notizie su bergamo e provincia

Notizie su Bergamo e provincia (21-26 dicembre 2015)

Notizie su Bergamo e provincia (21-26 dicembre 2015)
24 Dicembre 2015 ore 10:00

25-26 DICEMBRE

 

1 – Rapina in villa a Bonate Sopra: padre e figlio minacciati e picchiati

La sera di Natale una banda di malviventi composta da almeno tre persone ha effettuato una rapina a mano armata in una villa di via Vittoria a Bonate Sopra. Per farsi consegnare il bottino, i banditi hanno aggredito le due vittime, padre e figlio di 60 e 20 anni. Ad avere la peggio è stato il giovane, ricoverato al Papa Giovanni XXIII per le percosse subite. Intorno alle 21.30 i rapinatori con il volto coperto hanno aspettato il rientro a casa del giovane per farsi accompagnare, sotto minaccia, nella villa. Una volta entrati hanno chiesto che venisse loro consegnato ogni oggetto di valore. Per vincere le resistenze i rapinatori hanno preso il padre, un imprenditore, a schiaffi e pugni e poi picchiato il figlio che ha cercato di difendere il genitore. Il colpo ha fruttato ai rapinatori oro, gioielli e contanti per un valore superiore ai 1.500 euro, prima di fuggire con il Porsche Cayenne di proprietà della famiglia.

2 – Selvino, tragico incidente la notte di Natale: Michele Iannelli, 18 anni, è morto schiacciato nella sua auto

È stata una tragica notte di Natale quella che è stata vissuta a Selvino, dove un ragazzo di 18 anni è morto dopo esser stato vittima di un tragico incidente stradale. Il suo nome era Michele Iannelli, residente proprio a Selvino. Il 18enne stava riaccompagnando a casa in auto un amico, quando ha improvvisamente perso il controllo della vettura che stava guidando, la quale si è ribaltata. In seguito agli urti, Iannelli è stato schiacciato dalle lamiere della sua vettura e per lui non c’è stato più nulla da fare, come hanno potuto appurare i soccorritori accorsi sul posto dell’incidente poco dopo. Michele avrebbe compiuto 19 anni a fine gennaio.

3 – È morto Giovanni Bossetti, martedì i funerali. Non si sa ancora se il figlio potrà essere presente

Alle prime ore del 25 dicembre, presso l’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, Giovanni Bossetti, padre di Massimo, il carpentiere di Mapello in carcere dal giugno 2014 e accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio, è morto dopo una lunga malattia. Aveva 73 anni, ma era in gravi condizioni a causa delle malattia da diverso tempo, tanto che nell’ultimo mese Massimo Bossetti aveva avuto la possibilità di visitare due volte il padre. L’ultimo incontro tra i due il 17 dicembre, quando il presunto assassino è restato circa 2 ore nella stanza di ospedale del padre. Come è oramai risaputo, dalle indagini sul Dna effettuate per conto della Procura di Bergamo, era emerso che Massimo Bossetti, in realtà, non era figlio di Giovanni, bensì di Giuseppe Guerinoni, l’autista di bus di Gorno morto nel 1999. Il carpentiere di Mapello sarebbe il frutto di una presunta relazione extraconiugale della madre Ester Arzuffi con Guerinoni, ma la Arzuffi ha sempre negato questa circostanza. I funerali si terranno la mattina di martedì 29 dicembre, alle 10, nella chiesa parrocchiale di San Vittore a Terno d’Isola. La camera ardente sarà allestita invece all’ospedale e il feretro sarà portato in chiesa direttamente dal Papa Giovanni. Non si sa se Massimo Bossetti potrà partecipare al rito funebre, né se potrà farà visita al padre defunto presso la camera ardente. Sicuramente i suoi legali avanzeranno le richieste di autorizzazione alle autorità competenti.

4 – Salvato sul monte Ubione 49enne rimasto ferito dopo un incidente

Nel pomeriggio di giovedì 24 dicembre, sul monte Ubione, un uomo di 49 anni residente in Val Brembana, ha chiesto aiuto dopo essersi ferito mentre si trovava in alta quota. Per cause ancora poco chiare, infatti, il 49enne era stato colpito da una mazza che si è rotta mentre l’uomo tentava di riparare un palo. L’oggetto gli ha procurato un trauma cranico e una lacerazione alla testa. La presenza della nebbia ha reso impossibile l’uso dell’eliambulanza, costringendo il Soccorso alpino agli “straordinari”. Con l’imminente sopraggiungere del buio e con la foschia, la visibilità era infatti molto limitata. I tecnici della VI Delegazione Orobica, una quindicina in tutto, hanno raggiunto l’uomo, che è sempre stato cosciente, e lo hanno accompagnato all’ambulanza. L’intervento si è concluso verso le 22.

5 – Morti sospette all’ospedale di Piario, le domande degli inquirenti

Le forze dell’ordine stanno continuando a indagare e a tentare di fare luce sulle morti sospette avvenute all’ospedale di Pairio nell’ultimo anno, ascrivibili, secondo gli investigatori, a una infermiera di 42 anni ora trasferita dalla struttura. C’è la possibilità che le morti siano causate da una negligenza e non dalla volontà di uccidere, ma se così fosse, gli inquirenti si pongono una domanda, come riporta L’Eco di Bergamo: se veramente la prima morte è stata causata da un errore (la somministrazione di Valium), perché l’infermiera ha continuato a ripetere gli stessi errori anche successivamente? Perché insistere con la somministrazione del Valium, se sapeva come era andata a finire con pazienti precedenti? L’inchiesta dovrà proprio stabilire se i decessi siano in relazione con la somministrazione del Valium. Ci vorrà del tempo e un lavoro assai approfondito per capirlo.

Intanto sulla vicenda l’Ospedale Bolognini di Seriate, a cui è legata la struttura di Piario, ha diffuso un comunicato stampa in cui precisa alcune cose: «A proposito della vicenda che riguarda l’ospedale di Piario, l’Azienda ospedaliera Bolognini di Seriate ritiene suo dovere tornare sopra l’argomento, dopo il comunicato già divulgato, per precisare che non ritiene di poter esprimere pubblicamente la propria versione circa l’accaduto poiché vi è un’indagine in corso e occorre attenderne i risultati; naturalmente farà le proprie valutazioni nelle competenti sedi. Rivolge piena e incondizionata fiducia agli inquirenti, con cui sta collaborando attivamente; fa presente che nel periodo oggetto di indagine non è stato rilevato alcun incremento statistico di mortalità, né nel reparto interessato, né nell’Ospedale nel suo complesso: i dati di mortalità dell’ospedale sono del tutto paragonabili ai dati della mortalità di altri ospedali aventi le medesime caratteristiche, se non addirittura inferiori; anzi nel 2015 si registra una diminuzione della mortalità sia nel reparto interessato che nell’ Ospedale nel suo complesso».

6 – Tragedia sfiorata a Pradalunga: bambini lasciati soli in auto rischiano di cadere in un burrone. Salvati

Si è sfiorata la tragedia a Pradalunga la sera del 24 dicembre: due bambini, infatti, sono stati lasciati da soli in macchina dalla madre, la quale non si è accorta, probabilmente, di non aver messo il freno a mano. La vettura ha quindi iniziato lentamente ad andare verso un vicino burrone. Solo la presenza di un albero ha evitato che la vettura finisse nel dirupo con i due piccoli a bordo. Sono intervenuti i Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine locali a salvare i bambini e a rimettere sulla carreggiata l’auto.

