di cui i due globetrotter sono soci e fondatori.

La nuova serie. La trasmissione è tornata domenica 16 ottobre, su Rai1, alle 9.45 (la puntata si può vedere qui). Una nuova e ricca serie televisiva di 12 episodi da 45 minuti, che offre il racconto di viaggio, di culture, eventi, tendenze, arte e musica. Cile-Patagonia, Isole Canarie, Stati Uniti, Malta e Irlanda sono le mete di Dreams Road 2016. Con 16 anni di viaggi e molti premi vinti, Dreams Road ha accompagnato il pubblico in ogni angolo del pianeta, raccontando bellezze paesaggistiche, strade da sogno e incontri speciali. La prima puntata si è sviluppata lungo le strade della Patagonia, in Cile. Tra vulcani, foreste, laghi, fiumi e ghiacciai. Nella puntata è stata percorsa la Carretera Austral, la lunga strada sterrata che da Puerto Montt giunge fino ai ghiacciai del Sud del Cile. Un meraviglioso tracciato, sterrato e polveroso, che corre in una natura esuberante, dalla bellezza primordiale. La Carretera Austral, detta anche Camino Austral, è una strada leggendaria ed è considerata una delle esperienze di viaggio più emozionanti di tutto il Sudamerica, un viaggio di avventura e natura e di scoperta del Mondo alla fine del Mondo.

 

 

Cosa distingue Dreams Road. «I nostri sono documentari di percorsi veri e propri – racconta Gattafoni – con grande cura a livello professionale e televisivo. Non dei semplici viaggi in motocicletta. Non sono, per chiarirsi, format del tipo “viaggio con la moto, sono un eroe” (ride, ndr). La moto è soltanto un fil rouge per raccontare la strada, vero motore universale di conoscenza. Non c’è protagonismo da parte nostra: i protagonisti dei nostri documentari sono i luoghi, gli incontri, le persone, l’arte. Siamo attenti nel descrivere passo passo il “da a”, ovvero gli itinerari seguiti». Un grande impegno descrittivo, dunque, senza troppe concessioni al “colore”. «Direi di sì, anche perché in generale non vogliamo che alle immagini si accompagnino dei testi particolarmente enfatici. Il nostro lavoro viene trasmesso dalla rete ammiraglia Rai e il nostro obbiettivo principale resta quello di fornire un servizio in linea con l’utilità pubblica che deve avere, a mio modesto parere, la televisione di stato in quanto corrispettivo di una grande università popolare. E visto che a scuola sostanzialmente la geografia non si insegna più, noi facciamo una geografia in video che possa far sognare ed affascinare i giovani puntando anche sull’incanto intrinseco del viaggio “on the road” in moto».

L’incontro più emozionante. «Persone speciali ne abbiamo incontrate parecchie – dice Gattafoni -. Il Dalai Lama, ad esempio. Ma la cosa più stupefacente della strada è la capacità di svelare l’eccezionalità dei personaggi più svariati, magari umili e sconosciuti, incrociati per caso. E’ una continua sorpresa». E se Valeria preferirebbe non fermarsi  mai, viaggiare in continuazione, Emerson aggiunge: «C’è un posto che mi piace più degli altri: l’Australia. È l’unico luogo dove la Natura ha la meglio sull’uomo e non viceversa. E per un filmmaker come me conta anche la luce. Lì è splendida. Sidney, infine, ha una dimensione umana veramente unica, oltre ad essere una città meravigliosa, adagiata com’è su sette baie».

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