notizie su bergamo e provincia

Notizie su Bergamo e provincia (30 novembre-5 dicembre 2015)

Notizie su Bergamo e provincia (30 novembre-5 dicembre 2015)
03 Dicembre 2015 ore 12:50

5 DICEMBRE

 

1 – Paura a Levate: sparatoria in centro. Nessun ferito

L’allarme è stato dato alle 12.30 circa di sabato 5 dicembre: in una zona residenziale molto centrale di Levate è scoppiata una sparatoria in cui sarebbero stati coinvolti quattro uomini. A dare l’allarme alcuni residenti di via Fermi, impauriti dagli spari. Sembra che i colpi arrivassero da due vetture, che si sono poi allontanate velocemente: le forze dell’ordine ipotizzano un regolamento di conti tra persone di orini rom. La zona è quella, tra l’altro, della scuola elementare di Levate. Un passante che si trovava in zona ha poi raccontato alle forze dell’ordine di aver visto un proiettile passare a pochissima distanza da lui. Ma sono diversi i testimoni della sparatoria. Gli inquirenti stanno ora indagando per cercare di risalire agli autori dello scontro a fuoco.

2 – Alzano, Annalisa Nowak si dimette da sindaco: «Disgustata dagli attacchi ricevuti. Mi ricandiderò»

Il sindaco di Alzano Lombardo, Annalisa Nowak, ha comunicato in pubblico sabato 5 dicembre le sue dimissioni dall’incarico di primo cittadino. Le dimissioni verranno rassegnate il 15 gennaio 2016. La decisione è stata maturata dalla Nowak in seguito alle continue liti che hanno riguardato, soprattutto nelle ultime settimane, la sua Giunta di centrosinistra, che nel giugno 2014 era riuscita a togliere il Municipio alla Lega, da anni al governo ad Alzano. I problemi si erano creati a causa del venir meno di una linea di governo comune alla lista di maggioranza, “Gente in Comune”, che nei giorni scorsi aveva accusato la Giunta della Nowak di aver perso contatto con il territorio, di essere diventata poco rappresentativa delle diverse sensibilità e istanze locali. La lista aveva dunque chiesto una revisione della Giunta. Alla fine la Nowak ha deciso di lasciare, dichiarando prima di aver «subito attacchi disgustosi e inaccettabili», ma aggiungendo poi: «Sento il dovere, per tutti i cittadini che mi hanno votata, di ricandidarmi alle prossime amministrative con un’altra lista civica».

3 – Pontirolo, incidente coinvolge tre auto. Una donna ferita seriamente

Intorno alle 13 di sabato 5 dicembre, lungo via Bergamo a Pontirolo, tre auto sono rimaste coinvolte in un incidente. Un’Audi si è schiantata con un’altra vettura a un incrocio, quest’ultima s’è ribaltata e ha invaso l’altra corsia, dove ha travolto una 500 che sopraggiungeva dalla direzione opposta. A bordo di questa macchina viaggiava una donna di 57 anni, la quale è rimasta incastrata nelle lamiere del suo mezzo. Una volta estratta dalla vettura dai vigili del fuoco, la 57enne è stata ricoverata al Policlinico San Marco di Zingonia in condizioni serie. Ferito, ma in condizioni che non preoccupano, l’uomo alla guida dell’auto che si è ribaltata.

4 – Un uomo è stato arrestato con l’accusa di essere l’autore del rogo che l’8 novembre distrusse due veicoli a Seriate

I Carabinieri di Seriate hanno arrestato un 47enne di Seriate accusato di essere l’autore del rogo che la sera dell’8 novembre diede fuoco a due veicoli, un’auto e un autocarro, parcheggiati in un parcheggio di Seriate. Le indagini hanno accertato che l’obiettivo dell’azione fosse il titolare del furgone, un tunisino. Il motivo della ripicca sarebbe un banale litigio intercorso con il presunto piromane pochi giorni prima, riconducibile al rifiuto dell’operaio tunisino di acquistare due stereo ritenuti di dubbia provenienza. Gli investigatori hanno anche acquisito delle immagini di una telecamera di sorveglianza ubicata nelle immediate adiacenze, che ritrae il 47enne mentre effettua un primo sopralluogo e successivamente incendia il veicolo parcheggiato.

5 – 82enne cade sulla pista da sci a Valtorta. È grave

Un uomo di 82 anni è stato ricoverato all’ospedale di Bergamo in codice rosso dopo essere caduto mentre sciava sulle piste di Valtorta. L’incidente è avvenuto sabato 5 dicembre, nella mattinata. Per portare i primi soccorsi all’uomo e poi trasportarlo all’ospedale è dovuto intervenire l’elisoccorso. Le sue condizioni sono gravi.

6 – Processo a Bossetti, i Ris consegnano l’integrazione alla consulenza sul Dna: 1.300 pagine di analisi

Venerdì 4 dicembre, al Tribunale di Bergamo, è stata depositata l’integrazione alla consulenza sul Dna che era stata disposta nell’udienza del 13 novembre dalla Corte d’Assise, presieduta dal giudice Antonella Bertoja, su sollecitazione della difesa di Massimo Bossetti, l’uomo accusato di essere l’assassino di Yara Gambirasio. 1.300 pagine di analisi tecniche realizzate dai Ris di Parma che testimonierebbero le conferme ottenute in laboratorio riguardo alla validità scientifica del Dna di Ignoto 1, poi risultato appartenere al carpentiere di Mapello. Una questione tecnica importante, perché proprio consultando questa grande mole di documenti la difesa potrà valutare l’effettiva validità dei test compiuti e, dunque, capire come muoversi nelle prossime udienze.

7 – Omicidio di Vaprio, fermati i complici dell’albanese ucciso da Francesco Sicignano

I Carabinieri di Monza avrebbero fermato tre albanesi considerati i complici (sicuramente sono suoi amici) di Gjergi Gjonj, il ladro 22enne ucciso il 20 ottobre con un colpo di pistola da Francesco Sicignano a Vaprio d’Adda. Antonio Pastore, il pm di Milano che sta seguendo il caso, sta ora compiendo tutti gli accertamenti per chiarire se, effettivamente, i tre erano presenti la sera in cui Gjonj è stato ucciso. Sicuramente sono però accusati di aver compiuto ben 6 furti in appartamento tra l’8 e il 16 novembre. Le forze dell’ordine sono riuscite a fermarli grazie a diverse intercettazioni telefoniche, in cui i tre albanesi parlavano frequentemente anche di Gjonj: da qui l’ipotesi di un collegamento tra loro e il ragazzo ucciso a Vaprio. I tre sono stati fermati mentre si trovavano in un locale di Canonica d’Adda e i furti li avrebbero compiuti a Trezzano sul Naviglio (Milano, ma confinante con la provincia di Bergamo), Mozzo, Boltiere, Curno, Fara Gera d’Adda e Pontirolo.

8 – Dopo la polemica sul doping, parla Migidio Bourifa, l’atleta della Val Seriana accusato di aver eluso dei controlli: «Colpa del Coni»

Il Corriere della Sera Bergamo ha intervistato Migidio Bourifa, 46enne marocchino che vive da anni ad Albino e che nel proprio palmarès vanta quattro titoli italiani nella maratona. Il motivo è semplice: Bourifa è tra i 26 rappresentanti dell’atletica italiana accusati di aver eluso i controlli dell’antidoping e ora al centro dell’infamante accusa di essere quindi dopati. Ma Bourifa non ci sta e fornisce la sua versione dei fatti: «Come mi sento? Da un lato quanto è stato detto e scritto da alcuni giornali mi ha fatto arrabbiare, visto che in tanti hanno forzato titoli e ingigantito una situazione che, di fatto, non vede atleti positivi; dall’altro le parole del presidente del Coni Malagò mi hanno fatto piacere: ha preso le parti degli atleti, ammettendo anche errori e leggerezze da parte del Comitato, ma confermando che il doping non centra nulla. Però va detto che bastava un po’ più di premura e non saremmo stati trascinati nel fango. Negli anni di cui stiamo parlando (dal 2010 al 2012, ndr), il sistema informatico era farraginoso, inefficiente: si doveva aggiornare ogni tre mesi il proprio calendario via mail o tramite fax e spesso le comunicazioni non andavano a buon fine per caselle di posta piene o fax fuori uso. Noi atleti saremo anche stati approssimativi, ma è il Coni ad aver fatto la frittata. Quello che mi ha dato più fastidio è essere stato accusato di eludere i controlli, non solo di mancato aggiornamento del calendario delle reperibilità: eludere un controllo è una cosa grave; significa dare informazioni false o mentire sulla tua posizione. E non mi risulta di averlo fatto».

9 – Omicidio di Zingonia: 100mila euro al papà del giovane marocchino per convincerlo a confessare?

