Notizie su Bergamo e Provincia

Notizie su Bergamo e provincia (25-30 gennaio 2016)

Notizie su Bergamo e provincia (25-30 gennaio 2016)
29 Gennaio 2016 ore 10:30

30 GENNAIO

 

1 – Brutto incidente fuori dal casello di Castelli Calepio: 5 feriti, grave una ragazza di 15 anni

Nel primo pomeriggio di sabato 30 gennaio, lungo la provinciale 84 a Castelli Calepio, proprio all’altezza del casello autostradale di Ponte Oglio, 3 mezzi sono rimasti coinvolti in un brutto incidente che ha causato il ferimento di cinque persone, tra cui una ragazza di 15 anni le cui condizioni sono gravi. Lo scontro alle 14 circa, e ha visto coinvolte un furgoncino e due auto, di cui una solo marginalmente. Secondo una prima ricostruzione, il furgone era diretto verso Palazzolo, mentre una delle due vettura, una Peugeot, viaggiava in direzione opposta. L’urto è stato molto violento e, in seguito allo scontro, anche una Fiat 500 è stata coinvolta nell’incidente. A bordo del furgoncino viaggiavano padre e figlio di 9 anni: entrambi sono rimasti feriti ma in modo non grave. Sono stati ricoverati all’ospedale di Bergamo per accertamenti. Sulla Peugeot, invece, c’erano madre, padre e figlia di 15 anni. Proprio quest’ultima ha riportato le ferite più gravi, tanto che è stata trasferita d’urgenza agli Spedali Civili di Brescia.

2 – Bossetti, decimo “no” alla sua scarcerazione

Era attesa la giorni la decisione del Tribunale del Riesame di Brescia sull’ennesima (la decima) domanda di scarcerazione di Massimo Bossetti, l’uomo accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio, avanzata dai suoi legali. E dopo l’udienza tenutasi il 26 gennaio, finalmente, il 30 gennaio, il Tribunale ha deciso: per la decima volta il carpentiere di Mapello s’è vista respinta la richiesta. I legali dell’imputato si erano rivolti alla Corte motivando la richiesta con la mancanza dei presupposti di legge: il pericolo di reiterazione del reato non ci sarebbe, o comunque il braccialetto elettronico sarebbe stato sufficiente a evitarlo. Il Riesame però non è stato dello stesso avviso.

3 – Bergamo, già operativo il protocollo anti-inquinamento siglato ieri: stop agli impianti a legna e un grado in meno per gli altri

Dopo che venerdì 29 gennaio il Tavolo di coordinamento per l’inquinamento atmosferico ha raggiunto l’intesa sul protocollo di emergenza anti smog da applicarsi automaticamente in caso di superamento dei livelli di polveri sottili, il Comune di Bergamo, sabato 30 gennaio, ha già dato l’ok alla sua attuazione nello spazio Viterbi della Provincia di Bergamo. Come spiega L’Eco di Bergamo, le misure per limitare le emissioni inquinanti nell’atmosfera, approvate di concerto dai sindaci di oltre 100 comuni del territorio orobico, saranno in vigore in città a partire da lunedì 1 febbraio, visto che è stata firmata sabato 30 l’ordinanza che recepisce e attua le disposizioni in materia di impianti termici contenute nel protocollo: gli elevati valori di pm10 e le previsioni di accumulo degli inquinanti per i prossimi giorni, emesse dall’Arpa, hanno indotto il Comune ad attivare immediatamente le disposizioni concertate negli scorsi con i comuni limitrofi. Da lunedì, quindi, è previsto l’obbligo di chiusura delle porte esterne delle attività commerciali, il divieto di utilizzo di apparecchi per il riscaldamento a legna, il divieto di accensione di fuochi o bracieri all’aperto, la diminuzione della durata di attivazione degli impianti termici (massimo 12 ore giornaliere) e la riduzione di un grado centigrado, da 20° a 19° delle temperature degli edifici. Nel protocollo firmato ieri, infatti, rispetto alla bozza iniziale che prevedeva tre diversi livelli di emergenza (10 giorni, 20 giorni e 30 giorni), se ne prevedono solo 2: il primo dopo il settimo giorno consecutivo di superamento delle soglie consentite e il secondo al ventesimo. Il superamento dei livelli di Pm10 verrà calcolato sui dati rilevati da 5 centraline sulle 7 presenti sul territorio di Bergamo e provincia. Dopo 16 giorni di livelli oltre la soglia è prevista la convocazione del tavolo di coordinamento dei sindaci dei Comuni rientranti nella Fascia 1 e Fascia 2 di Bergamo, i quali prenderanno le decisioni relative all’emergenza di secondo livello.

4 – Nuova tragedia ad Arcene, uomo muore travolto da un treno

Alle 7.45 circa di sabato 30 gennaio, ad Arcene, una persona è stata travolta e uccisa da un treno. Ancora poco chiara la dinamica dei fatti, su cui gli inquirenti stanno cercando di vederci chiaro. Si sa che la vittima era un uomo, ben vestito dicono i testimoni, che non avrebbe fatto nulla per evitare di essere investito. La tragedia è avvenuta in un punto in cui è presente un sottopassaggio della linea ferroviaria. Il macchinista ha tentato di fermare il convoglio, ma l’impatto è stato inevitabile. È il secondo fatto di cronaca di questo tipo della settimana: giovedì 28 gennaio, a Romano di Lombardia, un 40enne è stato investito da un treno. Come in quell’occasione, anche il tragico incidente di Arcene ha provocato enormi ritardi al traffico ferroviario, visto che la tratta è rimasta bloccata a lungo, causando ritardi anche di due ore.

5 – Treviglio, rissa tra stranieri finisce male: tutti feriti e denunciati

Intorno alle 24 di venerdì 29 gennaio, in via De Amicis a Treviglio, una furibonda lite tra due egiziani, un 25enne e un 45enne, e un senegalese 30enne, s’è presto trasformata in una violenta rissa, dove è scappata anche qualche coltellata. È dovuto accorrere il personale del commissariato di Treviglio con il vicequestore Angelo Lino Murtas e personale dell’investigativa per calmare gli animi. Giunti sul posto, gli inquirenti hanno trovato tre dei litiganti feriti con armi da taglio e grosse macchie di sangue. Attraverso i testimoni è stato possibile ricostruire l’accaduto: nell’appartamento all’ultimo piano di un palazzo risultano abitare i due egiziani, il senegale e un giordano 20enne. Poco prima della mezzanotte è scoppiata una accesa discussione tra i due egiziani e il senegalese. Pugni, calci, spintoni e vetri delle finestre rotti. Nella rissa sono poi spuntati anche due coltelli. Lo scontro è continuato lungo le scale del condominio, nel cortile e poi in strada. Il senegalese s’è trovato il braccio trapassato dalla lama e vari tagli sulle braccia e le mani ed è stato operato una volta ricoverato. Anche l’egiziano 45enne è stato ferito a un braccio. L’altro egiziano ha invece riportato un taglio alla gamba e delle lievi ferite in viso. Sul posto è stato trovato anche un coltello lungo 30 centimetri con la lama spezzata e un bastone di metallo, entrambi sporchi di sangue. Le indagini sono ancora in corso e i tre sono in stato di fermo per accertamenti. Al momento si procede per rissa aggravata dall’uso delle armi bianche e lesioni.

6 – Pigna, ok al concordato. Nominati i tre commissari

Il 29 gennaio, il Tribunale di Bergamo ha ammesso al concordato preventivo la Cartiere Paolo Pigna e ha nominato un collegio di commissari giudiziali composto da Carlo Pagliughi, Maria Grazia Giampieretti e Claudio Ferrario. L’azienda di Alzano Lombardo aveva presentato domanda il 23 settembre e a dicembre aveva depositato il piano industriale. In questo secondo documento era anche riportato che l’azienda tedesca Bavaria (che già controlla la Arti Grafiche Johnson, oggi Arti Group) sarebbe interessata ad entrare formalmente nel capitale di Pigna. Una buona notizia per i sindacati e i lavoratori della storica azienda di Alzano: nei prossimi giorni i sindacati avanzeranno richiesta di cassa integrazione straordinaria in Regione, affinché i lavoratori (sono 160 i dipendenti che sono stati già coinvolti in una cassa ordinaria conclusasi il 19 dicembre) possano essere tutelati.

