notizie su bergamo e provincia

Notizie su Bergamo e provincia (16-21 novembre 2015)

Notizie su Bergamo e provincia (16-21 novembre 2015)
20 Novembre 2015 ore 09:30

21 NOVEMBRE

 

1 – Sebastiano Arnoldi, 45 anni di Cologno al Serio, ha confessato l’omicidio del siriano avvenuto a inizio agosto

Sembrava un caso destinato a rimanere irrisolto quello della morte di Ibrahim Basham, siriano di 51 anni rivenuto morto il 4 agosto 2015 alle Fornasette di Cologno al Serio. A dare l’allarme erano state due donne che stavano raggiungendo il fiume Serio per prendere il sole. E invece venerdì 20 novembre le forze dell’ordine hanno arrestato Sebastiano Arnoldi, imprenditore agricolo di 45 anni di Cologno al Serio, il quale ha confessato l’omicidio. Arnoldi ha ricostruito cosa è successo quel tragico pomeriggio di inizio agosto: il 45enne, che gestisce l’azienda agricola di famiglia non lontana dal luogo del ritrovamento del cadavere insieme ai tre fratelli, aveva colto il siriano mentre stava rubando nell’auto di una donna di sua conoscenza. Ha cercato allora di fermarlo, ma il 51enne avrebbe estratto una forbice con cui ha minacciato l’imprenditore, tentando più volte anche di colpirlo. Secondo Arnoldi, Basham gli avrebbe anche rivolto minacce di morte, a lui e alla sua famiglia. È a quel punto che il 45enne ha reagito, colpendo più volte con una roncola il siriano. Quando Arnoldi ha visto il corpo sanguinante di Basham a terra, si è impaurito ed è scappato. Dopo la confessione alle forze dell’ordine, Arnoldi avrebbe detto: «È una liberazione aver confessato». I primi giorni dopo l’omicidio, infatti, l’imprenditore ha detto di aver pianto a lungo. Le forze dell’ordine, negli ultimi giorni, avevano già interrogato Arnoldi: insieme ai suoi fratelli, infatti, il 45enne aveva denunciato il tentativo di furto avvenuti nei pressi della sua azienda agricola. In quel caso le risposte fornite dall’uomo avevano insospettito gli investigatori, che hanno così iniziato a indagare su di lui. Proprio il 20 novembre Arnoldi era stato chiamato per un secondo interrogatorio, nel quale è crollato. Prima di lasciare casa per recarsi in caserma per l’interrogatorio, il 45enne avrebbe salutato la moglie e i suoi 3 figli (la più piccola ha solo 4 anni) come se fosse certo che non li avrebbe più rivisti. Probabilmente era già intenzionato a confessare. Attualmente Arnoldi si trova nel carcere di Bergamo ed è accusato di omicidio volontario. Il caso è stato risolto dal Nucleo Investigativo guidato dal maggiore Riccardo Ponzone.

2 – Continuano le indagini sui due siriani fermati a Orio, si ipotizza avessero un ruolo nell’arruolamento di jihadisti

Continuano le indagini sui due soggetti di nazionalità siriana fermati nella giornata di mercoledì 18 novembre all’aeroporto di Orio dopo essere stati trovati in possesso di passaporti falsi e con fotografie legate all’Isis sui loro smartphone. A seguire il caso la procura distrettuale di Brescia, competente anche su Bergamo in questo campo, ma il sostituto procuratore Silvia Bonardi, titolare dell’inchiesta, preferisce non sbilanciarsi e non rilasciare alcuna dichiarazione. Il caso è molto delicato e serve la massima riservatezza. L’unico a far trapelare qualche importante informazione è il procuratore generale Pierluigi Maria Dell’Osso: «Con gli elementi che sono emersi è evidente che bisogna lavorare su un presunto arruolamento e addestramento, come prevede il codice penale, per capire se in effetti uno o entrambi i soggetti possano aver dato il loro contributo a certe formazioni sospette. Si lavora senza sottovalutare nulla». Il Corriere della Sera Bergamo fa, intanto, un po’ di chiarezza sul motivo per cui è scattato il fermo per i due soggetti: dallo smartphone di Alali Fawaze, 30 anni, passaporto norvegese fasullo che ha fatto scattare l’arresto a Orio, è spuntata la foto di un guerrigliero dalla barba lunga e con un mitra tra le braccia. Secondo gli ispettori della polizia di frontiera nell’immagine era lo stesso Fawaze, impressione poi confermata dalla Digos di Bergamo, che ha subito iniziato a lavorare a stretto contatto con i colleghi della sezione antiterrorismo della Digos di Brescia. Anche loro sostengono che in quell’immagine è immortalato Alali Fawaze. Non ci sono però simboli dell’Isis nella foto, simboli invece rinvenuti in altri scatti memorizzati sul telefonino del più giovane dei due arrestati, Azma Alari, passaporto austriaco: si vede chiaramente un combattente dal volto coperto affiancato da una bandiera nera con scritte bianche, vessillo dell’Isis. I due erano diretti a Malta, proprio come i due siriani di 18 e 19 anni fermati nella giornata del 20 novembre all’aeroporto di Ciampino. Due casi che, secondo i meglio informati, sarebbero collegati. Malta, infatti, sarebbe diventata una nuova meta del radicalismo islamico.

3 – Morto nella notte don Gianni Chiesa, il prete del sociale

Nella notte tra venerdì 20 e sabato 21 novembre, si è spento don Gianni Chiesa, prete bergamasco da sempre molto attivo nel sociale. Nato ad Albano Sant’Alessandro nel 1943, negli anni ’70 fu operaio, sindacalista e segretario generale della Fim Cisl, ma è ricordato soprattutto per aver fondato Casa Amica e per essere stato promotore di innumerevoli iniziative dedicate ai meno fortunati.

4 – Albanese assassinato a Treviglio, si segue la pista dello sgarro a una banda rumena

Continuano le indagini sulla morte di Arben Vorfi, il 29enne albanese ucciso con due colpi di pistola nella sua casa di Treviglio la sera di mercoledì 18 novembre. Sin dai primi passi dell’indagine, gli inquirenti hanno pensato alla pista di un regolamento di conti, ma ora ci sarebbe una pista ancora più concreta: il 29enne, infatti, lavorava come buttafuori in una discoteca di Paderno Dugnano molto frequentata da ragazzi rumeni. Secondo la polizia, Varfi potrebbe aver avuto problemi con una banda rumena dedita al giro di prostituzione, mondo che, in passato, anche il ragazzo albanese aveva frequentato.

5 – Auto si ribalta a Bonate Sotto, un 25enne ferito e ricoverato in ospedale

La mattina del 21 novembre, in via 25 aprile a Bonate Sotto, appena fuori dal centro paese, un’auto con alla guida un ragazzo di 25 anni si è ribaltata. Ancora poco chiara la dinamica dell’incidente, ma sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per estrarre il giovane dall’abitacolo. Le sue condizioni sono preoccupanti, ma non sarebbe in pericolo di vita. Immediato, comunque, il suo trasferimento all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo.

6 – Villa d’Almè, fermati tre minorenni. Stavano rubando le offerte in chiesa

Nel tardo pomeriggio di venerdì 20 novembre, i Carabinieri di Villa d’Almè hanno arrestati tre minorenni residenti in provincia di Bergamo per aver rubato delle elemosine dalla chiesa di Sant’Alessandro di Villa d’Almè. A denunciare il fatto una suora, che aveva colto i tre sul fatto: insospettita da alcuni rumori la religiosa ha sorpreso due giovani, rispettivamente di 15 e 16 anni, che nel confessionale stavano tentando di scassinare una cassetta per le elemosine. Il terzo complice, una ragazzina di 14 anni, era invece seduta su una panca con il compito di fungere da “palo”. I tre, su disposizione della procura della repubblica al tribunale dei minori di Brescia, sono stati affidati ai genitori.

7 – Trescore, consegnata la Medaglia d’oro al Valor civile alla memoria della dottoressa Eleonora Cantamessa

Nel pomeriggio di sabato 21 novembre, a Trescore, si è tenuta la cerimonia di consegna della Medaglia d’oro al Valor civile alla memoria della dottoressa Eleonora Cantamessa, uccisa la sera dell’8 settembre 2013 lungo l’ex provinciale 91 a Chiuduno, mentre nel corso di una rissa tra cittadini indiani stava soccorrendo uno di loro, Baldev Kumar, anche lui morto nella stessa tragica notte. La massima onorificenza dello Stato italiano è stata consegnata a Mariella Armati e a Silvano Cantamessa, i genitori di Eleonora. La cerimonia si è svolta alla presenza anche del prefetto Francesca Ferrandino e di tantissimi sindaci di tutta la zona.

8 – La deputata bergamasca Pia Locatelli annuncia che scenderà in piazza con i musulmani

Pia Locatelli, deputata socialista originaria della Bergamasca, ha annunciato che sabato 21 novembre scenderà in piazza al fianco della comunità musulmana per partecipare alla manifestazione Not In My Name, promossa dopo i sanguinosi attacchi terroristici di Parigi rivendicati dall’Isis proprio dalla comunità islamica che vive in Italia. «Esiste un Islam moderato e sabato pomeriggio sarò in piazza a difenderlo» ha spiegato la Locatelli, che ha poi spiegato come «in questo momento è bene che siano le stesse comunità islamiche a scendere in piazza per ribadirlo. Isolare i musulmani o considerarli tutti terroristi vorrebbe dire alimentare la campagna d’odio che è proprio quello che vuole Daesh».