L’ipotesi è di quelle gravi: 100mila consegnati al padre in Marocco per convincere il giovane di 15 anni a confessare l’omicidio. È l’ipotesi che hanno formulato le forze dell’ordine dopo aver ascoltato diverse testimonianze e aver ricostruito la vicenda dell’omicidio di Mohamed El Khouman, 36 anni, il marocchino vittima di un agguato insieme al fratello alla metà di novembre a piazza Affari, Zingonia. Ad aver confessato l’assassinio dell’uomo è stato un giovane marocchino di 15 anni (la conferma sulla sua età è in corso di accertamento), ma dalle testimonianze, del ferito e dei familiari, e dalle indagini sarebbe emersa un’altra verità. Il ragazzino c’entra, ma non era solo. Da qui l’arresto dei fratelli Mouhsin, Sahli e Imad Dahak, di 21, 31 e 28 anni, marocchini con base negli appartamenti di piazza Affari, scena del delitto. Come racconta il Corriere della Sera Bergamo, il dubbio della confessione pagata contribuisce al contesto «affatto rassicurante per l’acquisizione e genuinità della prova», scrive il gip Marina Cavalleri nell’ordinanza con cui dispone il carcere. E trova «supporto indiretto» in una telefonata che Mouhsin riceve dal Marocco il 18 novembre, a mezzanotte e mezza. Nella conversazione parlano del ragazzo e «ribadiscono la volontà di non lasciarlo solo, considerandolo un fratello». Di quei soldi non c’è traccia, bisognerebbe indagare in Marocco. L’ipotesi emerge dalle testimonianze dei familiari della vittima. iI pm e il comandante provinciale Biagio Storniolo spiegano: «Due ore dopo l’omicidio sapevamo chi erano grazie alla conoscenza del territorio dei carabinieri della locale caserma, per altro a pochi metri dal luogo del delitto, segno della spregiudicatezza degli aggressori. Ma si erano resi irreperibili».

10 – Calcio, coppia ubriaca parcheggia l’auto sui binari. Traffico ferroviario in tilt

Una coppia di Calcio, lei 26enne del posto e lui appena 17enne di origine balcanica, nella notte tra giovedì 3 e venerdì 4 dicembre, a causa di qualche bicchiere di troppo e una fitta nebbia, hanno scambiato i binari della ferrovia per un posto appartato in cui scambiarsi qualche dolce effusione. Il problema è che a causa del loro amore, il traffico ferroviario della tratta Milano-Venezia, la mattina di venerdì 4 dicembre, è andato in tilt. Per rimuovere il mezzo è servita quasi un’ora e intanto i primi treni regionali dei pendolari sono stati cancellati e i tre successivi hanno riportato più di 30 minuti di ritardo. La circolazione è tornata normale solo dalle 6.45.

11 – Natale: l’Atb propone agevolazioni per favorire l’accessibilità al centro e in Città Alta con i mezzi pubblici

In occasione delle feste di Natale, Atb propone, a partire da sabato 5 dicembre, una serie di agevolazioni mirate a favorire l’accessibilità al centro e in Città Alta con i mezzi pubblici. Tra le varie iniziative, il biglietto natalizio giornaliero al costo di 2,50 euro e valido fino al 6 gennaio nella zona urbana, per la funicolare e per il tram. Altra iniziativa è il trenino turistico Gulliberg, gratuito e attivo dalle 14 alle 19 del sabato, che consentirà di fare un giro tra le vie del centro. Nelle domeniche sarà invece attiva, dalle 14 alle 19.30, una navetta (con frequenza di 20 minuti) che collegherà il parcheggio della Croce Rossa di via Broseta con la stazione inferiore della Funicolare. Infine, domenica 13 dicembre, dalle 14 alle 19.30, in occasione di Santa Lucia il centro sarà chiuso al traffico e sarà quindi attivata una navetta che collegherà la Fiera e il centro. Il centro sarò chiuso alle auto anche martedì 8 e domenica 20, dalle 10 alle 19.

 

4 DICEMBRE

 

1 – Emanuela Daffra è il nuovo direttore dell’Accademia Carrara

Emanuela Daffra è stata scelta come nuovo direttore dell’Accademia Carrara. La Daffra arriva da Brera, dove attualmente si occupa della tutela dei beni storici artistici di Bergamo e delle sue Valli. Per il posto alla Carrara ha avuto la meglio su altri 4 candidati: Sandrina Bandera, allieva di Mina Gregori e a lungo soprintendente e direttore della Pinacoteca di Brera; Giuliana Ericani, fino a ottobre direttrice del Museo civico di Bassano del Grappa; Maria Cristina Rodeschini, che giocava “in casa”; Andrea Di Lorenzo, conservatore del milanese Poldi Pezzoli. Nata a Milano nel 1960, Emanuela Daffra si è laureata in Storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Pavia e ha conseguito il perfezionamento presso l’Università Cattolica di Milano. Sulla scelta a favore di Emanuela Daffra ha influito la sua idea, esposta nel progetto presentato per la candidatura, per il futuro sviluppo della pinacoteca. Secondo Daffra, l’Accademia Carrara deve puntare sull’accesso alla cultura come diritto impostato sulla ricerca, la conservazione, l’educazione e la comunicazione. L’Accademia Carrara dovrà affermare sempre più la propria identità a livello locale, nazionale e internazionale. Il nuovo direttore assumerà le sue funzioni intorno alla metà di gennaio 2016. L’incarico avrà la durata di 4 anni e potrà essere confermato.

2 – Ragazzo di 21 anni si schianta con la sua auto contro il cancello del santuario di Caravaggio. È grave

Nella notte fra giovedì 3 e venerdì 4 dicembre, un ragazzo di 21 anni si è schiantato con la sua auto contro il cancello di Santa Maria del Fonte al santuario di Caravaggio. L’incidente è avvenuto nel cuore della notte e le cause sono ancora da accertare. Lo schianto contro la cancellata è stato molto violento e il giovane è rimasto incastrato fra le lamiere dell’auto. Per liberarlo sono dovuti intervenire i vigili del fuoco ma le sue condizioni sono parse subito gravi. Secondo i medici dell’ospedale in cui è stato ricoverato, però, non sarebbe in pericolo di vita. Gli inquirenti hanno chiesto alcuni test per valutare se il 21enne fosse ubriaco o sotto l’effetto di stupefacenti.

3 – Omicidio di Zingonia, arrestati anche tre fratelli

I carabinieri che indagano sull’omicidio di Mohamed El Khouman, il marocchino di 30 anni ucciso con diversi fendenti inflitti con un falcetto a metà novembre dietro piazza Affari a Zingonia, hanno fermato tre fratelli in aggiunta al 15enne che si era assunto l’intera responsabilità dell’omicidio. I fermati sono tre marocchini di 21, 28 e 31 anni e sono tutti accusati di aver preso parte all’agguato ai fratelli El Khouman in cui è morto Mohamed. I tre fuggitivi, tutti pregiudicati, erano irreperibili dall’11 novembre: sono stati rintracciati e catturati nel tardo pomeriggio di giovedì 3 dicembre a Dovera, in provincia di Cremona, e a Villa d’Adda. Dopo l’arresto sono state effettuate diverse perquisizioni a Zingonia, nelle quali i carabinieri hanno trovato e sequestrato un machete e un coltello sui quali verranno effettuati accertamenti da parte del Ris di Parma per stabilire se si tratti dell’arma del delitto, ancora sconosciuta. I tre fratelli dovranno anche rispondere di porto abusivo di pistole, sciabole e machete.

4 – È lo studio italo-spagnolo Barozzi/Veiga ed essersi aggiudicato il bando internazionale per il progetto di riqualificazione della Montelungo

Alle 12 di venerdì 4 dicembre, presso l’ex Convento di San Francesco, è stato annunciato il progetto vincente del bando internazionale per la riqualificazione dell’ex caserma Montelungo. A trionfare tra le 5 archistar in gioco è stato lo studio Barozzi/Veiga, composto da due giovani architetti considerati gli astri nascenti del settore e in grado di raccogliere consensi e successi un po’ in tutta Europa. Assai indicativa la figura di Fabrizio Barozzi, italianissimo di Rovereto e vero e proprio figlio della cosiddetta “generazione Erasmus”, visto che la sua brillante carriera ha spiccato il volo proprio grazie a un Erasmus a Siviglia. Laureatosi a Venezia e dopo una breve tappa a Parigi, proprio a Siviglia inizia a lavorare con Guillermo Vazquez Consuegra. Qui conosce il collega catalano Alberto Veiga, con cui nel 2004 apre l’Estudio Barozzi Veiga, che oggi conta ben 18 collaboratori (oltre ai due soci fondatori). Il loro successo, come spiega Barozzi, l’hanno costruito proprio sui concorsi: «Quando abbiamo fondato lo studio facevamo 6 concorsi all’anno, ora molti meno: investiamo 4-5 mesi per preparare un concorso, li consideriamo una cosa molto seria. Quest’anno abbiamo partecipato solo a due gare. Ma tutti i nostri incarichi sono frutto di concorsi». Non a caso erano considerati tra i favoriti per la vittoria del bando.

5 – Pietro Vedovati, 80enne di Viana di Nembro, muore 24 ore dopo un incidente a Cene. I medici dicevano che non era grave

Pietro Vedovati, 80enne residente a Viana di Nembro, mercoledì 2 dicembre era rimasto vittima di un incidente a Cene: per cause ancora non chiare, l’auto su cui guidava l’anziano si era andata a schiantare contro un muro che costeggiava la carreggiata. Le condizioni di Vedovati, però, non sembravano preoccupanti, tanto che è stato ricoverato all’ospedale di Alzano Lombardo per dei semplici accertamenti e nulla più. Qualche ora dopo però, nella notte tra mercoledì e giovedì, Vedovati è morto nel suo letto d’ospedale. Data la particolarità del caso, il magistrato ha disposto un’autopsia per indagare sulle cause che hanno portato l’80enne alla morte. Solo dopo l’esito dell’autopsia e con il benestare del magistrato la famiglia potrà celebrare i funerali, fissati intanto per sabato 5 dicembre alle 15.

