Notizie su Bergamo e Provincia

Notizie su Bergamo e provincia (8-13 febbraio 2016)

Notizie su Bergamo e provincia (8-13 febbraio 2016)
Eventi 12 Febbraio 2016 ore 10:32

13 FEBBRAIO

 

1 – Bocia, il Tribunale ha deciso: 1 anno e 6 mesi di sorveglianza speciale ma senza obbligo di soggiorno a Bergamo

Il Tribunale di Bergamo, attraverso il collegio di giudici presieduto da Vito Di Vita, ha deciso circa la richiesta di sorveglianza speciale avanzata dal pm Laura Cocucci nei confronti di Claudio Galimberti, il 42enne capo ultrà atalantino conosciuto come il Bocia. Le restrizioni al leader della Curva Nord consistono in un anno e 6 mesi di sorveglianza speciale con il divieto di uscire la sera dalle 22 alle 6 e di partecipare a riunioni pubbliche. Non c’è però l’obbligo di soggiorno a Bergamo che era stato chiesto dal pm. L’atto è stato notificato in Questura il 13 febbraio ed è una via di mezzo tra la richiesta del pubblico ministero – ovvero 3 anni di sorveglianza speciale e obbligo di soggiorno a Bergamo – e quella della difesa del Bocia che invitava i giudici a respingere la domanda di applicazione di un provvedimento eccessivo, di solito applicato a personaggi della criminalità organizzata.

Negli ultimi giorni, attraverso i social, centinaia di persone hanno espresso solidarietà a Claudio Galimberti. La pagina Facebook “Sostieni la Curva” ha inoltre promosso una raccolta firme per dire no alla sorveglianza speciale: «È ovvio che su Bocia pendano una serie di accuse figlie di comportamenti censurabili e sbagliati (che tuttavia ha pagato, sta pagando e pagherà), ma com’è possibile che in Italia rigidità e pugno di ferro ben oltre il consentito vengano utilizzati soltanto nei confronti di determinate categorie? Colpire ed eliminare un’icona della tifoseria atalantina per eliminare l’intera tifoseria? È forse questo che si vuole?». La petizione potete trovarla QUI.

2 – Ultimatum di Palazzo Frizzoni alla comunità islamica bergamasca: «Basta tensioni in via Cenisio o chiudiamo il centro»

Da settimane ormai la comunità islamica bergamasca è protagonista di diversi episodi di tensione a cui ha dato il via il caso dell’immobile di via San Fermo. Dopo le ultime liti, sabato 13 febbraio Palazzo Frizzoni ha dato un ultimatum attraverso l’assessore all’innovazione, semplificazione, servizi demografici, sportello polifunzionale, servizi cimiteriali e ai tempi urbani Giacomo Angeloni, che ha diffuso una nota molto dura: «Le tensioni alla moschea di via Cenisio continuano. Tra lotte di potere, chiamate al 112 e gomme tagliate, pare che la tensione sia ormai alle stelle. Mi appello alle varie comunità e gruppi che si incontrano in quella sede per la preghiera affinché trovino equilibrio e la smettano di diffondere inutile nervosismo. Se la situazione non si dovesse stabilizzare, saremmo costretti a chiedere al Questore di prendere dei provvedimenti. Questo clima indebolisce ogni giorno gli interlocutori che l’amministrazione pretende debbano essere rappresentativi non delle liti ma delle reali esigenze dei Musulmani bergamaschi».

3 – Scarcerati i due ultrà juventini di Bergamo e Romano di Lombardia portati in prigione a Ivrea giovedì. Un terzo arrestato ha confessato

Soltanto giovedì 11 febbraio, G. S., 28 anni di Romano di Lombardia, e L. B., 39 anni di Bergamo, erano stati portati al carcere di Ivrea. I due tifosi della Juventus erano accusati di aver partecipato il 15 gennaio 2015 all’assalto di un pulmino di tifosi veronesi all’autogrill di Settimo Torinese. Appena due giorni dopo, la mattina di sabato 13 febbraio, i due sono stati però scarcerati: un ragazzo di Arcore arrestato sempre giovedì ha infatti ammesso di essere lui il colpevole dei fatti contestati. I due bergamaschi hanno raccontato di essere giunti all’area di servizio quando c’era già tensione fra juventini e veronesi. Il 39enne di Bergamo ha anche ammesso di aver ferito al gluteo un rivale con un coccio di bottiglia per difendere l’amico 28enne da un’aggressione. Quest’ultimo, residente a Romano, era stato scarcerato e messo all’obbligo di dimora lunedì 8 febbraio dopo 8 mesi passati in carcere perché accusato di avere lanciato una bomba carta contro i tifosi granata nel derby del 26 aprile 2015. Giovedì 11 febbraio però, la Digos di Torino l’aveva prelevato dalla sua abitazione e portato nel carcere di Ivrea per l’episodio con i tifosi veronesi.

4 – Al Papa Giovanni è morto un 34enne di Lecco ferito in seguito a un incidente in montagna accaduto a Madesimo

Sabato 13 febbraio, all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, è morto Paride Carboni, 34enne lecchese residente a Colico. L’uomo era stato trasportato all’ospedale orobico dopo che, nella mattinata, era stato travolto da una valanga mentre faceva snowboard sul monte Groppera a Madesimo (Sondrio). Carboni stava facendo snow fuori pista insieme ad altre due persone, che sono riuscite a salvarsi. Lui, invece, è stato travolto e le sue condizioni sono parse subito gravissime ai soccorritori, tanto che si è deciso di trasportarlo con l’elisoccorso all’ospedale di Bergamo. Nonostante i medici abbiano fatto di tutto per salvarlo, Carboni è spirato poco dopo.

5 – Caso del neonato morto dopo il parto in casa a Spirano, le prime indiscrezioni sull’autopsia

Giovedì 11 febbraio l’anatomopatologa dell’Università di Pavia Yao Chen ha svolto, all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, l’autopsia sul corpo del neonato morto appena dopo il parto a Spirano nella notte tra sabato 6 e domenica 7 febbraio. L’esame si è reso necessario per capire se il piccolo fosse già nato morto oppure sia morto pochi istanti dopo essere venuto alla luce, oltre che i motivi che hanno portato alla tragedia. Sebbene gli esiti definiti verranno presentati non prima di un paio di mesi, L’Eco di Bergamo riporta già una indiscrezione sui risultati dell’autopsia: nei polmoni del piccolo, che i genitori hanno detto che avrebbero voluto chiamare Zeno, è stata trovata dell’aria. È molto probabile che questa sia dovuta ai tentativi di rianimazione del neonato compiuti dal padre, Andrea Mastinu, che agli inquirenti ha riferito di aver provato in ogni modo a far battere il cuoricino del bambino. Potrebbe però anche darsi che il piccolo non sia nato morto e che abbia respirato per qualche attimo. A dare una risposta alla domanda dovrà essere la Dott.ssa Chen, che il pm Davide Palmieri ha incaricato del delicato test. Il padre e la madre, Selva Tagliati, del piccolo sono stati intanto iscritti nel registro degli indagati per infanticidio. Un atto dovuto per consentire loro di nominare un consulente che assistesse all’autopsia. Sabato 13 febbraio, a Spirano, saranno celebrati i funerali del piccolo.

6 – Lunedì 15 febbraio, Christo sarà a Bergamo a presentare la sua passerella sul lago d’Iseo

Lunedì 15 febbraio, alle 19, nella sala conferenze di Confindustria Bergamo in via Camozzi 66 si terrà un incontro promosso da Comune di Bergamo, GAMeC, Accademia Carrara e Accademia di Belle Arti di Bergamo in cui l’artista internazionale Christo presenterà “The Floating Piers”, ovvero l’opera che, dal 18 giugno al 3 luglio, darà vita a una passerella galleggiante e percorribile sulle acque del lago d’Iseo. L’opera collegherà Sulzano a Montisola. Un appuntamento che richiamerà turisti da tutto il mondo e di cui stanno parlando da tempo media internazionali, invitando le persone a visitare i fantastici luoghi del Sebino per l’occasione.

7 – L’Appello respinge il ricorso della procura contro l’assoluzione di Angelo Cerioli, commerciante di Caravaggio che sparò e uccise un ladro romeno

La Corte d’Appello di Brescia, venerdì 12 febbraio, ha respinto il ricorso presentato dalla procura di Bergamo contro la sentenza di assoluzione di Angelo Cerioli, commerciante 52enne di Caravaggio che la notte del 25 novembre 2012 sparò alcuni colpi di pistola e uccise Dumitru Baciu, 43enne romeno che aveva preso a mazzate la vetrina del suo negozio di articoli di giardinaggio per rubare merce e incasso. Con questa decisione, l’Appello ha confermato la sentenza emessa in primo grado, con rito abbreviato, dal giudice di Bergamo Vincenza Maccora, che aveva affermato non ci fossero prove contro Cerioli. La ricostruzione dei fatti: quella notte il commerciante 52enne, che vive in un appartamento proprio sopra il suo negozio, aveva sentito dei rumori provenire dal piano sottostante. Affacciandosi sul balcone, vide due malviventi intenti a prendere a mazzate la porta di ingresso dell’esercizio commerciale. Impaurito e desideroso di proteggere la sua famiglia, Cerioli impugnò l’arma che deteneva legalmente e, nel buio, sparò un paio di colpi. Uno dei due proiettili colpì Baciu, che morì sul colpo. Fu lo stesso commerciante a chiedere l’intervento dei carabinieri e dell’ambulanza, ma i medici non potettero far altro che constatare la morte. Cerioli finì in carcere per tre giorni. Ora, entro 45 giorni, l’Appello depositerà le motivazioni della sentenza e a quel punto la procura di Bergamo avrà ulteriori 90 giorni per fare eventuale ricorso in Cassazione.