9 – Alzano, cambio in Giunta: Maurizio Panseri è il nuovo vicesindaco dopo “l’uscita” di Manuel Bonzi

Cambio nella Giunta di Alzano Lombardo: Manuel Bonzi lascia la sua carica di vicesindaco, che viene così assegnata a Maurizio Panseri, fino a oggi “solo” assessore alle Politiche sociali e Sport. Come spiega Bergamonews, sono sconosciute, per ora, le motivazioni di tale avvicendamento ma un quadro più chiaro emergerà al termine del Consiglio comunale, convocato in seduta straordinaria per le 20.30 di venerdì 20 novembre nell’aula consiliare del Comune, durante il quale il sindaco Annalisa Nowak esporrà come si è arrivati alla decisione.

10 – Firmato nella sede della Provincia l’accordo per lo sviluppo dell’Alto Sebino

La sera del 20 novembre, presso la sede della Provincia di Bergamo di via Tasso, è stato siglato l’accordo per lo sviluppo dell’area dell’Alto Sebino. L’accordo, promosso dalla Cisl di Bergamo come ci tiene a sottolineare il segretario locale del sindacato, Giacomo Meloni, coinvolge i comuni di Bossico, Castro, Costa Volpino, Fonteno, Lovere, Pianico, Riva di Solto, Rogno, Solto Collina e Sovere, con l’obiettivo di costruire percorsi di sviluppo dell’occupazione. Si tratta del primo atto concreto relativo alle aree omogenee previste dal nuovo Statuto della Provincia di Bergamo.

11 – Albino e Bianzano sono i Comuni con il più alto tasso di riciclo della Bergamasca

Il 20 novembre, a Mantova, Legambiente ha presentato i risultati del suo Dossier Comuni Ricicloni Lombardia 2015, nel quale si “premiano” i Comuni con il più alto tasso di raccolta differenziata della Lombardia. E a brillare, nella Bergamasca ma anche rispetto alla media regionale, sono Albino e Bianzano, con percentuali che vanno ben oltre il requisito minimo per ottenere il riconoscimento di Comune Riciclone, fissato al 65 percento di raccolta differenziata. Albino, primo nei comuni sopra i 10mila abitanti nell’hinterland bergamasco, si posiziona al primo posto nella classifica regionale con il 76 percento di raccolta differenziata, mentre per Bianzano, primo tra i paesi sotto i 10mila abitanti, l’indice è addirittura dell’82 percento. A livello generale, la Lombardia si posiziona al quinto posto, con il 56 percento di raccolta differenziata tra le regioni italiane.

 

20 NOVEMBRE

 

1 – Depositata l’istanza di scarcerazione per Monella dopo la grazia parziale di Matterella. Collaborerà con una onlus

La scorsa settimana il presidente della Repubblica Sergio Matterella ha concesso la grazia parziale ad Antonio Monella, l’ex imprenditore di Arzago d’Adda in carcere da oltre un anno dopo essere stato condannato a oltre 6 anni di reclusione per aver ucciso un ladro che stava scappando a bordo della sua auto dopo che gli era entrato in casa. Lo sconto di 2 anni di reclusione concesso a Monella dal Capo di Stato permettono all’ex imprenditore di lasciare il carcere e chiedere l’affidamento ai servizi sociali. L’istanza di scarcerazione è stata presentata il 19 novembre dagli avvocati di Monella, Enrico Mastropietro e Andrea Pezzotta, al giudice del Tribunale di sorveglianza di Brescia Gustavo Nanni. Il via libera del magistrato permetterà all’ex imprenditore di tornare a lavorare nella propria azienda (e i suoi legali nell’istanza sottolineano l’importanza della sua presenza in ditta), mentre per proseguire il percorso di rieducazione dedicherà del tempo a servizi socialmente utili in una onlus convenzionata con il Comune di Arzago. Si tratterà molto probabilmente dell’associazione Vita Serena, indicata dal sindaco di Arzago, tra i principali promotori della grazia a Monella, Gabriele Riva. Il compito di Monella sarà accompagnare i bambini a scuola e gli anziani in ospedale.

2 – Taglio dei fondi al Parco dei Colli per aver accolto i profughi: la Regione torna sui suoi passi

Come riporta il Corriere della Sera Bergamo, la Regione ha fatto un passo indietro sulla decisione di tagliare i fondi straordinari destinati ai parchi regionali che negli ultimi due anni hanno messo a disposizione le loro strutture per l’accoglienza dei profughi. A essere colpito dal provvedimento, con una riduzione di ben 90mila euro dei finanziamenti, era stato solamente il Parco dei Colli di Bergamo. La Giunta, infatti, ha approvato una delibera di indirizzo che prevede di escludere, dall’erogazione di ogni tipo di contributi regionali i parchi che non rispetteranno gli scopi della legge istitutiva e dei propri statuti, ma che sarà valida solamente per il futuro e non avrà invece effetti retroattivi. Soddisfatto Oscar Locatelli, presidente del parco: «Ho perso atto e condiviso le nuove direttive che si richiamano i principi fondanti il sistema regionale dei parchi lombardi. Ho apprezzato che i nuovi indirizzi non siano retroattivi e non penalizzino quindi il Parco dei Colli». Mastica invece amaro l’assessore regionale all’Ambiente Claudia Terzi, che aveva deciso il taglio ma si era vista la proposta bocciata dal Consiglio. Nonostante avesse promesso che avrebbe fatto di tutto perché la sua decisione venisse rispettata, alla fine ha dovuto arrendersi al voto contrario del Consiglio: «Rispettiamo la mozione consiliare recentemente approvata annullando il bando in corso per cui procederemo direttamente all’assegnazione sulla base della delibera approvata oggi, ribadiamo gli indirizzi regionali di cui siamo profondamente convinti e che intendiamo applicare senza sconti, a questo punto con il consenso di tutti i parchi regionali, e salvaguardiamo la qualità e il lavoro del Parco regionale dei Colli di Bergamo su cui Regione Lombardia ha tanto investito anche negli ultimi due anni e intende con convinzione continuare a fare».

3 – Chiesti 34 anni di carcere per Costelli, l’uomo che uccise con un colpo di pistola un rom che dormiva nel suo camper a Calcio

Nell’udienza preliminare tenutasi il 20 novembre al Tribunale di Bergamo, il pm Camrne Pugliese ha chiesto 34 anni di reclusione per Roberto Costelli, 39enne di Calcio accusato di aver ucciso con un colpo di pistola Roberto Pantic, rom di 43 anni che la notte del 22 febbraio 2015 stava dormendo nella sua casa mobile. La richiesta è la somma dei 30 anni chiesti dal pm per l’omicidio e del 4 anni chiesti per reati di droga. Per l’accusa i sette colpi di pistola verso i camper della famiglia Pantic sarebbero stati esplosi da Costelli a distanza piuttosto ravvicinata: il perito balistico Matteo Longhi aveva fissato infatti la distanza in circa tre metri, non di più. Decisamente diversa invece la posizione del consulente incaricato dal difensore dell’imputato, il generale Romano Schiavi, secondo il quale i colpi sarebbero stati esplosi da una distanza compresa tra i 20 e i 30 metri, da una collinetta nelle vicinanze. Una differenza sostanziale secondo il difensore, che su questo elemento ha chiesto e ottenuto di procedere con il rito abbreviato condizionato a sentire il consulente. Il giudice dell’udienza preliminare Raffaella Mascarino emetterà sentenza il 18 dicembre.

4 – Diciassettenne violentata a Treviglio da ragazzo nordafricano conosciuto in chat. È caccia allo stupratore

L’episodio risale alla scorsa settimana, ma solo adesso la ragazza di 17 anni, grazie ai consigli di un’amica, ha avuto il coraggio di denunciare. La polizia di Treviglio ha raccolto la terribile testimonianza di una giovane di 17 anni che pochi giorni fa, in una via del Comune della Bassa, alle 21, è stata violentata da un ragazzo di appena un anno più grande conosciuto su Facebook. Prima i messaggi sui social, poi lo scambio dei numeri di telefono e le conversazioni che si spostano su WhatsApp. Tutto è stato chiaramente letto ed acquisito dagli investigatori: sono una prova fondamentale contro l’ipotetico stupratore. Dopo diversi tentativi di approccio, alla fine la ragazza ha accettato di incontrare il 18enne. Si sono dati appuntamento in una zona isolata di Treviglio, non lontano dalla casa della giovane. Quattro chiacchiere, poi il giovane ha iniziato a mettere le mani addosso alla studentessa. Lei ha tentato di divincolarsi, ma lui era più forte. Gli attimi successivi sono un incubo a occhi aperti che, purtroppo, la 17enne no dimenticherà mai. Tornata a casa non ha avuto il coraggio di confessare niente ai genitori, si è chiusa in stanza a piangere. Solo l’amica più cara è riuscita a convincerla a raccontare tutto agli inquirenti, che ora sono sulle tracce dello stupratore. Stando alle prime informazioni, gli agenti avrebbero già identificato il soggetto, che vive in Italia da non più di una decina di anni. Fino a poco tempo fa viveva in un paesino nei pressi di Treviglio, ma ha recentemente cambiato residenza. Gli investigatori stanno tentando di capire se è veramente lui l’uomo che ha violentato la giovane.