6 – Nuovo colpo di scena nel caso dei due siriani fermati a Orio: il più giovane non ha 19 anni, bensì solo 15 e mezzo

Continuano ad esserci colpi di scena nel caso dei due siriani fermati a Orio perché in possesso di documenti falsi a metà novembre. Dopo che Alali Faowaz, 30enne, è stato accusato di terrorismo, si scopre che il giovane che era in sua compagnia, Hazm Alhag, non ha 19 anni come ha sempre affermato, ma solamente 15 anni e mezzo. A rivelarlo alle forze dell’ordine è stato il fratello del ragazzino, il quale dopo aver appreso della sua carcerazione, è partito da Malta e si è presentato alla polizia di Bergamo, mostrando una copia di un passaporto (a suo dire vero, questa volta) del giovane fermato. Il documento attestava che Hazm è minorenne. Il procuratore capo di Bergamo, Gianluigi Dettori, ha preferito disporre una radiografia del giovane per capire se quel che afferma il sedicente fratello sia vero o sia solo un modo per anticipare la scarcerazione di Hazm. Ma anche l’esame ha confermato che la vera età del giovane siriano è di circa 15 anni. A fronte dell’esito dell’accertamento, il giudice Maria Luisa Mazzola, che si sta occupando del processo a carico dei due siriani, ha pronunciato per il primo una sentenza di incompetenza, trasmettendo gli atti al Tribunale per i minori di Brescia. Hazm è stato dunque trasferito dal carcere di via Gleno a un centro di accoglienza per minorenni.

7 – Calcio, traffico ferroviario in tilt per colpa di un’auto “parcheggiata” sui binari

La mattina di venerdì 4 dicembre, la Rfi è stata costretta a sospendere la circolazione ferroviaria, dalle 5.50 alle 6.45, sulla tratta Milano-Brescia a causa di un’auto “parcheggiata” praticamente sui binari nei pressi della stazione di Calcio. Coinvolti 6 treni regionali, tre dei quali hanno registrato ritardi fino a mezz’ora mentre gli altri tre sono stati invece cancellati.

8 – Ztl in città, presto 13 nuove telecamere

Entro l’estate 2016, presso i varchi d’ingresso a Città Alta saranno posizionate ben 13 nuove telecamere. Nessuna nuova zona a traffico limitato a Bergamo, ma solo una misura per rendere più efficace l’attività di controllo da parte del Comune, attività che spesso ha peccato negli ultimi tempi, a causa di malfunzionamenti delle tecnologie ora presenti o dell’impossibilità dei vigili di controllare tutte le auto che passavano per Città Alta. Il Comune di Bergamo ha dato incarico ad Atb per indire la gara con cui verrà individuata l’azienda che si occuperà di fornire, installare e fare manutenzione sulla strumentazione. Il sistema dovrebbe essere attivo per l’estate 2016. Come spiega L’Eco di Bergamo, la gara (che prevede fornitura, posa in opera, messa in servizio e manutenzione per 36 mesi del sistema) chiude il 29 dicembre con costo base a 431mila euro per il primo lotto, cioè le 13 telecamere. È previsto poi un secondo lotto (197mila euro, con ammontare totale della gara di 628mila euro) per altre 6 telecamere, per le quali però non c’è ancora una collocazione, scelta che da Atb spiegano come preventiva, per evitare di dover costruire un secondo bando gemello (con tutto ciò che ne consegue) per future telecamere. Tra le volontà già espresse dall’amministrazione c’è infatti anche l’accensione degli occhi elettronici tra Largo Belotti, via Tasso e il Sentierone.

9 – Gori difende la sua “squadra” dalle critiche di Tentorio

Ha fatto molto discutere l’intervista rilasciata dall’ex sindaco di Bergamo, Franco Tentorio, al Corriere della Sera Bergamo, in cui ha dichiarato: «Gori è preparato, ma non ha una grande squadra, salvo poche eccezioni». E non si è dovuto attendere molto perché il primo cittadino Giorgio Gori rispondesse alle critiche del suo predecessore. L’ha fatto a margine del tavolo della Giunta, che si è riunita nel pomeriggio di mercoledì 2 dicembre: «Rispetto il punto di vista di Tentorio, per molti versi diverso dal mio. L’unico punto su cui non concordo affatto è il giudizio sulla mia giunta, ingeneroso e inutilmente sprezzante. Sono molto soddisfatto dei miei assessori che, a differenza di quelli su cui poteva contare Tentorio, formano una squadra molto coesa».

10 – «Non volevo portare il velo, mio marito mi ha accoltellato»: la tragica testimonianza nel processo contro il marito 59enne

Il fatto risale all’anno passato e arriva dalla provincia di Bergamo. A raccontare la sua tragica storia è una 50enne che nel pomeriggio di giovedì 3 dicembre ha deciso di testimoniare, in aula, contro il marito 59enne, accusato di tentato omicidio nei suo confronti. «Ero allo specchio, mi stavo preparando per andare a lavoro, quando ho sentito una coltellata alla schiena, vicino al polmone – racconta la donna ai giudici -. Mi sono girata, e il padre dei miei figli mi ha colpito alla pancia e poi ancora al petto. Avevamo litigi frequenti, soprattutto da quando lui si era avvicinato di più alla moschea e voleva fare la figura del buon musulmano: voleva che anche io mettessi il velo e che mi comportassi come una moglie musulmana. Io sono nata musulmana, ma non sono mai stata molto praticante: mi ha conosciuto così e voglio restare così, lo trovo giusto. Preferisco farmi uccidere che vivere una vita come vuole lui». La donna entra poi nei particolari dell’aggressione, avvenuta la mattina del 13 dicembre 2014: «Dovevo andare al lavoro, quando mio marito mi ha chiesto un rapporto sessuale. Gli ho detto di no, che dovevo andare. Lui era già alterato e prima mi ha detto che non ci sarei andata. Poi si è allontanato verso la cucina. Ho tirato un sospiro di sollievo e ho continuato a prepararmi: l’ho sentito chiudere la porta a chiave, ma non ho dato peso alla cosa. Quando però mi ha raggiunto in camera ho sentito la coltellata: mi sono girata, aveva un grosso coltello in mano e mi ha colpito ancora. Mentre mi colpiva, un vicino di casa ha cominciato a picchiare alla porta. Alla fine il padre dei miei figli è andato ad aprire: l’ho seguito e sono scappata fuori. È stata la seconda volta che quel vicino mi ha salvato la vita: era già successo un paio di mesi prima, e pensare che io appena lo salutavo».

11 – Albino, niente riscaldamento a scuola. In classe ci sono appena 14°C

Da diverso tempo si registrano disagi all’istituto comprensivo di Comenduno, ma anche in altri della zona. In totale sono stati coinvolti nella situazione ben 1.500 alunni fra i 3 e i 14 anni, tutti rimasti in aula… al freddo. La giornata più dura è stata quella del 25 novembre, quando nelle aule si è registrata la temperatura di appena 14°C. La causa del disagio è molto semplice: era finito il cippato, il legno tritato che si usa per produrre calore. Veronica Migani, la direttrice dell’istituto comprensivo di Comenduno di Albino, spiega però che i disagi sono all’ordine del giorno: «oOni volta hanno motivazioni diverse. Magari il riscaldamento va per qualche ora, poi non funziona, oppure non raggiunge le temperature minime. Va avanti così da fine ottobre». All’origine del disservizio c’è la gestione del calore affidata dal Comune a una società esterna, con la quale l’amministrazione Terzi è ormai ai ferri corti. L’assessore ai Lavori pubblici Cristiano Coltura conferma che «le segnalazioni dei disservizi sono diffuse, non riguardano solo l’istituto comprensivo di Comenduno, ma anche altre scuole del territorio. Per questo ci siamo attivati con la società che gestisce il calore».

12 – Songavazzo, Cerete, Rovetta, Fino del Monte e Onore, nel 2017, potrebbero fondersi in un unico Comune

I colloqui sono iniziati 2 anni fa, ma ora pare proprio che 5 Comuni della Val Seriana siano pronti a dare il via all’iter per proporre la fusione tre loro per far nascere un unico nuovo grande Comune. Si tratta di Songavazzo, Cerete, Rovetta, Onore e Fino del Monte, i quali sono intenzionati a sottoporre il progetto ai rispettivi cittadini per poi eventualmente iniziare il cammino verso l’unione. Come spiega Bergamonews, la forza del progetto sta nell’unità di intenti dei cinque sindaci: Cinzia Locatelli, primo cittadino di Cerete; Matteo Oprandi, di Fino del Monte; Angela Schiavi, di Onore; Stefano Savoldelli, di Rovetta; e Giuliano Covelli, di Songavazzo, i quali avanzano compatti e da qui a febbraio 2016 riuniranno per ben 9 volte in assemblee pubbliche la popolazione, per un importante confronto. L’istanza di fusione dovrà essere portato sulle scrivanie della Regione entro il marzo 2016 e poi, entro luglio, si stabilirà il giorno in cui i cittadini dovranno andare al voto, probabilmente tra l’ottobre e il novembre 2016. Qualora alle urne dovesse vincere il “sì”, un commissario prefettizio coadiuvato dai cinque sindaci traghetterà le amministrazioni sino alla tornata elettorale dell’aprile-maggio 2017, quando verrà scelto il sindaco del nuovo Comune unico, il cui nome verrà deciso dai cittadini stessi tra una rosa di tre proposte. Nascerebbe quindi una realtà di 8.840 abitanti, estesa su 67,6 chilometri quadrati, più grande di Clusone e di Castione della Presolana, in cui tutti i centri abitati si troverebbero in un raggio di 2 chilometri e mezzo.