7 – Forza Italia continua a perdere pezzi: Piccinelli se ne va con Verdini

Enrico Piccinelli, ingegnere di Albano, si è iscritto a Forza Italia nel 1994, poche ore dopo l’annuncio della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Da allora è sempre stato il volto degli azzurri a Bergamo: assessore regionale, poi comunale a Bergamo, presidente di circolo, coordinatore e vicecoordinatore provinciale del partito, fino a diventare senatore nel 2013. Una lunga avventura quindi, che pare però esser giunta alla fine: Enrico Piccinelli, infatti, ha depositato al Senato la sua iscrizione al gruppo Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (ALA) di Denis Verdini. Così spiega la propria scelta il senatore bergamasco: «È stato un momento difficile e doloroso. Ma ormai Forza Italia è un partito senza linea, che al Senato vota con il governo e alla Camera fa l’opposizione dura, riuscendo così a non stare da nessuna delle due parti. E finendo col lasciare l’opposizione a Grillo e alla Lega. Io credo che siamo in una fase costituente, in cui se vogliamo uscire dalla crisi dobbiamo lavorare tutti insieme come si fa in Germania e come si farà in Spagna, e collaborare con il governo, che sta facendo cose giuste. Per questo voglio dare il mio appoggio a Renzi collaborando con Verdini». Piccinelli si aggiunge all’altro conterraneo Marco Pagnoncelli, che a maggio aveva seguito Fitto salutando Forza Italia. Ora resta il solo Gregorio Fontana, che proprio con Piccinelli condivideva l’incarico di commissario del partito in attesa del congresso che il 16 gennaio dovrebbe incoronare Paolo Franco nuovo coordinatore provinciale. Commentando la notizia al Corriere della sera Bergamo, Fontana prova a usare l’ironia: «Io sapevo che si era preso una pausa (Piccinelli, ndr), che del resto è la sua condizione abituale. Vedo adesso che è andato in un nuovo gruppo, che si chiama come, Mai-Ala? Comunque, dico che è spiacevole vedere chi è stato eletto con i voti degli elettori del centrodestra usare poi gli stessi voti per sostenere il centrosinistra solo perché viene folgorato sulla via di Verdini. E ricordo anche che nel centrodestra chi se ne va poi sparisce: l’Ncd a Bergamo non è riuscito nemmeno a eleggere un consigliere comunale». Dura la replica di Piccinelli: «Fontana, che è stato paracadutato in Parlamento da Scajola e in 17 anni da deputato non ha lasciato traccia sul territorio, ha perso una buona occasione per stare zitto. Gli brucia che io abbia indicato quello che sarà il prossimo coordinatore provinciale del partito, ma se ha i voti per proporre una sua alternativa lo faccia». Gli fa da eco Pagnoncelli, altrettanto duro: «Forza Italia è rimasto un brand ma è un partito vuoto. Va al traino di Salvini e della Meloni, ma allora uno vota direttamente loro. Fontana dice che chi se ne va sparisce? Allora io dico che è meglio sparire dalla scena politica tenendo la schiena dritta che restare a fare da servi a un tenutario».

8 – Sedrina, panico dopo un brutto incidente. Fortunatamente nessun ferito grave

Tanta paura nel giorno della vigilia di Natale a Sedrina, dove dure auto, provenienti da direzioni opposte, si sono schiantate. Secondo la prima ricostruzione delle forze dell’ordine, la colpa è di una delle due vetture che avrebbe invaso la carreggiata opposta. Lo schianto è stato frontale e violentissimo, tanto che dalle auto si sono staccate anche le ruote. Immediato l’intervento dei soccorritori, che hanno fortunatamente appurato come gli occupanti delle due vetture non fossero gravemente feriti: medicati sul posto, un 27enne e un 62enne sono stati trasferiti a Bergamo per accertamenti più approfonditi al pronto soccorso. La conseguenza più grave dell’incidente sono state le lunghe code formatesi anche sul viadotto della strada della Valle Brembana.

9 – Mozzo, le fiamme distruggono una Bmw parcheggiata

La mattina del 24 dicembre, a Mozzo, una Bmw ha improvvisamente preso fuoco. L’uomo a bordo del veicolo ha accostato e ha abbandonato velocemente l’abitacolo. Rapidamente le fiamme si sono poi espanse dal cofano, dove erano esplose, a tutta la vettura. L’uomo ha avvisato i Vigili del Fuoco, i quali ci hanno messo circa un’ora per domare le fiamme e per controllare che non ci fossero ulteriori pericoli. Pare che la causa dell’incendio sia stato un corto circuito. L’auto è stata completamente distrutta dalle fiamme.

10 – Niente neve, ma sulle Orobie si scia con quella artificiale

La tanto attesa neve non è ancora arrivata e probabilmente per un bel po’ ancora non si farà vedere. Ma sulle piste da sci bergamasche si scia comunque, merito della neve artificiale. La speranza è che poi quella vera arrivi tra gennaio e febbraio. Intanto sono aperte tutti i giorni le stazioni sciistiche di Valtorta-Piani di Bobbio; il comprensorio di Brembo Ski (Foppolo); in Alta Val Seriana, invece, si scia nelle stazioni del monte Pora, degli Spiazzi di Gromo (aperto anche l’impianto per arrivare al rifugio Vodala), Lizzola (aperto anche il fondo a Bondione) e l’anello di fondo a Schilpario. Da sabato 26 dicembre si scia anche alla Presolana, mentre il Pora aprirà la pista Valzelli. In tutte le stazioni le aperture delle piste sono parziali, ovvero quelle servite da innevamento artificiale. Le piste delle altre stazioni invece, da Colere a Piazzatorre, da Piani dell’Avaro a Oltre il Colle, restano chiuse in attesa della neve vera.

 

24 DICEMBRE

 

1 – Gli auguri del sindaco Gori sul profilo Facebook del Comune

Gli auguri del Sindaco Gori ai cittadini di BergamoGli auguri del #Sindaco Giorgio Gori ai cittadini di #Bergamo. #BuonNatale #ComunediBergamo #Natale15

Posted by Comune di Bergamo on Mercoledì 23 dicembre 2015

Sul profilo Facebook del Comune sono stati pubblicati gli auguri del sindaco Giorgio Gori ai cittadini di Bergamo. Nel video Gori fa il resoconto dei successi raggiunti quest’anno dalla sua giunta (Montelungo, Piazzale della Stazione, riapertura della Carrara, mostra di Palma il Vecchio, ecc.) e ripercorre il 2015 come anno dell’Expo, l’esposizione universale di Milano che ha avuto ripercussioni positive anche sul nostro territorio, dando una svolta nella direzione del turismo. «Negli ultimi 18 mesi – dice Gori – abbiamo recuperato il ritardo che la città aveva accumulato, ma possiamo fare di più, in fretta e bene». Dopo avere elencato i programmi per il 2016 il primo cittadino rivolge un pensiero speciale alle persone più fragili. In apertura e in chiusura l’accompagnamento musicale è firmato Gaetano Donizetti.

2 – Dalmine, un 42enne cade dalla moto e muore

Un 42enne di origini venezuelane, residente a Mozzo, è morto nella notte fra mercoledì e giovedì a causa di una caduta dalla moto, scivolata sull’asfalto reso viscido dalla leggera pioggia caduta nelle ultime ore di mercoledì. La tragedia è avvenuta in via Donizetti poco dopo la mezzanotte. Il 42enne è deceduto in seguito alle gravi ferite riportate in seguito all’impatto con il terreno e contro un palo. Ogni tentativo di salvare il motociclista è stato inutile: troppo gravi le ferite riportate nell’impatto con il terreno. La scorsa notte si sono registrati anche altri incidenti, senza gravi conseguenze, a Bergamo, a Bonate Sopra e in autostrada.

3 – Questo matrimonio non s’ha da fare: espulsa la badante promessa sposa

A Caravaggio i matrimoni sono una cosa molto seria e non si fa per interesse o senza tutte le carte in regola. Lo ha imparato a sue spese una badante ucraina che invece della pubblicazione sulle bacheche comunali si troverà in mano un documento di espulsione. Lei ha 58 anni, il promesso sposo ne ha 86. Il matrimonio si sarebbe dovuto celebrare all’inizio del 2016, ma quando i due si sono recati in Comune per firmare i documenti, il sindaco Giuseppe Prevedini ha chiesto l’intervento degli agenti del commissariato di polizia di Treviglio, i quali hanno scoperto che la donna si trovava in Italia irregolarmente dal 21 gennaio 2015. Per le pubblicazioni di matrimonio, la legge non prevede l’obbligo della presentazione del permesso di soggiorno, ma solo dei documenti di identità. La badante probabilmente aveva pensato di farla franca.