7 – Incidente in via Bonomelli, una 49enne ferita. Traffico in tilt

Intorno alle 13 di sabato 30 gennaio, un incidente ha avuto luogo in via Bonomelli. Nel scontro è rimasta ferita una donna di 49 anni, ma fortunatamente le sue condizioni non sembrano preoccupare i medici. L’incidente è avvenuto tra due autovettura, non lontano dall’incrocio con via Paglia. Ancora da chiarire le cause dello scontro. Intanto, però, le attività di soccorso hanno causato lunghe cose in ingresso a Bergamo dato che le due auto sono rimaste di traverso nella carreggiata, bloccando gran parte del traffico.

8 – Villongo, sospese le due impiegate sospettate di aver “taroccato” i loro orari di lavoro

Le due impiegate del Comune di Villongo, sospettate di aver “taroccato” i loro orari di lavoro e per questo al centro di un’indagine della Guardia di Finanza, sono state sospese per 30 giorni in via cautelativa. Il sindaco Mariella Ori Belometti spiega di aver «semplicemente applicato la legge». E così alla 42enne di Tavernola (responsabile della Ragioneria) e alla 42enne di Chiari l’atto è stato notificato la mattina del 28 gennaio. Nel frattempo proseguono gli accertamenti sul server collegato al sistema informatico comunale che contiene anche l’archivio delle rilevazione delle presenze, e parallelamente anche quelli sui pc in dotazione alle dipendenti accusate di truffa, falso materiale e di accesso abusivo al sistema informatico. Il sospetto degli inquirenti è che le due donne, una volta in ufficio, dopo aver timbrato regolarmente il badge all’entrata, si connettessero al server comunale per modificare le presenze. In pratica, risultava che avessero lavorato le ore previste, ma in realtà uscivano prima. Si cerca di capire anche se, con lo stesso metodo, siano stati sottratti dei soldi alle casse comunali.

9 – Romano, ladri portano via cassaforte da una villa

Tra le 18.30 e le 19 di venerdì 29 gennaio, in una ville di un imprenditore in via delle Stelle a Romano di Lombardia, dei banditi sono riusciti a portare via una cassaforte murata che conteneva soldi, gioielli e altri oggetti di valore. I criminali hanno abbattuto un vetro antisfondamento e poi, a colpi di mazza, sono riusciti a tirare fuori dal muro la cassaforte e portarla via. Il tutto nonostante proprio quel muro della villa confinasse con la vicina caserma dei Carabinieri.

10 – Morti sospette all’ospedale di Piario, un operatore segnalò le prime anomalie già in estate

Continuano le indagini relative alle morti sospette avvenute nel 2015 all’ospedale Locatelli di Piario, dove un’infermiera di 42 anni è accusata di aver somministrato ad alcuni pazienti del reparto di Medicina generale del Valium e altri sonniferi per calmarli, causando però anche alcune morti. Oggi si scopre che già l’estate scorsa un operatore sanitario del Bolognini di Seriate segnalò all’Azienda ospedaliera lo strano caso di tre pazienti arrivati dal Locatelli: in seguito a un esame, due pazienti tardavano a svegliarsi e uno andò in arresto cardiaco. Poiché era la prima volta in 20 anni di carriera che vedeva una cosa del genere, l’operatore ha pensato che qualcosa non andasse e di segnalarlo ai suoi superiori.

11 – Cinque posti da vigile per cinque Comuni. Al concorso si presentano in 100 da tutta Italia

Il 29 gennaio, il Comune di Bonate Sotto s’è visto costretto ad usare il palazzetto dello sport per accogliere tutti i candidati al concorso per cinque posti da vigili in altrettanti Comuni. In tutto erano 100 i candidati, arrivati un po’ da tutta Italia: chi dalla Calabria, chi dalla Sardegna, chi dalla Sicilia, altri ancora da Regioni confinanti con la Lombardia. I 5 posti da agenti sono richiesti nei Comuni di Bonate Sotto, Boltiere, Ciserano, Trezzo sull’Adda e Gessate.

 

29 GENNAIO

1 – Gori sul problema immigrazione: «Rimpatri veloci impossibili? Allora carte di soggiorno di 1 anno per tutti». E la Lega s’infuria

Venerdì 29 gennaio, all’audizione della Commissione d’inchiesta sull’accoglienza migranti tenutasi alla prefettura di Bergamo, hanno destato polemiche le affermazioni del sindaco Giorgio Gori. Il primo cittadino, dopo aver chiesto nei giorni scorsi al governo maggior incisività per quanto riguarda i rimpatri dei migranti a cui vengono respinte le richieste di asilo, è tornato sul tema con una nuova proposta: nel caso in cui dei rimpatri veloci siano impossibili allo stato dei fatti, allora un’alternativa potrebbe essere concedere indistintamente a tutti i migranti una carta di soggiorno di un anno. Una proposta che ha fatto letteralmente infuriare il parlamentare leghista Marco Rondini, anche lui presente all’incontro, che nella conferenza stampa successiva ha prima rivelato la posizione di Gori e poi ha attaccato duramente il sindaco. Elena Carnevali e Beppe Guerini, parlamentari bergamaschi del Pd anch’essi presenti all’audizione, hanno tentato di chiarire la situazione, spiegando che Gori non ha parlato di vera e propria carta di soggiorno, ma ha auspicato un provvedimento che possa regolarizzare un po’ la situazione e ridurre la criminalità.

Poco dopo sulla questione è “intervenuto” anche un comunicato stampa del Comune di Bergamo, teso a chiarire quanto successo e le dichiarazione del primo cittadino: «La situazione dei profughi “denegati” (quelli cui sia stata data risposta definitivamente negativa alla richiesta di protezione internazionale), che diventano clandestini ma che restano sul territorio, senza più alcun sussidio e senza possibilità di cercarsi un lavoro, non è in prospettiva sostenibile. Gori ha quindi chiesto che il Governo si attivi per realizzare rimpatri assistiti dei migranti ai quali non viene riconosciuta la protezione internazionale. “Il Governo si adoperi per una più effettiva applicazione della norma che prevede i rimpatri degli immigrati che sono visti definitivamente negata la protezione internazionale. Vanno siglati gli accordi bilaterali e vanno effettuati i rimpatri assistiti. Oppure, se si ritiene che questo non sia fattibile, si prenda in considerazione, come già in passato, la possibilità di riconoscere una forma di protezione provvisoria (per esempio, un permesso di soggiorno della durata di un anno) a tutti i richiedenti asilo, sottraendoli all’illegalità e dando loro la possibilità di cercarsi un lavoro o di muoversi liberamente in Europa. Questa ipotesi va comunque vista come una estrema ratio, essendo i rimpatri la prospettiva prioritaria, come previsto dalle normative”».

2 – Nuova udienza del processo a Bossetti, è scontro tra accusa e difesa. La Corte costretta a richiamare pm e legali

È stata un’udienza caldissima (l’ennesima) quella andata in scena il 29 gennaio al Tribunale di Bergamo nell’ambito del processo ai danni di Massimo Bossetti, l’uomo accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. Dopo la pausa di metà giornata, infatti, accusa e difesa sono arrivate allo scontro verbale ed è dovuta intervenire Antonella Bertoja, presidente della Corte d’Assise, per provare a placare gli animi. L’udienza ha preso il via con la deposizione di Vittorio Cianci, già noto alle cronache per essere stato in passato il consulente dei Ros dei Carabinieri sul caso di unabomber e consulente della difesa nel caso dell’omicidio di Yara. Cianci ha fortemente criticato il lavoro svolto dagli inquirenti durante le indagini. In particolare ha dichiarato che le modalità con cui sono stati prelevati i campioni di fibre dagli indumenti di Yara e dal furgoncino di Bossetti e le modalità con cui sono state poi confrontate tra loro sono quantomeno contestabili. Per l’esperto della difesa alcune analisi non sarebbero state effettuate con rigore scientifico, rispettando le normative Iso: in particolare i reperti sarebbero stati ingranditi, per essere paragonati, solo 100 volte invece che 500 e senza utilizzare l’olio di cedro, che mette in evidenza i particolari. Dopo la pausa ci sarebbe dovuto essere il controesame dell’accusa, ma la situazione è presto degenerata: il pm Letizia Ruggeri, infatti, ha chiesto quali siano le competenze e i titoli di Vittorio Cianci, sottolineando anche che la sua società ha un certificato scaduto (accusa subito rispedita al mittente dal perito della difesa). Un metodo che il pm aveva già usato con un altro perito della difesa, il criminologo Ezio Denti. Per questa la reazione di Claudio Salvagni e Paolo Camporini, legali di Bossetti, è stata subito rabbiosa e hanno accusato il pm di soffermarsi solo sulle competenze dell’esperto e non sulla sostanza. Quando la Ruggeri ha sottolineato che l’esperto ha portato documenti falsi, perché a suo parere privi di valenza scientifica, e che li stava contrabbandando in aula, sono volate parole grosse tra accusa e difesa, tanto che il presidente della Corte, Antonella Bertoja, s’è vista costretta ha sospendere l’udienza, definendo non più sopportabili gli atteggiamenti e i comportamenti tanto del pm quanto degli avvocati difensori. La Bertoja ha poi minacciato provvedimenti seri.