 

3 DICEMBRE

 

1 – Italcementi, firmato l’accordo: cassa integrazione di 20 mesi per 430 lavoratori. 

Al Ministero del Lavoro è stato raggiunto l’accordo con il gruppo Italcementi sul ricorso alla Cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione. L’intesa prevede 20 mesi di Cassa, dal 1 febbraio 2016 al 23 Settembre 2017, per un totale di 430 lavoratori. Un ulteriore accordo, che interessa 108 lavoratori, è stato sottoscritto per cessata attività dei siti di Scafa e Monselice. Il ricorso alla Cigs per riorganizzazione, con rotazione sui profili professionali fungibili, riguarda 250 lavoratori della sede, 25 della sede commerciale di Milano, 10 per lo stabilimento di Calusco d’Adda, 5 per lo stabilimento di Rezzato, 10 per lo stabilimento di Colleferro, 5 per lo stabilimento di Matera, 26 Sarche , 37 per lo stabilimento di Salerno, 42 per quello di Castrovillari, 10 per quello di  Satmazai e 10 per quello di Isola delle femmine. Si è definito anche un accordo che prevede la protezione sociale dei Lavoratori con delle misure di sostegno al reddito implementandole rispetto all’impostazione dell’attuale piano sociale in essere. Le parti hanno sottoscritto congiuntamente un impegno a richiedere al governo, quando sarà insediata l’apposita commissione, l’applicazione dell’art. 42 della legge n. 148/2015 per il ricorso agli ammortizzatori sociali per gli anni 2017 e 2018.

L’accordo di oggi conclude una fase di dialettica sindacale molto elevata che ha impedito all’azienda di dichiarare la cessata attività produttiva nei siti di Sarche, Castrovillari e Salerno, facendole rientrare nel perimetro complessivo del gruppo, riducendo il ricorso alla CIGS dagli annunciati 765 Lavoratori dall’azienda agli attuali 430 definiti con il coordinamento delle RSU. L’accordo, inoltre, serve a gestire con il minor impatto sociale possibile l’attuale fase di transizione proprietaria in atto nel gruppo. A marzo 2016 le parti si confronteranno per valutare il processo di razionalizzazione delle funzioni del gruppo a partire dalla sede di Bergamo. Nei prossimi giorni si svolgeranno le assemblee nei luoghi di lavoro per confrontarsi con i Lavoratori.

2 – Guardia di Finanza nelle sedi di Iw Bank, banca online del gruppo Ubi

Milano, Varese, Brescia. Queste le sedi di Iw Bank, banca online del gruppo Ubi, perquisite questa mattina dalla Guardia di Finanza, su richiesta del pm di Milano Elio Ramondini. Riporta Ansa che è in corso un’inchiesta relativi ad alcuni dipendenti della banca, indagati per reati tra cui riciclaggio e autoriciclaggio. Non ci sarebbe però alcun legame tra questa indagine e quelle che in precedenza hanno riguardato Ubi Banca, condotte dalla Procura di Bergamo. A Piazza Affari il titolo Ubi Banca sta cedendo oltre l’1,5%.

3 – Polverone doping sull’atletica: coinvolti anche Vistalli e Bourifa

Il polverone doping investe l’atletica italiana, con il deferimento e la richiesta di due anni di squalifica per 26 atleti, per «elusione, rifiuto e omissione di sottoporsi ai prelievi dei campioni biologici», come richiesto dalla Procura Antidoping della Nado-Italia. Tra gli sportivi coinvolti anche due bergamaschi: il 28enne Marco Vistalli, alzanese specializzato nei 400 metri, e Migidio Bourifa, maratoneta d’origine marocchina ma residente ad Albino. Per tutti gli atleti coinvolti la procura punta il dito contro la mancata reperibilità, che sarebbe stata voluta per eludere i controlli. Così, rischiano di andare incontro a due anni di squalifica, come prevedono le norme dell’antidoping mondiale. A deciderlo sarà il tribunale del Coni, che è verosimile si esprimerà a gennaio: i tempi sono stretti, visto che la prossima estate ci saranno le Olimpiadi di Rio.

4 – Chiusa stasera la Galleria di Montenegrone

Sarà chiusa dalle 20 di questa sera alle 5 di domani mattina la Galleria di Montenegrone, all’interno della quale si dovrà procedere con i lavori di asfaltatura dopo che è stato messo in sicurezza l’impianto antincendio. Di conseguenza, sarà interessato anche il traffico veicolare da e per la Valle Seriana. In direzione Nord sarà deviato allo svincolo di Pedrengo/Torre de’ Roveri verso le strade provinciali 69, 70 e 65 e in direzione Sud allo svincolo di Nembro lungo la Sp 35.

5 – 14enne preso a calci in stazione: si cercano i tre aggressori

Si indaga sull’identità dei tre ragazzini di 16 anni che ieri mattina, attorno alle 8, hanno aggredito un 14enne, nel sottopasso della stazione di Bergamo. Per ora si sa solo che i tre sono di origine nordafricana, stando a quanto ha raccontato la giovane vittima. Che, prima agli insegnanti poi ai genitori, ha ricostruito l’accaduto: stava camminando lungo il sottopasso assieme ad altri compagni per recarsi a scuola, il Natta, quando i tre giovani gli si sono avvicinati. Uno di loro gli ha sferrato un calcio: una volta a terra, il 14enne è stato colpito anche dagli altri due. I suoi amici si sono spaventati e sono scappati, degli altri passanti nessuno ha osato intervenire. La vittima è poi riuscito ad arrivare a scuola dove, in lacrime, ha raccontato l’episodio, per poi essere portato al pronto soccorso delle Cliniche Gavazzeni. In seguito alla denuncia dei genitori, la Polizia Ferroviaria sta cercando i tre aggressori.

6 – Paura a Endine Gaiano, prende fuoco furgone

Momenti di paura questa mattina, attorno alle 10, quando sulla ex-statale 42 del Tonale ha preso fuoco un piccolo camion, all’altezza di Endine Gaiano. Sembra che all’origine delle fiamme ci sia un cortocircuito dell’impianto di refrigerazione del mezzo pesante: l’autista del furgone si è immediatamente fermato, chiamando poi i vigili del fuoco per intervenire. Inevitabili i disagi per la circolazione, con il mezzo fermo a occupare una delle due carreggiate, e molti automobilisti costretti in coda.

7 – Incidente in circonvallazione, caos al rondò del Monterosso

Mattinata difficile sulle strade bergamasche: lo scontro tra due auto ha paralizzato la circonvallazione, con conseguente deviazione del traffico al rondò del Monterosso, verso la Valbrembana: il flusso di auto viene deviato sulla rotonda, per poi scendere di nuovo sulla circonvallazione. Nessuna conseguenza invece per le due macchine coinvolte nell’incidente.

8 – Alta velocità, 40 furti di rame e 500mila euro di danni

40 furti in 11 mesi, per un danno stimato che supera il mezzo milione di euro. Sono le cifre che arrivano dal cantiere dell’Alta Velocità sulla tratta Brescia-Treviglio, letteralmente infiacchita dai numerosi furti di rame. «La continuità e la frequenza di furti dei cavi di rame e dei danneggiamenti sta causando un ingente ed elevato danno economico e, in modo ancora più grave, sta incidendo sui tempi previsti di realizzazione dell’opera ferroviaria», spiega all’Eco Franco Lombardi, presidente del consorzio incaricato della costruzione della linea.

9 – Sfondata vetrina del Game Stop di viale Papa Giovanni

Risveglio amaro per i gestori del Game Stop di viale Papa Giovanni, catena di centri specializzati nella vendita di videogiochi. Nella notte tra mercoledì e giovedì alcuni ignoti hanno sfondato la vetrina del negozio: non è ancora chiaro se si sia trattato di atto di vandalismo o di un tentativo di furto. Sono ancora in corso gli accertamenti degli agenti, oltre al controllo di giacenze e materiale da parte dei titolari della rivenditoria.

10 – Dispersi al Barbellino, salvati dal soccorso alpino

Si è conclusa nel migliore dei modi la disavventura di due giovani escursionisti che, ieri sera, si erano persi mentre salivano sulle pendici del Monte Torena, nella zona del Passo del Serio. I due, un ragazzo e una ragazza, erano parte di un gruppo più ampio proveniente da Trento e Milano, e, forse per la fatica, erano rimasti indietro rispetto ai compagni. I quali, una volta arrivati al Rifugio Curò, hanno fatto partire l’allarme, non vedendo più arrivare i due amici. Sono intervenuti così gli uomini del soccorso alpino, che in un paio d’ore sono riusciti a localizzare e raggiungere i ragazzi, aiutati anche da una lampada frontale indossata dai dispersi. Una volta recuperati, sono stati riaccompagnati a valle senza particolari problemi.