4 – Ancora furti nelle abitazioni a Romano. Si allarga la rete di sicurezza dei cittadini

La piaga dei furti nelle abitazioni a Romano di Lombardia si allarga sempre di più. Nonostante i cittadini si siano riuniti in associazioni di controllo del vicinato, il fenomeno non accenna a placarsi e se in alcune zone la situazione migliora, in altre si aggrava. Secondo i cittadini esisterebbero diverse bande di delinquenti che agirebbero in modo coordinato, facendo addirittura scattare l’allarme rosso in una zona per poter agire in maniera indisturbata in un’altra. I gruppi WhatsApp di cittadini pronti a segnalare persone sospette sono oggi 23, e riuniscono circa 400 persone impegnate a ridurre il raggio di azione dei delinquenti. Altri due gruppi verranno costituiti a giorni.

5 – Scintille dal caminetto sul divano, casa devastata a Trescore

Alcune scintille sprigionatesi dal caminetto hanno raggiunto il divano che ha preso fuoco e in pochi minuti la casa è stata distrutta dalle fiamme. È accaduto mercoledì sera a Trescore. Danneggiato anche un appartamento al piano superiore. L’incendio si è verificato in via Zeduri, una zona residenziale non lontana dal centro storico. A dare l’allarme il proprietario della casa che ha chiamato i familiari in aiuto, ma il rogo era già divampato. Sul posto sono giunte tre squadre dei vigili del fuoco di Bergamo che hanno lavorato diverse ore per domare le fiamme.

 

23 DICEMBRE

 

1 – Bergamo Wi-Fi, entro aprile nuove oasi anche nei quartieri

Bergamo Wi-Fi si amplia e dopo il centro città, presto raggiungerà anche i quartieri. È stato infatti annunciato l’ampliamento delle oasi internet attualmente presenti a Bergamo, in modo tale che il sistema di wi-fi pubblico e gratuito possa raggiungere anche alcuni tra i luoghi pubblici più frequentati, come piazza Sant’Anna, piazzale Emanuele Filiberto e piazza Pacati. La lista completa delle nuove oasi previste: piazzale San Paolo (quartiere San Paolo), parco Mascagni (Longuelo), via Promessi Sposi (Villaggio degli Sposi), piazzale Emanuele Filiberto-via San Sisto (Colognola), il parco tra via Isabello e via Gasparini (Boccaleone), parco Turani e chiesa (Redona), parco di via Mozart (Malpensata), piazza Sant’Anna (Borgo Palazzo), Orto Botanico (Città Alta), piazza Pacati (Monterosso). In totale 22 nuovi punti d’accesso, che portano così a 80 gli hotspot sparsi per la città, quasi il doppio di quelli disponibili in grandi capitali europee come Bruxelles. L’assessore all’Innovazione Giacomo Angeloni spiega: «Il grande successo del Bergamo Wi-Fi ci ha spronato a mantenere l’impegno preso nelle linee programmatiche: dopo il centro città per Expo 2015, portare la connettività del wi-fi diffuso nei quartieri. Siamo molto felici di questo risultato: entro il 30 aprile le oasi saranno tutte attivate e potremo poi progettare la successiva fase di connessione di tutti gli spazi culturali dei quartieri, biblioteche e Csc». E il successo è raccontato dai numeri: al 30 novembre gli iscritti risultavano essere 72.500, oltre 10mila iscritti al mese a partire da maggio, con un picco di 12.176 iscritti ad agosto. Gli utenti giornalieri oscillano tra i 5mila e i 9mila, con un’incidenza notevole nei giorni scolastici, segno del successo riscosso tra i giovani. E pensare che alla presentazione del progetto le stime parlavano di 38mila iscriti entro la fine dell’anno. Un vero successo.

2 – Spirano, 25enne di Bergamo fermato in un parco con 100 grammi di cocaina in tasca

Un 25enne residente a Bergamo è stato fermato dai Carabinieri a Spirano e arrestato la mattina del 22 dicembre dopo esser stato trovato in possesso di circa 100 grammi di cocaina. Il giovane stava camminando in via Bloch, all’altezza di un giardino pubblico, con la testa coperta dal cappuccio di una felpa. Quando ha visto un’auto delle forze dell’ordine, ha tentato di fuggire, insospettendo i due agenti a bordo della volante, che lo hanno inseguito e poi fermato. Visto il suo atteggiamento, hanno deciso di perquisirlo e nella tasca del cappotto hanno trovato una busta di plastica all’interno della quale c’erano due bilancini di precisione e 100 grammi di cocaina già divisa in dosi. Il pm Lucia Trigiglio ha deciso per la permanenza in carcere del giovane.

3 – Albanese di 28 anni fermato in Olanda: è coinvolto in un importante giro di spaccio nel Sebino

Mercoledì 16 dicembre (ma la notizia è stata diffusa solo oggi), Kurti Bujar, albanese di 28 anni ricercato in Italia per traffico di cocaina nell’ambito dell’operazione denominata “Refresh”, è stato fermato mentre si trovava in Olanda. Secondo le forze dell’ordine, il 28enne è coinvolto in un importante giro di spaccio gestito da diversi albanesi tutti residenti nei dintorni del lago d’Iseo. Come spiega Bergamonews, l’indagine, condotta sotto la direzione della Procura della Repubblica di Brescia, aveva già portato a numerosi arresti e sequestri di cocaina per oltre 40 chilogrammi. Kurti aveva fatto perdere le proprie tracce nel settembre del 2014, quando, braccato dagli uomini del G.O.A., aveva lasciato l’Italia per fare rientro in Albania e quindi rifugiarsi nel Nord Europa.

4 – Morti sospette all’ospedale di Piario, sarebbero già 20 le famiglie andate dai Carabinieri

Il caso è balzato alla cronaca venerdì 18 dicembre, quando i Carabinieri si sono presentati all’ospedale di Piario con un mandato di sequestro di oltre un’ottantina di cartelle cliniche di pazienti morti nell’ultimo anno. Come si è poi saputo, le forze dell’ordine stanno indagando su alcune morti sospette avvenute nell’istituto legato alla Bolognini di Seriate negli ultimi 12 mesi. I casi sotto la lente d’ingrandimento sarebbero 6, ma non si escludono altri casi. Intanto si apprende che sarebbero già una ventina le famiglie di persone decedute a Piario presentatesi ai Carabinieri di Clusone per denunciare casi poco chiari di decessi. Gli inquirenti stanno cercando di valutare caso per caso e si preannunciano indagini molto lunghe e complesse. Al momento l’unica indagata resta un’infermiera residente proprio a Piario, ma da qualche tempo trasferita a Lovere. Si tratta di Anna Rinelli, 42 anni, come reso noto nei giorni scorsi dal Corriere della Sera Bergamo. Secondo la Procura di Bergamo, la donna potrebbe aver somministrato delle fiale di Valium (sottratte dalla farmacia interna alla struttura sanitaria) ad alcuni pazienti durante il turno notturno. Ancora da capire il motivo, se dovessero essere confermati i fatti.