5 – Carvico, incidente nella notte. Feriti un 20enne e un 33enne

Nella notte fra giovedì 19 e venerdì 20 novembre, in via Pedrinelli (provinciale 266) a Carvico, strada che collega Ponte San Pietro e Calusco, due persone sono rimaste ferite in seguito a un brutto incidente. Si tratta di un ragazzo di 20 anni e di un uomo di 33 anni, entrambi trasportati all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo in condizioni serie, ma non in pericolo di vita.

6 – Treviglio, sondaggio Ipsos: per il centrosinistra Molteni candidato più credibile. Ma Pezzoni resta apprezzato

Dopo lo scandalo sulla falsa laurea che ha travolto il sindaco di Treviglio Beppe Pezzoni, nel Comune della Bassa sono momenti importanti per la corsa alle amministrative della primavera 2016. Un recente sondaggio Ipsos, compiuto attraverso diverse telefonate a residenti di Treviglio, ha raccolto le opinioni della cittadinanza sia sui possibili candidati che sul sindaco uscente. Tra i tre possibili candidati del centrosinistra, a brillare è Erik Molteni, segretario locale del Partito Democratico, seguito a ruota, in termini di preferenza, dalla renziana Laura Rossoni e da Alberto Vertova. Interessanti invece i dati relativi a Pezzoni: l’86 percento dei trevigliesi, infatti, riterrebbe grave la questione della laurea, ma oltre il 50 percento ritiene anche la sua amministrazione una delle migliori. Questa evidenza potrebbe influire, e non poco, sui tanti cittadini che si sono dichiarati ancora indecisi. Al momento il Pd sarebbe in vantaggio, con circa il 35 percento, seguito da Lega (20 percento), Forza Italia e Movimento 5 Stelle (entrambi circa al 15 percento). È chiaro e probabile, a questo punto, che la differenza la faranno le liste civiche.

7 – L’ex imam di Zingonia, in carcere in Calabria, avrebbe esultata alla notizia degli attentati di Parigi

Pare che 4 dei presunti 21 terroristi incarcerati nel carcere di massima sicurezza di Rossano Calabro, la sera del 13 novembre, una volta sentita la notizia dei terribili attentati di Parigi, abbiano esultato. Tra questi ci sarebbe anche l’ex imam di Zingonia, Hafiz Muhammad Zulkifal, arrestato con l’accusa di essere a capo di un’organizzazione che raccoglieva fondi per finanziare gli attentati terroristici degli jihadisti. Raggiunto da Il Tempo, l’avvocato di Zulkifal, Omar Massimo Hegazi, ha dichiarato che «se dovesse venir fuori, al di là di ogni dubbio, che il mio assistito è fra coloro che hanno gioito alla notizia degli attentati in Francia, rinuncerò al mio mandato».

8 – Omicidio di Treviglio, si segue la pista del regolamento di conti

Continuano le indagini degli inquirenti per fare chiarezza sull’omicidio di Arben Vorfi, il 29enne albanese rinvenuto morto a causa di tre colpi di pistola esplosi da distanza ravvicinata nel suo appartamento al primo piano di una palazzina isolata in via Compagnoni, al confine con Castel Rozzone. In Italia da una decina di anni, il 29enne aveva diversi precedenti per furto ed era separato dalla moglie. I Carabinieri di Treviglio e Bergamo, coordinati dal pm Letizia Ruggeri, stanno scavando nella vita del 29enne per capire se in passato possano esserci stati attriti con qualcuno, talmente gravi da far escogitare quella che si può definire un’esecuzione. La pista al momento seguita, infatti, è quella del regolamento di conti.

9 – Svaligiato il punto Unieuro di Clusone

Nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 novembre, a Clusone, tre uomini con il volto coperto hanno fatto irruzione nel locale punto vendita Unieuro di via Brescia, rovesciando scaffali e infrangendo vetrinette, portando via diversi dispositivi elettronici per un valore di diverse migliaia di euro. È l’ennesimo colpo messo a segno nelle ultime settimane in Val Seriana, dove ora è scattato l’allarme. In precedenza, infatti, erano state svaligiate la concessionaria Benzoni Motorcycles di Songavazzo e diverse abitazioni a Gandino, in particolare nella zona residenziale ai piedi della frazione Barzizza.

10 – Fermata del treno all’ospedale? Tra due anni ci sarà

La Regione è certa: fra due anni, all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, ci sarà una nuova fermata ferroviaria. È questa almeno la tempistica riportata dall’assessore alla Mobilità e alle Infrastrutture della Regione, il bergamasco Alessandro Sorte, durante la risposta a un’interrogazione in commissione regionale Territorio. Il costo complessivo del progetto, che Sorte dichiara raggiunto grazie alla collaborazione con il sindaco del capoluogo orobico Giorgio Gori e al presidente della Provincia bergamasca Matteo Rossi, dovrebbe aggirarsi sui 6 milioni di euro.

11 – Centro chiuso al traffico solo una volta sotto Natale, ovvero a Santa Lucia

A differenza dell’anno passato, nel 2015 la “Ztl natalizia”, ovvero la chiusura al traffico delle vie del centro di Bergamo, sarà attiva solo una volta prima di Natale, e cioè domenica 13 dicembre, giorno di Santa Lucia. L’assessore alla Mobilità Stefano Zenoni ha così spiegato la scelta della Giunta: «Dopo le polemiche dell’anno scorso si era deciso, in accordo con i commercianti, di istituzionalizzare una domenica di chiusura del centro al mese. Abbiamo mantenuto la stessa impostazione anche per dicembre. Non si chiude tanto per chiudere, ma perché la si collega a tutta una serie di iniziative e di eventi promossi dai commercianti».

12 – Continua la diaspora dei commercianti dal centro di Città Bassa. E Palazzo Frizzoni lancia allora un nuovo progetto

Nel Distretto urbano del commercio di Città Bassa sono sempre di più le claire abbassate e i negozi sfitti. E così, per fare fronte a questa difficile situazione, Palazzo Frizzoni ha deciso di lanciare a Bergamo un nuovo progetto regionale. Si chiama “Fare impresa in franchising in Lombardia” ed è un’iniziativa nata per favorire l’apertura di nuove attività commerciali nelle vetrine sfitte della città. La Regione ha incaricato una società esterna per individuare marchi e franchisor interessati ad aprire punti vendita o distribuzione nel territorio regionale. Alla chiamata hanno risposto oltre 100 soggetti, che hanno corredato le proprie manifestazioni di interesse con le caratteristiche richieste per l’apertura di un negozio recante il proprio marchio: numero di vetrine, piani, metri quadrati, insegne. Insomma, un quadro preciso per eventuali investitori. Alla fine di novembre il bando sarà online sul sito della Regione. Le Camere di Commercio hanno messo a disposizione una piattaforma telematica per raccogliere le manifestazioni di interesse di eventuali soggetti che intendono aprire una nuova attività commerciale utilizzando un determinato marchio o che si assicurano i diritti di utilizzo di un marchio per la propria attività commerciale. Il Comune di Bergamo, in collaborazione con il Distretto urbano del commercio, Ascom e Confesercenti, ha coinvolto le associazioni dei proprietari di immobili per raccogliere l’interesse dei proprietari di negozi sfitti a partecipare al progetto.

 

19 NOVEMBRE

 

1 – Due siriani con documenti falsi e foto dell’Isis fermati all’aeroporto di Orio
Due siriani sono stati fermati mercoledì all’aeroporto di Orio. Avevano documenti falsi e sui loro cellulari conservavano foto di miliziani dell’Isis e scenari di guerra: «È mio fratello, che è stato ucciso», si è giustificato uno di loro. L’altro ha raccontato che la persona ritratta, con in mano un kalashnikov, era un cugino. I due, di 19 e 30 anni, erano in partenza per Malta, ma durante il consueto controllo dei documenti, gli agenti della polizia di frontiera hanno notato che i loro passaporti, uno austriaco e l’altro norvegese, risultavano contraffatti. Nè il 19enne né il 30enne, infatti, appartenevano alle nazionalità dichiarate. In seguito è emerso che sono siriani e che parlano soltanto l’arabo. Non è chiaro se stessero transitando da Orio o se erano arrivati in aeroporto da fuori. È subito scattato il fermo e in successivi controlli e perquisizioni sono apparse le foto, subito trasferite alla Digos per le indagini. I due hanno detto di essersi conosciuti in Turchia. Al processo per direttissima il giudice ha convalidato l’arresto e disposto il carcere. La sentenza sarà il 26 novembre.