8 – Coppia di slovacchi a processo per aver stipato in un’auto 19 cuccioli di cane

Il 18 maggio 2012, lungo l’autostrada A4, all’altezza del casello di Grumello del Monte, una pattuglia della polstrada di Seriate aveva fermato per controlli di routine un’auto condotta da un 51enne slovacco. Sulla vettura era presente anche una sua connazionale 38enne. Durante il controllo dei documenti, i militari si erano accorti della presenza di tre gabbie di piccole dimensioni con parecchi cuccioli all’interno che guaivano e si lamentavano. Scattarono così ulteriori controlli: si scoprirono ben 19 cuccioli di cane, pigiati in condizioni estreme e visibilmente provati. Cuccioli di Yorkshire, Bulldog inglesi e francesi e Cavalier King in tre piccole gabbie per conigli nani, in condizioni terribili. Uno dei cagnolini è anche morto purtroppo. Per questo, la coppia si trova ora a processo per maltrattamento di animali. La prima udienza si è tenuta venerdì 12 febbraio. In aula è stato sentito il veterinario che, dopo la scoperta del caso, si era occupato di visitare e prestare le prime cure ai cuccioli: «Gli animali erano sofferenti, sottoposti a stress eccessivo. Uno di loro non è riuscito a riprendersi dallo sforzo subito, è morto pochi giorni dopo».

9 – Astino, no al parcheggio ai piedi del monastero

La scorsa estate, in via del tutto eccezionale, il Parco dei Colli aveva autorizzato l’uso dell’ampio campo ai piedi dell’ex monastero di Astino come parcheggio per permettere ai tanti visitatori di raggiungere l’area in macchina. La realizzazione del parcheggio a servizio di Astino, dunque, è legata alla «straordinarietà» degli eventi, spiega il presidente del Parco dei Colli Oscar Locatelli. Per questo è difficile che anche la prossima primavera-estate si possa ripetere l’esperienza. «Manca l’elemento di straordinarietà per poter autorizzare un parcheggio in via Ripa Pasqualina, dobbiamo rispettare le regole del Piano territoriale di coordinamento del Parco», ha spiegato Locatelli. Posizione rimarcata anche dal vicepresidente Angelo Colleoni durante l’assemblea dei sindaci di venerdì 12 febbraio: «Non è previsto il simbolo “P” nel piano, è un’ipotesi in netto contrasto con quanto previsto. Come Parco non possiamo farci niente, a meno che intervenga la Regione autorizzando un cambiamento. Proverò a chiedere, visto che la prossima settimana ci sarà un incontro con il Comune e la Mia proprio sul parcheggio». L’intervento della Regione, però, prevederebbe tempi lunghi. Parallelamente, Locatelli ammette che «se si vuole vedere vivo Astino, si dovrà scendere a compromessi, offrendo possibilità di mobilità il più “dolci” possibili». Dichiarazioni, quella sulla “straordinarietà” dell’apertura di Astino, che non sono piaciute molto al sindaco di Bergamo Giorgio Gori: «La dichiarazione del presidente Locatelli è intempestiva a pochi giorni da una riunione convocata per discutere del problema. Si deve tener conto che Astino è entrato nell’agenda dei bergamaschi: Expo o no, dobbiamo preoccuparci di organizzare servizi che evitino di vedere auto parcheggiate nei campi la domenica. Non ho la soluzione, ma mi aspetterei la disponibilità a prendere in considerazione non solo gli aspetti burocratici ma anche la sostanza. Che la gente vada ad Astino è un fatto straordinariamente positivo».

 

12 FEBBRAIO

 

1 – 54enne originaria di Roma arrestata mentre ricattava il gestore del bar Dolce Vita di via Borgo Palazzo

Nella tarda serata di giovedì 11 febbraio sono scattate le manette per una donna di 54 anni originaria di Roma, rea di aver ricattato il gestore del bar Dolce Vita di via Borgo Palazzo a Bergamo, un 29enne di Albino. La donna è stata fermata proprio mentre intascava una busta contenente 500 euro dal titolare dell’attività. L’accusa nei suoi confronti è di estorsione. Incensurata, la donna avrebbe minacciato il 29enne di distruggergli il bar se non l’avesse pagata. Già l’agosto scorso il titolare del Dolce Vita era stato vittima di minacce, che si erano poi trasformate in danneggiamenti alla sua auto. Un chiaro atto intimidatorio, diventato poi un’ulteriore pressione con minacce di danneggiamenti anche al suo bar. I 500 euro consegnati alla 54enne sarebbero stati la prima tranche di una serie di “pagamenti”. La donna, su disposizione del pm Laura Cocucci, è stata portata nel carcere di Bergamo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

2 – Nuova udienza del processo a Bossetti: in aula è scontro tra pm e consulente della difesa. Spunta un’indagine privata della famiglia Bossetti sulla paternità di Giovanni Bossetti

Il 12 febbraio, al Tribunale di Bergamo, è andata in scena l’ennesima udienza nei confronti di Massimo Bossetti, l’uomo accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. Nella 27esima udienza del processo è andato in scena il controesame del pm Letizia Ruggeri a Marzio Capra, consulente e genetista della difesa. Prima, però, c’è stato il controesame a Sarah Gino, medico legale esperto in Genetica forense e consulente della difesa. La Gino ha sottolineato come sotto la felpa di Yara ci fossero formazioni pilifere che non potevano essere state trasportate successivamente e, da queste, come fossero stati identificati 11 profili genetici tutti significativi. Profili che avrebbero meritato un approfondimento. Proprio in questa fase dell’udienza, durante il controesame tenuto dal legale della famiglia Gambirasio Andrea Pezzotta, è venuto a galla un particolare fino a oggi sconosciuto: nell’estate 2014 la famiglia Bossetti aveva commissionato privatamente un’indagine all’Università di Torino perché verificasse la paternità di Giovanni Bossetti verso l’imputato e si è avuta la conferma che Massimo Bossetti non è figlio naturale di colui che era considerato suo padre. La Gino ha confermato il compimento del test e il risultato dello stesso.

Nel controesame del pm Ruggeri al consulente Capra invece sono volate scintille. Il genetista della difesa, i cui titoli di studio erano stati messi in dubbio nelle precedenti udienza dalla Ruggeri, s’è difeso quasi urlando, dicendo al pm che non doveva permettersi di mettere in dubbio le sue capacità professionali. Capra ha poi nuovamente criticato il lavoro dei Ris sul Dna e ha sollevato la questione dei due profili genetici, denominati Donna1 e Uomo2, rintracciati sui guanti di Yara. Il genetista non ha capito perché non si è indagato di più su questi due profili, visto che a suo parere non c’è traccia di comparazioni nelle 60mila pagine dell’inchiesta.

3 – Prof di ginnastica condannato a 4 anni per aver palpeggiato delle studentesse di 13 anni

Un professore di educazione motoria è stato condannato venerdì 12 febbraio a 4 anni di carcere per aver palpeggiato tre sue alunne di 13 anni durante una lezione di educazione fisica quando insegnava a Paladina. Secondo quanto ricostruito da alcune compagne delle vittime, il professore, approfittando degli esercizi che faceva svolgere, avrebbe palpeggiato il sedere e le parti intime di alcune di loro. Gli episodi contestati sono tre in particolare. A far emergere la vicenda sono state alcune amiche delle vittime, che hanno raccontato quanto accaduto a una professoressa, la quale ha deciso di denunciare il collega. L’uomo, nella precedente udienza, si era difeso affermando che con quel tipo di esercizi era impossibile palpeggiare le ragazzine e aggiungendo che aveva chiesto più volte il trasferimento da quella scuola ritenendo che ci fosse un ambiente ostile nei suoi confronti. Parallelamente, però, era anche emersa una precedente condanna a 16 mesi di reclusione per un episodio analogo di cui si era reso protagonista il docente. Molto probabilmente anche questo fatto ha pesato sulla decisione del gup Alberto Viti, che ha condannato a 4 anni l’imputato.

4 – I figli di Mario Bentoglio, il 79enne morto per un incidente ad Albano, accusano i soccorsi

I figli di Mario Bentoglio, 79enne di Albano morto venerdì 5 febbraio in un letto dell’ospedale Papa Giovanni dopo che il giorno precedente era stato vittima di una brutta caduta nel piazzale della Albano Filati, azienda di 4 dei suoi 5 figli, non si danno pace. A loro parere, infatti, la macchina dei soccorsi s’è mossa troppo lentamente e questo sarebbe stato il motivo della morte del padre. Sulle pagine de L’Eco di Bergamo sono Genoveffa e Gian Mario Bentoglio a parlare: «L’auto con a bordo il medico è arrivata dopo circa un’ora dalla prima chiamata al 118 e all’ospedale dopo un’ora e mezza abbondante. L’autista che mio padre era andato ad accogliere al cancello, e che l’ha visto cadere e battere la testa, ha chiamato i soccorsi alle 10.11 e a quel punto lui era ancora cosciente». Stando alla ricostruzione dei fatti, il 118 avrebbe acceso un “codice verde”, quello per gli incidenti meno gravi, proprio perché gli era stato riferito che Bentoglio era cosciente e l’incidente non sembrava così preoccupante come poi invece si è rivelato. Alle accuse ha risposto Oliviero Valoti, medico responsabile della Aat (Artcolazione Aziendale Territoriale) di Bergamo, che è intervenuta. Al momento dei fatti non era in servizio, ma ha analizzato e ricostruito l’accaduto insieme ai suoi collaboratori e ai responsabili della Sale operativa regionale per l’emergenza e urgenza che ha sede all’interno del Papa Giovanni. A suo parere, «i tempi di intervento sono risultati regolari». Nel frattempo, dopo l’apertura di un fascicolo di indagine per omicidio colposo e l’iscrizione nel registro degli indagati di 10 medici, giovedì 11 febbraio si è tenuta, sempre al Papa Giovanni, l’autopsia sul corpo di Bentoglio, effettuata dall’anatomopatologa dell’Università di Pavia Yao Chen. I risultati arriveranno però solo nelle prossime settimane. Intanto i funerali sono fissati per sabato 13 febbraio, alle ore 15, alla chiesa parrocchiale di Albano.

5 – Si è tenuto oggi in Regione il tavolo di confronto sul rondò dell’autostrada

Il 12 febbraio, in Regione Lombardia, si è tenuto il tavolo di confronto sul rondò posto al casello dell’autostrada di Bergamo, promosso dall’assessore regionale Alessandro Sorte e a cui hanno partecipato parlamentari, consiglieri regionali e amministratori locali. L’obiettivo: migliorare l’accessibilità da e per la città di Bergamo così da rendere più fluida la connessione del casello dell’autostrada A4 anche rispetto all’aeroporto e alle via d’accesso con le Valli. Alla fine dell’incontro, Sorte ha spiegato: «Comune e Provincia si sono assunti l’impegno di sviluppare uno studio del traffico sul nodo. I presenti al tavolo di oggi hanno condiviso la necessità di affiancare e potenziare questo di lavoro in modo tale da poter poi chiedere al ministero di inserire nel Piano finanziario di Autostrade per l’Italia la riqualificazione del rondò di Bergamo. Abbiamo anche firmato una lettera da mandare al ministro Delrio così da farci trovare con la progettazione conclusa quando l’opera sarà inserita nel Piano».