3 – Fara gera d’Adda, uomo di 83 anni trovato senza vita in chiesa

Venerdì 29 gennaio, a Fara Gera d’Adda, un uomo di 83 anni è morto colto da un malore in chiesa. L’allarme è scattato intorno alle 13, quando i familiari, non vedendo tornare l’anziano a casa per pranzo dopo essere uscito la mattina per andare, come faceva abitualmente, a messa, hanno deciso di chiamare in Sacrestia per avere informazioni. È così che, purtroppo, è stata fatta la tragica scoperta: l’83enne è stato trovato senza vita a sinistra dell’altare, in uno spazio adibito a confessionale. È stato colpito probabilmente da un malore improvviso poco dopo la fine della funzione mattutina, quando la chiesa si era già svuotata.

4 – Val Serina, finalmente ecco il nuovo ponte. E Rossi promette: «Strada pronta a marzo»

Finalmente, dopo oltre 2 anni di attesa, la Val Serina non è più divisa in due. Finalmente, infatti, è stato ricostruito il ponte che il 2 dicembre 2013 fu completamente distrutto da una frana prima dei tornanti di Rosolo, frazione di Algua. Il 28 gennaio il presidente della Provincia Matteo Rossi ha compiuto un sopralluogo al cantiere e, sulla sua pagina Facebook, ha pubblicato le prime foto del ponte ricostruito. Questo il commento del numero uno di via Tasso: «Ho voluto visitare personalmente il cantiere della frana di Serina in occasione dell’incontro tecnico con la Regione, presenti i sindaci. Nei prossimi giorni incontreremo anche il comitato dei cittadini per informarlo dell’iter dell’opera. Fin dal primo giorno della nostra amministrazione ci abbiamo creduto nonostante le mille difficoltà alle quali siamo stati sottoposti e che tutti conoscono. I tempi dei lavori sono quelli che ci siamo prefissi per poter aprire almeno in senso alternato per la fine di marzo e completare poi velocemente il resto. L’occasione è stata utile anche per fare il punto sulle strade che necessitano di asfaltatura». Dunque entro la fine di marzo, finalmente, la Val Serina non sarà più spaccata in due. In totale i lavori sono costati circa 1,5 milioni di euro: 1,2 sono arrivati dalla Regione e sono stati usati per il riconsolidamento della parete rocciosa, mentre 300mila euro li ha messi la Provincia e hanno permesso la ricostruzione del ponte.

5 – Romeno di 33 anni arrestato poco prima che si imbarcasse per Orio: nella stampella nascondeva un coltello

Anton Ciurar, cittadino romeno di 33 anni, è stato arrestato all’aeroporto Falcone-Borsellino di Palermo mentre stava per imbarcarsi su un volo diretto a Orio. Le forze dell’ordine, infatti, hanno trovato, nascosto in una stampella che il 33enne stava usando, un coltello, oltre che altri oggetti da taglio. L’uomo deve ora rispondere di violazione della legge riguardante la disciplina del porto di armi a bordo di aeromobili e non ha saputo fornire alcuna spiegazione plausibile. Ha raccontato di avere acquistato la stampella da alcuni sconosciuti e di non essere a conoscenza del vano segreto né degli oggetti da taglio che erano stati occultati al suo interno. La versione non convince però gli inquirenti: il 33enne, infatti, inizialmente era claudicante, ma dopo essere stato fermato ha cominciato a camminare normalmente.

6 – Per la sicurezza notturna, Palazzo Frizzoni si affiderà ai vigilantes

Secondo quanto riferito dall’Ansa il 28 gennaio, il Comune di Bergamo avrebbe deciso di fare affidamento su alcune pattuglie di vigilantes durante le ore notturne, ovvero quelle non coperte dalla Polizia Locale. La notizia sarebbe emersa durante la presentazione dei dati sulla criminalità, che sono comunque in diminuzione. Il pattugliamento delle strade verrà affidato a una società privata tra le 24 e le 6 del mattino seguente. La decisione dell’Amministrazione bergamasca non è la prima presa in Italia ma è la prima volta che accade in un Comune di grandi dimensioni e capoluogo di Provincia.

7 – Mezzo milione a San Pellegrino per paratie anti-caduta massi a San Rocco

Il Comune di San Pellegrino Terme riceverà dalla Regione Lombardia mezzo milione di euro per la realizzazione di difese per caduta massi sull’abitato in località San Rocco, sovrastata da un dosso roccioso con massi in equilibrio precario, soggetto storicamente a crolli, l’ultimo dei quali si è verificato nel gennaio 2012. I finanziamenti fanno parte di una più ampia trance da 3 milioni che l’assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del Suolo di Regione Lombardia Viviana Beccalossi, ha messo a disposizione per interventi di questo tipo a San Pellegrino Terme (Bergamo), Cimbergo (Brescia), Premana (Lecco) e Ardenno (Sondrio).

8 – Lombardia, ottavo giorno consecutivo con lo smog oltre i limiti

Il 28 gennaio è stato l’ottavo giorno consecutivo nel quale, più o meno in tutta la Lombardia, i valori di smog sono andati ben oltre i 50 microgrammi per metro cubo indicati come soglia limite dalle normative europee. L’allarme lo ha lanciato Arpa Lombardia, sottolineando come «il meteo dei prossimi giorni non sarà di particolare aiuto». Preoccupa Bergamo, dove ieri, dopo i 60 mg medi rilevati mercoledì, i valori sono balzati a livelli altissimi: 149 mg in via Garibaldi e 136 in via Meucci. Preoccupante la situazione in tutta la provincia: 142 mg a Dalmine, 127 mg a Filago, 130 mg a Lallio, 139 mg a Osio Sotto e 118 mg a Treviglio.

9 – Curno, in arrivo una moschea? La Giunta è d’accordo, ma il processo è lungo

Stando a quanto riportato da L’Eco di Bergamo, a Curno, la comunità nordafricana che compone il centro islamico di via Manzù, avrebbe acquistato un capannone (un ex colorificio) di circa 400 metri quadrati. L’attuale sede del centro islamico, infatti, è decisamente troppo piccola per accogliere tutti i fedeli. Un caso molto simile a quello dell’ex concessionaria di via San Fermo a Bergamo, caso che ha creato grandi polemiche in città. Cosa non successa a Curno: la comunità islamica ha infatti presentato il progetto al Comune (l’obiettivo rendere l’edificio uno spazio di preghiera, una moschea di fatto), il quale ha dato l’ok senza spaccature. A bloccare tutto però, è la legge regionale “antimoschee”, che ha congelato ogni nuova iniziativa sui luoghi di culto. La legge, impugnata dal governo, è all’esame della Corte Costituzionale, che dovrebbe pronunciarsi il prossimo mese. Da quel pronunciamento dipende il destino della moschea anche a Bergamo.

 

10 – Ardesio, si teme un nuovo scontro tra animalisti e partecipanti alla Fiera delle capre

Il Fronte Animalista è stato chiaro: anche quest’anno sarà organizzata una manifestazione di protesta in occasione della Fiera delle capre in programma per il 7 febbraio ad Ardesio. L’anno scorso finì con un lancio di uova e sassi e scontri tra gli animalisti e i partecipanti all’evento. Anche per questo c’è preoccupazione. In ogni caso la questura di Bergamo, che ha dato l’ok alla manifestazione, s’è premunita prevedendo un servizio di sicurezza decisamente più sostanzioso di quello presente l’anno passato, quando erano soltanto tre gli agenti in loco.