2 – Schianto contro un albero sulla statale a Treviglio: muoiono marito e moglie
Marito e moglie di 80 e 77 anni sono morti questa mattina alle 11 in un gravissimo incidente avvenuto poco dopo le 11 sulla ex statale a Treviglio, in viale Carlo Porta. I coniugi, mentre stavano scendendo dal cavalcavia che porta verso il centro città, sono finiti fuori strada e l’auto sulla quale viaggiavano, una Rover 414, si è schiantata contro un albero. Da una prima ricostruzione, l’uomo che era alla guida avrebbe perso il controllo della vettura. Sul posto sono intervenuti il 118, i vigili del fuoco e l’elisoccorso.

3 – Quindicenne investita lunedì a Calcinate, muore 2 giorni dopo l’incidente
Chiara Dodesini, quindicenne di Calcinate, è morta mercoledì in seguito alle gravi ferite riportate in un incidente stradale avvenuto due giorni prima. La ragazza è stata investita da un’auto mentre stava andando a prendere il pullman per la scuola. «Purtroppo Chiara non ce l’ha fatta. La mamma ringrazia tutti per l’amore che le è stato dimostrato. R.I.P. dolce angelo». In queste poche parole il dolore di tutto un paese. L’incidente si è verificato alle 7, in via Degli Olmi, poco distante dalla provinciale. La 15enne si stava recando a prendere il pullman diretto verso l’Istituto Federici di Trescore, dove frequentava il liceo delle scienze umane. Come tutte le mattine era stata accompagnata vicino alla pensilina dal papà, che aveva parcheggiato l’auto sul lato opposto. La ragazza, temendo di arrivare in ritardo, è scesa in fretta dall’abitacolo e ha attraversato senza accorgersi che proprio in quel momento stava arrivando una Seat Ibiza proveniente dal centro di Calcinate. L’uomo che era alla guida non è riuscito a frenare in tempo. Chiara abitava in via Martinengo con la mamma Elena Cassis, il papà Savino e i due fratelli Mario e Valerio. I genitori hanno firmato per la donazione degli organi.

4 – Trovato il corpo senza vita di un 29enne albanese a Treviglio: ucciso con tre colpi di pistola
Vorfi Arben, albanese di 29 anni, è stato ucciso a Treviglio con tre colpi di pistola. Il corpo senza vita è stato ritrovato da un amico nella notte fra mercoledì e giovedì in un’abitazione in via Monzio Compagnoni, al confine con Castel Rozzone. È tuttavia probabile che il 29enne sia stato ucciso la notte precedente. Alcuni vicini di casa hanno infatti raccontato ai carabinieri – che stanno indagando sul caso -, di aver sentito trambusto nell’abitazione della vittima nella tarda serata di martedì. L’albanese aveva alcuni precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e abitava a Treviglio dalla scorsa primavera. Dopo questo ennesimo episodio dilettuoso, il Circolo Pianura Bergamasca di Fratelli d’Italia e An segnala la gravità della situazione: «Negli ultimi 10 giorni 4 episodi di sangue si sono verificati nella zona occidentale della Pianura Bergamasca: Zingonia, Dalmine, Pontirolo e Treviglio, sparatorie che hanno causato ben 2 vittime.Tutti episodi criminali riconducibili al controllo di l’attività illecite gestite da cittadini stranieri che arrivano in Italia con pochi controlli e senza un reddito fisso che poi necessariamente finiscono per delinquere». Sabato alle 16 il Centrodestra terrà un presidio a Zingonia per chiedere più sicurezza, più controlli sugli stranieri e più mezzi e risorse per le forze dell’ordine.

5 – Il questore di Bergamo dopo Parigi: «Segnalate persone o luoghi sospetti»
In un’intervista a L’Eco di Bergamo il questore Girolamo Fabiano ha detto che dopo i fatti di Parigi, «in base a quanto disposto dal Viminale, anche da noi sono state elevate le misure di sicurezza. Abbiamo incrementato quanto già facevamo tutti i giorni: c’è maggiore attenzione nei confronti di alcuni luoghi particolarmente delicati, che a Bergamo e in provincia sono davvero parecchi». Si tratta, in particolare, dei grandi luoghi di aggregazione come cinema e centri commerciali. Il questore ha rivolto un appello a tutti i cittadini affinché «segnalino in tempo reale, al 112, eventuali situazioni sospette. L’aiuto è fondamentale e deve arrivare da parte di tutti. Ripeto, quindi: invito tutti a segnalare auto, persone, situazioni e luoghi sospetti». Un’attenzione particolare è ovviamente riservata all’aeroporto di Orio. OrioCenter e Le Due Torri hanno intensificato i controlli.

6 – L’aeroporto continua a volare: entro fine anno supererà quota 10 milioni. 
Cresce ancora il traffico aereo nel nostro Paese e la parte del leone la fa l’aeroporto di Orio, lanciato ormai verso quota 10 milioni. Lo rivela Assaeoporti, che ha fornito i dati relativi ai primi 10 mesi di quest’anno. Lo scalo bergamasco ha registrato la crescita più alta con un più 20.9 percento. I passeggeri sono stati 8 milioni 852.631, il che significa che il traguardo storico dei 10 milioni sarà raggiunto prima della fine dell’anno. Va tuttavia ricordato che il dato di Orio è influenzato dal confronto con l’anno scorso, quando lo scalo orobico rimase chiuso quasi un mese per il rifacimento della pista. La crescita resta comunque molto importante, perché nessun altro aeroporto italiano di rilievo nazionale registra un aumento di passeggeri in doppia cifra. Linate, ad esempio, è crescito del 7,9 percento, Fiumicino del 5,1, mentre Malpensa ha perso il 2.2 percento e Verona il 7,5 percento. Complessivamente il traffico aereo in Italia è cresciuto del 3,6 percento, sfiorando quota 136 milioni. Orio si conferma il terzo scalo d’Italia dietro Fiumicino (quasi 35 milioni) e Malpensa (poco meno di 16) e davanti a Linate, staccata di quasi 600 mila passeggeri. Per quanto riguarda le merci, il dato registra una lieve flessione (0,4%).

7 – Carrefour restiruisce i supermercati. A rischio gli ex dipendenti Lombardini

C’è preoccupazione per i 52 dipendenti del Gros Market di Dalmine, e altri 128 in Lombardia, passati poco più di due anni fa dal Gruppo Lombardini a GS Spa, canale all’ingrosso del gruppo Carrefour. Il colosso francese della grande distribuzione ha infatti annunciato l’intenzione di recedere dal contratto di affitto d’azienda. Per i lavoratori una tegola inattesa, con nubi nere all’orizzonte. Nella lettera che annuncia la decisone, GS scrive di aver «esercitato recesso unilaterale dei contratti di affitto e che conseguentemente intende retrocedere gli esercizi commerciali a Gros Market. Il trasferimento dei suddetti esercizi commerciali è previsto entro il prossimo 31 marzo». La Cisl ha fatto scattare l’allarme, spiegando che, non avendo più il Gruppo Lombardini alcuna attività commerciale in essere, questa svolta potrebbe significare che i punti vendita potrebbero essere chiusi, e tutti i dipendenti lasciati senza lavoro. «Dalmine deve proseguire la sua attività, anche solo per quello che il Gros Market rappresenta, dal punto di vista sociale e “storico” per la città che lo ospita. E anche e soprattutto per le 52 famiglie che su di esso fanno conto per il proprio sostentamento», ha detto Alberto Citerio. Il sindacato ha contattato l’amministrazione comunale, che ha dato disponibilità a trovare una soluzione. «Soluzione, però, che – sostiene Citerio – in un primo tempo deve ricadere sulla responsabilità di Carrefour e di Lombardini. O i primi recedono dalla loro intenzione, e proseguono l’attività, oppure i vecchi proprietari si dovranno attivare per trovare un nuovo operatore che rilevi la Gros Market, garantendo la continuità occupazionale prevista dall’accordo che Fisascat firmò meno di due anni fa».

 

18 NOVEMBRE

 

1 – Italcementi ha incontrato il ministro dell’Economia prima dell’incontro tecnico per la cassa integrazione
Mercoledì 18 novembre i vertici di italcementi sono volati a Roma per incontrare Federica Guidim ministro dello Sviluppo Economico. Sul tavolo lo stato d’avanzamento del piano industriale. L’incontro era stato richiesto nelle scorse settimane dalla stessa società bergamasca prossima alla fusione con la tedesca HeidelbergCement. Giovedì 19 novembre, invece, è previsto il tavolo tecnico presso il ministero del Lavoro per affrontare la questione della cassa integrazione.

2 – Dopo 19 anni, prosciolti i 33 indagati delle Guardie Padane
Ben 19 anni fa, a Verona, il pm Guido Papalia decise di portare in Tribunale le cosiddette Guardie Padane della Lega Nord. L’accusa? «Associazione militare a scopi politici». Il processo vero e proprio, però, sembrava non poter iniziare mai. I termini della prescrizione si sono allungati più volte perché, in più occasioni, le difese avevano sollevato conflitti di attribuzione di vario genere. Alla fine il via era arrivato nella primavera del 2014, sempre a Verona. Ma a dibattimento in corso, essendoci atti che rimandavano al territorio di Bergamo e Pontida per la fondazione delle Guardie Padane, gli avvocati avevano chiesto il trasferimento di tutto il procedimento proprio a Bergamo. Cosa avvenuta a fine 2014. Il 18 novembre 2015 è stato il gup di Bergamo Tino Palestra a mettere la parola fine su questa strana vicenda giudiziaria, dichiarando il non luogo a procedere per tutti e 33 gli imputati.