6 – Bocia, il Tribunale di Ascoli gli vieta l’ingresso nella città marchigiana per 3 anni

Mentre a Bergamo si attende la decisione del Tribunale circa la richiesta di sorveglianza speciale per Claudio Galimberti, meglio noto come il Bocia, è un altro Tribunale a parlare di lui. Come rende noto Il Resto del Carlino, infatti, il Tribunale di Ascoli ha vietato l’ingresso nella città marchigiana, per 3 anni, al Bocia, reo di aver acquisito materiale pirotecnico professionale destinato esclusivamente all’uso da parte di titolari di porto d’armi. I fatti risalirebbero ad alcune settimane fa, quando il Bocia si trovava a transitare per il centro di Ascoli con alcuni amici, anch’essi legati alla curva Nord di Bergamo. Una pattuglia della polizia ha fermato la loro vettura a pochi metri da piazza Arringo e dai controlli è emerso che trasportavano materiale pirotecnico professionale destinato esclusivamente all’uso da parte di titolari di porto d’armi. In mancanza di questo requisito, il Bocia è stato segnalato dagli agenti e, successivamente, fatto oggetto della restrizione, che sarebbe però scattata perché Galimberti si trova sottoposto a Daspo. Secondo Il Resto del Carlino, il capo ultrà atalantino si trovava ad Ascoli per incontrare alcuni esponenti della tifoseria bianconera con cui sta collaborando da tempo per proporre, in accordo con altre realtà di tutta Italia, la modifica dell’articolo 9 della legge Amato: una norma che permette il divieto di vendita di biglietti, tessere e abbonamenti a soggetti che abbiano ricevuto un Daspo, anche con sentenza non definitiva. Un punto molto dibattuto della legge che, in sostanza, apre le porte alla diffida a vita.

7 – Colognola, 36enne rapinato dell’auto da un uomo armato di pistola

Un 36enne bergamasco residente in una palazzina del quartiere Colognola, la sera di mercoledì 10 febbraio, una volta rientrato a casa dopo una giornata di lavoro, non appena ha parcheggiato l’auto nel suo garage si è trovato davanti un uomo col volto coperto e armato di pistola. Il rapinatore, puntando l’arma contro il 36 anni, ha chiesto che gli fossero consegnati tutti i soldi e gli oggetti di valore. Dopo aver preso un bottino da 170 euro, ha chiesto all’uomo di portare l’auto fuori dai garage del palazzo, sempre minacciandolo con la pistola. Una volta in strada, il rapinatore ha fatto scendere il 36enne ed è fuggito a bordo della vettura. Le forze dell’ordine stanno tentando di dare un nome e un volto al criminale.

8 – Slitta il rimpatrio della salma di Claudio Lanfranchi, il 49enne di Ardesio ucciso quasi 20 giorni fa ad Alicante, in Spagna

Il corpo di Claudio Lanfranchi, il 49enne di Ardesio che circa 20 giorni fa è stato ucciso da degli uomini incappucciati nella sua abitazione nei pressi di Alicante, in Spagna, non è ancora stato portato in Italia. Secondo quanto riporta da L’Eco di Bergamo, affinché la salma possa essere rimpatriata mancherebbero ancora dei documenti. Mera burocrazia, che sta però facendo slittare la data delle esequie. I familiari di Lanfranchi (la mamma Piera Mazzoleni, il figlio Samuel e il fratello Bruno) sono in attesa di avere qualche informazione dagli addetti alle onoranze funebri incaricati e dal consolato italiano a Barcellona. Il figlio e la madre di Lanfranchi sonos tati per tre giorni in Spagna, la scorsa settimana, per il delicato riconoscimento della salma. Da allora, però, non hanno più ricevute notizie. Anche dal fronte delle indagini non ci sono novità: i tre uomini che avrebbero ucciso Lanfranchi (stando alla testimonianza della fidanzata del 49enne, presente nell’abitazione al momento dell’omicidio e legata a una sedia dagli aggressori, italiani con un marcato accento napoletano) sono ancora a piede libero. La pista che si continua a seguire è quella dello spaccio di droga.

9 – Mozzo, 81enne muore per un malore dopo esser stato in piscina

La mattina di venerdì 12 febbraio un 81enne di Mozzo è morto dopo essere stato colto da malore nel centro Sport Indoor di via Radici. L’uomo, un medico in pensione, aveva appena finito di nuotare in piscina quando si è sentito male e si è accasciato a terra. Secondo le prime informazioni, sarebbe stato colto da un infarto.

10 – Laura Cadonati, la bergamasca in prima fila nella scoperta delle onde gravitazionali

Laura Cadonati si è laureata in Fisica, a Milano, nel lontano 1995. Bergamasca di Borgo Santa Caterina, brillante mente della ricerca nostrana, con la sua laurea in mano decise presto di lasciare l’Italia. Meta: l’America. Dottorato a Princeton, poi, nel 2002, l’arrivo al Mit. Nel 2007 ottiene una cattedra ad Amherst e dal 2014 è al Center of Relativistic Astrophisics del George Tech di Atlanta. Da 14 anni, però, partecipa attivamente al progetto Ligo, quello che giovedì 11 febbraio ha annunciato al mondo di aver scoperto l’esistenza delle onde gravitazionali supposta ben 100 anni fa da Einstein. Per questo durante la conferenza stampa tenutasi a Washington (in contemporanea a quella tenutasi a Pisa, dato che il progetto di ricerca era un progetto internazionale che ha visto coinvolte più realtà in giro per il mondo) era proprio lì, in prima fila. Del resto Laura presiede il Ligo Data Analysis Council, un gruppo di ricerca focalizzato proprio sulla rilevazione delle onde. «Lavoravamo sull’evento da quattro mesi – racconta oggi ai media bergamaschi -, abbiamo fatto molti test e controlli, un’analisi molto accurata dei dati per accertarci che quanto era stato rilevato fosse davvero un evento di natura astrofisica. È stato bellissimo, un evento perfetto, proprio come ci si aspettava dalle previsioni teoriche. Eravamo sicuri di aver scovato l’onda di Einstein, ma volevamo portare davanti alla comunità scientifica qualcosa di totalmente credibile. Per questo, prima di dare l’annuncio, abbiamo aspettato di avere l’articolo pronto e validato. È, insieme, una grande scoperta e l’apertura di un modo nuovo di fare astrofisica».

11 – Centro prelievi al Papa Giovanni, troppi utenti al giorno. Arriva allora un accordo per un centro all’ex Gleno

Da quando all’ospedale Papa Giovanni funziona a pieno regime il Centro prelievi, proprio nelle prime ore del mattino gli utenti che accedono per esami del sangue o delle urine oscillano tra gli 800 e i mille al giorno. Tanti, troppi se si considera il problema parcheggi che affligge cronicamente la struttura bergamasca. Le code sono la logica conseguenza di tutto questo. Per questo l’ospedale ha stretto un accordo con la Fondazione Carisma (ex Gleno) per realizzare, entro fine anno, un centro prelievi e degli ambulatori specialistici, con Cup unico e sala d’attesa, nell’area dell’ex Gleno. Questi verrebbero costruiti dalla Fondazione, ma il personale e le apparecchiature sono messe a disposizione dall’Asst Papa Giovanni XXIII.

 

11 FEBBRAIO

 

1 – Vittoria ha fretta di nascere e viene al mondo in ascensore 

Vittoria era attesa per il giorno di San Valentino. Ha deciso però che anche l’11 febbraio è una bella data per venire al mondo e alla mamma non ha nemmeno lasciato il tempo di salire in auto per correre all’ospedale. Pronti, via, e la bimba è venuta alla luce nell’ascensore del condominio di via Divisione Tridentina dove abitano genitori e fratellino, due quarantenni. La mamma Jiska, olandese, appena ha sentito che il momento era arrivato, ha svegliato il marito Filippo: forza, andiamo. Il tempo di arrivare al pianoterra e la bimba stava già nascendo. La mamma si è sdraiata nell’ascensore, una gamba dentro e l’altra fuori, il papà si è improvvisato ostetrico e in un baleno Vittoria era tra le braccia dei genitori. L’unica a farsi prendere dall’agitazione pare sia stata la nonna che non riusciva a comporre il numero del 118. «Mi avevano detto che la nascita del secondo figlio è più veloce: ho visto», ha commentato sorridendo il papà. La bimba è nata alle 00.42, pesa 3.13 chili. Bellissima.

2 – Ubi Banca, utile netto di 116,8 milioni. Proposto dividendo di 11 centesimi

Il Consiglio di UBI Banca ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio e consolidato 2015, che verranno sottoposti per approvazione al Consiglio di Sorveglianza l’8 marzo. Il bilancio si è chiuso con un utile netto di 116,8 milioni, a fronte di una perdita di 725,8 milioni nel 2014, dovuta in particolare alla svalutazione degli avviamenti. I proventi operativi sono scesi dell’1,1% a 3,4 miliardi, con margine di interesse a 1,6 miliardi (-10,3%) e commissioni nette a 1,3 miliardi (+6%). In crescita del 3,2% a 2,2 miliardi gli oneri operativi, anche in seguito al versamento del contributo straordinario al Fondo di risoluzione. Voce, quest’ultima, che insieme al nuovo piano di incentivi all’esodo e a un «carico fiscale straordinario», pesa sui numeri del solo quarto trimestre, chiuso con una perdita di 45,2 milioni. Nell’intero 2015 l’utile al netto delle poste non ricorrenti è cresciuto del 33,2% a 195,1 milioni. Il Consiglio di gestione proporrà all’Assemblea del 2 aprile la distribuzione di un dividendo unitario da 0,11 euro, in crescita del 37,5% rispetto a quello del 2014. Il dividendo, se deliberato dall’Assemblea, sarà messo in pagamento con data di stacco, record date e data di pagamento rispettivamente il 23, 24 e 25 maggio. Il monte dividendi ammonterà a circa 99 milioni di euro, a valere sull’utile.Sul fronte della solidità patrimoniale, infine, il coefficiente common equity tier 1 è al 12,08% e all’11,62% considerando l’integrale applicazione delle regole di Basilea III, in entrambi i casi considerando l’impatto del diritto di recesso relativo alla trasformazione in Spa.