11 – Il Ducato di Piazza Pontida ha annunciato che la sfilata di mezza Quaresima si terrà il 6 marzo

In occasione dell’annuale incontro tra i collaboratori del Ducato di Piazza Pontida, tenutosi al ristorante Da Mimmo di Città Alta, il Duca Mario Morotti ha annunciato che quest’anno il “Rasgamènt de la Ègia” e la sfilata di mezza Quaresima, due appuntamenti fissi per la tradizione bergamasca, si terranno rispettivamente la sera del 5 marzo e il 6 marzo.

12 – Il 12 marzo aprirà, dopo 5 anni, il centro diurno anziani al Villaggio degli Sposi

Il 12 marzo è la data fissata per l’inaugurazione del nuovo centro diurno anziani del Villaggio degli Sposi, a distanza di 5 anni dalla sua chiusura. Il centro sarà attivo tutti i giorni, dalle 8.30 alle 17, e offrirà assistenza a persone dai 65 anni in su. La gestione è stata affidata alla Fondazione Carisma, scelta da Palazzo Frizzoni grazie al nuovo regolamento dei Beni comuni. Non si tratta di un normale centro anziani, come spiega Bergamonews, ma del primo centro diurno in città in cui si offre un’assistenza sanitaria qualificata.

 

28 GENNAIO

 

1 – Assassinio del 49enne di Ardesio in Spagna: era un latitante, gli assassini cercavano la droga

Si inizia ad alzare la coltre di mistero attorno all’assassinio di Claudio Lanfranchi, il 49enne di Ardesio che alle prime ore di lunedì 25 gennaio è stato brutalmente ucciso nella sua abitazione a Orihuela Costa, cittadina sulla costa a pochi chilometri da Alicante, in Spagna. L’autopsia ha intanto reso noto che l’uomo è morto per soffocamento: nessuna delle coltellate infertegli dai tre aggressori incappucciati sarebbero state letali. Continuano le indagini delle forze dell’ordine spagnole per rintracciare gli assassini. Fondamentale la testimonianza della fidanzata romeno del 49enne, che ha raccontato dell’irruzione di tre uomini dall’accento napoletano, che l’hanno imbavagliata e legata a una sedia prima di aggredire Lanfranchi. Ora un ulteriore particolare è uscito dal racconto della donna: i tre assassini «cercavano la cocaina, chiedevano dov’era la cocaina». Si pensa quindi che si sia trattato di un regolamento di conti. Anche perché Lanfranchi era un latitante, inseguito da un cumulo di pene da scontare e da pagine di precedenti legati alla droga, come racconta il Corriere della Sera Bergamo. Qualche anno fa passò anche diverso tempo in carcere, a Pavia. Dall’Italia era sparito 14 mesi fa. Si sapeva che forse era in Spagna, ma nessuno sapeva dove, neppure la sua famiglia di Ardesio, che lo sentiva telefonicamente una volta a settimana: chiamava sempre lui per salutare suo figlio, avuto da una precedente relazione. Probabilmente anche in Spagna continuava i suoi loschi traffici: i vicini di casa parlano di gente che andava e veniva «giorno e notte con grosse borse». Fino a quando non ha pestato i piedi a qualcuno di importante, pare.

2 – Tragico incidente a Brignano Gera d’Adda: 26enne gravemente ferito dalla sua motozappa

Nella tarda mattinata di giovedì 28 gennaio, a Brignano Gera d’Adda, un 26enne è rimasto gravemente ferito mentre compiva di lavori nel giardino della sua abitazione. Il ragazzo stava lavorando con una motozappa nel giardino della sua casa in via Belvedere, quando, per cause ancora poco chiare, le lame del macchinario gli si sono letteralmente conficcate in una gamba. Il giovane è stato trasportato d’urgenza in elicottero all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo e i sanitari hanno preferito non toccare le lame: per evitare di aggravare l’emorragia, infatti, i soccorritori hanno fatto smontare il macchinario ai vigili del fuoco sotto la supervisione del medico e degli infermieri. In ospedale è stato sottoposto a un intervento chirurgico per rimuovere le lame e la sua prognosi è riservata.

3 – Pradalunga, falegname 57enne muore in cantiere per un malore

Nel tardo pomeriggio di giovedì 28 gennaio, nel cantiere per la ristrutturazione della filiale della Banca di credito cooperativo della Valle Seriana di Pradalunga, un falegname di 57 anni è morto dopo esser stato colto da un malore. Secondo la prima ricostruzione dei fatti, il carpentiere è stato vittima di infarto: si è accasciato al suolo e in pochi istanti è morto. Inutili purtroppo tutti i tentativi di rianimarlo, sia dei colleghi che dei soccorritori.

4 – Romano, investito 40enne nei pressi della stazione

Intorno alle 7 di questa mattina un uomo è stato investito da un treno merci nei pressi della stazione di Romano. La vittima è un 40enne, e ancora non si conosce la dinamica dell’accaduto, se quindi si sia trattato di un incidente o di un suicidio. Inevitabilmente, la circolazione dei treni sulla linea Milano-Brescia è stata fortemente penalizzata dall’accaduto: inizialmente i treni sono stati rallentati tra le stazioni di Treviglio e Rovato, per permettere alle autorità di compiere i propri rilievi. Sul luogo dell’incidente si sono recati vigili del fuoco, carabinieri e Polfer: la circolazione dei treni ha ripreso a funzionare a pieno ritmo solo dopo le 9.30, con ritardi fino a 80 minuti che verranno smaltiti solo nel corso della mattinata.

5 – Bozzetto, licenziati due lavoratori. Scatta il blocco degli straordinari

Una nota congiunta di Femca Cisl Filcem-Cgil, Ugl-Chimici e la Rsu aziendale della Bozzetto rende noto che «(l’azienda, ndr) ha licenziato in forma individuale due lavoratori, motivando questa decisione con la riorganizzazione del laboratorio e facendo presagire che ci possano essere ulteriori tagli a breve. Tutto ciò è avvenuto senza nessuna preventiva informazione alla Rsu (che la direzione aveva incontrato il giorno precedente al licenziamento) né alle organizzazioni sindacali. Respingiamo con forza questo metodo di relazioni utilizzato dalla Bozzetto, che mina la serenità dei lavoratori e rovina il clima aziendale. Ci batteremo in tutte le sedi per impedire il licenziamento dei lavoratori. A fronte di questa situazione, è stato dichiarato il blocco di tutti gli straordinari a partire da venerdì 29 gennaio, e a tempo indeterminato, mentre è stato chiesto un incontro immediato all’amministratore delegato, Roberto Curreri, che si dovrà tenere in Confindustria». Come riporta L’Eco di Bergamo, i sindacati hanno anche convocato un’assemblea per giovedì 4 febbraio per presentare la situazione e decidere, insieme ai lavoratori, ulteriori forme di protesta.

6 – La Beccalossi scrive a Roma: «È già allarme siccità»

L’assessore regionale al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo in Regione Viviana Beccalossi ha reso noto di aver scritto una lettera al ministro dell’Ambiente Galletti chiedendo «di attivarsi per affrontare quanto prima, anche a livello nazionale, il problema della scarsità di risorse idriche nei bacini lombardi che, dato il prolungarsi di questo inverno straordinariamente siccitoso, rischia nei prossimi mesi di rappresentare un problema molto grave per le attività agricole e più in generale per l’equilibrio ambientale della Pianura Padana. La situazione dei principali laghi e fiumi lombardi è molto seria, con riserve quasi dimezzate rispetto all’anno critico del 2007, quando ci ritrovammo senza acqua sufficiente per l’agricoltura e con gravi problemi per l’approvvigionamento di acqua potabile, per la produzione di energia e con i livelli dei laghi talmente bassi da impedire la navigazione». La missiva è stata scritta in seguito al “Tavolo Siccità” tenuto dalla Beccalossi nei giorni scorsi con i colleghi di Giunta Claudia Terzi e Gianni Fava, i rappresentanti regionali delle organizzazioni agricole, dei consorzi di bonifica, delle Province, degli Enti di gestione dei laghi e delle società produttrici di energia idroelettrica. Il tavolo regionale è stato riaggiornato al 24 febbraio, con la Beccalossi che ha invitato direttamente il ministro a partecipare.