5 – Le motivazioni del nuovo no alla scarcerazione di Bossetti: «Assassino senza freni inibitori»

Martedì 22 dicembre, meno di 24 ore dopo la richiesta presentata dai legali di Massimo Bossetti, i giudici della Corte d’Assise di Bergamo hanno detto “no” all’istanza di scarcerazione, con arresti domiciliari e braccialetto elettronico, per il carpentiere di Mapello accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. In circa 2 pagine e mezzo di documento ufficiale, Antonella Bertoja e gli altri 7 giudici hanno giustificato la loro decisione con il pericolo di reiterazione del reato, che nel caso di Bossetti è desunto dalla gravità e dall’efferatezza del delitto contestato. È la nona volta che Bossetti si vede rifiutare la scarcerazione: per sette volte è stato il gip a dire di no, mentre per due la Corte. Nel provvedimento i giudici ricordano che sul tema della custodia in carcere di Bossetti, dopo il (doppio) pronunciamento della Cassazione, si è formato un «giudicato cautelare». La giuria cita proprio l’ultima sentenza della Suprema Corte sul caso Bossetti per smontare le argomentazioni della difesa: «Alcuna incidenza sul giudicato può determinare la legge 47 del 2015, che non ha intaccato la presunzione di adeguatezza della custodia in carcere». Quanto sul caso concreto, la Corte ha aggiunto che sono stati presi in considerazione «una pluralità di elementi specifici (particolare efferatezza nell’esecuzione del delitto, casualità nella scelta della vittima, circostanze di tempo e di luogo) dai quali è stata desunta una mancanza di freni inibitori tale da rendere altamente probabile la reiterazione di condotte aggressive. Tale motivazione per ben due volte è stata ritenuta congrua dalla Suprema Corte; e questa Corte non ravvisa ragione per disattendere tale giudizio, stante la gravità non del delitto di omicidio in astratto, ma del delitto qui contestato, in relazione alle modalità esecutive della condotta (vittima attinta da una pluralità di colpi inferti con arma bianca e abbandonata agonizzante in un campo); alla persona della vittima, un’adolescente indifesa; alle condizioni di tempo e luogo (aggressione in orario serale, nel percorso della vittima verso casa); all’assenza di rapporti pregressi tra l’aggressore e la vittima». La Corte ha poi aggiunto che «l’incensuratezza e la vita regolare dell’imputato non assumono rilevanza apprezzabile ai fini cautelari, come del resto il tempo trascorso tra fatto e applicazione della custodia e tra fatto e momento attuale, tempo nel quale non si è verificato alcun cambiamento nelle condizioni di vita e personali dell’imputato tanto da far ritenere che, a fronte di analoga pulsione aggressiva, interverrebbe oggi un miglior meccanismo di controllo». Per tutti questi motivi gli arresti domiciliari «non sarebbero in grado di scongiurareil descritto pericolo di reiterazione con le stesse garanzie» che invece offre il carcere. La prossima udienza si terrà l’8 gennaio 2016.

6 – Processo Morandi, Gamba ora chiede i danni patrimoniali

Novità nel processo nei confronti di Benvenuto Morandi, l’ex sindaco di Valbondione ed ex direttore della filiale Intesa Sanpaolo Private Banking di Fiorano al Serio accusato di furto aggravato, falso in scrittura aggravato e truffa. Gianfranco Gamba, imprenditore di Cene, la figlia Simona e la moglie Maria Pezzoli, che sono parti civili al processo, hanno infatti fatto domanda di danni patrimoniali in caso di condanna di Morandi. Richiesta che segue quella di danni morali avanzata a maggio 2015. Gamba è il principale dei 10 clienti a cui, secondo i pm Maria Cristina Rota e Carmen Santoro, l’imputato ha fatto sparire oltre 24 milioni di euro, quasi 10 dei quali solamente della famiglia Gamba appunto. I difensori di Morandi contestano la richiesta: «L’estensione della costituzione è tardiva, dovevano farlo alla scorsa udienza. La richiesta del risarcimento del danno non può essere frazionata». Un discorso molto simile è stato usato per contestare anche la costituzione di parte civile della banca, la quale è stata a sua volta citata come responsabile civile dagli avvocati della famiglia Gamba e che sarà chiamata a pagare in caso di condanna di Morandi per poi, eventualmente, rivalersi su di lui. Ora bisognerà attendere il 9 marzo, data fissata per la prossima udienza. Morandi ha chiesto il rito abbreviato condizionato all’audizione di 10 persone, tra cui Gianfranco Gamba. Il collegio di giudici ha ammesso le costituzioni come parti civili dei Gamba, ma non per il reato di truffa, il solo per cui invece è stata ammessa la banca.

7 – Presentato il nuovo Cda dell’Unibg: confermati i 3 membri esterni, cambiano i 5 interni

L’Università degli Studi di Bergamo ha reso noto il nuovo Cda dell’ateneo nominato dal Senato Accademico. Degli 8 membri, i tre esterni sono tutti confermati mentre cambiano in toto i 5 interni. Il nuovo Cda entrerà in carica l’1 gennaio 2016 e sarà in carica per 3 anni. I membri confermati sono Camillo Andreana, Simona Bonaldi e Marina Rodeschini, mentre i nuovi nominati (interni) sono i professori Federica Burini (ricercatore – Lingue e Letterature straniere), Rosella Giacometti (associato – Economia), Franco Giudice (associato – Scienze umane e sociali), Gianmaria Martini (ordinario – Ingegneria) e Silvio Troilo (associato – Giurisprudenza). Come spiega Bergamonews, per la valutazione delle candidature pervenute si sono analizzati i curricula, ponendo come requisiti generali la comprovata competenza in campo gestionale, l’esperienza professionale di alto livello e la qualificazione scientifica culturale. Cambio della guardia in vista anche per il Dipartimento di Lettere, Filosofia e Comunicazione con il direttore Andrea Bottani che lascia il proprio incarico, aprendo di fatto la corsa alla sua successione: si sono già aperte le candidature, l’elezione a fine gennaio.

8 – Lega, nuova proposta per i fondi destinati ai parchi: «Niente a quelli che ospitano i profughi»

Dopo che il Consiglio regionale ha respinto nei mesi scorsi il provvedimento presentato dall’assessore Claudia Terzi che negava l’accesso ai fondi regionali al Parco dei Colli di Bergamo per aver ospitato alla Ca’ Matta alcuni profughi, ora la Lega torna alla carica: i parchi lombardi potranno accedere ai contributi regionali solo e unicamente se utilizzati in modo da rispettare le finalità di valorizzazione ambientale previste da legge, statuti e disposizioni regionali. Il provvedimento è stato inserito come emendamento alla finanziaria ed è stato approvato con voto segreto. Il consigliere Roberto Anelli, firmatario dell’emendamento, commenta così: «Sono molto soddisfatto. È stata mantenuta la promessa che avevamo fatto nel corso del Consiglio Regionale del 3 novembre scorso, quando con voto segreto era passata una mozione dell’opposizione per concedere un finanziamento al parco regionale dei Colli di Bergamo, annullando di fatto il parere della Giunta. Abbiamo finalmente posto in Legge questo provvedimento, grazie al quale verranno automaticamente esclusi dalle risorse regionali tutti i Parchi che di fatto utilizzano impropriamente il patrimonio affidato loro in gestione. Ciò significa che i Parchi regionali che decideranno di ospitare all’interno delle loro strutture clandestini o presunti profughi al posto di intraprendere attività volte alla valorizzazione e fruizione del patrimonio naturale, non potranno ricevere contributi regionali di alcun tipo». Soddisfatta anche la Terzi: «Dimostra che quanto già fatto a suo tempo dalla Giunta era perfettamente coerente alle finalità previste dalle leggi regionali per lo stanziamento dei fondi ai Parchi limitatamente alla sola valorizzazione ambientale. Finalmente si sancisce che l’utilizzo improprio del patrimonio affidato in gestione debba essere considerato criterio escludente per l’accesso alle risorse regionali, finalizzate alla conservazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio naturale».