 

2 DICEMBRE

 

1 – Pezzoni ha firmato la lettera di dimissioni, dal 22 dicembre non sarà più sindaco di Treviglio

Alla fine della riunione di Giunta, tenutasi come da 4 anni e mezzo a questa parte la mattina del mercoledì, il 2 dicembre Giuseppe Pezzoni ha firmato la lettera di dimissioni dall’incarico di sindaco di Treviglio. Nel primo pomeriggio il documento è stato depositato e inoltrato al prefetto dal segretario comunale, Antonio Purcaro. Le dimissioni diventeranno irrevocabili ed efficaci solo dalla mezzanotte del 22 dicembre, ovvero tra venti giorni, il tempo previsto per legge per un eventuale ripensamento. Il commissariamento scatterà solo le Pezzoni non cambierà idea e si arriverà alla conferma delle dimissioni. Nei prossimi 20 giorni l’attività amministrativa proseguirà regolarmente, con sindaco e assessori che rimarranno al loro posto ma con potere limitato all’ordinaria amministrazione. Ciò significa che solo per atti urgenti e improrogabili il presidente del Consiglio comunale potrebbe convocare un’eventuale seduta consiliare.

2 – Val Serina, la Provincia ha aperto il cantiere per il nuovo ponte. Sarà pronto in primavera

Proprio oggi, 2 dicembre, ricorre il secondo anniversario della frana che ha bloccato la ex provinciale 27, qualche tornante prima di Serina. Questo mese, però, la Provincia ha finalmente aperto il cantiere per la realizzazione del nuovo ponte, che, se tutto dovesse andare come previsto, sarà finito e aperto al traffico per la primavera del 2016. Il dirigente della Provincia Daniele Sari preferisce però essere cauto: «Alcune operazioni sotto una certa temperatura non possono essere effettuate. Dipenderà da quanto rigido sarà l’inverno».

3 – Ragazzino di 14 anni aggredito nel sottopasso della stazione da una banda di nordafricani

Paura nella mattina di mercoledì 2 dicembre per un ragazzino di 14 anni che stava attraversando il sottopasso della stazione. Mentre si stava recando a scuola, il giovane è stato vittima di un’aggressione a cui, secondo le prime ricostruzioni, avrebbero partecipato 3 o 4 giovani nordafricani. Il 14enne è stato preso a calci e pugni e ha riportato contusioni curabili con una prognosi di 5 giorni. I genitori hanno già provveduto a denunciare il fatto alla Polizia ferroviaria: lungo il sottopasso sono piazzate delle telecamere che potrebbero risultare decisive nell’identificazione degli aggressori.

4 – Netturbino di Osio Sotto in gravi condizioni dopo essere stato investito da un camion guidato da un collega

È stata resa nota oggi la notizia di un assurdo incidente sul lavoro accorso a un netturbino di Osio Sotto che stava lavorando la mattina dell’1 dicembre a Brugherio, in provincia di Monza e Brianza. Il 52enne è stato investito da un collega che ha innestato la retro del camion dei rifiuti senza accorgersi che il suo compagno non era ancora risalito sulla pedana. Le condizioni del 52enne sono subito parse molto gravi ed è stato subito ricoverato all’ospedale San Gerardo di Monza, dove si trova ancora oggi in prognosi riservata.

5 – Caso del ladro ucciso a Vaprio, le analisi del Ris scagionerebbero Sicignano

La versione fornita da Francesco Sicignano, il pensionato residente a Vaprio d’Adda che il 20 ottobre aveva sparato e ucciso un giovane albanese che si era introdotto nella sua abitazione insieme ad alcuni complici per compiere un furto. Sebbene la sua prima versione dei fatti non avesse convinto pienamente la procura, ora le analisi compiute dai Ris di Parma e gli accertamenti del medico legale confermerebbero invece la versione di Sicignano: il pensionato avrebbe realmente sparato al 22enne mentre questo si trovava in casa e solo successivamente il ladro, agonizzante, si sarebbe trascinato sulle scale esterne dell’abitazione. Ciò cambierebbe l’accusa nei confronti dell’uomo, che passerebbe da omicidio a ipotetico eccesso di legittima difesa.

6 – Annalisa Laera, 30enne non vedente, investita in via Giulio Cesare. Si cercano testimoni

La sera di martedì 24 novembre, intorno alle 21.30, Annalisa Laera, 30enne non vedente, è stata investita in viale Giulio Cesare a Bergamo mentre stava attraversando la strada. Anche il suo cane guida, Holly, è stato travolto da una Panda alla cui guida si trovava una donna neopatentata. Fortunatamente le condizioni della Laera non sono gravi: dopo essere stata ricoverata all’ospedale Gavazzeni, i medici le hanno dato 15 giorni di prognosi, mentre Holly è uscito quasi illeso dall’incidente. C’è però un giallo: mentre la vittima sostiene di aver attraversato sulle strisce pedonali, cosa di cui è certa visto che usa sempre proprio quel passaggio abitando poco lontano e avendo addestrato il suo cane guida a portarla fino a lì, la donna alla guida dell’auto sostiene invece che la non vedente non si trovasse sulle strisce pedonali. Un uomo, giunto sul posto dell’incidente poco dopo, avrebbe confermato agli inquirenti che erano accorsi sul posto che la Laera si trovava sulle strisce pedonali al momento dello schianto, ma è poi andato via senza lasciare né i propri dati né i propri recapiti telefonici. Per questo le forze dell’ordine stanno ora cercando altri testimoni dell’incidente per poter ricostruire la dinamica dei fatti.

7 – Anziano originario della Bergamasca ucciso a bastonate in Canton Ticino. Due arresti

Angelo Falconi, 73enne originario della Bergamasca (i suoi genitori erano rispettivamente di Adrara San Martino e di Foresto Sparso) ma residente a Chiasso, è stato ucciso a bastonate proprio in Canton Ticino, dopo essere stato colpito anche con un’arma da taglio all’addome. La mattina di martedì 1 dicembre, proprio per l’omicidio, le forze dell’ordine elvetiche hanno fermato Pasquale e Mirko Ignorato, 51 e 23 anni, originari di Ercolano, nel Napoletano. La famiglia Ignorato da alcuni anni gestiva il distributore di benzina “Gialmicar” a Chiasso, di cui Falconi era proprietario. Secondo gli inquirenti, all’origine del delitto ci sarebbe proprio l’area di sosta, che si trova in corso San Gottardo, la strada principale di Chiasso. Pare che gli Ignorato non pagassero da tempo l’affitto a Falconi, il quale aveva avviato una procedura di pignoramento e successivo sfratto. L’udienza era in programma proprio questa settimana.

8 – Resta in fin di vita la 22enne senegalese investita il 21 novembre a Robbiate

Restano gravissime le condizioni di Soda, una giovane ragazza senegalese di 22 anni che nel tardo pomeriggio del 21 novembre fu investita a Robbiate, in provincia di Lecco e che è stata trovata e soccorsa solamente la mattina seguente. La giovane si trova ancora ricoverata all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, dove i medici, nonostante abbiano parlato di qualche miglioramento, hanno deciso di non sciogliere ancora la prognosi. Soda resta, purtroppo, in pericolo di vita. Accusato di aver investito la giovane e di essere fuggito è un 44enne brianzolo che quella sera si trovava alla guida del suo camper. L’uomo ha dichiarato di aver urtato un cartellone pubblicitario, ma la versione non convince gli inquirenti. Intanto, come spiega Bergamonews, le indagini hanno portato le forze dell’ordine a compiere anche alcuni accertamenti sul titolare dell’azienda in cui lavorava la 22enne: sebbene Soda sia risultata essere regolarmente assunta, durante i controlli si sarebbe appurata la presenza di ben 16 lavoratori privi di regolare contratto di assunzione sui 21 totali e sarebbero state riscontrate violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Il titolare dell’azienda, un 43enne cittadino romeno residente in provincia di Bergamo, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Lecco.