7 – Calcio, furto al cimitero: rubati oggetti in bronzo

Furto al cimitero di Calcio, dove ignoti hanno portato via da diverse tombe alcuni oggetti in rame, come porta-foto e vasi. L’episodio è accaduto in due momenti diversi: il primo martedì pomeriggio, quando i ladri sono entrati nel campo santo nel normale orario di apertura, prendendo di mira cinque tombe. Nella notte poi, hanno fatto il secondo giro, scavalcando il cancello del cimitero e rubando una gran quantità di oggetti, addirittura 35. Stando alle ricostruzioni, i malviventi avrebbero agito selezionando con cura gli oggetti da rubare, scartando il bronzo troppo vecchio. «È il primo episodio di questo tipo da quando sono in carica e andando a memoria anche nella storia del nostro paese», è stato il commento del sindaco Elena Comendulli, raccolto da Bergamonews. «Si tratta di un fatto gravissimo, perché riguarda un luogo di culto, in cui riposano i nostri cari. E non lo dico perché è un cimitero cristiano, i morti sono gli stessi per qualsiasi religione. Sono davvero dispiaciuta. Spero che i responsabili vengano identificati e che paghino per ciò che hanno commesso».

8 – Malore al parco di via Lolmo: muore 81enne

Si è sentito male mentre si trovava al parco, ma purtroppo ogni soccorso è stato vano. È morto così un pensionato di 81 anni, che ieri mattina, mentre si trovava al parco di via Lolmo, ha avuto un malore: un passante si è accorto che l’anziano si stava accasciando, così è corso a soccorrerlo e ha lanciato l’allarme. È intervenuto il 118, che però non ha potuto fare nulla.

 

27 GENNAIO

 

1 – Marocchino di 23 anni arrestato mentre spacciava hashish davanti alle scuole. Verrà espulso

Nel pomeriggio di mercoledì 27 gennaio, un marocchino di 23 anni è stato colto dalla polizia locale mentre spacciava dell’hashish in piazzale Alpini, a Bergamo. Il giovane ha tentato la fuga verso via Mai, ma gli agenti lo hanno raggiunto e fermato. Gli sono stati trovati addosso circa 100 grammi di stupefacenti e due ovuli già pronti per la vendita. Il 23enne è stato dunque arrestato, con l’aggravante di spaccio in prossimità di una scuola:. Nel processo per direttissima è stato convalidato l’arresto, concesso il nulla osta all’espulsione e disposto l’accompagnamento coatto nel Paese di origine. Lo spacciatore è stato quindi portato all’ufficio Immigrazione della Questura di Bergamo per l’esecuzione dell’espulsione.

2 – Aeroporto di Orio, il 2015 è stato un anno da record: superati i 10 milioni di passeggeri. È il terzo scalo d’Italia

Il 2015 è stato un anno da incorniciare per l’aeroporto di Orio al Serio, che ha messo a segno la sua migliore performance dal 2001 a oggi in termini di andamento operativo ed economico, confermandosi così terzo scalo nazionale dopo i due Hub principali del Paese, ovvero Fiumicino e Malpensa. In totale sono stati 10 milioni e 404mila i passeggeri transitati da Orio l’anno scorso, il 18,6 percento in più rispetto al 2014. Grande soddisfazione per Sacbo, che ha sottolineato come questi numeri abbiano confermato «le scelte programmatiche della società, che ha puntato sul potenziamento e adeguamento delle infrastrutture con l’obiettivo di sostenere le potenzialità di traffico e garantire la qualità elevata dei servizi all’utenza costituita da passeggeri, compagnie aeree e quanti operano all’interno e all’esterno dell’aerostazione e sul territorio circostante. Il risultato raggiunto è anche frutto di un costante e professionale impegno di tutta la squadra che, nonostante il contesto di forte difficoltà che ha caratterizzato il sistema del trasposto aereo, è riuscita a raggiungere risultati davvero significativi».

3 – Tribunale, manca il 40 percento del personale. Il presidente: «Situazione critica»

La situazione al Tribunale di Bergamo «è critica», parola del presidente Ezio Siniscalchi, che ha spiegato come manchi circa il 40 percento del personale e che l’unica cosa possibile da fare in questo caso è «tagliare le udienze». Come spiega L’Eco di Bergamo, al Tribunale del capoluogo orobico dovrebbero lavorare 131 dipendenti amministrativi, ma attualmente ce ne sono soltanto una novantina. Da qui l’allarme lanciato dal presidente Siniscalchi in una conferenza stampa tenutasi la mattina di mercoledì 27 gennaio: udienze monocratiche penali settimanali ridotte a non più di 18 contro le precedenti 23 (che talvolta arrivavano ad essere 26); cancellerie della sezione gip e gup chiuse al pubblico due giorni alla settimana; ruoli di udienza preliminare limitati a una dozzina di provvedimenti (salvo detenuti). Se l’organico dei magistrati è completo, mancano cancellieri e operatori, figura fondamentali per rendere esecutive le sentenze. Una situazione, dunque, che va a pesare sulla giustizia e la sicurezza di tutti i cittadini.

4 – Claudio Lanfranchi, 49enne di Ardesio, brutalmente ucciso nella sua casa di Alicante davanti alla fidanzata, che parla di tre italiani incappucciati

Misterioso e tragico omicidio in quel di Orihuela Costa, cittadina spagnola nella provincia di Alicante, dove alle prime ore di lunedì 25 gennaio, nella sua abitazione a pochi metri dalla costa, Claudio Lanfranchi, 49enne originario di Ardesio, è stato brutalmente ucciso a coltellate. Durante la tragedia, nell’abitazione si trovava anche la fidanzata romena di Lanfranchi, la quale è stata imbavagliata e legata a una sedia dagli assassini. È stata lei stessa a ricostruire alle forze dell’ordine spagnole i terribili momenti dell’aggressione: secondo il racconto della donna, tre uomini incappucciati, «sicuramente italiani. Anzi, napoletani», hanno fatto irruzione nell’abitazione e dopo averla immobilizzata, si sono scagliati su Lanfranchi, ferendolo mortalmente con diverse coltellate. La coppia viveva da circa un anno in Spagna e il racconto della fidanzata di Lanfranchi lascia supporre che si sia trattato di un brutale regolamento di conti. I media spagnoli, però, non escludono altre strade: la provincia di Alicante, infatti, è al centro di una vera e propria escalation di violenza che ha portato a tre morti violente soltanto nell’ultima settimana.

5 – La Asst di Bergamo interviene sull’indagine per le morti sospette all’ospedale di Piario

Mercoledì 27 gennaio, attraverso un comunicato stampa a firma del direttore generale Francesco Locarti, la neonata Azienda socio-sanitaria territoriale di Bergamo (ex Asl) è intervenuta sulle indagini in corso all’ospedale di Piario riguardanti le presunte morti sospette avvenute nel 2015 nel reparto di Medicina. Nella nota si legge: «L’Asst ribadisce che intende attenersi al massimo riserbo in costanza di delicate e complesse indagini da parte dell’autorità giudiziaria. Conseguentemente considera inopportuna qualsiasi ulteriore dichiarazione prima che gli inquirenti, con i quali collabora fattivamente, abbiano accertato la reale dinamica dei fatti». L’Asst ha poi sottolineato come «il presidio ospedaliero di Piario opera regolarmente, assicurando al territorio di riferimento le prestazioni di ricovero, specialistica ambulatoriale e pronto soccorso, coerenti con il proprio assetto organizzativo e rinnova la fiducia al personale che assicura tali prestazioni in un contesto ambientale oggettivamente gravoso».