9 – Il sindaco di San Pellegrino, Vittorio Milesi, va all’attacco della Provincia per la nuova tangenziale Sud

Il sindaco di San Pellegrino Terme, Vittorio Milesi, ha perso la pazienza e punta il dito contro la Provincia per i continui ritardi nella realizzazione della nuova tangenziale Sud: la Treviolo-Paladina e la Paladina-Villa d’Almè-Sedrina. I soldi, infatti, ci sarebbero, visto che li mette Anas. Ma nonostante questo i tempi sono sempre più lunghi. Come spiega L’Eco di Bergamo, la Stezzano-Zanica è stata inaugurata recentemente e costituiva uno dei tre lotti per il completamento della tangenziale Sud finanziati nel 2006 per un importo complessivo di 150 milioni di euro, «ma per la Treviolo-Paladina (35 milioni di euro) e la Paladina-Sedrina (90 milioni di euro), ancora nulla – spiega Milesi -. A distanza di 9 anni, la Treviolo-Paladina è ferma per un contenzioso tra la Provincia e l’impresa Fabiani che si è aggiudicata la progettazione esecutiva dell’opera e la realizzazione dei lavori. Per la Paladina-Sedrina, invece, la Provincia non ha neppure concluso la progettazione definitiva. Una vergogna e uno scandalo assoluti dei quali purtroppo nessuno parla». La realizzazione delle due opere avrebbe consentito, oltre che di dare soluzione a un problema che condiziona pesantemente lo sviluppo delle Valli Brembana e Imagna, di offrire un’importante possibilità di lavoro per le aziende del territorio. La Provincia risponde però che i fondi stanziati 9 anni sono ora insufficienti per la realizzazione dei lavori.

10 – 36enne nascondeva la droga nel vecchio caveau di una ex banca a Zingonia

Le forze dell’ordine hanno scoperto l’ingegnoso stratagemma che un immigrato di 36 anni aveva ideato per nascondere la droga. Abitando in un appartamento a Zingonia posizionato proprio sopra una ex banca, l’uomo aveva pensato bene di nascondere la sua preziosa merce nel caveau della vecchia banca. Per recuperare e nascondere la droga aveva anche inventato una sorta di rudimentale ascensore a corda. Tutto attraverso un buco nel pavimento della cucina. A scoprirlo le forze dell’ordine durante una perquisizione dell’abitazione dell’uomo, dove hanno notato che una delle piastrelle della cucina era sollevabile grazie a una ventosa. Sotto c’era un buco che comunicava direttamente con il caveau dell’ex banca. Incastrato, il 36enne ha patteggiato 4 anni di reclusione e 14mila euro di multa davanti al giudice dell’udienza preliminare Bianca Maria Bianchi.

 

22 DICEMBRE

 

1 – Il Papa Giovanni condannato a pagare 5 milioni alle 24 ditte facenti parte della Lia

L’ospedale Papa Giovanni di Bergamo è stato condannato martedì 22 dicembre a pagare 5 milioni di euro alle 24 ditte aderenti alla Lia (Liberi imprenditori associati) che hanno lavorato alla costruzione della nuova struttura attraverso dei subappalti e che non erano state pagate. Marco Amigoni, presidente della Lia, spiega a Bergamonews: «Siamo più che soddisfatti, ma delle 24 ditte che si sono costituite in associazione per vedere pagati i lavori svolti nella costruzione del nuovo ospedale di Bergamo, cinque sono fallite nel tempo. Per le altre 19 imprese questo pagamento rappresenta il giusto riconoscimento dei lavori eseguiti e ossigeno per ripartire, in un momento economico di certo non facile». Amigoni ha buone parole però anche per l’amministrazione del Papa Giovanni: «Devo ammettere che da parte dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, in fase di Ctu, c’è stata molta disponibilità e lealtà nei nostri confronti. Dobbiamo ringraziare la controparte, l’azienda ospedaliera, che durante la fase dell’azione legale ha dimostrato disponibilità e collaborazione». Carlo Nicora, direttore generale dell’ospedale, spiega: «Siamo di fronte all’ennesimo danno creato da DEC ai bergamaschi. La sentenza di oggi non suona come una condanna dell’azienda ospedaliera, ma è finalmente lo strumento che ci permette di sapere con certezza che i lavori oggetto della causa sono stati eseguiti, sono stati conclusi regolarmente, ma non sono mai stati pagati da DEC. Abbiamo sempre dichiarato che, senza l’evidenza fornita da una parte terza, come pubblica amministrazione non potevamo assumerci il rischio di pagare due volte o di usare il denaro dei cittadini in maniera imprudente. Oggi possiamo finalmente pagare chi ci ha aiutato ad aprire il Papa Giovanni XXIII: non era un nostro obiettivo far fallire le imprese bergamasche e la massima collaborazione fornita al consulente nominato dal Tribunale lo attesta con chiarezza».

2 – Bossetti resta in carcere, nuovo “no” alla scarcerazione

Lunedì 21 dicembre, in occasione dell’ultima udienza dell’anno del processo nei confronti di Massimo Bossetti, l’uomo accusato dell’assassinio di Yara Gambirasio, i legali del carpentiere di Mapello hanno avanzato una richiesta che ha spiazzato un po’ tutti: permettere all’imputato di andare ai domiciliari con un braccialetto elettronico, anche perché non sussiste più il rischio di reiterazione del reato. La mattina di martedì 22 dicembre, intorno alle 11.30, è arrivata la risposta della Corte d’Assise: Bossetti resterà in carcere. Il presidente Antonella Bertoja e gli altri 7 giudici hanno discusso la richiesta tra il pomeriggio di lunedì e la mattina di martedì 22 dicembre, raggiungendo questa decisione. È la nona volta, la seconda durante il processo, che i magistrati respingono la richiesta di scarcerazione avanzata dai legali di Bossetti. Sulla proposta si erano detti contrari sia i legali della parte civile, ovvero della famiglia Gambirasio, che il pm Letizia Ruggeri. Quest’ultima, nell’esprimere parere negativo, ha spiegato: «Nulla è cambiato rispetto alle esigenze cautelari così come sono state valutate nelle precedenti otto decisioni, tutte contro la scarcerazione». La Corte aveva un massimo di 5 giorni per prendere la decisione. Nel pomeriggio è arrivato il commento di uno dei legali di Bossetti, Claudio Salvagni: «Se non fosse stato un processo mediatico quale è, Bossetti sarebbe stato libero da un pezzo. Un po’ ci speravamo, non so ancora la reazione di Massimo Bossetti: è possibile che neppure lui ci facesse tanto affidamento».

3 – Pezzoni conferma le dimissioni, a Treviglio arriva un commissario

Martedì 22 dicembre l’ex primo cittadino di Treviglio, Giuseppe Pezzoni, ha confermato le proprie dimissioni presentate 20 giorni fa in seguito allo scandalo sulla falsa laurea. Da questo momento, quindi, la città della Bassa sarà governata da un commissario che avrà il compito di traghettare Treviglio alle prossime elezioni, in primavera. La conferma durante una conferenza stampa indetta dallo stesso Pezzoni, a cui è seguito un bilancio degli assessori sui lavori svolti in questi anni di Giunta.

4 – Condannata a 14 anni la 36enne che uccise un disabile in un hotel di Trescore

Rahma El Mazhouzi, la 36enne marocchina accusata di aver ucciso a coltellate il 30enne connazionale Hassan Mahsouri, affetto da distrofia muscolare, in una stanza di un albergo di Trescore la notte tra il 31 dicembre 2014 e l’1 gennaio 2015, è stata condannata con rito abbreviato a 14 anni di carcere. La donna era stata anche sottoposta a perizia psichiatrica, compiuta da un esperto nominato dal gip Raffaella Mascarino, nella cui relazione aveva precisato che la 36enne era totalmente capace di intendere e di volere al momento del fatto, andando ad escludere quindi la possibilità di attenuanti per lei. Nelle ore immediatamente successive all’omicidio, la donna era stata subito fermata e interrogata. Durante l’interrogatorio aveva ammesso la sua responsabilità, spiegando di aver colpito Mahsouri con un coltello da cucina per una trentina di volte a causa di un raptus d’ira. Era infatti convinta che l’uomo l’avrebbe sposata, e quando si è vista respinta non ha più risposto di sé. Il racconto era stato fatto senza la presenza di un avvocato, diventando inutilizzabile ai fini processuali. Portata in carcere e interrogata nuovamente per la convalida si era limitata ad ammettere l’uccisione, senza entrare nel dettaglio delle motivazioni.