9 – Nafta nel Morla, la versione di Palazzo Frizzoni

La mattina di martedì 1 dicembre, in seguito a diverse segnalazioni, si è scoperto che a causa di un guasto nel serbatoio del gasolio per il riscaldamento di una palazzina, una grande quantità di nafta aveva invado il Morla, rendendolo completamente nero e emettendo un forte olezzo in tutte le zone circostanti. A conclusione dell’intervento dei vigili del fuoco, Palazzo Frizzoni ha comunicato che «sono stati posti in essere tutti gli interventi di contenimento della contaminazione in situazione di emergenza». Gli interventi compiuti sono stati: «La chiusura delle paratie da parte del Consorzio di Bonifica dalle ore 10:15 all’altezza dei Molini Moretti; la costruzione di argine con materiale d’alveo da parte dei vigili del fuoco nella zona prospiciente lo scarico nel Torrente Morla (all’altezza del civico n. 7 di Via Suardi) con sbarramento aggiuntivo mediante panne e barriere oleoassorbenti; la creazione di uno sbarramento mediante panne assorbenti all’altezza del ponte di Via Borgo Palazzo; la creazione di uno sbarramento mediante panne assorbenti all’altezza della Clinica Gavazzeni; l’intervento di una ditta specializzata per l’aspirazione di parte dello sversamento dalla conduttura in prossimità della cisterna al fine di diminuire il flusso in uscita dallo scarico e l’alloggiamento nel pozzetto di derivazione prossimo alla camera di contenimento della cisterna di idoneo dispositivo atto ad interrompere il flusso principale dello sversamento». Alle 19 dello stesso 1 dicembre, si è tenuto anche un incontro tra Comune, Provincia, Ster e dell’amministratore del condominio responsabile del danno ambientale. Palazzo Frizzoni ha poi precisato: «Nel corso dell’incontro l’amministratore del condominio ha dichiarato che sono state messi in atto e saranno garantiti tutti gli ulteriori interventi di emergenza, messa in sicurezza e bonifica necessari a prevenire ulteriori danni all’ambiente e danni alla salute dei cittadini, dando evidenza dettagliata degli interventi effettuati e dei risultati ottenuti a tutti gli enti interessati. Il Condominio si accollerà tutti gli oneri/spese che dovranno essere sostenute per la completa risoluzione della problematica in tutti i suoi aspetti e, rilevato che sussistono i motivi di assoluta improrogabilità per l’adozione di un provvedimento del sindaco urgente, al fine di scongiurare, nel più breve tempo possibile pericoli per l’igiene e la salute pubblica, si dispone alla cittadinanza di Bergamo il divieto assoluto di utilizzo (pesca, irrigazione e qualunque altro uso) della risorsa idrica del Torrente Morla dalla sorgente dello sversamento in via Suardi n.5/7 fino al tratto all’altezza della Circonvallazione Mugazzone sino alla revoca dell’ordinanza comunale».

10 – 69enne di Nembro condannato a 2 anni e mezzo e 6mila euro di multa per aver rubato una sedia sdraio che «piaceva molto alla donna che stavo frequentando»

L’episodio risale al 28 luglio scorso: un 69enne pensionato di Nembro si era introdotto nel giardino di una villetta e aveva rubato una sdraio di plastica di scarso valore. Ma proprio durante la fuga, l’anziano era stato visto da un testimone, il quale ha tentato di fermare il 69enne ricevendo per tutta risposta un pugna in volto. Poco dopo, però, i Carabinieri hanno raggiunto e fermato il pensionato, il quale è poi finito in manette. Durante gli interrogatori, l’anziano spiegò che si era impossessato della sedia perché piaceva molto alla donna che stava frequentando in quel periodo e di cui era innamorato. Il gup Ciro Iacomino, però, nell’udienza tenutasi l’1 dicembre, non ha valutato questa “attenuante” e ha accolto la richiesta di patteggiamento avanzata dai legali dell’anziano, che è stato così condannato a 2 anni e mezzo di carcere più 6mila euro di multa per rapina impropria. A determinare una sanzione così pesante è stata anche l’aggressione dell’anziano al testimone che aveva cercato di fermarlo.

11 – Loreto e Santa Lucia, investimenti sui quartieri per 4,5 milioni di euro

Buone notizie per i bergamaschi residenti nei quartieri di Loreto e Santa Lucia: oltre all’insediamento dell’Accademia della Guardia di Finanza negli spazi dell’ex ospedale, verranno fatti investimenti per 4,5 milioni di euro in opere pubbliche. Un primo punto del progetto è proprio il collegamento tra i due quartieri, attualmente divisi dalle costruzioni e dai muri perimetrali del vecchio ospedale. Gli ambiti in cui si andrà a lavorare con l’obiettivo di rendere l’area più connessa sono tre: verde, ciclabile e impianti sportivi. Campo Marte verrà trasformato in un parco pubblico da 12mila metri quadri, dove verrà realizzata una struttura polifunzionale per il tempo libero (275 metri quadri) che, insieme alla parziale sistemazione di via Grataroli per 50mila euro, costituirà un’importante premessa a future connessioni con la grande area verde delle piscine Italcementi. Largo Barozzi, invece, sarà investito da un intervento di riqualificazione che riguarderà anche via Statuto e piazzetta Santa Lucia, per circa 950mila euro. Si cercherà infine di creare più spazi pubblici con un intervento da 2,4 milioni di euro.

12 – A Cavernago distrutto l’ennesimo autovelox

In pochi mesi sono già due gli autovelox distrutti a Cavernago, non si sa se da vandali o da qualche auto che li ha involontariamente urtati. Nei giorni scorsi, infatti, uno dei due totem arancioni contenenti i rilevatori di velocità posti lungo la statale 498 è stato gravemente danneggiato. Non è il primo caso di questo tipo nel Comune: l’estate scorsa un’altra colonnina arancione, tra quelle posizionate lungo la provinciale 96 era stato divelto. In quel caso erano chiari gli indizi che legavano l’azione a un atto vandalico, anche in considerazione delle numerose contravvenzioni che erano state fatte nella zona in quel periodo.

 

1 DICEMBRE

 

1 – Secondo Bergamonews, domani, dopo la Giunta, Pezzoni firmerà le dimissioni da sindaco di Treviglio

Finalmente ci sarebbe una data: stando a quanto riportato da Bergamonews, mercoledì 2 dicembre, dopo la Giunta, Beppe Pezzoni firmerà le sue dimissioni da sindaco di Treviglio. Il primo cittadino del Comune della Bassa è stato travolto, lo scorso settembre, dallo scandalo sulla sua laurea falsa, venuto a galla grazie a un’inchiesta dei colleghi del Corriere della Sera Bergamo. In seguito a quell’intervista, attraverso la propria pagina Facebook, Pezzoni aveva ammesso di aver sempre mentito e che, in realtà, non si era mai laureato. Da quel momento le richieste di dimissioni da parte delle opposizioni erano state pressanti, ma il sindaco, in accordo con la sua Giunta e con la Lega, che ha appoggiato fino all’ultimo Pezzoni, ha dichiarato che si sarebbe dimesso soltanto una volta portati a termine tutti i progetti ancora in campo per Treviglio e soltanto dopo aver approvato il bilancio di previsione. La data che i media avevano preso come riferimento è stata allora quella del Consiglio comunale del 26 novembre, in occasione del quale, però, Pezzoni ha dichiarato di non aver mai fissato paletti temporali. Ora, invece, pare proprio che anche il primo cittadino si sia convinto di fare un passo indietro. Nella prossima primavera, in ogni caso, Treviglio sarebbe tornata alle urne per l’elezione del nuovo sindaco.

2 – Guasto a una cisterna in un condominio, gasolio finisce nel Morla

Nella tarda mattina di martedì 1 dicembre, una donna che passeggiava in via Galgario, a Bergamo, ha lanciato l’allarme: il Morla era completamente nero ed emanava un forte olezzo. Poco dopo la stessa segnalazione è giunta anche da via Suardi, nei pressi della Questura. Sono quindi intervenuti i vigili del fuoco che hanno potuto appurare come il Morla fosse stato invaso da una gran quantità di nafta pesante. Dalle verifiche effettuate si tratterebbe di inquinamento causato da un fallo in una cisterna di un condominio della zona. Individuato il problema sono partite le operazioni di pulizia, al fine di evitare ulteriore inquinamento e danni e durate fino al tardo pomeriggio. Sul posto è arrivato anche l’assessore comunale all’Ambiente Leyla Ciagà per prendere visione di quanto accaduto. Come detto, la causa di tutto sarebbe legata al perforamento della cisterna che contiene la nafta per il riscaldamento di un condominio, e da quel buco il carburante si è poi riversato nel torrente, in questo periodo quasi in secca.

3 – Incidente a Bottanuco, due persone ferite

La mattina di martedì 1 dicembre, all’incrocio tra via Rivierasca e viale Europa a Bottanuco, un’auto e un motorino si sono scontrati, ferendo due persone in modo abbastanza serio. Ancora da ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente, ma pare che il motorino, con a bordo le persone poi rimaste ferite, sia arrivato da via Angelo Mai e si sia scontrato con l’auto che viaggiava sulla Rivierasca e proveniva da Calusco. I due feriti, entrambi di circa 70 anni, sono stati ricoverati in ospedale, mentre è uscito illeso dallo scontro l’automobilista, un 30enne di Calusco.

4 – Ora si indaga sulla rete internazionale dietro al siriano fermato a Orio. Un somalo sarebbe ricercato

Gli inquirenti continuano a indagare su Alali Faowaz, il siriano di 30 anni fermato il 17 novembre a Orio mentre tentava di raggiunge insieme a un connazionale di 19 anni, entrambi con passaporto falso, Ciampino per poi volare a Malta. Il gip Ezia Maccora ha confermato il fermo, prevedendo anche la custodia cautelare in carcere per Faowaz, ritenendo ci fosse il rischio di fuga e gravi indizi di colpevolezza. Il 30enne è accusato dalla Dda di Brescia di terrorismo internazionale. Ma dietro il viaggio di Faowaz e il 19enne suo connazionale ci sarebbe la regia di un cittadino somalo: secondo gli inquirenti sarebbe stato lui ad aspettarli a Vienna, a fornirgli i passaporti falsi e i biglietti del treno per Roma, per 750 euro, e ha prenotato i voli per Malta. Come riporta l’edizione locale del Corriere della Sera, le telecamere dello scalo di Orio hanno ripreso Alali e il 19enne ai controlli di sicurezza. Loro dietro e il somalo davanti. Aveva detto quest’ultimo di fare così, per non destare sospetti. Loro però sono stati bloccati, mentre lui è partito. Secondo gli inquirenti era il somalo il loro punto di riferimento. Intanto la posizione di Faowaz, di giorno in giorno, peggiora: sul corpo di Faowaz non ci sarebbero segni delle frustate 100 frustate che dice di aver ricevute dall’Isis, come dimostrerebbe l’esito della perizia disposta dal pm Silvia Bonardi ed effettuata nei giorni scorsi dal professor Andrea Verzeletti di Brescia. Un ulteriore elemento contro il 30enne sarebbe invece stato rinvenuto sulla scheda di memoria del cellulare del siriano: diverse foto di cadaveri e una che ritrae il fratello del 30enne, per stessa ammissione di quest’ultimo componente dell’Isis e morto durante i combattimenti, mentre sta per giustiziare, sgozzandolo, un uomo accusato di violenza sessuale. Tutte foto che Faowaz aveva cancellato in precedenza. C’è un’altra contraddizione: il fermato dice di essersi incontrato per caso con il 19venne, a Horfa, in Turchia. Ma il giovane lo smentisce: lo aveva contattato via WhatsApp, su indicazione di suo fratello, e non a caso aveva salvato il suo numero come “Faowaz il nostro sceicco”.