6 – Operazione “Fuorigioco”: a German Denis sequestrati circa 320mila euro

Nell’ambito dell’operazione “Fuorigioco”, coordinata dalla Procura di Napoli e incentrata su un presunto sistema di evasione collaudato all’interno del mondo del calcio italiano, sono circa 12 i milioni che le forze dell’ordine hanno sequestrato la mattina del 26 gennaio. E se le cifre contestate alle società di Serie A paiono, a onor del vero, irrisorie (10mila euro circa è la cifra contestata all’Atalanta), decisamente più alte le cifre che gli inquirenti suppongono abbiano sottratto al fisco italiano alcuni dei calciatori coinvolti. Tra questi c’è anche German Denis: l’attaccante atalantino s’è visto infatti sequestrare dalla Guardia di Finanza una cifra vicina ai 320mila euro. Al suo procuratore Leo Rodriguez (agente anche di Carmona e del Papu Gomez), uno dei più coinvolti dall’inchiesta, è stato sequestrato poco più di 1 milione di euro.

7 – Ultrà tedesco fermato dopo gli scontri post Atalanta-Inter ai domiciliari. Lo accoglierà una coppia di Bergamo

Il supporter dell’Eintracht Francoforte arrestato sabato 16 gennaio in seguito agli scontri avvenuti in centro a Bergamo nell’immediato post partita di Atalanta-Inter, dopo 12 giorni di carcere, dovrà andare ai domiciliari. A deciderlo il gip di Bergamo Marina Cavalleri, che ha accolto la richiesta della difesa. Gli altri 6 tifosi fermati che si trovano ancora in carcere (per 3 erano già stati decisi i domiciliari) attendono invece una risposta dal Tribunale del Riesame. Il tifoso tedesco ha potuto chiedere i domiciliari perché una coppia bergamasca ha accettato di accoglierlo nella propria abitazione. Il fatto che non vivesse sul territorio italiano, infatti, era il principale ostacolo al suo rilascio. Anche la sua posizione sarà comunque valutata dal Riesame insieme a quella degli altri tifosi fermati.

8 – Bossetti, si attende la risposta del Riesame sulla richiesta di scarcerazione. Intanto la difesa parla di «opinione pubblica forcaiola»

È attesa per i prossimi giorni la decisione del Tribunale del Riesame di Brescia circa la decima domanda di scarcerazione avanzata dai legali di Massimo Bossetti, l’uomo accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio, da quando è stato arrestato nel giugno 2014. L’udienza, durata circa mezz’ora, è andata in scena il 26 gennaio, alla presenza del pm Letizia Ruggeri, che s’è detta una volta in più contraria alla scarcerazione dell’imputato, e i legali del muratore di Mapello, che si sono lasciati andare a una dura invettiva contro i media, rei di aver già deciso per la colpevolezza del loro assistito. Nel documento con cui è richiesta la scarcerazione (lungo 28 pagine), si legge: «La presente vicenda ha assunto un tale clamore mediatico da far temere, come sta avvenendo, condizionamenti extraprocessuali da parte di un’opinione pubblica forcaiola alimentata da informazioni distorte. L’onda impetuosa dei media si è abbattuta sul presente processo penale e ne sta deformando lo scenario». In sostanza, a parere di Salvagni e Camporini, il processo sarebbe condizionato dalle opinioni espresse dai media, che avrebbero già individuato nel loro assistito il colpevole. Il documento, però, non risparmia neppure gli inquirenti: si parla di «giornalismo giudiziario che ruba la scena alla giustizia in toga» e di «retorica della colpevolezza che si alimenta della farina tratta dal sacco degli inquirenti (nel caso in esame, come risulta agli atti, confezionata ad hoc…)». Citano la sentenza della Cassazione che ha annullato la condanna di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, dove «proprio la pressione mediatica aveva indotto gli inquirenti ad imboccare scorciatoie per consegnare al luccichio dello schermo televisivo l’immagine dei due ragazzi colpevoli». E sostengono, infine, che le regole processuali non siano rispettate: «Se si applicassero in modo rigoroso, l’imputato non potrà che essere custodito presso la sua abitazione».

9 – Il Forum Bergamasco delle Associazioni Familiari si schiera contro il Ddl Cirinnà

In occasione del Family Day 2016, che si terrà a Roma sabato 30 gennaio, Vanni Invernici, presidente provinciale del Forum Bergamasco delle Associazioni Familiari invita tutta la cittadinanza alla partecipazione. I motivi li spiega in un documento diffuso il 27 gennaio: «Respingiamo con fermezza il Disegno di Legge Cirinnà, in quanto scardina l’ordine naturale dei rapporti umani e crea confusione antropologica, regolamentando ed equiparando, di fatto e nello stesso modo, condizioni personali e sociali radicalmente diverse nel loro essere e nelle loro finalità, mortificando il diritto dei figli ad avere un padre e una madre e ponendo le premesse per un disumano sfruttamento delle donne con la cosiddetta “stepchild adoption” (letteralmente, “adozione del figliastro”), cioè l’adozione da parte del convivente del bimbo biologico del partner. Rispetto a quest’ultima norma, dichiariamo la nostra assoluta contrarietà, in primo luogo perché a decidere in ordine all’adozione di un bimbo è il Tribunale dei Minorenni, che ha il compito di valutare ogni singola adozione, nella prospettiva del “supremo interesse del bimbo”, di cui deve essere dichiarato lo stato di abbandono, materiale e morale. In secondo luogo perché, in caso di coppia omosessuale maschile, se si volesse un figlio, sarebbe necessario fare fecondazione artificiale eterologa in un paese ove è consentita, affittando l’utero di una donna che porti a termine la gravidanza (il cosiddetto utero in affitto), vietato per legge in Italia, ma che di fatto con il Ddl Cirinnà verrebbe legittimato! I bambini non sono una merce qualsiasi, oggetti che si comprano! Ci opponiamo anche al cosiddetto “affido rinforzato” che è una trappola che rischia di fatto di introdurre la stessa adozione. […] Rifiutiamo l’omologazione e la parificazione delle unioni civili al “matrimonio”. […] Chiediamo e auspichiamo che il Ddl Cirinnà venga fermato e bocciato e proponiamo la costituzione di una commissione “ad hoc” che elabori un nuovo progetto di legge che meglio definisca e riconosca i diritti e i doveri legati alle persone omosessuali che scelgano di vivere con altra persona dello stesso sesso».

10 – Nicora, Dg della nuova Asst Papa Giovanni XXIII, rassicura: «Ridaremo qualità all’ospedale di San Giovanni Bianco»

Carlo Nicora, direttore generale della nuova Azienda socio sanitaria territoriale Papa Giovanni XXIII nata in seguito alla riforma sanitaria della Regione Lombardia, ha rassicurato la cittadinanza e le istituzioni della Val Brembana circa il futuro dell’ospedale di San Giovanni Bianco. Nicora ha affermato: «Quell’ospedale è una parte del Papa Giovanni, non è qualcosa di diverso. E nei prossimi mesi dobbiamo lavorare per riconnettere quel pezzo al Papa Giovanni». Le parole sono state dette la sera di lunedì 25 gennaio durante l’incontro indetto dall’Assemblea dei sindaci nella sede della Comunità montana a Piazza Brembana per cercare di capire il futuro della sanità in valle dopo la nascita dell’Asst. Nicora ha chiesto 6 mesi di tempo per capire quali servizi e quali specialità sanitarie il territorio necessiti e, quindi, garantire un livello di eccellenza del servizio fornito.

11 – 46enne di Arcene, originario di Osio Sotto, accusato di compiere rapine. Ma si dichiarava invalido

Un pregiudicato di 46 anni residente ad Arcene, ma originario di Osio Sotto, è stato arrestato dopo che si è presentato allo sportello dell’Inps per ritirare la sua pensione di invalidità. Su di lui pendeva un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Milano il 10 dicembre scorso ed è accusato di aver rapinato una farmacia a Milano e di aver messo a segno una truffa a Riccione. Invalido, l’uomo comunque da tempo era ricercato, anche dai Carabinieri di Verdello, che non erano però riusciti a rintracciarlo. Alla fine l’hanno atteso là dove sapevano che non sarebbe mancato: davanti alla sede Inps di via Vittorio Emanuele, dove abitualmente ritirava la sua pensione di invalidità.

12 – Incidente in via Camozzi, motociclista ricoverato al Papa Giovanni

La mattina di mercoledì 27 gennaio c’è stato un incidente a Bergamo, in via Camozzi, in seguito al quale un uomo in sella a una moto è rimasto ferito ed è stato ricoverato al Papa Giovanni. Ancora poco chiara la dinamica dell’incidente, avvenuto intorno alle 8 di mattina. Al momento si sa che il ferito è un 50enne e non sarebbe in gravi condizioni.