5 – L’Accademia di Belle Arti andrà al civico 33 di via Quarenghi

Un progetto per rilanciare una zona degradata della città, spesso dimenticata. Un progetto che, nei prossimi mesi, partirà ed è teso a portare l’Accademia di Belle Arti al civico 33 di via Quarenghi, negli spazi attualmente occupati dal distaccamento della Polizia Locale e dagli uffici dell’Assessorato ai Lavori Pubblici. L’obiettivo è quello di fare diventare gli spazi di via Quarenghi un motore di attività culturali che coinvolgano il quartiere ma anche la città, attraverso collaborazioni con associazioni e istituzioni pubbliche e private del territorio. Come spiega L’Eco di Bergamo, il progetto si sviluppa sulla base di quattro ambiti di attività, quello didattico, progettuale, espositivo e culturale. L’Accademia Carrara di Belle Arti lavorerà per trasformare uno spazio in aula per la didattica, intesa come laboratorio di progettazione artistica. Non solo, si prevede di aprire uno studio con due postazioni da assegnare ciclicamente a studenti per fare ricerca e spazi per le mostre didattiche che si tengono a metà semestre e a fine anno, ma anche di studenti, neo-diplomati e giovani artisti di altre accademie. Infine il programma prevede lezioni, incontri, conferenze pubbliche, momenti di riflessione culturale aperta anche al quartiere e alla cittadinanza.

6 – Doppio colpo a Stezzano: prima da Semeraro poi in una sala slot

Tra domenica 20 e lunedì 21 dicembre, una banda di ladri ha colpito due attività a Stezzano. Prima il mobilificio Semeraro, poi una sala slot al centro commerciale Le Due Torri. Al mobilificio i furfanti hanno portato via ben 21mila euro che erano conservati in due casseforti dell’attività: i ladri si sono intrufolati negli uffici amministrativi e sono poi fuggiti forzando un’uscita di emergenza e rompendo la recinzione dell’immobile. Il colpo alla sala slot, invece, è avvenuto in pieno giorno: questa volta pare che il ladro fosse da solo ed era armato di un grosso coltello, che ha utilizzato per farsi consegnare l’incasso (circa 2.400 euro). La rapina è avvenuta intorno alle 15 del 21 dicembre. Pare che il ladro sia italiano e molto giovane.

7 – Smog a Bergamo, nel 2015 ben 73 giorni con valori sopra il limite consentito

In un comunicato diffuso lunedì 21 dicembre, Legambiente Lombardia denuncia la sua preoccupazione per un problema molto delicato e che investe praticamente l’intera regione: i valori elevati di smog. Come spiega L’Eco di Bergamo, nel 2015 (dato aggiornato al 20 dicembre), soltanto Lecco e Sondrio non hanno superato i 35 giorni di tolleranza del superamento della soglia dei 50 microgrammi per metro cubo. Il record negativo è di Pavia, con addirittura 112 giorni oltre il limite; alle sue spalle Milano con 101, Cremona con 95, Lodi con 89, Monza con 85, Brescia con 84, Mantova con 83, Bergamo con 73, Como con 55, Varese con 38 e, appunto, Lecco e Sondrio con 32.

8 – Rovetta, una bomba carta danneggia la chiesa

Alle 13.30 circa di domenica 20 dicembre, un boato fortissimo ha rotto la tranquillità di Rovetta: una bomba carta è infatti esplosa in via San Narno della Valle, la via che passa dietro la chiesa di Tutti i Santi. Il forte scoppio, amplificato alla stretta via sulla quale si affacciano la chiesetta e alcune case private, ha provocato la rottura di alcuni vetri decorati del presbiterio, di particolare pregio storico e artistico, e frantumato alcune vetrate di case private limitrofe. Alcuni frammenti dei vetri infranti sono caduti anche all’interno del presbiterio. Le forze dell’ordine stanno indagando per capire il motivo del gesto.

9 – Trolley con cavi elettrici abbandonato in via Torretta: scatta l’allarme bomba, ma era un falso allarme

Alle 20.30 circa di lunedì 21 dicembre, in via Torretta a Bergamo, è scattato l’allarme: diverse persone hanno infatti segnalato alle forze dell’ordine la presenza per strada di un trolley abbandonato da cui uscivano dei cavi elettrici. La posizione, nei pressi della sede di Confartigianato, ha fatto pensare molti a una bomba. La strada per precauzione è stata chiusa al traffico, in attesa dell’arrivo di un artificiere della polizia da Orio al Serio. Questo, una volta giunto sul posto, ha deciso di aprire manualmente la valigia una volta che ha visto che era già mezza aperta e ha intuito che non era pericolosa. All’interno sono stati trovati alcuni abiti e diversi oggetti, tra cui un altoparlante portatile dal quale si dipanavano i cavi elettrici. Si sta ora cercando di capire se il trolley sia stato dimenticato o abbandonato oppure volutamente messo lì per creare allarmismo.

10 – Morto Gianmario Vailati, il tifoso della Remer Treviglio colto da malore durante una partita

Alla fine non ce l’ha fatta: Gianmario Vailati, 72enne tifosissimo della squadra di basket di Treviglio, la Remer, è morto nel suo letto di ospedale dopo il ricovero avvenuto domenica 20 dicembre in seguito a un malore che aveva colto l’uomo durante un match al PalaFacchetti. Le condizioni di Vailati erano apparse subito disperate: gli era stato praticato un massaggio cardiaco di 40 minuti che l’aveva momentaneamente salvato consentendo allo staff medico sanitario di trasportarlo all’ospedale di Treviglio, ma il quadro clinico era ormai compromesso e il 72enne si è spento lunedì 21. Le condoglianze sentite della società di pallacanestro in un messaggio pubblicato sul sito internet e diffuso attraverso i canali social.

11 – Villa d’Ogna, 19enne rimasta ferita in seguito a un incidente

Una ragazza di 19 anni è rimasta ferita in un incidente avvenuto a Villa d’Ogna, in valle Seriana, la sera di lunedì 21 dicembre, poco dopo le 21.30. Nell’incidente, avvenuto in via Marconi, si è ribaltata l’auto su cui la giovane stava viaggiando. Dopo un primo momento, in cui pareva che le condizioni della giovane fossero molto gravi, i medici hanno riferito che sebbene abbia riportato delle ferite, le condizioni della 19enne non preoccupano.

12 – Bergamo, in arrivo un nuovo sportello per valutare le richieste d’asilo degli immigrati

Presto a Bergamo aprirà un nuovo sportello destinato alla valutazione delle domande di asilo avanzate dai tanti profughi arrivati negli ultimi mesi sul territorio orobico. Oggi, in media, ci vogliono 545 perché un immigrato abbia risposta alla propria domanda di asilo politico. Tanti, troppi. Come spiega il Corriere della Sera Bergamo, le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale sono poche: all’inizio erano 10, con una sola, a Milano, per tutta la Lombardia. In maggio erano state raddoppiate, con l’apertura di una sezione a Brescia, ma la decisione aveva avuto l’effetto collaterale di rallentare ulteriormente i tempi, perché gli elenchi di Milano erano stati azzerati e si era dovuto ricominciare da capo. Senza contare che nell’ufficio bresciano sono impegnati due dirigenti della questura di Bergamo, che per due giorni la settimana devono lasciare in sospeso il lavoro ordinario. Intanto i numeri dei migranti sul territorio orobico (e dunque lombardo) sono cresciuti a dismisura. Per questo, da tempo, si è iniziata a chiedere l’apertura di un nuovo sportello a Bergamo. Si sono fatti carico della problematica i parlamentari Elena Carnevali, Beppe Guerini, Pia Locatelli e Gregorio Fontana, membri della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione, che, ottenuta la disponibilità della prefettura, ha presentato la richiesta al ministero degli Interni, firmata nei giorni scorsi dal ministro Alfano, che ha emesso il relativo e necessario decreto. Ne servirà un secondo, ora, per i membri del nuovo organismo, che sarà formalmente una sezione della commissione di Brescia: avrà un rappresentante della prefettura, uno della questura, uno dell’Anci e uno dell’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati. L’apertura dovrebbe avvenire a gennaio al Palazzo della Libertà, con ingresso in via Zelasco. Precedenza l’avranno le pratiche bergamasche, e solo una volta smaltite lo sportello si occuperà anche delle richieste provenienti da altre province.