3 – Tornato libero dopo otto mesi il tifoso bianconero di Romano di Lombardia. Ma è già stato ri-arrestato

È durata poco la libertà di Giorgio Saurgnani, il tifoso della Juventus di 28 anni, assicuratore di Romano di Lombardia, arrestato 8 mesi in seguito al derby Toro-Juve del 26 aprile 2015. Il giovane, uscito dal carcere di Torino lunedì in attesa del processo della prossima settimana, è stato ripreso oggi dalla Digos con un nuovo ordine di custodia cautelare. Il nuovo episodio contestatogli è datato 16 gennaio 2015, quando all’autogrill di Settimo Torinese alcuni tifosi della Juve lanciarono una bomba carta in pullman di ultrà veronesi (vuoto di tifosi, eccetto l’autista). L’accusa si somma così a quella per cui il 28enne era già stato dietro le sbarre in questi mesi: poco prima che ad aprile Torino e Juventus scendessero in campo, dal settore ospiti era stata lanciata una bomba carta verso i tifosi granata, undici dei quali erano finiti al Pronto soccorso. La partita era stata interrotta. Il lancio dell’ordigno era stato ripreso dalle telecamere dello stadio e nel giro di poche ore la Digos del capoluogo piemontese si era presentata a Romano per perquisire l’abitazione di Saurgnani. Anche se non c’è un fotogramma che lo incastri, il pubblico ministero è convinto che il 28enne bergamasco abbia partecipato all’azione. A pesare contro di lui, un messaggio inviato a un amico alle 14.52: «Fra poco boom». Saurgnani, che ha ammesso di essersi introdotto nello stadio senza pagare il biglietto, nel 2009 aveva già scontato un daspo di un anno.

4 – Lunedì si sistema il muro di cinta crollato in via Tre Armi. Stop alle auto

Inizieranno lunedì 15 febbraio i lavori di rifacimento del muro crollato in via Tre Armi alcuni mesi fa in seguito a uno smottamento. Dalla prossima settimana e fino al 7 maggio prossimo la viabilità sarà interrotta lungo la strada, sebbene ai residenti sarà concesso il passaggio da via Sant’Alessandro sino all’altezza del civico 9/B, mentre da Largo di Porta Sant’Alessandro per raggiungere il civico 11. Il progetto di ricostruzione della cinta crollata mesi fa è stato approvato nell’estate del 2015, assegnando i lavori alla ditta Baronchelli Costruzioni Generali srl di Milano. Ma il Comune fa sapere che sono in previsione anche altri cantieri, come il consolidamento di altri tratti della cinta muraria e la sistemazione della pavimentazione stradale in via San Vigilio e via Vetta, tutti conclusi – si prevede – entro la fine di giugno. L’intervento su via Tre Armi sarà completato entro l’estate.

5 – Autofficina abusiva: denunciati lavoratori marocchini

Due officine abusive, cinque cittadini extra-comunitari denunciati e venti auto sequestrate. Questo il resoconto di un normale controllo della polizia stradale in un capannone della città, dove è stato appunto rinvenuta l’esistenza di due attività di meccanico d’auto abusive, che svolgevano pure attività di demolizione. All’interno dello stabile c’erano 5 uomini, di cui uno clandestino. Al locatario dell’immobile, un marocchino di 35 anni, oltre alla denuncia per attività di gestione non autorizzata per rifiuti pericolosi è stata comminata anche una multa da 42mila euro. Gli altri marocchini sono stati invece denunciati per esercizio abusivo dell’attività di autofficina, mentre lo pseudo datore di lavoro per somministrazione di lavoro clandestino, e il lavoratore per norme specifiche inerenti la normativa sull’immigrazione. I mezzi presenti all’interno del capannone, circa una ventina, sono stati sequestrati penalmente.

6 – Orio, rallentamenti per incidente. Ferita una donna

Incidente questo pomeriggio sulla strada che collega Bergamo a Orio, in prossimità del rondò per l’aeroporto. Un auto e una motocicletta si sono scontrate appena prima delle 17: ferita in maniera lieve una donna. Inevitabili le ripercussioni dello scontro sul traffico, con rallentamenti lungo la strada che dallo scalo porta verso la città.

 

10 FEBBRAIO

 

1 – Lorenzo Ferrari, medico di base con specializzazione in Medicina termale, vuole aprire un centro di cura a San Pellegrino

Il Corriere della Sera Bergamo riporta il 10 febbraio il progetto di Lorenzo Ferrari, medico di base con specializzazione in Medicina termale: riportare un centro per cure termali a San Pellegrino. Ferrari è il responsabile e il titolare dello stabilimento termale di Cervarezza Terme, piccolo paesino degli Appennini reggiani. Le sue terme curative danno lavoro a 12 persone, erogano 22mila prestazioni l’anno e fatturano 280mila euro. Stando a quanto riportato dal Corriere, Ferrari vorrebbe ampliare la sua attività e starebbe guardando con interesse a San Pellegrino, dove poco più di un anno fa sono state riportate le terme grazie a QC e all’investimento della business company Percassi. Il medico spiega: «Abbiamo svolto delle ricerche. Le ultime terme curative di San Pellegrino hanno chiuso nel 2006 con 300mila euro di fatturato annuo. La nostra intenzione è quella di partire da lì. Pensiamo di poter riuscire ad avere 4mila clienti e 40mila prestazioni l’anno. Non vogliamo scalfire un monumento come le terme di Trescore, ma andare incontro alle esigenze di un bacino d’utenza che copra la provincia dalla Val Brembana fino a Dalmine». L’investimento iniziale sarebbe quantificato in circa 600mila euro e prevederebbe l’adeguamento di uno spazio fornito dal Comune, un contratto di gestione di 20 o 30 anni, l’assunzione di 6 persone e l’apertura tutto l’anno. Secondo Ferrari il progetto potrebbe ben integrarsi con le terme già presenti, che sono soprattutto una spa. L’incognita sarebbe la location, dato che secondo il Corriere il Comune brembano sarebbe interessato alla cosa. L’ipotesi più probabile, al momento, pare Villa Giuseppina: di proprietà di Percassi, il Comune avrebbe individuato in questa struttura la perfetta location per le terme pensate da Ferrari. In cambio, il Comune sarebbe disposto a dare a Percassi l’Hotel Vetta. Un “baratto” che potrebbe fare felici tutti secondo il Corriere. Diversi incontri tra le tre parti si sarebbero già svolti.

2 – Rientra l’allarme smog a Bergamo, si possono riaccendere stufe e caminetti

La mattina di mercoledì 10 febbraio, il Comune di Bergamo ha revocato l’ordinanza di limitazione dell’uso degli impianti termici in città che aveva emanato il 2 febbraio scorso dopo diversi giorni di livelli di Pm10 oltre il limite imposto di 50 microgrammi al metro cubo. La decisione è stata presa dopo aver preso in considerazione le precipitazioni e più in generale le condizioni meteorologiche dalla giornata di giovedì 4 febbraio, che hanno consentito ai livelli del Pm10 di rientrare nei limiti di legge.

3 – Il caso Stefano Rho finisce il Parlamento. Intanto il prof ha presentato ricorso

La mattina di mercoledì 10 febbraio, il professore di filosofia bergamasco Stefano Rho ha presentato ricorso contro il suo licenziamento alla Cancelleria del Tribunale di Bergamo presso il giudice del Lavoro. Come spiega L’Eco di Bergamo, si è scelto di seguire la procedura Fornero, quindi il giudice fisserà con decreto l’udienza entro 40 giorni, che decorrono dal giorno del deposito del ricorso. Il caso, come oramai è noto, è diventato di rilevanza nazionale e sono sempre di più le voci che si alzano in coro per chiedere il reintegro del professore, licenziato per la dichiarazione non veritiera circa i propri precedenti penali sul modulo della presa di servizio, dove non si ricordò di segnalare una “condanna” di 11 anni fa per aver fatto la pipì in un cespuglio ad Averara. A tal riguardo, si segnala che lo stesso mercoledì 10 febbraio i deputati del Pd Antonio Misiani, Giovanni Sanga, Elena Carnevali, Beppe Guerini e Daniela Gasparini hanno presentato un’interrogazione parlamentare sul tema. Misiani ha spiegato: «È un passo indispensabile per sollecitare formalmente l’intervento del governo. Il nostro obiettivo è che vengano adottati tutti gli interventi necessari per permettere la reintegrazione del prof. Rho e dei suoi colleghi interessati da analoghi provvedimenti di decadenza ed evitare il riproporsi di sanzioni così assurde e sproporzionate in futuro. Bisogna ricondurre questa vicenda paradossale ad un principio di buon senso: lo Stato deve licenziare i fannulloni e i disonesti, non chi sbaglia in buona fede a compilare un modulo di autocertificazione». L’interrogazione è rivolta ai ministri della Semplificazione e Pubblica Amministrazione, dell’Istruzione, Università e Ricerca e dell’Economia e delle Finanze e ricostruisce le tappe della vicenda, tenendo conto anche dei casi analoghi (circa cinquanta) registrati nella provincia di Bergamo.

4 – Un caso simile fa ben sperare Rho

Intanto a far ben sperare Stefano Rho e chi lo sostiene nella sua “battaglia”, c’è un caso simile, conclusosi proprio in questi giorni con un esito positivo. Protagonista, come riporta Bergamonews, un docente di chimica in servizio in un istituto tecnico della Provincia. Nel settembre del 2015 il professore, prima di entrare in servizio, autodichiarò alla dirigenza scolastica «di non aver mai riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di sicurezza e di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi scritti dal Casellario giudiziario ai sensi delle vigente normativa». Esattamente come fece il prof Rho. La scuola, come da procedura, fece richiesta alla procura di Bergamo di poter consultare il Casellario giudiziario, dal quale emersero non una semplice sanzione amministrativa come nel caso di Rho, ma un decreto penale e un patteggiamento della condanna (con una pena pecuniaria di 730 euro), risalenti al 2006 al 2009, per non aver pagato gli alimenti alla moglie dopo il divorzio. Inizia così l’iter giudiziario, con tanto di licenziamento del professore. Il caso finisce nelle mani del pubblico ministero Giancarlo Mancusi. Il pm, una volta valutate le due condanne a carico e aver ritenuto i reati di lieve entità, lo scorso 16 novembre ha deciso di chiedere al giudice l’archiviazione per «la non punibilità per particolare tenuità dell’offesa». Ora è il giudice del Tribunale di Bergamo a dover decidere se accogliere la richiesta avanzata dal pm. Ma intanto il professore è ancora dietro la sua cattedra.