3 – Mosche abusiva, a processo Sala Uddin
Come riporta Bergamonews, abuso edilizio è l’accusa di cui dovrà rispondere di fronte ai giudici Sala Uddin, referente del gruppo Rahamah, che affittò un immobile di via Quarenghi per trasformarlo in una moschea considerata però, per l’appunto, abusiva. Il caso è stato denunciato dall’Amministrazione comunale che nei mesi scorsi aveva inviato più volte la Polizia locale a effettuare svariati controlli. I fascicoli sono stati inviati al Tribunale, che ha deciso mercoledì 18 novembre di rinviare a giudizio il responsabile. Secondo l’accusa l’immobile a destinazione commerciale è stato trasformato in luogo di culto. Il capogruppo della Lega Nord in consiglio, Alberto Ribolla,, ha immediatamente chiesto che ora la moschea venga chiusa, cosa rimarcata anche dal vicesindaco Sergio Gandi: «È fuorilegge, per noi va chiusa visto la situazione che si è creata. Vogliamo garantire il diritto di culto, ma pretendiamo serietà e trasparenza, nessun giochetto, cosa che invece si è verificata. Aprono una moschea e vengono a dirci che è solo un luogo per insegnare il Corano».

4 – Protocollo sull’accoglienza diffusa, firmano 22 Comuni
Martedì 17 novembre, nella sala consiliare della Provincia in via Tasso, a Bergamo, sono soltanto 22 i Comuni che hanno firmato l’ok al protocollo sull’accoglienza diffusa dei profughi sul territorio orobico. Il documento è stato proposto dal Coordinamento degli enti locali per la pace e si fonda sul concetto di un richiedente asilo ogni mille abitante nei Comuni che hanno deciso di sottoscriverlo. I sindaci che hanno deciso di firmare il protocollo sono quelli di Bergamo, Alzano, Arcene, Arzago, Boltiere, Lurano, Mapello, Casazza, Cenate Sopra, Cividate, Costa Mezzate, Curno, Dalmine, Levate, Osio Sotto, Paladina, Ponteranica, Ranica, San Paolo d’Argon, Scanzo, Villa di Serio e Valbrembo. Anche diverse associazioni si sono fatte avanti e hanno voluto firmare il documento. Tra queste troviamo Confcooperative, Lega cooperative, Arci, Casa Amica, Acli, Legambiente, Diakonia e chiaramente anche l’ente Provincia.

5 – L’uomo che accoltellò due anziani in Val Seriana è, secondo la perizia psichiatrica, «socialmente pericoloso» e va curato
Stando dalla perizia redatta dall’esperto professor Giacomo Filippini e richiesta dal gup di Bergamo Tino Palestra, Vincenzo Lanni, 49enne di Villa di Serio finito in manette a fine agosto per un duplice tentativo di omicidio ai danni di anziani e oggi detenuto nel carcere di via Gleno, è parzialmente incapace di intendere e volere. Secondo la perizia psichiatrica, i cui risultati sono stati resi noti mercoledì 18 novembre, Lanni soffre di un disturbo schizoide di personalità, ovvero la sua capacità di intendere e di volere è gravemente scemata. Per questo il soggetto è ritenuto «socialmente pericoloso». Il pm Fabrizio Gaverini dovrà ora chiudere le indagini. Molto probabilmente richiederà il rinvio a giudizio dekll’uomo, il quale, se sarà poi condannato, a fronte di questa perizia avrà uno sconto di pena e dopo, averla scontata dovrà trascorrere del tempo in una casa di cura come misura di sicurezza.

6 – Omicidio di Zingonia, il 15enne che ha confessato di aver ucciso Mohamed El Khouman non risponde al gip
Resta ancora una fitta coltre di mistero attorno all’agguato dell’11 novembre scorso, avvenuto a Zingonia, che ha portato alla morte di Mohamed El Khouman, 30enne, e al ferimento di suo fratello, Otmane El Khouman. Nei giorni scorsi, infatti, un marocchino che ha dichiarato di aver 15 anni si è presentato alle forze dell’ordine dicendo di essere lui l’assassino del connazionale. Il ragazzino attualmente si trova rinchiuso nel carcere Beccaria di Milano, ma nella giornata del 17 novembre si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale dei minori di Brescia. Al 15enne viene contestata anche l’aggravante della crudeltà, per aver infierito con un’arma bianca (si pensa un machete e una roncola) sul corpo inerme della vittima, a terra ferita. Ma proprio il 17 novembre, intervistato dal Corriere della Sera Bergamo, il fratello della vittima, Otmane, ancora ricoverato al Policlinico di Zingonia, ha riferito che l’assassino non è il 15enne, che era presenta all’agguato ma non aveva armi. Sta agli investigatori capire se la confessione del ragazzino sia attendibile e ricostruire i fatti.

7 – Condannato uomo di 60 anni che aveva tentato di uccidere un buttafuori con un’ascia
L’episodio risale al 12 luglio 2014: un uomo di 61 anni, pregiudicato, residente a Castrezzato (Brescia), si trovava nel locale Papeete Café di Urgnano. Visibilmente ubriaco aveva più volte infastidito una ragazza immagine del locale, tanto che dovette intervenire un buttafuori di 39 anni per accompagnare il 61enne, con forza, all’esterno del locale. È a quel punto che l’anziano, infastidito dal trattamento ricevuto, ha deciso di tornare al locale (che nel frattempo aveva chiuso) armato di una grossa ascia e ha tentato di colpire alla schiena il buttafuori che l’aveva poc’anzi accompagnato fuori dal bar. Fortunatamente il 39enne si è spostato e il colpo dell’anziano ha frantumato una fioriera. Immediato l’intervento della forze dell’ordine, che hanno arrestato il 61enne. Il 17 novembre 2015, a oltre un anno di distanza dall’accaduto, il gup Bianca Maria Bianchi ha giudicato, con rito abbreviato, il 61enne, condannandolo a 3 anni di reclusione per tentato omicidio.

8 – Inquinamento, il meteo clemente ha peggiorato la situazione anche a Bergamo
Il meteo clemente, con l’inverno che solo adesso, a metà novembre inoltrata, si sta facendo vedere e sentire, ha causato un netto peggioramento della qualità dell’aria nella nostra città. Stando ai rilevamenti effettuati, infatti, Bergamo ha già sforato il limite delle 35 giornate imposto dall’Ue per andare oltre ai limiti consentiti di polveri sottili nell’aria.

9 – La Comunità montana della Val Seriana vara un importante piano contro il dissesto idrogeologico
La Comunità montana della Val Seriana ha deciso di investire molte risorse per la sistemazione e la prevenzione di possibili fenomeni di dissesto idrogeologico. Recentemente è stato infatti deciso che circa 2 milioni di euro verranno stanziati con l’assestamento di bilancio. Gli interventi che si faranno con questi fondi saranno diversi e molteplici, su tutto il territorio seriano.

10 – Superstrada Bergamo-Treviglio, Autostrade bergamasche spa dice sì all’aumento di capitale per la sua realizzazione
Se ne parla da tempo, ma per ora ancora nulla si era mosso. Poi, il 17 novembre, la società Autostrade bergamasche spa ha approvato all’unanimità, nell’assemblea dei soci (presente il 93 percento delle azioni), l’aumento di capitale della società (di cui è presidente Ettore Pirovano, ex numero uno di via Tasso) da 1 a 2 milioni di euro. Un segno importante della volontà della società di portare avanti il progetto della realizzazione della superstrada Bergamo-Treviglio, in cantiere da tempo ma al momento rimasta sempre e solo su carta. Al buon esito dell’assemblea ha contribuito il fatto che nei mesi scorsi la società, in collaborazione con la Provincia, ha modificato il progetto della infrastruttura che dovrà collegare il casello di Treviglio della Brebemi-A35 al casello di Dalmine dell’A4: è stata infatti prevista la costruzione di una superstrada a due corsie che avrà però delle dimensioni ridotte rispetto al progetto originario. La scelta è stata attuata per rendere fattibile la costruzione della infrastruttura visto che così il costo passerebbe dagli iniziali 280 milioni preventivati ai 180 milioni di euro di oggi.

11 – Si avvicina il Natale anche a Bergamo: luminarie presenti e prime giornate con il centro chiuso al traffico
Natale è sempre più vicino e anche Bergamo si sta preparando. In questi giorni, infatti, si stanno montando le luminarie sulle strade della città, mentre si programmano le giornate in cui il centro sarà chiuso al traffico. La prima, sicura, è quella del 13 dicembre, Santa Lucia, dove il centro di Città Bassa sarà chiuso alle auto seppur in modo ristretto (stop in viale Roma, tra Porta Nuova e via Verdi). In futuro, però, l’idea di Palazzo Frizzoni pare quella di ridurre le giornate di chiusura generale del traffico in centro e concentrarsi invece su diverse iniziative nei vari borghi: previste chiusure diurne in via Borgo Santa Caterina, con i commercianti e gli esercenti della via che saranno invitati a esporre la loro merce in strada, ma anche per Borgo Palazzo si pensa a iniziative che possano ravvivare la zona.