13 – Unibg, per l’anno scolastico 2016-2017 arriverà un corso di Medicina in inglese

L’Università degli Studi di Bergamo è pronta a dare il via, dall’anno scolastico 2016/2017, un corso di laurea in Medicina in lingua inglese. Saranno ammessi non più di 50 studenti a questo corso, nato grazie all’accordo di programma siglato con l’Università Milano Bicocca, che sarà sede amministrativa del corso, l’Università inglese del Surrey e l’ospedale Papa Giovanni XXIII. Un percorso di studi sperimentale, unico nel panorama europeo, che nei prossimi giorni la Bicocca sottoporrà al Ministero dell’Università e della Ricerca. L’ok da Roma, che non dovrebbe respingere la proposta, arriverà probabilmente per l’inizio del prossimo anno, così che gli atenei e gli ospedali coinvolti possano iniziare a studiare logistica e organizzazione. L’International medical school aprirà le porte ad aspiranti medici chirurghi di tutto il mondo. Internazionale anche il corpo docente, mentre l’ipotesi è di far svolgere l’anno di specializzazione post laurea in Inghilterra.

14 – Il Padiglione Expo del Brasile era stato offerto a Bergamo, che però ha rifiutato

A dare la notizia Bergamonews: secondo il sito d’informazione locale, il Padiglione del Brasile, quello con la famosa rete di corda sospesa e uno dei più amati dal numerosissimo pubblico di Expo, era stato offerto a Bergamo. La proposta era arrivata a Palazzo Frizzoni poco tempo prima che l’Esposizione Universale chiudesse i battenti e in Comune ci hanno pensato seriamente, ma alla fine hanno dovuto rifiutare. Il motivo? L’installazione è troppo grande perché trovasse una location adatta in città. Qualcuno aveva ipotizzato il parco della Trucca, ma 120 metri (di sola lunghezza) non sono facilissima da trovare. A questo punto il Padiglione sarà messo all’asta: 500mila euro solo per la corda sospesa, 1,6 milioni per l’intera struttura.

 

21 DICEMBRE

 

1 – Un 49enne fascista della Bassa è stato arrestato per maltrattamenti e resistenza Un 49enne che fino a poco tempo fa risiedeva nella Bassa è stato arrestato per maltrattamenti, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Ora si trova ai domiciliari in arresto delle nuove udienze del processo per direttissima. L’uomo era stato buttato fuori di casa dalla moglie dopo svariati litigi ed era andato a vivere a casa della madre. Una sera però, dopo aver bevuto diversi alcolici, aveva fatto ritorno all’abitazione della moglie, la quale ha avvisato le forze dell’ordine. Una volta arrivati i militari, il 49enne ha reagito aggredendo un militare e stringendogli le mani al collo prima di essere immobilizzato dagli altri agenti. L’uomo si era già reso protagonista di diversi maltrattamenti nei confronti della moglie. Sulla sua auto sono state rinvenute una mazza, un’effige di Mussolini e un coltellino.

2 – Indiano ricercato si addormenta in treno e si risveglia al deposito di Treviglio. Arrestato

Nella notte tra sabato 19 e domenica 20 dicembre, al Commissariato di Treviglio, un uomo ha telefonato chiedendo aiuto essendosi ritrovato bloccato nel deposito treni locali. Dopo le ricerche, le forze dell’ordine lo hanno ritrovato. L’uomo ha spiegato di essersi addormentato durante la tratta Crema-Treviglio, senza accorgersi di essere giunto a destinazione fino a quando il treno era andato nell’apposito deposito. Dopo i ringraziamenti, l’uomo se ne stava andando, ma gli agenti hanno compiuto degli accertamenti sulla sua identità: essendo sprovvisto di documenti, l’uomo, di origine indiana, è stato portato al Commissariato, dove si è scoperto trattarsi di un cittadino indiano di 27 anni, residente tra Cremona e Crema, ricercato perché colpito da un provvedimento di misura cautelare per essere sottoposto agli arresti domiciliari in quanto resosi responsabile di rapina e lesioni. Il giovane, già conosciuto dalle forze di polizia anche per altri reati, è stato quindi arrestato e trasferito al proprio domicilio nel Cremasco, per scontare il provvedimento agli arresti domiciliari, da cui potrà allontanarsi solo con l’autorizzazione del Giudice.

3 – Dario Violi, consigliere dei 5 Stelle, propone in Regione di finanziare la tangenziale a Verdello

Dario Violi, consigliere regionale Cinque Stelle, ha avanzato in Regione una proposta che sarà discussa in sede di bilancio: «Mentre nella Bergamasca parlano solo di autostrada e di spendere 200 milioni di euro per risolvere il problema della viabilità tra Bergamo e Treviglio, con una soluzione veloce e poco costosa si potrebbe superare il problema decennale dell’imbuto di Verdello. Per questo ho proposto alla Regione Lombardia, come ha già fatto la provincia qualche settimana fa, di finanziare la cosiddetta Tangenziale Sud di Verdello. Non possiamo farci vincolare dal Comune di Verdello che solo per ragioni politiche si oppone al progetto ignorando l’interesse dei cittadini che sprecano ore preziose imbottigliati nel traffico. La soluzione proposta oltre che economica, migliora la viabilità e la vita dei bergamaschi con prospettive accettabili di consumo di suolo».

4 – Tunisino di 40 anni sfregia la moglie davanti ai figli in una pizzeria dell’hinterland

L’incredibile fatto è avvenuto la sera di sabato 19 dicembre, in un ristorante-pizzeria della provincia di Bergamo. Un tunisino di 40 anni, con precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, si trovava a cena nel locale insieme alla moglie e i due figli, rispettivamente di 8 e 12 anni, quando è andato in bagno e ne è uscito con un coltello da cucina in mano. Si è diretto verso la moglie, 36enne che da qualche tempo è scappata di casa con i figli, e l’ha sfregiata davanti a tutti. Il 40enne è poi fuggito, mentre i testimoni erano sotto shock e prestavano le prime cure alla donna. Arrivato a Villa d’Almè, però, l’uomo si è presentato e consegnato alle forze dell’ordine, confessando quanto accaduto. La donna è stata invece ricoverata all’ospedale di Papa Giovanni, dove è stata medicata e mandata a casa con una prognosi di 20 giorni. L’uomo è stato invece arrestato con l’accusa di stalking e lesioni gravi. Sarà processato per direttissima.