5 – La polemica (poco comprensibile) sulle raccomandate tra Provincia e Prefettura

La sede della Provincia di Bergamo dista circa 5 metri da quella della Prefettura. Entrambe si trovano allo stesso piano dello stesso palazzo di via Tasso. Eppure, per un motivo poco chiaro al consigliere provinciale della Lega Nord Luca Serughetti, le due si scambiano raccomandate, con conseguente spreco di tempo e denaro pubblico. La denuncia arriva dal profilo Facebook del politico leghista: «Prefettura e Provincia, nonostante siano semplicemente due diverse porte sullo stesso piano, riescono a scriversi tramite il sistema postale con inutili costi e ulteriori lungaggini. Lo ha ammesso il presidente Rossi, rispondendo all’interpellanza del gruppo Lega Nord sui debiti mai saldati dalla prefettura. Il conto è astronomico e si parla di circa 967.000 euro mai saldati. La soluzione levantina, nonostante se ne parli da quasi 2 anni, è stata inviare finalmente una raccomandata al dirimpettaio abusivo che sta di fronte all’ingresso della presidenza quando sarebbe bastata una pec certificata o una semplice consegna a mano con ricevuta. La raccomandata è riuscita a percorrere 8 km per fare il tour al centro di smistamento di Bergamo e tornare di nuovo in via Tasso per entrare nella porta a fianco di Rossi. Incredibile ma vero».

Peccato che l’iter seguito da Rossi, e dunque dalla Provincia, è proprio quello previsto dalla legge perché la procedura sia ritenuta corretta e vada a buon fine. È lo stesso Rossi a spiegarlo prima in un intervento al Consiglio di martedì 9 febbraio, poi con un post su Facebook: «C’è chi si indigna, chi ne fa una questione di burocrazia, chi pensa di aver trovato la notizia dell’anno. La verità è molto più semplice, che finora si è solo parlato, e noi vogliamo invece fare sul serio e riportare a Bergamo le risorse che ci spettano relativamente agli affitti arretrati da parte dello Stato. Una battaglia di buon senso e di giustizia. Ora, visto che la legge prevede espressamente che la forma per far scattare i tempi della possibile conciliazione e in seguito le vie legali siano quelli di una raccomandata (non altri mezzi), noi abbiamo fatto semplicemente quello che doveva essere fatto. In diritto le forme non sono libere. Occorre, a pena di inefficacia, usare le forme previste dal codice civile. In questo caso è richiesta la raccomandata. Di pec, promesse e impegni verbali è pieno il mondo. E chi fin qui ha pensato di saltare la presunta burocrazia non solo ha fatto perdere tempo ai bergamaschi, ma ha dimostrato che l’unico interesse era quello di andare sui giornali per sparare contro il Prefetto e fare propaganda. A noi non interessano le battaglie contro qualcuno, bensì risolvere i problemi. Per questo, pur capendo che la vicenda possa suscitare qualche perplessità, la vera notizia è che finora si è parlato, e invece ora abbiamo deciso di agire».

6 – Neonato morto poco dopo il parto a Spirano, indagati per infanticidio i genitori

Selva Tagliati, 36 anni, e il suo compagno Andrea Mastinu, di 34 anni, sono indagati per infanticidio. Sono infatti i genitori che la notte tra sabato 6 e domenica 7 febbraio hanno visto morire, nella loro abitazione di Spirano, il neonato che la 36enne aveva appena dato alla luce. I due, genitori già di due bambine di 3 e 4 anni, avevano deciso, anche per il loro terzo figlio, di partorire in casa. Ma qualcosa è andato storto e il piccolo, purtroppo, è morto. Il feto è stato sequestrato dalle forze dell’ordine (così come la placenta) e il sostituto procuratore Davide Palmieri ha nominato un medico legale, affinché compia giovedì 11 febbraio l’autopsia sul corpo del piccolo. L’apertura del fascicolo di indagine per infanticidio e l’inserimento dei genitori nel registro degli indagati pare essere più un passaggio formale che altro: ciò, infatti, permette agli inquirenti di compiere ulteriori indagini e offre la possibilità ai genitori di nominare un perito di parte che assista all’autopsia, che si terrà all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Stando alla ricostruzione dei fatti fino ad ora compiuta dalle forze dell’ordine, Selva Tagliati avrebbe partorito in camera da letto assistita dal marito. Il bimbo però, secondo le dichiarazioni dello stesso Mastinu, sarebbe nato podalico e questo ha complicato le cose al punto tale da provocare la morte del piccolo. Selva Tagliati non ha riportato conseguenze ed è stata dimessa domenica pomeriggio.

7 – Il ministro Andrea Orlando ha deciso di procedere per terrorismo contro i due siriani fermati a Orio a metà novembre

I due siriani fermati all’aeroporto di Orio il 18 novembre scorso mentre cercavano di imbarcarsi su un volo diretto a Malta in possesso di documenti falsi dovranno vedersela con un’accusa pesantissima: terrorismo. Nei giorni successivi all’arresto, infatti, si è saputo che sui loro cellulari c’erano delle foto legate al mondo dell’Isis. Ora, sul tavolo del procuratore generale di Brescia, è arrivata la lettera con cui il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, chiede di procedere per terrorismo. Il più giovane dei due, che ha solo 16 anni, si trova al carcere Beccaria di Milano dopo che il pm della procura dei minori, Simonetta Bellaviti, ha chiesto e ottenuto dal gip Laura D’Urbino un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’interrogatorio di garanzia si terrà giovedì 11 febbraio. Intanto l’età del ragazzo rimane un rebus: sul passaporto falso risultava avere 19 anni; dalla radiografia effettuata all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo dopo l’arresto, 15 anni e mezzo. Poi il fratello ha portato in questura il passaporto vero (forse), da cui risulta che il giovane ha 17 anni. per fare chiarezza è stato disposto un esame approfondito a Milano, il cui responso è in arrivo. Intanto il caso rimane di competenza della procura dei minori. Diversa invece la situazione per l’altro uomo fermato insieme al giovane, Alali Faowaz, su cui gravavano già accuse decisamente pesanti. Sul suo telefonino, infatti, erano state rinvenute più foto legate all’Isis, tra cui anche una sua, che lo ritraeva in divisa della polizia stradale dell’Isis. Interrogato per 5 ore dal pm e poi dal gip Enza Maccora, Faowaz aveva ammesso: «Ho lavorato per il Califfato, ma perché costretto». Poi, secondo la sua versione, avrebbe deciso di scappare dopo essere stato condannato a cento frustate per corruzione. Ma, secondo il medico che l’ha visitato, non ci sono cicatrici che lo confermano.

8 – Albano, domani l’autopsia sul corpo di Bentoglio. Indagati 10 medici

Mario Bentoglio è morto venerdì 5 febbraio in un letto dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, dove era stato ricoverato il giorno precedente dopo una brutta caduta avvenuta nel piazzale dell’azienda del figlio e causata da una lastra di ghiaccio. Il magistrato vuole vederci chiaro e ha disposto, per giovedì 11 febbraio, l’autopsia sul corpo dell’uomo, che il 17 febbraio avrebbe compiuto 80 anni. La decisione serve per verificare il corretto funzionamento della macchina dei soccorsi dopo che una delle figlie di Bentoglio aveva dichiarato nei giorni scorsi: «Mio padre era cosciente, poi pian piano si è spento sul piazzale». Per questo sul registro degli indagati sono finiti 10 medici, tutti indagati per omicidio colposo. Nove sono del Papa Giovanni, uno dell’automedica che è intervenuta sul luogo dell’infortunio. Un atto dovuto, dicono dalla procura, per consentire ai sanitari che si sono occupati del paziente di nominare un consulente durante l’autopsia.

9 – Il tramtrain non si fermerà solo al Papa Giovanni, ma anche al Bolognini di Seriate

Il deputato bergamasco del Pd Giovanni Sanga ha annunciato che il tramtrain da Montello a Ponte San Pietro non prevederà soltanto la fermata all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, ma una anche all’ospedale Bolognini di Seriate. La presentazione ufficiale avverrà venerdì 12 febbraio, proprio a Seriate, quando al fianco di Sanga ci sarà anche Giorgio Botti, direttore commerciale ed esercizio Area Nord Italia di Rfi (Rete ferroviaria italiana). Obiettivo dell’incontro: entrare nei dettagli del progetto dell’infrastruttura che, grazie al coinvolgimento di più livelli istituzionali (Regione, Provincia e governo), è stato tolto dai cassetti, dove giaceva dal 1990, e rimesso al centro dell’impegno politico. Il progetto prevede anche la riqualificazione dell’area, senza ampliarne i perimetri e quindi senza ulteriore consumo di suolo, favorendo l’uso del trasporto pubblico e a costo zero per il Comune. Rfi ha già dichiarato la fattibilità e il ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio si è fatto portavoce dell’impegno del governo a trovare 18 milioni di euro per finanziare il raddoppio della tratta, che costerà in tutto 40 milioni di euro.

10 – Il grazie di un ragazzo a coloro che, in un normale pomeriggio a Oriocenter, si sono fermati a prestare soccorso a suo padre

L’Eco di Bergamo ha pubblicato, mercoledì 10 febbraio, il messaggio di un ragazzo di Mirko, che ha voluto dire grazie a coloro che, in un normale pomeriggio a Oriocenter, si sono fermati a prestare soccorso a suo padre, colto da malore. «Mi chiamo Mirko e desidero chiedere di pubblicare questo messaggio per ringraziare pubblicamente le persone che martedì pomeriggio hanno soccorso ed aiutato i miei genitori in difficoltà» racconta il giovane. «Li ringrazio di cuore per la grande umanità che hanno dimostrato e per la pazienza nel capire lo stato d’animo della mia mamma sotto choc – continua il messaggio -. Ringrazio il ragazzo di colore che ha chiamato i soccorsi e la coppia di signori che hanno, spendendo il loro tempo, aspettato mio zio per ritirare la macchina di mio padre mentre veniva portato in ambulanza in pronto soccorso. È bello sapere di poter contare ancora su tanta gente di cuore» conclude Mirko.