13 – Il Comune di Ardesio dà un anno alla Valcanale Srl per mettere in sicurezza il territorio

L’Eco di Bergamo spiega che il sindaco di Ardesio, Alberto Bigoni, ha dato un ultimatum alla Valcanale Srl: un anno di tempo per mettere in sicurezza (al costo di 3 milioni e mezzo di euro) «i dissesti fonte di pericolo per la pubblica incolumità e sicurezza». La società, oggi in liquidazione, è proprietaria dei terreni dove, nei pascoli alti dell’omonima frazione, fino al 1997 si sciava. Pascoli che tali resteranno, precisano dalla società, e dove è in atto un processo spontaneo di rinaturalizzazione che camion e ruspe in azione non farebbero che bloccare, producendo altro danno. Il Comune non esclude la possibilità di procedere, nel caso la richiesta non venga esaudita, con un’ordinanza sindacale che imponga di realizzare i lavori ritenuti necessari dalle perizie, e giunge dopo il pronunciamento del presidente del Tribunale di Bergamo, Ezio Siniscalchi, che ha dichiarato inammissibile la richiesta avanzata dal Comune di una consulenza tecnica preventiva. Dopo quattro anni di indagini geologiche, ordinanze, lettere e operazioni di pulizia, di fronte all’ennesimo ultimatum, la Valcanale Srl accusa apertamente il Comune di perseguire il suo affondo non tenendo conto di alcune opere realizzate dalla società. Per la società non ci sarebbe alcun pericolo.

 

26 GENNAIO

 

1 – Sale la tensioni all’Università, i lavoratori: «Promesse non mantenute, lo stato di agitazione continua»

Il 26 gennaio i lavoratori dell’Università degli Studi di Bergamo hanno approvato in assemblea una mozione con cui chiariscono che lo stato di agitazione non è ancora finito e hanno indetto, per il prossimo 2 febbraio, una assemble-presidio in Caniana, a partire dalle 9.30. Nel documento firmato dalla Rsu si legge: «Lo stato di agitazione non è concluso. Il Rettore non ha mantenuto gli impegni che si era assunto con i lavoratori. Remo Morzenti Pellegrini ha addirittura presentato al tavolo di contrattazione il 17 dicembre e in Consiglio di Amministrazione (5 giorni dopo) due documenti diversi sull’incentivo da dare ai lavoratori. La scelta del Rettore di ennesima chiusura al dialogo e di non convocare il tavolo rischia di impedire ora che i lavoratori ricevano i soldi dell’incentivo in busta paga. Ricordiamo che i soldi che i lavoratori stanno chiedendo derivano da risparmi fatti dall’Università sui dipendenti stessi, quindi non c’è nessun aggravio di spesa pubblica. Chiediamo solo una parte di ciò che ci spetta. L’Amministrazione deve convocare i rappresentanti dei lavoratori per arrivare a un accordo sulla distribuzione delle risorse. Infelice la scelta di inviare a tutti i lavoratori un presunto “resoconto della trattativa di dicembre” unilateralmente sottoscritto dal solo Direttore Generale, dott. Giuseppe Giovanelli. L’assembleadei lavoratori interpreta questo fatto come un tentativo di screditare i propri rappresentanti sindacali».

2 – Villongo, la Finanza indaga anche su eventuali ammanchi in Comune

Dopo il blitz di lunedì 25 gennaio nel municipio di Villongo della Guardia di Finanza, effettuato nell’ambito dell’inchiesta riguardante due dipendenti comunali accusate di aver “taroccato” il proprio orario di lavoro, gli inquirenti starebbero anche indagando su eventuali ammanchi, ovvero somme di denaro che le due impiegate avrebbero sottratto alle casse comunali. Al momento le indagate sarebbero soltanto due: entrambe 42enni, una è residente a Chiari e lavora nell’Ufficio tributi, l’altra è residente a Tavernola e lavora alla Ragioneria. l’accusa nei loro confronti è di truffa aggravata ai danni dello Stato, falso materiale e accesso abusivo a sistema informatico. Secondo l’accusa, le due avrebbero lasciato il posto di lavoro prima del termine strisciando regolarmente il badge, salvo poi correggere gli orari grazie a intrusioni nel server del Comune. La Guardia di Finanza e la Polizia giudiziaria hanno sequestrato diversi computer, sui quali hanno avviato gli accertamenti sulle presunte correzioni. Si cercano anche eventuali tracce di movimenti di denaro.

3 – Nel pomeriggio blitz della polizia in via Carducci

Nel pomeriggio di martedì 26 gennaio, in via Carducci a Bergamo, la polizia ha effettuato un vero e proprio blitz per compiere dei controlli su tutti gli automobilisti di passaggio all’uscita della rotatoria, sulla carreggiata in direzione Curno. La questura ha però tranquillizzato gli animi: non c’è nessun allarme e nessun ricercato. L’attività, a quanto pare, fa parte dei normali controlli del territorio programmati in collaborazione con il Reparto prevenzione crimine.

4 – Bossetti, si attende la (ennesima) decisione del Riesame sulla sua richiesta di scarcerazione

È durata circa mezz’ora l’udienza al Tribunale del Riesame di Brescia in cui si è discussa la possibile scarcerazione di Massimo Bossetti, l’uomo accusato di aver ucciso Yara Gambirasio e, dal 3 luglio scorso, sotto processo per il presunto omicidio. È la decima volta che i legali del carpentiere di Mapello avanzano questa richiesta, ma già per nove volte la risposta è sempre stata la stessa: Bossetti deve rimanere in carcere. Lo aveva detto il gip, lo stesso Tribunale del Riesame in un paio di occasioni, la Cassazione e anche la stessa Corte d’Assise che lo sta processando. Secondo il legale dell’uomo, Claudio Salvagni, ora le cose sono però cambiate: «Nell’ultimo anno le norme che configurano le esigenze cautelari sono molto più stringenti, la necessità di tenere in carcere una persona deve essere reale – ha spiegato ai giornalisti presenti fuori dal Tribunale di Brescia -. E qui non c’è. Il nostro assistito confida che questa sia la volta buona». La decisione è attesa tra la serata di oggi e la mattina di domani.

5 – Smog, valori ancora oltre i limiti. Ok al protocollo con le misure anti-smog

Mentre Bergamo e la sua Provincia si trovano a dover fare i conti con il sesto giorno consecutivo di valori di Pm10 oltre la soglia dei 50 microgrammi al metro cubo consentiti, Provincia, Ats, Arpa, Atb e i Comuni di Bergamo, Azzano e Seriate danno l’ok al documento che scandisce tre fasce temporali oltre le quali scatteranno interventi mirati sulle principali fonti di emissioni. Ciò significa misure, anche severe, contro camini, riscaldamenti e automobili principalmente. Le prime misure scatteranno nel caso in cui i livelli di Pm10 supereranno i limiti per più di 10 giorni consecutivi. Dopo 20 giorni, invece, si imporrà nei centri abitati un limite di velocità a 30 km/h e dopo 30 giorni scatteranno le targhe alterne sulle strade comunali e provinciali all’interno dell’Area critica 1. Il protocollo verrà presentato e sottoposto a 111 Comuni della Bergamasca venerdì 29 gennaio e questi potranno decidere se sottoscriverlo o meno.

6 – Calvenzano, incidente tra due auto sulla Rivoltana, quattro feriti

La mattina del 26 gennaio, lungo la strada Rivoltana, all’altezza di Calvenzano, due auto si sono violentemente scontrate in prossimità di una rotonda. Nell’incidente sono rimaste ferite 4 persone, fortunatamente nessuna in modo serio, nonostante sia stato fatto intervenire per precauzione l’elisoccorso dell’ospedale di Bergamo. Entrambe le automobili erano dirette a Vailate: una delle due vettura, alla cui guida si trovava una donna di Treviglio proveniente da Calvenzano, una volta entrata nella rotonda si è scontrata con l’altra auto (guidata da un bresciano) che giungeva da Caravaggio, finendo fuori strada e ribaltandosi su se stessa.