5 – Ospedale di Piario, parla l’infermiera indagata: «Non ci sono prove»

Fa molto discutere l’inchiesta delle forze dell’ordine sulle presunte morti sospette accadute all’ospedale di Piario negli ultimi 12 mesi, inchiesta per cui, al momento, unica indagata risulta essere un’infermiera, ora trasferita. Si tratta, come racconta il Corriere della Sera Bergamo, di Anna Rinelli, 42 anni, spesso di turno la notte, dalle 22 alle 7, che è proprio il turno messo sotto la “lente di ingrandimento” dalle forze dell’ordine. Come tra l’1 e il 2 novembre scorsi, quando un 83enne è morto e altri due pazienti quella mattina non hanno riaperto gli occhi: uno è finito in coma, l’altro si è risvegliato dopo un giorno. La Rinelli è indagata per omicidio preterintenzionale e i casi sospetti su cui indaga il pool del pm Carmen Pugliese sono almeno 7, con ben 89 cartelle cliniche sequestrate. Individuata, l’infermiera, dal citofono di casa, ha detto: «Io ho saputo di questa storia dai giornali e nessuno finora mi ha contattata. Non riesco a capire come possano uscire certe notizie diffamatorie. Di prove non ce ne sono. Se qualcuno farà il mio nome, lo denuncerò. Mi hanno spostato da tanto tempo, sono stata io a chiederlo». A denunciare però è stato proprio l’ospedale, davanti ai tre casi anomali della notte tra l’1 e il 2 novembre. I sospetti sono diventati vera paura quando il personale si è accorto che dal carrello dei medicinali mancavano tre fiale di Valium. Dopo il sequestro delle cartelle, il prossimo passo della procura sarà nominare un pool di medici, tra cui un tossicologo, per vagliare i fascicoli dei pazienti. In testa i cinque casi ritenuti più sospetti: persone di 83, 75, 70, 64 e 62 anni. Gli esperti valuteranno età, patologie, cure, tempo di degenza e ogni dettaglio per capire dove la morte è stato il triste ma prevedibile epilogo della malattia e dove, invece, è giunta oltre le previsioni mediche. Dove emergeranno sospetti, verrà disposta l’esumazione delle salme per consentire l’esame tossicologico del capello.

6 – Monella parla (finalmente da casa): «La politica? La ringrazio, ma non ci entrerò, non fa per me»

Antonio Monella, finalmente a casa dopo esser stato scarcerato alla fine della scorsa settimana grazie alla grazia parziale concessagli dal Presidente della Repubblica, che ha permesso all’imprenditore di Arzago d’Adda di accedere alla misura dell’affidamento ai servizi sociali, parla finalmente ai giornalisti. E lo fa con chiarezza, escludendo una sua discesa in politica in stile Francesco Sicignano, il pensionato di Vaprio d’Adda che ha ucciso un ladro che si era intrufolato nella sua abitazione ed è ora in corsa per il Consiglio comunale di Milano con Forza Italia. Monella ha dichiarato: «La politica non fa per me, ringrazio tutti e sono davvero riconoscente a chi mi ha aiutato, ma non vedo nel mio futuro un ruolo pubblico neanche per cambiare la legge sulla legittima difesa. Voglio solo tornare alla mia vita. Ho il massimo rispetto di chi fa politica, ma per come sono fatto non è un ruolo che sarei in grado di ricoprire». La sera di venerdì 18 dicembre, una volta tornato a casa, nella sua via c’è stato un corteo a cui erano presenti diversi esponenti di spicco della Lega Nord locale, come ad esempio Roberto Calderoli e Daniele Belotti: «È vero – ammette Monella -, ma mi ha aiutato molto anche il Pd. Il Carroccio lo ha forse fatto in maniera più chiassosa e i democratici meno evidente, ma tutti è due sono stati importanti». La grazia, o meglio, una riduzione della pena di 2 anni concessagli da Sergio Mattarella, è stato quasi un miracolo per Monella: «Mi hanno spiegato che a Bergamo non veniva concessa la grazia da 32 anni. Sono e mi sento un miracolato. Voglio scrivere una lettera al presidente della Repubblica per esprimere quanto gli sono debitore. Continuo a non credere di essere di nuovo con la mia famiglia. Ieri ho rinunciato a fare il giro a piedi per Arzago. Ho deciso di prendere un po’ di tempo. Occorre fare con calma». Infine Monella ha ricordato, su richiesta dei giornalisti, le sue giornate in carcere, con un vicino di cella, per un certo periodo, molto noto alle cronache: Massimo Bossetti: «Non è gelido come appare nelle foto, anzi è una persona tranquilla e alla mano. Non sono riuscito a farmi un’idea della sua vicenda. Quando è cominciato il processo l’hanno trasferito in un’altra sezione. Ci si vedeva solo a messa, il sabato, ma parlavamo poco per non disturbare».

7 – Orio, inaugurato il volo Pobeda per Mosca

Lunedì 21 dicembre si è tenuta all’aeroporto di Orio la cerimonia inaugurale del collegamento aereo con Mosca, operato da Pobeda, compagnia aerea russa low cost del gruppo Aeroflot. L’apertura del volo è stata festeggiata nell’area check-in alla presenza dei vertici Sacbo, della rappresentanza diplomatica della Federazione Russa, di Enac e degli enti aeroportuali, che insieme ai sindaci di Bergamo e Orio al Serio, hanno proceduto al taglio della torta celebrativa. Successivamente, l’arrivo del volo di Pobeda Airlines da Mosca è stato salutato dal tradizionale arco d’acqua realizzato dai mezzi dei Vigili del Fuoco. Il collegamento tra Mosca e l’Aeroporto di Bergamo si effettuerà con frequenza giornaliera.

8 – Via Serassi, donna di 50 anni cade dalla bici e blocca il traffico

È stata una mattina dura per gli automobilisti che lunedì 21 dicembre hanno dovuto percorrere via Serassi. Alle 8 circa, infatti, una donna di 50 anni è caduta dalla sua bicicletta, ferendosi e bloccando quasi totalmente il traffico di una via già di suo molto intasata. Fortunatamente la donna non ha riportato gravi ferite nella caduta. A risentirne però tutto il traffico della zona di Borgo Palazzo.

9 – Samuele Palazzi, ex gestore del Trapper in Val Seriana, è morto per un malore

Samuele Palazzi, 71enne residente nel Sebino ma originario di Oltre il Colle e molto noto nella Val Seriana per essere stato per anni il gestore del ristorante-pizzeria Trapper, è morto la mattina di domenica 20 dicembre a causa di un malore. I testimoni della tragedia hanno tentato di soccorrerlo con il massaggio cardiaco, poi effettuato anche dai sanitari giunti sul posto, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Palazzi si trovava nel rustico del fratello, la cascina Belvedere, con lui e altri amici per il fine settimana.

10 – Grave un tifoso della Remer colto da malore durante la partita

Gianmario Vailati, 72enne tifosissimo della squadra di basket Remer di Treviglio, era al PalaFacchetti di via del Bosco a Treviglio per assistere al match della sua squadra del cuore quando è stato colto da malore. Il fatto è successo nel tardo pomeriggio di domenica 20 dicembre. Immediatamente soccorso, è stato in bilico tra la vita e la morte fino alla tarda nottata. Ora è ancora in vita, ma le sue condizioni sarebbero molto gravi. Come racconta L’Eco di Bergamo, i primi a soccorrerlo sono stati quattro tifosi che si trovavano accanto a lui. Con loro e poi con altre persone accorse è iniziato il massaggio cardiaco, anche con un defibrillatore. Sugli spalti sono arrivati anche il medico sociale della Remer Roberto Gatti, lo stesso capo dei tifosi trevigliesi (che è infermiere professionale) Gianluca Solitro, quindi il medico rianimatore dell’ospedale di Treviglio, Riccardo Valente, che era tra il pubblico. Il massaggio cardiaco è durato circa 40 minuti, Vailati è stato trasportato in Rianimazione, a Treviglio, in codice rosso.

11 – Cronisti napoletani esultano ai gol dei partenopei e vengono insultati

Nel pomeriggio di domenica 20 dicembre, durante la partita Atalanta-Napoli (vinta dai partenopei per 1-3), due giornalisti napoletani presenti in tribuna sono stati insultati e spintonati da un tifoso dell’Atalanta. La loro colpa è stata quella di aver esultato al primo dei due gol di Gonzalo Higuain, quello del momentaneo 1-2. L’esultanza è stata ritenuta una provocazione da alcuni tifosi atalantini vicini a loro, che hanno iniziato a insultarli. A sedare il parapiglia è intervenuto uno steward. La Digos ha identificato il cinquantenne che avrebbe spintonato i due giornalisti, i quali hanno assicurato che non sporgeranno denuncia.

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