 

9 FEBBRAIO

 

1 – Il Bocia, con una lettera pubblicata su Facebook da “Sostieni la Curva”, ringrazia tutti coloro che lo stanno sostenendo

Da giorni la pagina Facebook “Sostieni la Curva“, voce virtuale della Curva Nord atalantina, sta pubblicando foto di striscioni di altre tifoserie a sostegno di Claudio Galimberti, meglio noto come il Bocia, storico capo ultrà atalantino nei cui confronti la Procura di Bergamo ha chiesto la scorsa settimana un provvedimento di sorveglianza speciale perché ritenuto un soggetto pericoloso. Una richiesta molto discussa (e discutibile), alla quale si sta ancora attendendo una risposta. Intanto, dopo le foto degli striscioni e le testimonianze scritte di solidarietà nei suoi confronti (alcune anche di personaggi noti del mondo atalantino e non come Pierpaolo Marino e Xavier Jacobelli), è stato lo stesso Bocia a parlare. Non amando la tecnologia, l’ha fatto attraverso carta e penna. Una lettera, poi pubblicata da “Sostieni la Curva”, in cui il capo ultrà ringrazia di cuore tutti coloro che hanno dimostrato e stanno dimostrando ancora oggi solidarietà nei suoi confronti, in particolare tifoserie rivali e non. Di seguito il testo integrale della lettera:

 

COL CUORE IN GOLA!!!Odio fisbuk e non mi piace la tecnologia che purtroppo attanaglia le nostre menti e il mondo…

Pubblicato da Sostieni la Curva su Martedì 9 febbraio 2016

 

COL CUORE IN GOLA!!!

Odio fisbuk e non mi piace la tecnologia che purtroppo attanaglia le nostre menti e il mondo ultras brutalmente. Impossibilitato nel farlo personalmente, tramite Sostieni la Curva voglio ringraziare sentitamente tutti quei Gruppi ultras rivali e non, di molte curve d’Italia che hanno voluto testimoniare la propria solidarietà nei miei confronti. Nel vedere tutta questa partecipazione, che mi onora, approfitto e mi permetto di ribadire dopo e continui anni di lotta… CHE IL VALORE E IL RISPETTO ALL’AVVERSARIO DEVONO VALERE ANCORA DI PIU’ DI QUALSIASI COSA NEL NOSTRO MONDO ULTRAS.

MONDO FATTO DI CODICI NON SCRITTI MA SACRI!!!

Le rivalità calcistiche e campanilistiche in alcuni casi sfociano in odio e questo perché qualcuno SI È VENDUTO L’ANIMA!

Ognuno ha la sua storia da raccontare e da vivere. Basta volerle vivere e saranno sempre storie vere, frutto di una grande antica tradizione VISSUTA CON PASSIONE!

DALLA SERIE A ALLA 1° CATEGORIA È DIMOSTRATO, L’ULTRAS NON HA CATEGORIA!!!

Col pensiero ai nostri Amici arrestati e ancora in carcere.

Lunga vita…

Claudio Bocia
Curva Nord Atalanta

2 – Il licenziamento del professore Stefano Rho, rimpallo di responsabilità. La Corte dei Conti: «Non c’entriamo»

Forse nessuno si aspettava tanto clamore e di certo nessuno si aspettava di dover fornire una giustificazione, ma ora che il caso del licenziamento del professor Stefano Rho è diventato un caso nazionale, si cerca di capire chi sia stato a decidere di lasciare a casa l’insegnante bergamasco, reo di non aver dichiarato, in fase di assunzione, che 11 anni fa era stato “condannato” per essere stato beccato mentre, con un amico, urinava in un cespuglio ad Averara. Dopo la grande manifestazione di solidarietà al professore, tenutasi a Bergamo sabato 6 febbraio, a cui hanno partecipato circa 400 persone tra studenti, genitori di questi e insegnanti, ancora non è chiaro da chi sia arrivata la decisione di lasciare a casa Rho, attualmente in servizio al liceo Falcone di Bergamo. L’8 febbraio, attraverso un comunicato diffuso attraverso il proprio sito istituzionale, ha fatto sapere che «in merito a notizie diffuse da taluni organi di informazione relative all’insegnante Stefano Rho, licenziato per falsa auto dichiarazione, l’Ufficio stampa segnala che la Corte dei Conti non ha mai ricevuto, e quindi valutato, atti relativi al caso». Pronta la risposta dell’Ufficio scolastico di Bergamo: chiaro che i giudici contabili non ne sanno nulla, visto che la Corte non si è pronunciata caso per caso (una cinquantina i dipendenti della scuola bergamasca licenziati) ma i licenziamenti sono partiti solo dopo la deliberazione della sezione regionale di controllo per la Lombardia della Corte del 26 marzo, depositata il 30 marzo 2015. Il mistero rimane.

3 – Caso Stefano Rho, studenti e Provincia chiedono l’intervento di Mattarella

 

Il Consiglio Provinciale, dopo la sollecitazioni degli studenti, ha approvato la mozione di solidarietà con il prof. Rho e ha invitato con forza le istituzioni competenti a risolvere i fretta la questione.

Pubblicato da Matteo Rossi – Dentro le idee su Martedì 9 febbraio 2016

 

Intanto, mentre le autorità si rimbalzano le responsabilità per il licenziamento del professor Stefano Rho, il Consiglio Provinciale, martedì 9 febbraio, ha dato il via libera alla mozione di solidarietà nei confronti dell’insegnante bergamasco su sollecitazione dei suoi studenti. Ad annunciarlo è stato nel pomeriggio, su Facebook, il numero uno di via Tasso Matteo Rossi: «Il Consiglio Provinciale, dopo le sollecitazioni degli studenti, ha approvato la mozione di solidarietà con il prof. Rho e ha invitato con forza le istituzioni competenti a risolvere in fretta la questione». Nella mozione si chiede che la Provincia si attivi immediatamente per chiedere la revoca del provvedimento di licenziamento «in quanto sproporzionato alle contestazioni mosse e per chiedere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella un intervento urgente in merito».

4 – Morti sospette all’ospedale di Piario, le autopsie sui corpi riesumati la prossima settimana

Martedì 9 febbraio, il pm Carmen Pugliese ha conferito gli incarichi al pool di esperti, i quali la prossima settimana compiranno i necessari esami per fare chiarezza su 5 morti sospette avvenute l’anno scorso all’ospedale di Piario. Le autopsia saranno effettuate tutte la prossima settimana, molto probabilmente lo stesso giorno e all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. A compiere gli esami saranno i due anatomopatologi Francesco De Ferrari e Andrea Verzeletti, del dipartimento di Medicina legale di Brescia, e il tossicologo Angelo Groppi, dell’Istituto di Medicina legale di Pavia. Teoricamente la Procura avrebbe voluto compiere le autopsie già tra mercoledì 10 e giovedì 11 febbraio, ma molto probabilmente il tutto sarà posticipato di qualche giorno. Questo perché gli 11 indagati (l’infermiera Anna Rinelli per omicidio preterintenzionale e altri 10, tra medici e colleghi della donna, per concorso in omicidio) devono ancora nominare dei periti, i quali assisteranno a loro volta alle autopsie. Anche in base alle loro esigenze saranno quindi programmati i test. Se dalle autopsie si rintracciasse il Valium, il numero delle salme da riesumare potrebbe aumentare coinvolgendo altri pazienti degli 89 le cui cartelle cliniche sono state sequestrate dai carabinieri.

5 – Smog, i sindaci danno l’ok: dopo 20 giorni di valori oltre il limite, stop al traffico

Il Tavolo al quale hanno partecipato circa 50 sindaci dei 111 Comuni della Bergamasca appartenenti all’Area critica 1 e 2 hanno dato l’ok definitivo alla serie di interventi che scatteranno quando le polveri sottili supereranno i limiti imposti (di 50 microgrammi per metro cubo) per 20 giorni consecutivi. La decisione è stata presa a maggioranza e prevede l’estensione del divieto di circolazione degli Euro 0, 1 e 2 diesel ed Euro 0 benzina anche il fine settimana, la riduzione di 20 chilometri orari dei limiti di velocità vigenti su tutte le strade e il blocco totale del traffico che scatta la domenica successiva ai 20 giorni di sforamento dei limiti. Questa fase è detta “Emergenza livello 2”. Il livello 1 scatta dopo 7 giorni di limiti superati e prevede limiti meno stringenti: riduzione temperatura edifici pubblici e privati da 20° a 19° e contestuale riduzione a 12 ore del periodo di funzionamento degli impianti.; obbligo di chiusura delle porte di edifici privati; il divieto di utilizzo di fuochi d’artificio; il divieto di uso della legna/pellet come vettore di riscaldamento (se si dispone di altra fonte di riscaldamento) a prescindere dal rendimento dell’impianto; l’aumento dei controlli per contrastare anche l’accensione dei fuochi all’aperto. Sia per il livello 1 che per il livello 2 di emergenza smog, il Comune di Bergamo potrà applicare ulteriori provvedimenti più restrittivi sul proprio territorio.

6 – Neonato morto a Spirano, la Procura ha aperto un fascicolo d’indagine per infanticidio. Giovedì l’autopsia

In relazione al caso del neonato morto in casa a Spirano dopo che la mamma, la 36enne Selva Tagliati, aveva deciso di partorire tra le mura domestiche (così come già aveva fatto con le sue due precedenti figlie, oggi di 3 e 4 anni), il pm Davide Palmieri ha deciso di aprire un fascicolo d’indagine per infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale e ha incaricato dell’autopsia un medico legale di Pavia, l’anatomopatologa Yao Chen. L’esame si terrà giovedì 11 febbraio all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Il dramma si è consumato nella notte tra sabato 6 domenica 7 febbraio, in un appartamento dell’Aler di via Fiume, dove la donna vive da circa tre anni. La gravidanza era ormai al termine e nella notte sono cominciate le contrazioni. Secondo la ricostruzione fino ad ora effettuata dagli inquirenti, la donna si trovava in camera da letto quando ha dato alla luce il bambino, ma il padre ha subito capito che qualcosa non andava: il piccolo, infatti, non respirava. L’uomo ha quindi chiamato il 112. Quando i soccorritori (con loro anche una pattuglia dei Carabinieri di Treviglio) sono arrivati nell’appartamento, il neonato era già morto. Per ulteriori accertamenti, sia la madre che il corpo del piccolo sono stati trasportati all’ospedale di Treviglio, dove sia la placenta sia il feto sono stati sequestrati per compiere ulteriori indagini. La donna è stata dimessa poco dopo dato che le sue condizioni di salute sono buone. Sia lei che il suo compagno sono stati interrogati dagli inquirenti e, secondo indiscrezioni, non sono trapelate informazioni tali da far pensare a un omicidio. Sia sul bimbo che sulla madre non sono stati riscontrati segni di violenza.