 

17 NOVEMBRE

 

1 – La ricerca OpenCivitas loda Bergamo: «Spende poco e bene»
Il 17 novembre sono stati resi noti i risultati della ricerca di OpenCivitas, progetto realizzato da Sose (società partecipata all’88 percento dal ministero dell’Economia e delle Finanze e al 12 percento dalla Banca d’Italia), in collaborazione con ForumPA e Comune di Bergamo e con il patrocinio di Andigel e di ANCI Lombardia per consentire il confronto e la valutazione della spesa di Comuni e Province delle regioni a statuto ordinario. Il risultato illustra come Bergamo sia, a livello nazionale, uno dei Comuni più virtuosi per quanto riguarda i fabbisogni standard e i servizi erogati. Ma, soprattutto, per offrire tali servizi di qualità, Bergamo spende poco: il 12,43 percento in meno rispetto ai propri fabbisogni, a fronte perà del 32 percento in più di servizi. Come spiega L’Eco di Bergamo, lo studio si focalizza su 12 principali voci (tributi, ufficio tecnico, anagrafe, servizi generali, polizia locale, istruzione, viabilità, trasporti, politiche del territorio, rifiuti, servizi sociali e asili nido) a cui corrisponderebbe, per Palazzo Frizzoni, una spesa complessiva di circa 96 milioni e 600mila euro di fabbisogno standard: allo stato attuale, invece, il Comune di Bergamo spende 12milioni di euro in meno, esattamente 84 milioni e 600mila euro, ed eroga oltre il 32 percento in più di servizi rispetto agli standard. Nel complesso il punteggio che OpenCivitas dà a Bergamo è di 9.2 su un massimo di 10, risultato che piazza il capoluogo orobico in testa nella classifica lombarda, davanti a Cremona e Sondrio.

2 – Caso della foreign fighter di Inzago (Milano), rischio processo anche per coppia di Treviglio
Il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e il pm Paola Pirotta, titolari delle indagini che a luglio hanno portato a emettere ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di nove presunti jihadisti (5 dei quali latitanti), tra cui appunto Maria Giulio Sergio, conosciuta come Fatima, residente a Inzago (Milano) e vicina agli ambienti islamici di Treviglio, suo marito albanese e la madre di quest’ultimo, Donika Coku, hanno chiesto il processo per 11 persone. Tra queste, oltre alla stessa Fatima, suo marito, la suocera, suo padre Sergio Sergio e la sorella Marianna Sergio, anche una coppia di coniugi residenti a Treviglio. Si tratta di Dritan e Lubjana Gjecaj, albanesi rispettivamente di 40 e 38 anni, accusati di aver dato supporto logistico alla ragazza di Inzago. Le accuse vanno dal terrorismo internazionale all’organizzazione del viaggio per finalità di terrorismo e al favoreggiamento. Cinque mesi fa già alcuni soggetti coinvolti nell’indagine finirono in carcere, tra cui i parenti più stretti di Fatima, mentre i coniugi di Treviglio non furono arrestati ma indagati a piede libero in quanto risultarono fiancheggiatori, pagando anche i biglietti aerei con cui la 27enne di Inzago, il marito e la suocera hanno raggiunto la Turchia, prima tappa del loro viaggio verso la Siria.

3 – I Carabinieri di Clusone rischiano lo sfratto. C’è l’ipotesi trasferimento nella sede della comunità montana, ma due sindaci non sono d’accordo
A portare in primo piano il paradossale caso della compagnia dei Carabinieri di Clusone (che servono ben 63 Comuni) è l’edizione locale del Corriere della Sera. Sin dagli anni ’70, i Carabinieri hanno sede presso un vecchio stabile in viale Venezia, a Clusone. Dal 28 aprile 2014, però, i canoni degli immobili occupati dagli enti locali sono stati decurtati del 15 percento e ai padroni di casa il Governo ha offerto la possibilità di rescindere il contratto, cosa che ha fatto la famiglia Merletti, proprietaria dello stabile in cui si trovano oggi i Carabinieri. I quali, quindi, non avendo un regolare contratto, sono da mesi a rischio sfratto. Da qui arriva il monito del prefetto a trovare una soluzione a questa paradossale situazione. L’ipotesi più probabile pareva quella di utilizzare i locali dell’ex tribunale di Clusone, chiuso da 2 anni, ma il trasferimento costerebbe molto. O meglio, più che trasferire le forze dell’ordine nella sede della comunità montana, stando almeno allo studio di fattibilità fatto fare dal sindaco di Clusone, Paolo Olini. Ecco che la proposta arriva sulla scrivania del prefetto, il quale chiede di raccogliere le firme di tutti i 38 sindaci coinvolti per dare il via libera definitivo. Si arriva così alla raccolta firme tra i primi cittadini: 36 accettano, due no. Nello specifico si tratta di Sonia Simoncelli di Valbondione e Flora Fiorina di Gandellino, rimaste sole contro tutti. Le due non sono nettamente contrarie, ma vogliono che prima ci sia un accordo onde evitare spiacevoli sorprese successive. Le condizioni sono che la comunità montana Alta Val Seriana rimanga a Clusone e che non vi siano imputazioni di costi diretti e/o indiretti ai comuni di Valbondione e Gandellino. Chissà come andrà a finire questa strana storia.

4 – Zingonia, il fratello del 30enne ucciso, ferito, afferma: «Non è stato il 15enne a colpire»
Il 16 novembre, un po’ a sorpresa, un giovane ragazzo di 15 anni aveva dichiarato alle forze dell’ordine di essere lui l’assassino di Mohamed El Khouman, il 30enne ucciso la sera dell’11 novembre a Zingonia. Ma a smentirlo è Otmane El Khouman, fratello della vittima e rimasto gravemente ferito nell’agguato, che ha parlato al Corriere della Sera Bergamo. Dal suo letto di ospedale al Policlinico di Zingonia, dove è ricoverato dalle ore immediatamente successive all’aggressione, Otmane dichiara: «Il ragazzino c’era, ma non era armato e non ha ucciso mio fratello: lui picchiava e basta. Io quello lo conosco, viene dalla mia città, Fes, è piccolo e magro ma ha più anni di quelli che dice, e poi non era armato». Perché allora si sarebbe preso la colpa? Otmane ha la sua idea: «Non lo so, secondo me qualcuno lo ha mandato avanti per salvarsi, e gli ha detto di dichiarare meno anni di quelli che ha per avere una pena meno grave. E questo significa che quella gente sta ancora girando per Zingonia, e potrebbe anche arrivare qui da me per finire il lavoro». Ha paura Otmane e non nega che, una volta che si sarà ripreso, molto probabilmente tornerà in Marocco insieme alla sua compagna, con cui vive a Levate: «Io non so se quando uscirò da questo ospedale potrò ancora camminare normalmente o potrò ancora usare le mani come prima. Ma io e Jamila vogliamo tornare a casa, non vogliamo più vivere in una zona come quella di Zingonia». Eppure secondo gli inquirenti Otmane e Mohamed erano al centro di un giro di spaccio importante nell’area. Non proprio due stinchi di santo: «Qui intorno spacciano in tanti, ma non si può andare a uccidere la gente in questo modo» spiega Otmane. Il ferito ha un’idea ben precisa di chi siano gli aggressori: «Sono stati tre fratelli e due loro amici, tutti di Fes: ci conoscevamo già quando abitavamo ancora in Marocco e ci odiavano già all’epoca, e ci odiano anche adesso. Per questo ci hanno aggrediti». Eppure i Carabinieri, che da giorni lo piantonano in ospedale, non l’hanno ancora interrogato.

5 – Sparatoria di Dalmine, 3 persone ai domiciliari, 2 invece lasciate libere
Lunedì 16 novembre il gip Ciro Iacomino ha deciso il “destino” processuale dei 5 albanesi fermati venerdì 13 novembre dopo la sparatoria andata in scena a Sforzatica di Dalmine. Il giudice per 3 ha deciso gli arresti domiciliari, mentre due sono stati lasciati liberi. Sull’episodio ci sono ancora molti misteri, in particolare chi sia il proprietario dei 412 grammi trovati per strada in prossimità dell’agguato e a che cosa servissero i 157mila euro sequestrati nell’abitazione in uso a uno degli arrestati.

6 – Pontirolo Nuovo, ladri scoperti dai Carabinieri si danno alla fuga
Inizialmente si pensava all’ennesima sparatoria degli ultimi giorni. Invece nel tardo pomeriggio di lunedì 16 novembre, a Pontirolo Nuovo, non c’è stato nessuno sparo e nessuno spargimento di sangue. Secondo una prima ricostruzione, una banda di malviventi è stata colta dalle forze dell’ordine mentre, in aperta campagna, tentavano di scassinare una cassaforte che avevano rubato poco prima. I criminali sono quindi risaliti sull’auto e si sono dati alla fuga. Dopo un breve inseguimento, la vettura dei banditi si è schiantata contro un albero in via Canonica, costringendoli alla fuga nei campi. Sono riusciti, almeno per il momento, a far perdere le loro tracce.