5 – Scoppia la polemica sul Balzer chiuso durante l’Anna Bolena al Donizetti

La sera di venerdì 27 novembre, in occasione della prima di Anna Bolena al Teatro Donizetti, alla fine del primo atto (ore 22.30), le persone uscite per prendersi un caffè si son trovati innanzi a una brutta sorpresa: il Balzer aveva la saracinesca abbassata già da un pezzo, nonostante il “red carpet” che portava dritti dritti dal teatro allo storico locale bergamasco. Il sindaco Gori, presente alla prima con la moglie Cristina Parodi alla prima dello spettacolo, ha definito «una figuraccia» quanto accaduto. Giovanni Barghi, da meno di un anno titolare del Balzer, raggiunto dal Corriere della Sera Bergamo, spiega: «Il red carpet lo abbiamo pagato noi. È stato scritto del tappeto rosso, ma nessuno mi ha mai chiamato per un commento. Nessuno ha detto che l’idea è stata nostra, che lo paghiamo noi. L’anno scorso, a febbraio e marzo, abbiamo provato a tenere aperto nelle serate degli spettacoli. I numeri erano ridicoli. Ci siamo consultati anche col teatro: ci hanno confermato che i bergamaschi non hanno l’abitudine di uscire durante l’intervallo o di fermarsi dopo. Lasciano il cappotto in guardaroba e lo prendono solo per tornare a casa. Lascia il tempo che trova tenere aperto tanto per tenere aperto. Certo, l’obiettivo sarà quello di lavorare durante tutti gli spettacoli. Ma puntiamo a iniziative a tema. Per esempio, a breve vorremmo partire con il brunch della domenica: chi va al Donizetti, paga la metà. Stiamo facendo tanto per la città. Gori lo invito sempre a bere il caffè, ma qui non si è mai visto».

6 – Quattro mini scosse di terremoto in tre giorni, potrebbe essere uno sciame sismico

Dopo le scosse del weekend, lunedì 30 novembre la Sala sismica di Roma del Centro nazionale terremoti dell’Istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha registrato due nuove scosse di terremoto in Bergamasca, con epicentro nuovamente localizzato nella zona di Gavarno di Nembro. Deboli (magnitudo 2 e 2.1), ma percepite da qualcuno. Fortunatamente non sono stati riscontrati danni o feriti. Raggiunto da L’Eco di Bergamo, il geologo Daniele Ravagnani spiega: «È un fenomeno che al momento possiamo definire innocuo anche se ha già avuto l’effetto non secondario di allarmare la gente. La Valle Seriana è classificata in zona sismica di livello 3, su una scala di 4 in cui la criticità maggiore è al livello 1. Significa che esiste un attività sismica (nessun luogo al mondo può definirsi in questo senso escluso), ma che statistica e rilievi fanno ritenere di basso profilo. La scossa di sabato potrebbe essere la principale di una sorta di sciame sismico, formato da masse che si muovono in profondità. Tale attività genera molte scosse di bassa intensità, di fatto non avvertite, che successivamente vanno scemando».

7 – Malpensata, agente aggredito da venditore ambulante

Lunedì 30 novembre, durante il mercato alla Malpensata, alcuni agenti sono stati aggrediti da un venditore ambulante colto mentre vendeva merce contraffatta. A pagarne le conseguenze un vigile, rimasto ferito nello scontro e a cui sono stati dati 7 giorni di prognosi.

8 – Dalla primavera 2016, 2 milioni di euro investiti su strade e marciapiedi

Un intervento sulla sicurezza delle strade e dei marciapiedi dei quartieri cittadini superiore ai 2 milioni di euro: è questo l’investimento che ha assicurato Palazzo Frizzoni per rispondere alle esigenze e alle segnalazioni che i cittadini hanno avanzato durante le visite nei quartieri del sindaco Gori e dei suoi assessori. I lavori dovrebbero prendere il via nella primavera 2016, con i progetti esecutivi che sono già stati approvati o saranno approvati entro la fine dell’anno in corso. Tra gli interventi più importanti troviamo, in via Martin Luther King, la sistemazione e la messa in sicurezza della roggia che costeggia la via e la realizzazione di un percorso ciclopedonale che consentirà ai bergamaschi di recarsi all’ospedale; la riorganizzazione e messa in sicurezza dei passaggi pedonali e delle strade nei pressi del viadotto di Borgo Palazzo; l’arretramento del passaggio pedonale in prossimità del viadotto in via Tremana; la realizzazione del marciapiede (con illuminazione pubblica), del percorso ciclabile e della copertura delle rogge in via Canovine; realizzazione del marciapiede nel tratto antico di via Lunga; la messa in sicurezza per i pedoni dell’intera via Suardi. Verrà anche realizzata la Zona 30 al Villaggio degli Sposi.

9 – San Pellegrino, dalla seconda metà del 2016 via ai lavori per fare rinascere la funicolare

Lunedì 30 novembre è arrivata la firma decisiva tra Comune di San Pellegrino, Regione, Provincia e business company Percassi sull’accordo che prevede la rinascita della funicolare della cittadina liberty. La firma permetterà di destinare ben 5 milioni di euro ai lavori necessari per il ripristino dello storico impianto, che fino a 30 anni fa circa collegava viale della Vittoria con la località turistica della Vetta. I fondi, della Regione, serviranno anche per la realizzazione del parco turistico della Vetta, con aree attrezzate e percorsi pedonali. Vittorio Milesi, sindaco di San Pellegrino, afferma: «Entro la fine dell’anno contiamo di pubblicare il bando per progettazione esecutiva e lavori di ripristino della funicolare, quindi di avviare i lavori nella seconda metà del 2016». Una volta conclusi i lavori della funicolare, il Comune aprirà un bando anche per la gestione della stessa e per il recupero e la riapertura dell’ex albergo Vetta, anch’esso di proprietà comunale.

10 – Dopo la fermata all’ospedale, il prossimo obiettivo è il raddoppio della linea ferroviaria Montello-Ponte San Pietro

È lo stesso assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, il bergamasco Alessandro Sorte, a tracciare la mappa da seguire: dopo che lunedì 30 novembre la Regione ha approvato il progetto di una fermata ferroviaria all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, Sorte ha dichiarato che il prossimo passo sarà il raddoppio della linea Montello-Ponte San Pietro. Il costo del progetto della fermata all’ospedale è di circa 6 milioni di euro, con tempi di realizzazione stimati in circa un anno e mezzo, ma è solo una piccola parte del progetto di crescita del sistema ferroviario bergamasco. Sorte infatti spiega: «La nuova fermata è un passaggio importante, ma la sua realizzazione avrà un significato fortissimo se il governo chiude l’accordo con Rfi per raddoppio della linea Montello–Ponte San Pietro». Se ciò avvenisse, si potrebbe far passare un treno ogni 15 minuti. Il progetto del raddoppio della linea costerebbe circa 40 milioni di euro, una cifra consistente. Per questo è il Governo a dover prendere una decisione.

 

30 NOVEMBRE

 

1 – Nuova scossa di terremoto alle 13.50. Epicentro a Gavarno

Alle 13.50 di lunedì 30 novembre, la Sala Sismica INGV di Roma, su segnalazione dell’Istituto di Vulconologia, ha rilevato una nuova scossa di terremoto nella Bergamasca. L’epicentro è stato individuato nella zona di Gavarno, a una profondità di 10 chilometri. La scossa è stata di magnitudo 2, quindi non molto forte. È stata comunque percepita da diverse persone, forse ancora impaurite da quelle sentite tra la sera di sabato 28 e la giornata di domenica 29 novembre.

2 – Alali Faowaz, il siriano fermato a Orio e accusato di terrorismo, resterà in carcere

Il gip Ezia Maccora, dopo aver ascoltato la mattina di sabato 28 novembre la testimonianza di Alali Faowaz, ha deciso che il 30enne siriano, fermato il 17 novembre a Orio perché trovato in possesso di un passaporto falso (era insieme a un connazionale di 19 anni, anche lui fermato) e ora accusato di terrorismo dalla Dda di Brescia, resterà in carcere. Nello specifico, il giudice Maccora ha rilevato gravi indizi di colpevolezza in merito a entrambi i reato contestati: associazione con finalità di terrorismo e arruolamento con le medesime finalità. Per questo motivo, oltre a convalidare il fermo, ha disposto la custodia cautelare in carcere sulla base del supposto pericolo di fuga e dei gravi indizi di colpevolezza.