7 – Caso del cantiere di via San Fermo, ora la Comunità islamica bergamasca prova a cederlo. Intanto il Comune è netto: «Lì non si può costruire né una moschea, né un centro culturale»

Continua a far discutere il caso del cantiere in via San Fermo a Bergamo, l’area dell’ex concessionaria che, si è scoperto, era stata acquistata dalla Cib, la Comunità islamica bergamasca, guidata da Imad El Joulani, l’ex presidente del Centro culturale islamico di via Cenisio ora guidato da Mohamed Saleh. L’edificio era stato acquistato grazie a un finanziamento della Qatar Charity Foundation teso a realizzare un «centro polifunzionale» e non una moschea, come continua a ripetere El Joulani. Il progetto è però stato bloccato da un sequestro amministrativo e una gran mole di polemiche. Proprio quel finanziamento è al centro di una denuncia presentata da via Cenisio e dall’Ucoii (Unione comunità islamiche, a cui il Centro islamico è affiliato), perché quei fondi «El Joulani li ha presi facendo credere che sarebbero andati a noi, ma noi non sapevamo nulla dell’equivoco», ribadisce Saleh. Anche Palazzo Frizzoni è stato spiazzato dalla situazione: l’interlocutore del Comune per la realizzazione di una moschea in città è sempre stato, infatti, il Centro di via Cenisio. Ora, secondo quanto riferito da L’Eco di Bergamo, la TechnoCib, la srl della Comunità islamica di El Joulani, starebbe vagliando una cessione della struttura di via San Fermo. Intanto il Comune ha incontrato i vertici della Comunità islamica bergamasca attraverso gli assessori Giacomo Angeloni, delegato alla questione moschea, e Francesco Valesini, all’Edilizia privata, i quali hanno commentato: «L’incontro è stato puramente tecnico. Abbiamo ribadito con forza che in quell’area non è possibile realizzare neppure un centro culturale e la ferma posizione del Comune: ogni loro atto sarà passato al setaccio, alla prima non conformità si procederà di conseguenza».

8 – 36enne bergamasco costretto a restare in carcere perché la madre si rifiuta di accoglierlo a casa per i domiciliari

Il giudice Ilaria Sanesi, l’8 febbraio, aveva deciso che un bergamasco di 36 anni, tossicodipendente, con una sfilza di precedenti e tre condanne per evasione dagli arresti domiciliari, finito a processo per direttissima per il furto di caramelle, bibite e patatine avvenuto in un bar di Stezzano, sarebbe potuto uscire dal carcere e andare ai domiciliari. Peccato che la madre dell’uomo si sia rifiutata di accoglierlo nuovamente a casa. Ascoltata durante l’udienza, la donna è scoppiata a piangere e ha dichiarato: «Non me la sento». Il 36enne, quindi, è stato riportato nella cella del carcere dia via Gleno. In aula, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha convalidato l’arresto e, davanti al rifiuto della madre di accoglierlo in casa, non ha potuto fare altro che disporre nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere.

9 – Astino, arriva la firma anche dalla Regione. Piano di rilancio da 12 milioni di euro

La Regione Lombardia ha aderito l’8 febbraio all’accordo di programma sul rilancio del complesso di Astino. La decisione è arrivata con una delibera della Giunta approvata su proposta del governatore Roberto Maroni e dell’assessore regionale all’Ambiente Claudia Terzi. L’accordo è stato sottoscritto dal Comune di Bergamo con la Provincia, il Parco dei Colli, la Fondazione Mia Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo e la Società Valle d’Astino Srl e non prevede oneri per la Regione. L’operazione, infatti, grava interamente sulla Mia, per un ammontare complessivo di circa 12 milioni di euro. La firma della Regione rappresenta soltanto una spinta in più alla realizzazione del progetto. Nell’accordo è previsto il completamento del restauro dell’intero complesso, ma anche la realizzazione della scuola di Alta Formazione per la cucina. Ora che la firma della Regione è arrivata, entro 10 giorni si convocherà il primo tavolo tecnico dove si deciderà il futuro di Astino. Il futuro di Astino è già scritto nell’accordo di programma di cui fanno parte la fondazione, il Comune, la Provincia, il Parco dei Colli e, ora, anche la Regione.

10 – Con Christo in arrivo, il sito Iseolake si rifà il look

L’8 febbraio, nella sala consigliare del Comune di Iseo, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del nuovo sito iseolake.info, una sorta di grande aggregatore di notizie, informazioni, eventi e curiosità dei paesi del Sebino. Punto d’incontro tra sponda bresciana e sponda bergamasca del lago, il sito sarà il nuovo biglietto da vista del turismo locale. La decisione di rifarlo in questo avvio di 2016 non è casuale: a giugno, infatti, sul lago d’Iseo arriverà Christo con la sua grande passerella artistica che unirà Sulzano a Montisola. Un’opera che attirerà numerosi turisti da tutto il mondo, tanto che il Sebino è stato inserito nella top ten delle destinazioni più ambite d’Europa anche da siti stranieri quali il Daily Mail. Riccardo Venchiarutti, Sindaco del comune di Iseo e presidente dell’AGT lago d’Iseo e Franciacorta, come riporta Bergamonews, ha spiegato: «Il sito turistico ufficiale del Sebino si presenta con una nuova veste grafica completamente rinnovata e un’organizzazione di contenuti più funzionale e intuitiva. L’obiettivo è offrire agli utenti uno strumento di facile utilizzo e soprattutto un portale unico ed ufficiale capace di canalizzare al meglio le innumerevoli risorse del lago». Per chi volesse ulteriori informazioni, oltre che visitare il sito, potrà trovare un grande stand del lago alla borsa italiana del turismo a Milano.

 

8 FEBBRAIO

 

1 – Bambino di 10 anni cade dal bob a Ponte di Legno. Trasportato d’urgenza al Papa Giovanni

Il pomeriggio di domenica 7 febbraio, a Ponte di Legno, un bambino di 10 anni è rimasto vittima di un brutto incidente mentre si divertiva a bordo di un bob. Il piccolo ha perso il controllo del mezzo e, dopo essersi capovolto più volte, è andato a sbattere contro un alto cumulo di neve. L’impatto è stato violento e si è reso necessario l’intervento degli uomini del Soccorso Alpino. Inizialmente trasportato a Esine, le sue condizioni gravi hanno reso necessario il trasferimento del bambino all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, dove si trova tuttora. I medici gli hanno diagnosticato lesioni a milza e fegato e una costola potrebbe avergli perforato un polmone. Le sue condizioni sono considerate gravi, ma fortunatamente non è in pericolo di vita.

2 – A Lugano è morto il principe Alfonso Paar, dal 2002 cittadino onorario di Parre

È morto a Lugano il principe Alfonso Venceslao Paar, cittadino onorario di Parre sin dal 2002. Il legame della casata con il Comune della Val Seriana ha antiche radici e lo stesso nome Paar deriva proprio da Parre. La stirpe dei Paar deriva dalla famiglia Belli-Boni di Casnigo che, nel 1170, assunsero il titolo di Baroni dal Kaiser Federico I, ricevendo l’investitura del feudo e del castello di Parre, già residenza della famiglia. Per questo presero il nome dal paese. La casata di discendenza parrese ebbe un ruolo significativo in campo postale: i Paar sono stati per l’Impero Asburgico l’equivalente dei Von Taxis (i Tasso di Cornello) in Germania. Nell’agosto 2013 c’è stato l’ultimo incontro del principe con la comunità di Parre. I funerali del principe si terranno martedì 9 febbraio nella Chiesa di Santa Maria degli Angioli a Lugano.

3 – L’Università di Bergamo in controtendenza rispetto alle altre d’Italia: entrate in crescita dello 0,6%

Sorride l’Università degli Studi di Bergamo, l’unica insieme ad altre quattro in tutta Italia ad aver visto dal 2010 al 2014 crescere le proprie entrate. Uno 0,6 percento lieve, ma che conta molto se si considera che, mediamente, gli altri atenei italiani hanno perso il 14,2 percento. Come riporta Bergamonews, l’ateneo bergamasco è riuscito a incassare 80,4 milioni di euro nel 2014, tra contributi studenteschi, fondo di finanziamento ordinario, trasferimenti statali per borse di studio e altre entrate, effettuando pagamenti per 70,5 milioni, anche questo dato in crescita del 9,2 percento rapportato al 2010. Sebbene gli 80,4 milioni incassati da Bergamo siano la cifra più bassa in tutta la Lombardia, è anche l’unica a vedere un segno più se si considera che la Statale di Milano ha perso il 7 percento, Milano Bicocca l’8,4 percento, il Politecnico il 3,1 percento e Brescia addirittura il 20,7 percento. Oltre a Bergamo, gli unici atenei a livello nazionale che hanno migliorato la propria posizione dal 2010 al 2014 sono stati la Federico II di Napoli (+0,8 percento), la Stranieri di Siena(+11 percento) e l’università di Trento (+50,7 percento).

4 – Dramma a Spirano: 36enne vuole partorire in casa ma il piccolo non ce l’ha fatta

Selva Tagliati, 36enne di Spirano, voleva partorire in casa, proprio come aveva già fatto con le sue due bambine di 3 e 4 anni. Ma stavolta le cose non sono filate lisce: nella notte tra sabato 6 e domenica 7 febbraio, nel suo appartamento dell’Aler di via Fiume, la donna è stata costretta a chiamare il 118 perché durante il parto qualcosa è andato storto. Giunti sul posto, i soccorritori hanno trovato il neonato già morto. Un momento di gioia si è così trasformato in un drammatico lutto. Il corpo del bambino e la 36enne sono stati comunque trasportati all’ospedale di Treviglio, dove si è deciso di sequestrare sia la placenta sia il feto, sul quale il magistrato ha disposto l’autopsia per fare chiarezza sulle cause della morte e per stabilire se sia nato vivo e sia morto dopo pochi istanti dopo o se sia nato già morto.