7 – Alleggerimento sul Patto di Stabilità, il Comune può sbloccare 10 milioni di euro
Una buona notizia per il Comune di Bergamo così come tanti altri Comuni italiani. L’articolo 35 della Legge di Stabilità ora in discussione al Senato, e che verrà molto probabilmente approvata entro fine anno, cancellerà il Patto di Stabilità così come lo conosciamo oggi e permetterà dunque agli enti locali di aver maggior libertà di spesa. Ciò significherà, per Bergamo, avere 10 milioni in più da spendere nel 2016 ed evitare dunque che Palazzo Frizzoni sia costretto, per raccimolare qualche euro in più, a vendere i cosiddetti “gioielli di famiglia”. Le alienazioni passeranno dai previsti 15,6 milioni a 5,6: gli introiti da beni patrimoniali scenderanno da 5,6 a 2,6 milioni circa, quelli da beni mobili (ovvero le azioni A2A) da 10 milioni a 3. Il Comune non venderà quindi le azioni A2A, tesoretto che vale attualmente 34 milioni.

8 – Parcheggio dell’ospedale, ancora nessuna novità
La polemica scoppiò esattamente un anno fa, quando la tariffa oraria per la sosta nelle prime sei ore al parcheggio dell’ospedale passò da 1,20 a 1,30 euro. Un aumento deciso dai gestori senza alcun confronto e, soprattutto, senza grandi avvisi. A distanza di un anno, come riporta L’Eco di Bergamo, nonostante i diversi confronti, nulla è cambiato. In attesa del cantiere da 500 nuovi posti che potrebbe riaprire il tavolo delle trattative, gli utenti dell’ospedale continuano a mettere mano al portafogli. L’iter per la realizzazione del nuovo parcheggio, già finanziato con 1,7 milioni di euro dalla Regione Lombardia, è a buon punto e si pensa che il cantiere potrebbe concludersi a fine 2016. Ma, intanto, dovrebbe anche iniziare. L’unico cambiamento è che da alcune settimane c’è la possibilità di sottoscrivere abbonamenti, dietro presentazione di documentazione di lungodegenza, a 45 euro per 15 giorni, 70 euro per due mesi, 120 euro per quattro mesi e 150 euro per sei mesi.

9 – Incontro Percassi-Maroni a Zogno per discutere del rilancio di San Pellegrino e di tutta la Val Brembana
Il 16 novembre, a Zogno, s’è riunita la Giunta regionale ed è arrivato lo sblocco degli ultimi 15,5 milioni di euro necessari a far ripartire (e si spera concludere) i lavori della variante di Zogno. Altri 8 milioni sono stati invece confermati per quanto riguarda l’operazione di rilancio di San Pellegrino Terme. Non è un caso che ad aspettare Maroni a Zogno c’era anche Antonio Percassi, che da tempo ha un piano per il rilancio non solo della cittadina storica, ma dell’intera Val Brembana, piano già iniziato attraverso la realizzazione delle terme, che si stanno rivelando un grandissimo successo. Il governatore e l’imprenditore hanno avuto un fitto colloquio a porte chiuse alla presenza anche degli assessori Terzi e Sorte e del sottosegretario ai rapporti con il Consiglio regionale e alle politiche per la montagna, Ugo Parolo. Alla fine del colloquio, Percassi ha preferito non esporsi: «Abbiamo esposto il nostro progetto, che è noto da tempo. Ora la Regione dovrà confrontarsi con le Amministrazioni locali». Qualche parola in più la concede Maroni: «Confermiamo il nostro impegno di 8 milioni di euro su questa operazione. Ora stiamo verificando come investirli». E poi ammette che una delle ipotesi più credibili è «il Grand Hotel», opera che lo stesso Percassi avrebbe a cuore per permettere lo sviluppo turistico e commerciale dell’intera area su cui da tempo ha deciso di investire.

10 – C’è l’ufficialità: Vitali al Portello. Via al progetto
Dopo lunghissime trattative, incomprensioni e strette di mano, è arrivata finalmente l’ufficialità: sarà la Vitali di Cisano a riqualificare l’area milanese del Portello. Lunedì 16 novembre è arrivato l’ultimo atto con l’accordo definitivo tra Fondazione Fiera e gruppo Vitali che, in cordata con Stam Europe, ha raccolto i frutti di una strategia a lungo raggio. Prima si parlava di un canone di concessione annuo di 3,7 milioni di euro, ma alla fine, per la riqualificazione dei padiglioni 1 e 2 della vecchia fiera, il presidente Benito Benedini ha dovuto “accontentarsi” di 1,5 milioni per i primi due anni (2016 e 2017). Solo a partire dal 2018 Vitali arriverà a pagare 3 milioni tondi.

 

16 NOVEMBRE

 

1 – Malviventi scoperti dai carabinieri si schiantano in auto e fuggono a Pontirolo
A Pontirolo una banda di malviventi è stata scoperta dai carabinieri e si è data alla fuga dopo uno schianto. L’episodio ha fatto scattare l’allarme perché in un primo momento si era pensato a un’altra sparatoria. In seguito, secondo la ricostruzione dei fatti, sembra che alcuni delinquenti, dopo aver compiuto un furto, fossero intenti a scardinare una cassaforte in aperta campagna, quando sono arrivati i militari dell’Arma. Alla vista dei militari – erano circa le 17,45 – i ladri sono risaliti in auto e si sono dati alla fuga. Una fuga durata poche centinaia di metri perché in via Canonica si sono schiantati contro una pianta. Usciti dall’auto sono scappati a piedi scavalcando un piccolo fossato.

2 – Ragazzo di appena 15 anni confessa di essere stato lui ad uccidere Mohamed El Khouman a Zingonia
Lunedì 16 novembre un giovane straniero di 15 anni avrebbe ammesso agli inquirenti di essere lui l’assassino di Mohamed El Khouman, il 30enne di origini marocchine ucciso la sera di mercoledì 11 novembre a Zingonia. Il 15enne risulta essere un senza fissa dimora ed è ancora in corso il suo interrogatorio alla Procura dei minori di Brescia con il procuratore Emma Avezzù. El Khouman era stato aggredito insieme al fratello Otman, che è però riuscito a fuggire riportando solo una ferita per la quale è ricoverato all’ospedale di Zingonia. Secondo la prima ricostruzione, i fratelli sarebbero stati aggrediti da un commando di tre uomini che gli hanno teso un’imboscata: si sono sentiti spari e poi i fratelli si sono dati alla fuga. Mohamed, però, è inciampato ed è stato raggiunto da uno degli assalitori, che l’ha finito a colpi di machete e roncola, lasciandolo poi a terra agonizzante. Il 15enne avrebbe affermato alle forze dell’ordine di aver ucciso Mohamed perché lo aveva minacciato.

3 – Variante di Zogno, Sorte annuncia il via libera dei lavori: «Pronta in due anni»
Finalmente la variante di Zogno si farà. Ad annunciarlo è stato l’assessore regionale Alessandro Sorte in seguito alla seduta della Giunta regionale che si è tenuta proprio a Zogno. Sorte ha spiegato: «Abbiamo fatto un percorso con gli assessori Terzi e Garavaglia e il presidente Maroni per evitare di trovarci di fronte a una Salerno-Reggio Calabria in salsa orobica. In concreto, quindi, oltre ai 16 milioni di euro già stanziati nel 2014, Regione Lombardia ne ha trovati altri 15,5. Arrivare a Zogno e portare 31 milioni per una variante che ne ha già avuti 40 significa aver stanziato cifre che non hanno precedenti. Il provvedimento è il simbolo del rilancio di una valle». I lavori, che dovrebbero iniziare a breve, dovrebbero durare 2 anni. Il presidente della Provincia Matteo Rossi ha commentato: «È la vittoria dell’unità e del territorio. Oggi è un bel giorno per la Val Brembana e per tutta la Provincia di Bergamo perché viene premiata la tenacia di un intero territorio che insieme ha indicato quella di Zogno come l’opera prioritaria e ha saputo porre con forza questa richiesta alla politica regionale. La scelta del Governo nazionale di liberare quote di spesa in conto capitale per gli investimenti delle Regioni virtuose ha sicuramente contribuito al raggiungimento di questo obiettivo. I soldi gestiti dalle istituzioni non hanno e non devono avere colore partitico, ma solo quello della fatica, del lavoro e delle tasse pagate dai cittadini che si aspettano dalla politica scelte giuste e doverose. Così doveva essere e così è stato in questo caso».

