È stato inaugurato il 9 febbraio

Il nuovo Museo del Vetro di Murano Tutto l’incanto di un’arte antica

Il nuovo Museo del Vetro di Murano Tutto l’incanto di un’arte antica
10 Febbraio 2015 ore 12:00
[Foto in copertina: Alzata su piede in vetro acquamare con decorazione applicata in paglia. Murano, Probabilmente metà XVI secolo.]

 

Una sede ampliata con la ristrutturazione di un’ex fabbrica, un nuovo allestimento, la possibilità di esporre molte delle opere conservate nei magazzini, una nuova area riservata alla produzione contemporanea e agli artisti che a tutti i livelli tengono viva e attiva la tradizione artigianale della lavorazione del vetro: questi sono gli ingredienti del nuovo Museo del Vetro di Murano che è stato inaugurato nell’isola veneta lunedì 9 febbraio.

Il Museo del Vetro di Murano è uno dei dodici della Fondazione Musei Civici di Venezia ed è forse l’unico luogo al mondo dove l’arte del vetro è raccontata fin dalle sue origini: dagli esempi di vetri romani tra il I e il III secolo d.C. alle creazioni del Rinascimento, fino ai virtuosismi innovativi del Settecento che anticipano la rinascita del vetro alla fine dell’Ottocento e le sperimentazioni del Novecento. Certamente è l’unico museo dedicato al vetro artistico inserito in un contesto produttivo ancora fortemente attivo e radicato, grazie alle tante fornaci e vetrerie tutt’oggi operanti a Murano.

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Lo spazio dedicato all’arte vetraria è quasi raddoppiato rispetto all’originale museo nato nel 1861. L’ampliamento è stato possibile grazie al recupero di una parte delle ex Conterie, con un restyling curato da Chiara Squarcina e realizzato grazie al cofinanziamento del Fondo di Sviluppo Regionale dell’Unione europea assegnato dalla Regione Veneto e al fondamentale intervento del Comune di Venezia.

Le Conterie, la grande fabbrica del vetro. A questo punto occorre fare una precisazione per tutti quelli che non masticano il linguaggio tecnico della nobile tradizione artigianale della lavorazione del vetro. Le conterie erano perle di pasta vitrea ottenute dai cosiddetti paternostreri tagliando una canna forata e arrotondando poi a caldo i cilindretti nelle ferrazze, appositi vassoi metallici. Nel 1898 più imprese dedite alla produzione di perline – un mondo di tiracanne, conzaureri, tagiadori, cavarobe, fregadori, lustradori, governadori, impiraresse – si riunirono nel complesso sorto tra Palazzo Giustinian e la Basilica di San Donato, nel cuore di Murano in un’unica grande azienda, la Società Veneziana Conterie, che tra il 1940 e il 1970 arrivò a occupare più di tremila addetti, fino alla chiusura nel 1993.

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E oggi parte di quel grande complesso torna a respirare l’arte del vetro grazie alla conversione a spazio museale. Un lungo percorso, strutturato in ordine cronologico che mostra incantevoli oggetti in vetro: vassoi, bicchieri, vasi, pannelli, dalle incantevoli texture e i cui colori dialogano con la luce della Laguna.

Quel che c’è da sapere sul vetro di Murano. La storia di questa tradizione è davvero antichissima e risale ai primi carichi di merce che giungevano dall’estremo Oriente. In realtà, Venezia non sembrava essere la città ideale per la nascita di un artigianato legato al vetro: mancavano le materie prime e soprattutto la legna. Ma nell’isola veneta perfezionarono le tecniche apprese dai  maestri orientali elevandole al grado di arte, tanto che ancora oggi Murano è meta non solo di turisti, ma di moltissimi artisti, architetti e designer che cercano collaborazioni e idee per inserire le creazioni di questi maestri vetrai in vere e proprie opere d’arte. Proprio per questo recentemente è nato il marchio Vetro Artistico® Murano che tutela la produzione di circa 50 fornerie sull’isola. Un’ampia area del nuovo museo sarà dedicata alle esposizioni permanenti che svelano proprio come l’arte contemporanea “incontra” il vetro di Murano.

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