5 – Carenza di personale al Tribunale di Bergamo, il ministro apre un gruppo di lavoro

Il deputato bergamasco del Pd Antonio Misiani ha reso noto lunedì 8 febbraio che «il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha deciso di insediare uno specifico gruppo di lavoro riguardante la Corte di Appello di Brescia, di cui fa parte il Tribunale di Bergamo», per discutere della carenza di personale amministrativo del Tribunale di Bergamo, che sfiora ormai il 40 percento della pianta organica. L’obiettivo è dare una prima risposta concreta alla carenza di personale amministrativo in attesa dell’entrata in servizio delle unità aggiuntive (4mila in tutta Italia) che il Ministero assumerà nel prossimo biennio. Un piccolo passo nella giusta direzione, lo definisce Misiani. Non della stessa opinione il deputato bergamasco di Forza Italia Gregorio Fontana: «La risposta del ministro della Giustizia Orlando in merito alla carenza di personale amministrativo del Tribunale di Bergamo è ridicola e offensiva e perfettamente in linea con le promesse generiche e imprecise fatte dal vice di Alfano sui problemi degli organici delle forze dell’ordine sabato o sul fatto che il governo sia moroso da tre anni delle rate dell’affitto della Prefettura. Questo atteggiamento la dice lunga sul grado di attenzione che il governo ha per i problemi della provincia di Bergamo. Proporre una commissione per studiare problemi che sono ben noti a tutti, è una beffa che il ministro Orlando ci avrebbe potuto risparmiare e che risulta inaccettabile persino nel periodo di carnevale. La situazione al Tribunale di Bergamo è ormai insostenibile. Il problema deriva dalla mancanza del turn over. In altre parole, chi va in pensione o si trasferisce, non viene sostituito. Il ministro della Giustizia dice di avere promosso nuove assunzioni. Ma è la solita politica dell’annuncio e delle slides, portata su scala locale. Queste nuove assunzioni sono il frutto dei meccanismi di mobilità. Insomma, si tratta di personale non specializzato, che, per una serie di ragioni facilmente immaginabili (si pensi solo ai processi di formazione e addestramento), sarà operativo solo tra qualche anno. Nel frattempo, il Tribunale di Bergamo resterà in affanno, con conseguenze pesantissime per i cittadini e per tutto il territorio».

6 – Tragico incidente a Filago: 31enne egiziano morto dopo essere stato tamponato mentre tornava da lavoro in bici

Ahmed Gadun, 31enne di origini egiziana, è tragicamente deceduto alle 4 della mattina di domenica 7 febbraio mentre, in bicicletta, tornava a casa dopo il suo turno di lavoro. Gadun stava percorrendo la strada provinciale che porta da Madone a Filago, quando è stato tamponato da un’auto che procedeva nella stessa direzione. Alla guida del veicolo un 35enne di Madone, rimasto sotto choc dopo l’incidente. I soccorritori giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di Gadun. I Carabinieri stanno ora indagando sulle cause dell’incidente.

7 – La Provincia chiede 2 milioni di euro di arretrati al Viminale

La Provincia di Bergamo, negli scorsi giorni, ha inviato una raccomandata indirizzata a Roma, precisamente al Viminale, dando un mese di tempo per trovare finalmente un punto d’incontro sugli affitti arretrati per gli spazi occupati nel palazzo di via Tasso dall’ente governativo. Nel caso in cui ciò non avvenisse, la Provincia «si riterrà libera» di procedere nelle sedi giudiziarie competenti per recuperare il pregresso. In altre parole, la Provincia di Bergamo è decisa a recuperare dal ministero dell’Interno gli oltre 2 milioni di euro che le sono dovuti per i canoni arretrati relativi agli affitti delle stanze della Prefettura in via Tasso e la caserma dei vigili del fuoco di via Codussi. Una scelta quasi obbligata quella di Matteo Rossi, anche perché la Provincia «sta lavorando per garantire nel bilancio i servizi essenziali», e che « ci apprestiamo a pagare alle imprese bergamasche tutti i nostri debiti fino al mese di dicembre».

8 – Restauro della Carrara, si cercano mecenati per la barchessa di destra

AAA cercasi sponsor per il restauro della barchessa di destra dell’Accademia Carrara, l’unica parte dell’edificio rimasta fuori dal rinnovamento della pinacoteca. I lavori sono stati inseriti nel Piano delle opere pubbliche, ma per accelerare la loro realizzazione serve qualcuno disposto a versare l’intero ammontare richiesto, o comunque buona parte di esso. Nel complesso, si tratterebbe di un finanziamento da ben 1 milione di euro. Sebbene la cifra sia cospicua, il cosiddetto Art Bonus potrebbe favorire la ricerca: si tratta di uno strumento che favorisce le erogazioni a sostegno del patrimonio culturale pubblico, già utilizzato per raccogliere fondi per il restauro del teatro Donizetti e dell’ex convento del Carmine, e che offre la possibilità al donatore, nell’arco di 3 anni, di detrarre dalle imposte fino al 65 percento della cifra che donata. Intanto non è ancora chiara la destinazione dei due piani una volta restaurati. L’ipotesi iniziale era di mettere al piano terra la caffetteria-punto ristoro della pinacoteca, servizio ritenuto essenziale, ma non è detto che questo accada. C’è infatti chi ritiene sia meglio posizionare la caffetteria all’esterno della Carrara.

9 – Tragedia ad Albano, il 79enne Mario Bentoglio è morto dopo essere caduto in azienda e aver battuto la testa

Mario Bentoglio, 79enne di Albano Sant’Alessandro, è morto giovedì 4 febbraio dopo essere caduto e aver battuto violentemente la testa per terra nel piazzale esterno dell’azienda del figlio. L’uomo era molto conosciuto in paese, sia come fondatore della Filatura di Albano, sia per il suo impegno politico, essendo stato per un anno anche sindaco di Albano. Bentoglio stava per aprire il cancellone a un corriere, quando è scivolato su una lastra di ghiaccio. Inutile il trasporto immediato all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo: dopo aver lottato tra la vita e la morte, il 79enne è spirato venerdì 5 febbraio, lasciando nel dolore la moglie Enrica e i cinque figli Genoveffa, Liana, Luciana, Samantha e Gian Mario con le rispettive famiglie e i nipoti. Il magistrato ha disposto l’autopsia sul cadavere.

10 – L’appello di Roberto Spreafico: «Venerdì mio padre è stato investito da un’auto in via Zanica. Se qualcuno ha visto qualcosa, contatti la polizia»

Roberto Spreafico ha contattato gli organi di stampa locali per lanciare un appello: il pomeriggio di venerdì 5 febbraio, intorno alle 17.30, suo padre, Oliviero Spreafico, stava percorrendo via Zanica, a Bergamo, a bordo del suo scooter, quando un’utilitaria nera l’ha colpito all’incrocio con via Guidana. Roberto racconta: «L’auto stava svoltando a destra ma ha invaso la corsia opposta e mio padre è finito contro la portiera del conducente». Il padre ha riportato una ferita alla clavicola e gli hanno dato 10 giorni di prognosi. Ma, soprattutto, l’automobilista non si è fermato dopo l’incidente e le forze dell’ordine sono attualmente sulle tracce della persona alla guida: «Lancio un appello ai testimoni perché contattino la polizia locale di Bergamo che sta cercando di risalire all’automobilista».

11 – Intervista di Tentorio a L’Eco di Bergamo, per i suoi 71 anni e «il mio ultimo mandato»

Il 5 gennaio ha compiuto 71 anni. Di questi, ben 45 li ha passati sui banchi di Palazzo Frizzoni: 35 all’opposizione e 10 nella maggioranza (5 come sindaco e 5 come vicesindaco con la Giunta Veneziani). E adesso, in una lunga intervista rilasciata a L’Eco di Bergamo, ammette: «Questo è senz’altro il mio ultimo mandato». Ma fisicamente sta bene, «ho fatto 2mila chilometri in bici lo scorso anno», ci tiene a precisare. Interessante il pensiero di Tentorio rivolto al suo attuale “nemico” politico, il sindaco Giorgio Gori: «Gori ha avuto la fortuna di vedersi sbloccato il patto di stabilità. Noi avevamo il cappio di 100 milioni di euro bloccati a Roma, adesso la legge di stabilità gli ha sbloccato i primi 20-30 milioni. Gli direi che bene ha fatto a finire la cose iniziate da noi (Accademia Carrara, aula magna in Sant’Agostino, Finanza ai Riuniti, parcheggi alla stazione, caserma Montelungo-Colleoni coinvolgendo l’università, Mura come sito Unesco e raccolta fondi Donizetti), ma è ora che inizi a fare qualcosa di suo. Le opere che potrebbe portare a termine prima di fine mandato? Lo stadio e il parcheggio nell’ex gasometro. Per quanto riguarda lo stadio, sono favorevole alla scelta fatta dal sindaco. Certo, era meglio il parco dello sport, però nessuno voleva farlo».

12 – Treviglio, preoccupazione per i soggetti agli arresti domiciliari che evadono: sono in 19

Come riporta Il Giorno, sono 19 i malviventi sottoposti agli arresti domiciliari che, infischiandosene della misura cautelare, evadono per commettere altri reati. Un numero considerevole, che sta creando un certo allarme tra la popolazione. L’ultimo caso in ordine di tempo è quello con protagonista una 37enne croata, arrestata due volte nell’ultimo mese e con una lunga lista di precedenti per furto. Dopo il colpo commesso alla vigilia di Capodanno in una casa di via Correggio, la donna era stata catturata dagli agenti. Dai successivi accertamenti era risultato che la nomade aveva fornito ben 13 diverse identità in precedenti arresti. La donna, però, ha trascorso in cella solo un paio di giorni, per poi essere sottoposta all’obbligo di firma. Misura puntualmente violata pochi giorni dopo, quando gli agenti del commissariato, non vedendola arrivare, si erano recati al suo domicilio, senza trovarla. Da ulteriori indagini era così emerso che nel frattempo la 37enne era stata arrestata a Milano in seguito ad un furto in appartamento, ma di nuovo era stata scarcerata. Il 2 febbraio, finalmente, la ladra è finita in carcere.

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