4 – Funicolare, 188mila euro dalla Regione
La Giunta regionale riunitasi oggi a Zogno ha stabilito anche uno stanziamento di circa 188mila euro «per la manutenzione straordinaria della funicolare di Città Alta e l’ammodernamento delle stazioni» ha spiegato l’assessore regiona alla Mobilità e alle Infrastrutture Alessandro Sorte. I fondi consentiranno l’allestimento di stazioni con dispositivi tecnologici funzionali al miglioramento dei servizi per i viaggiatori. Il completamento dei lavori è previsto per il 30 aprile 2016. È prevista anche la manutenzione straordinaria della massicciata e dell’armamento, con il rifacimento della tratta in galleria per entrambe le linee della funicolare, prima dell’imbocco di monte per la Linea 1 e sistemazione delle traversine e degli appoggi in prossimità della stazione di valle per entrambe le linee. I 188mila euro messi a disposizione dalla Regione coprono il 50 percento del costo complessivo degli interventi, che ammonta a circa 376mila euro.

5 – Ragazzina di 15 anni investita a Calcinate, le sue condizioni sono gravi
Intorno alle 7 di lunedì 16 novembre una ragazzina di 15 anni è stata investita a Calcinate mentre si stava recando a piedi a scuola. L’incidente è avvenuto in via Olmi. I soccorsi sono intervenuti sul posto e hanno poi deciso il ricovero della giovane all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Stando alle prime informazioni la ragazzina è in condizioni gravi, tanto che è stata trasferita all’ospedale in codice rosso.

6 – Aggressioni di Dalmine e Zingonia, il movente di entrambi sarebbe un giro di droga
Prima l’omicidio di un 30enne di origini nordafricane a Zingonia (con il ferimento del fratello della vittima), poi il ferimento di diversi ragazzi di origini albanesi a Dalmine: la provincia di Bergamo, negli ultimi giorni, è stata al centro di più fatti di cronaca assai preoccupanti. I due casi, hanno precisato sin da subito gli inquirenti, sono distinti e non correlati tra loro, ma un punto in comune in realtà c’è: la droga. Sia l’agguato mortale della sera di mercoledì 11 novembre a Zingonia che la rissa tra albanesi scoppiata a Sforzatica di Dalmine il 13 novembre avrebbero come vittime e protagonisti stranieri coinvolti nell’attività di spaccio di stupefacenti. Un dato preoccupante, che dovrebbe far riflettere e che ha acceso un nuovo allarme tra le forze dell’ordine.

7 – Credaro, giovane di 21 anni investita sulle strisce pedonali. Ora è caccia al pirata della strada
La sera di sabato 14 novembre, lungo la trafficata strada provinciale 91 del Basso Sebino, nel territorio comunale di Credaro, una ragazza di 21 anni è stata investita mentre stava attraversando la strada sulle strisce pedonali. Fortunatamente la giovane, residente a Foresto Sparso, se l’è cavata solamente con qualche contusione e nessuna ferita grave. Le sono stati dati 14 giorni di prognosi. Ora però le forze dell’ordine si sono messi sulle tracce dell’auto che ha investito la 21enne, visto che invece che fermarsi è ripartita a tutta velocità una volta che l’autista si è reso conto dell’incidente.

8 – Domani attesa la firma sul protocollo per la “accoglienza diffusa” dei profughi, ma solo 20 sindaci son disposti a dire di sì
È attesa per la mattina di martedì 17 novembre, negli uffici della Prefettura di via Tasso, la firma sul protocollo d’intesa per l’accoglienza diffusa dei richiedenti asilo. Perché ci sia il via libero a questa nuova fase del progetto di accoglienza dei profughi nel territorio bergamasco sono necessarie le firma dei sindaci dei Comuni disposti a dare ospitalità, della Prefettura stessa, della Provincia e di una serie di associazioni quali la Caritas. Ma, stando a quanto riportato dall’edizione locale del Corriere della Sera, al momento i sindaci disposti a dire di sì al progetto sono veramente pochi, 20 circa. E se i primi cittadini della Lega hanno tutti detto di no, sono tanti anche quelli di centrosinistra che si sarebbero tirati indietro, creando non poco imbarazzo nei vertici provinciali del Pd. Nell’elenco provvisorio, per ora, spiccano Bergamo, Alzano, Dalmine, Romano (questi ultimi due però ancora in forse), Curno e una serie di Comuni più piccoli, come Arzago d’Adda, il cui sindaco è Gabriele Riva, segretario provinciale del Pd. Al momento non hanno invece aderito, ad esempio, Treviolo, Costa Volpino e Osio Sotto, tutti e tre centri di media grandezza governati da primi cittadini del Pd, e mancano all’appello anche quasi tutti i comuni della Bassa salvo qualche eccezione (Arcene, Boltiere e Lurano), così come quelli delle valli. Tra lunedì 15 e le prime ore del 16 novembre, si tenterà di convincere in extremis altri Comuni ad aderire al progetto, ma difficilmente i numeri si discosteranno di molto da questi. Eppure già oggi sono diversi i primi cittadini, in particolare del centrosinistra, che si stanno adoperando fattivamente nel progetto di accoglienza. E allora perché dicono “no” adesso? Secondo diverse fonti interne al Pd il motivo è semplice: presentarsi alla cittadinanza come un sindaco effettivamente disposto ad accogliere profughi, oggi, rischia di fare perdere voti. Meglio quindi “operare nell’ombra”, piuttosto che entrare in una lista ufficiale.

9 – Caravaggio, in 30 secondi rapinano il bar
Sono bastati 30 secondi di numero a due uomini, armati di pistola, per rapinare il bar Madoogali Cafè di via Tisnengo a Masano, frazione di Caravaggio, nella notte tra sabato 14 e domenica 15 novembre. I due sono entrati in azione quando il locale stava per chiudere, hanno puntato l’arma contro la giovane barista e si sono fatti consegnare l’incasso della giornata. Il complice ha invece puntato la sua arma contro l’unico cliente presente nel locale e si è fatto consegnare il suo portafogli. Una volta entrati in possesso del denaro, i due sono scappati a piedi. Le telecamere di videosorveglianza del bar hanno ripreso tutto, “cronometrando” di fatto la rapina: appena 30 secondi.

10 – Bergamo, lunedì 16 novembre è giorno di lutto cittadino
Anche a Bergamo, così come in diverse città del mondo, lunedì 16 novembre è giornata di lutto cittadino in ricordo delle vittime dei tremendi attentati di Parigi della notte di venerdì 13 novembre. Il Consiglio comunale, previsto per le ore 18, si aprirà in piazza Matteotti davanti a Palazzo Frizzoni, con un momento di raccoglimento e di solidarietà come risposta civica e di ferma condanna ai terribili atti di terrorismo di Parigi. L’amministrazione ha invitato la cittadinanza a partecipare, portando un lume, e fino alla conclusione del Consiglio le bandiere rimarranno a mezz’asta. Alle 12, in tutta Europa, è previsto un minuto di silenzio e raccoglimento, che sarà proposto anche nelle scuole dove anche i più giovani dovranno confrontarsi inevitabilmente con i tragici fatti di Parigi.

11 – Domenica mattina lieve scossa di terremoto con epicentro a Foresto Sparso
La mattina di domenica 15 novembre c’è stata una lieve scossa di terremoto nella Bergamasca, con epicentro a Foresto Sparso e ipocentro a 10 chilometri di profondità. La scossa è stata di magnitudo 2.1 ed è stata registrata intorno alle 11.32 dagli strumenti della sala sismica di Roma del Centro nazionale terremoti. A quanto risulta non si sono registrati né feriti né danni e non sono giunte chiamate ai vigili del fuoco.

12 – Bergamo, è sempre più emergenza senzatetto. Ma le case vuote ci sarebbero…
In città c’è sempre più preoccupazione per la forte crisi sociale testimoniato dall’alto numero di senzatetto in diverse zone di Bergamo, recentemente più volte sottolineato da inchieste sia del Corriere che de L’Eco. In particolare si scopre che sarebbero in aumento i senza fissa dimora italiani. I dati numerici li offre uno studio promosso dalla Caritas e svolto dall’Università di Bergamo, che analizza la situazione da settembre 2012 a ottobre 2013. Come si legge nella relazione, i senza fissa dimora iscritti nell’anagrafe di Bergamo erano 61 (tutti italiani), e altri 161 (tra cui anche stranieri) negli altri Comuni. In particolare preoccupa l’incremento di giovani donne italiane saenzatetto, alcune delle quali appena maggiorenni, spesso già con problemi di dipendenze.

13 – Atto vandalico alla sede di Progetto Bolgare: vetrina in frantumi
Nella notte tra sabato 14 e domenica 15 novembre, la sede di Progetto Bolgare, situata in via Roma, è stata oggetto di un atto vandalico attraverso il quale è stata distrutta la vetrina del locale. È la seconda volta che la sede di progetto è oggetto di atti vandalici. La prima volta nell’ottobre del 2013, quando la vetrina fu colpita con sfere di acciaio che causarono dei fori passanti nella lastra di vetro. In quel periodo l’associazione aveva scoperchiato la questione della mancata bonifica dell’area Ex-Icro. Oggi c’è molta attenzione sulla bufera scoppiata sugli appalti comunali e una richiesta formale di dimissioni da parte dell’attuale Amministrazione comunale. Si pensa che questo possa aver portato qualcuno a compiere il gesto vandalico, ma i responsabili di Progetto Bolgare, al momento, lo escludono.

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