3 – L’ultrà della Juve di Romano di Lombardia accusato di aver lanciato la bomba carta contro i tifosi del Torino andrà a giudizio immediato il 18 febbraio 2016

Giorgio Saurgnani, 28enne residente a Romano di Lombardia, dovrà presentarsi in tribunale il 18 febbraio 2016, quando si aprirà il processo nei suoi confronti con giudizio immediato. Saurgnani è accusato di essere l’ultrà della Juventus che, in occasione del derby di Torino del 26 aprile 2015, lanciò una bomba carta nel settore occupato dai tifosi avversari. A sostenere l’accusa è il pm Andrea Padalino, dopo che Saurgnani era già stato denunciato a piede libero il 30 aprile dalla Digos di Torino, che lo aveva identificato (insieme ad altre tre persone) grazie a alcuni filmati delle telecamere dello stadio e video amatoriali girati dai tifosi. L’arresto era poi scattato a giugno.

4 – Nel weekend due risse in centro, la più grave in via Sant’Orsola. Le opposizioni: «Situazione fuori controllo»

Nel weekend hanno avuto luogo due risse in pieno centro a Bergamo, situazione che ha riacceso l’allarme sicurezza in città. La più grave è avvenuta in via Sant’Orsola, poco dopo le 23 di sabato 28 novembre. Secondo alcuni testimoni, tre giovani, armati di spranghe, sono andati allo scontro con alcuni coetanei. Un’ambulanza accorsa sul posto poco dopo ha medicato due persone, un 17enne e un 32enne, rimaste ferite nella rissa. La questura sta ancora cercando di ricostruire i fatti. Intanto si alzano le voci delle opposizioni, che attraverso le parole di Alberto Ribolla, capogruppo della Lega Nord, e Stefano Benigni, consigliere comunale e coordinatore di Forza Italia, esprimono il dissenso per le politiche di sicurezza fino ad ora attuate dalla Giunta Gori: «Le risse del weekend sono l’evidente segnale che la situazione è fuori controllo. È necessario dare un messaggio forte: non c’è spazio per la violenza nella nostra città. I nostri cittadini devono poter camminare tranquillamente per la città a qualsiasi ora del giorno e della notte senza alcuna paura e senza il timore di finire aggrediti. Per questo motivo, ancora una volta, ribadiamo che sindaco e giunta abbiano il dovere di intervenire nei confronti del Governo per ottenere il potenziamento degli organici delle forze dell’ordine. Inoltre l’unica proposta immediata per arrestare questa escalation di violenza, che sta interessando la nostra città nelle ultime settimane, è il ripristino dell’Operazione Strade Sicure, riportando i militari nelle nostre strade affinché si garantisca fin da subito ordine e sicurezza».

5 – Si aggrava la posizione del siriano fermato a Orio: foto cancellate inquietanti e nessun segno di frustata

Si aggrava la posizione di Alali Faowaz, il siriano di 30 anni per cui sono scattate le manette il 17 novembre scorso, quando tentò insieme a un connazionale di 19 anni di imbarcarsi per Malta a Orio con dei passaporti falsi. La mattina di sabato 28 novembre, Faowaz è stato interrogato dal gip di Bergamo Ezia Maccora, che entro lunedì 30 novembre dovrà decidere se confermare il fermo. Intanto gli inquirenti hanno mosso nei confronti di Faowaz accuse di terrorismo internazionale molto pesanti, che il siriano ha respinto nettamente, dicendo anzi che è in fuga dall’Isis dopo essere stato punito con ben 100 frustate per aver accettato soldi in cambio di un favore mentre faceva il vigile urbano a Raqqa. Stando a quanto riportato da alcune fonti interne alle forze dell’ordine, però, sul corpo di Faowaz non ci sarebbero segni di queste frustate, come dimostrerebbe l’esito della perizia disposta dal pm Silvia Bonardi ed effettuata nei giorni scorsi dal professor Andrea Verzeletti di Brescia. Un ulteriore elemento contro il 30enne sarebbe invece stato rinvenuto sulla scheda di memoria del cellulare del siriano: diverse foto di cadaveri e una che ritrae il fratello del 30enne, per stessa ammissione di quest’ultimo componente dell’Isis e morto durante i combattimenti, mentre sta per giustiziare, sgozzandolo, un uomo accusato di violenza sessuale. Tutte foto che Faowaz aveva cancellato in precedenza.

6 – Nel 2016 via il Patto di Stabilità. Parte la corsa dei Comuni per pubblicare i bandi

Dal 2016 il Patto di Stabilità, uno degli incubi delle amministrazioni comunali d’Italia, non esisterà più. Una novità che ha un impatto sulla gestione degli investimenti, che ora potranno essere finanziati anche con l’avanzo di amministrazione. A patto, però, di avere i bandi di gara per le opere pronti entro il 31 dicembre 2015. Come spiega l’edizione locale del Corriere della Sera, però, c’è un problema: dall’1 novembre è entrato in vigore l’obbligo per i comuni non capoluogo di costituire le Centrali uniche di committenza (Cuc) prima di fare le opere o acquistare beni. Ciò significa che gli enti locali devono consorziarsi tra loro per gestire in modo condiviso le procedure di gara. E questo comporta un passaggio burocratico in più, con il rischio che, in queste ultime settimane dell’anno, gli uffici dei comuni siano indaffarati a creare le Cuc invece di potersi concentrare sulla preparazione dei bandi. Insomma, da qui al 31 dicembre assisteremo a una vera e propria corsa a ostacoli dei Comuni per pubblicare i bandi in vista delle opere da compiere l’anno prossimo.

7 – Stazione ferroviaria al Papa Giovanni, oggi l’incontro in Giunta regionale

Lunedì 30 novembre, alla Giunta regionale, l’assessore alla Mobilità in Regione, il bergamasco Alessandro Sorte, porta l’accordo quadro con le ferrovie per la realizzazione della mini-stazione ferroviaria all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Sorte spiega: «Abbiamo ottenuto che nel piano di investimenti Rfi inserisse (a suo carico) i 6 milioni necessari per la fermata, eliminando il passaggio a livello corrispondente con la realizzazione del sottopasso. La stazione viene ritenuta strategica nel quadro del raddoppio della linea Ponte San Pietro-Montello».

8 – Alberto Brivio riconfermato all’unanimità presidente della Coldiretti Bergamo

A San Paolo d’Argon, Alberto Brivio è stato riconfermato all’unanimità presidente della Coldiretti Bergamo. Per l’orticoltore di Bergamo si tratterà del secondo mandato e ricoprirà il ruolo fino al 2018. La riconferma è avvenuta la mattina di domenica 29 novembre, in occasione della 70esima assemblea provinciale. Brivio ha così commentato: «Ci siamo confrontati con una delle crisi più dure della nostra storia, che ha messo a dura prova le nostre imprese agricole, così come l’intero sistema economico e sociale del nostro Paese. La nostra strategia per la difesa del made in Italy e in Bergamo è una battaglia che ha segnato tappe importanti. Ci aspettano ancora sfide di ampia portata, ma il nostro attivismo sul territorio sono la conferma che nonostante tutto prevalgono il senso di appartenenza e di responsabilità, valori che non hanno prezzo».

9 – Colletta alimentare, Bergamo è super: raccolte 220 tonnellate di cibo

Sabato 28 novembre, in oltre 240 supermercati del territorio bergamasco, si è svolta la Giornata Nazionale della Colletta alimentare. E la risposta del popolo orobico è stata, come sempre, super: Bergamo si è confermata la seconda provincia della Lombardia, dopo Milano, per numero di supermercati aderenti, per numero di volontari e associazioni e per quantità di alimentari donati, toccando quota 220 tonnellate di cibo a lunga conservazione raccolto.

10 – Una frana del 2007 minaccia la chiesa di San Lorenzo a Endine. Un appello per salvarla

La piccola chiesa di San Lorenzo a Endine, un edificio storico costruito nel 1500 e situato nella frazione di Palate, rischia di essere travolta da una frana che, dal 2007, avanza inesorabilmente. La chiesetta è di proprietà di Alessandro Zaninoni , visto che nel 1930 suo nonno acquistò il terreno su cui sorge l’edificio. Zanino stesso spiega la situazione a L’Eco di Bergamo: «Da anni abbiamo denunciato la situazione di rischio alle autorità: Comune, Provincia, Comunità montana, Regione, ma nessuno si è mai interessato; l’amministrazione locale non ha risorse per intervenire. È sempre possibile venire a visitarla, ma ora non è più sicuro per via di questo smottamento a monte». A causa del maltempo, infatti, il terreno sottostante viene eroso costantemente, causando lo scivolamento della frana nella valletta sottostante, togliendo sostegno all’edificio. Attualmente lo smottamento è a solo un metro di distanza dall’ingresso della chiesetta e avanza, di anno in anno, di qualche centimetro. Il sindaco del posto, Marco Zoppetti, spiega: «Si dovrebbe porre un sostegno sotto la frana per la messa in sicurezza con una spesa che ammonta almeno a 100mila euro, ma sono risorse che ora non abbiamo a disposizione».

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