7 – Bosatelli giustifica il proprio impegno per il Teatro Donizetti: «Nessun conflitto d’interessi»

Il presidente della Gewiss, Domenico Bosatelli, interviene – con una nota pubblicata su Bergamonews – in merito alle perplessità sull’assegnazione dei lavori per il restauro del Teatro Donizetti di cui si è molto discusso negli ultimi giorni sulla stampa locale; assegnazione effettuata dalla Fondazione Donizetti a una Associazione temporanea di impresa di cui fa parte anche Termigas, azienda legata alla famiglia Bosatelli. Il Cavaliere del lavoro spiega che «l’impegno profuso dal sottoscritto è sempre stato rivolto unicamente al perseguimento di un fine sociale e non certamente personale. […] Ogni rappresentazione difforme non trova corrispondenza nei comportamenti del sottoscritto che, a dimostrazione dell’assenza di alcun interesse economico, ha da sempre manifestato – come risulta agli atti della Fondazione – la volontà di intervenire quale sponsor tecnico mediante la fornitura gratuita dei prodotti necessari per la realizzazione dell’impianto elettrico, contribuendo in modo concreto alla ristrutturazione del nostro Teatro. Alla luce delle osservazioni di cui sopra, ritengo di chiara evidenza che la partecipazione in Termigas, minoritaria e indiretta, non abbia in alcun modo alterato la regolarità della procedura».

8 – La Pigna risponde al comunicato stampa del Pd: stipendi pagati regolarmente

Dopo che il Pd bergamasco, lunedì 25 gennaio, aveva diffuso un comunicato stampa in cui si parlava con preoccupazione della situazione in cui versa la Pigna di Alzano Lombardo, è la stessa azienda a rispondere con una nuova nota stampa, in cui si fanno alcune importanti precisazioni: «Al contrario di quanto affermato nel comunicato del Pd – si legge nel comunicato dell’azienda -, tutti gli stipendi a tutti i lavoratori di Cartiere Paolo Pigna, senza eccezione alcuna, sono stati regolarmente pagati dal 21 settembre ad oggi, con la sola sospensione di un rateo pari a 10 giorni lavorativi». I vertici della cartiera di Alzano Lombardo rilevano come il rateo «non può essere saldato ai sensi di legge, e benché la società abbia la disponibilità economica, poiché antecedente alla domanda di concordato. Ne consegue che la qualsivoglia decisione in merito al pagamento del citato rateo non è nella disponibilità della società». Critico nei confronti del Pd locale anche Mattia Baldis, coordinatore di Forza Italia ad Alzano: «Dopo aver tenuto il comune paralizzato con le loro beghe da cortile culminate nelle dimissioni del sindaco e di quelle in blocco dei consiglieri, il Pd si sveglia dal letargo e auspica “una soluzione della crisi attraverso nuovi investimenti e obiettivi che portino l’azienda a tornare competitiva tutelando lavoratori e capacità produttiva”. Benvenuti nel mondo reale».

9 – Treviglio, 22enne albanese agli arresti domiciliari pizzicato mentre andava in giro in bicicletta

Un 22enne albanese residente a Treviglio è stato arrestato nei giorni scorsi. Il giovane, infatti, era sottoposto agli arresti domiciliari in quanto indagato per furto di furgoni, utilizzati per sfondare le vetrine dei bar e delle sale giochi con asportazione delle slot-machines e per furti in abitazione. Durante un controllo a sorpresa, gli agenti avevano trovato nella casa del 22enne anche un cittadino albanese nascosto dietro a una porta. Un reato, in quanto l’indagato era sottoposto a divieto di comunicare e frequentare persone diverse dai famigliari. Quello stesso giorno, inoltre, altri agenti hanno notato che il 22enne lasciava la sua abitazione in bicicletta, per poi farci ritorno diverso tempo dopo. I due fatti sono stati comunicati al pm Carmen Santoro, che ha chiesto l’immediata revoca del beneficio al gip Ciro Iacomino, che ha emesso subito un provvedimento di revoca della misura dei domiciliari. Gli agenti hanno rintracciato nella propria abitazione il giovane, il quale è stato tratto in arresto e trasferito nel carcere di via Gleno.

10 – Il Balzer si rifà il look, mentre il negozio di giocattoli Caldara cambia proprietà ma non merce in vendita

C’è movimento tra le attività commerciali di Bergamo bassa. Lungo il Sentierone, lo storico Balzer, oramai da circa un anno in mano a Giovanni Barghi, che ha rilevato l’attività in crisi, si sta rifacendo il look: lavori in corso al suo interno, visto che dopo aver rinnovato l’ala caffetteria, ora il titolare ha deciso di compiere un restyling anche dell’ala pasticceria. Il locale resterà comunque aperto in questi giorni di cantiere. Molto probabilmente verrà anche ripristino il banco dei gelati che dà direttamente sul Sentierone e verrà realizzato anche un angolo enoteca. In viale Papa Giovanni, invece, lo storico negozio di giocattoli Caldara cambia proprietà, come annunciato da diverso tempo. Ma i giochi non se ne vanno. Piergiogio Caldara, nel giorno della chiusura del suo negozio, ha infatti affermato: «Ci tenevo a dare continuità alla mia attività e sono felice di aver ceduto il mio negozio a Città del sole». Terminati i lavori di rinnovamento, il negozio riaprirà i battenti nella seconda metà di marzo e continuerà a vendere giocattoli.

11 – Piazzatorre, senza neve è crisi del turismo. Il sindaco chiede che lo Stato lasci i soldi dell’Imu

Il sindaco di Piazzatorre Valeriano Bianchi lo dice da qualche giorno: il Comune è in crisi, soprattutto per colpa dell’assenza di neve e, quindi, per l’assenza di turisti. Niente neve, impianti di risalita chiusi e 2.500 seconde case sempre meno frequentate. Ora il primo cittadino si rivolge allo Stato: «Lasciateci i soldi dell’Imu e, poco alla volta, riusciremo a risollevarci». Poi aggiunge: «Tanti villeggianti ci chiedono cosa facciamo dei soldi dell’Imu, ma forse non sanno che degli 850mila euro che lo Stato incassa sulle nostre seconde case se ne trattiene un bel po’, 265mila euro, a cui si aggiungono altri 207mila euro per il fondo di solidarietà. Così è dal 2013. Per noi sarebbero soldi importanti, da investire in un momento di grande difficoltà come questo. Purtroppo dalle migliaia di seconde case, in realtà, incassiamo pochissimo». Come spiega L’Eco di Bergamo, il Comune, che negli anni scorsi ha investito con l’acquisto delle seggiovie ma anche dell’ex colonia Genovese, oggi si trova in difficoltà. Neve naturale non se ne vede e i due cannoni allestiti quest’estate per l’innevamento artificiale della parte bassa delle piste, purtroppo, in questa stagione, non sono stati sufficienti.

12 – Ritrovata l’Audi gialla che ha scatenato il panico nel Nord-Est, ma è stata distrutta

L’Audi gialla con targa svizzera che negli ultimi giorni ha seminato panico in tutto il Nord-Est e che è stata inseguita per giorni senza risultato dalle forze dell’ordine, è stata finalmente trovata in provincia di Treviso. Purtroppo, però, i malviventi l’hanno bruciata in aperta campagna, vicino a un torrente tra i Comuni di One’ di Fonte e Asolo. Sono state proprio le fiamme della vettura ad allarmare alcuni cittadini, che hanno così dato l’allarme. Nessuna traccia dei tre malviventi che erano a bordo dell’auto, rubata a Milano lo scorso dicembre e con la quale si sono resi protagonisti di rocambolesche fughe, oltre che di una sparatoria con una Volante della polizia di Mestre.

 

25 GENNAIO

 

1 – Trovata droga in casa di un 60enne di Botta di Sedrina. Ma lui spiega: «È per l’artrite». E spiega gli strani movimenti alla sua abitazione

Un 60enne originario di Sedrina ma residente a Botta di Sedrina, è stato arrestato dalle forze dell’ordine nei giorni scorsi per detenzione ai fini di spaccio nella sua abitazione. Alcuni residenti avevano infatti segnalato agli inquirenti un giro sospetto all’esterno della casa dell’uomo. E una volta entrati nella casa del 60enne, quest’ultimo ha consegnato loro, senza battere ciglio, 4 grammi di eroina e 40 grammi di marijuana oltre ad alcune siringhe. L’uomo ha poi precisato in Tribunale: «Sono un consumatore, non vendo droga. La uso soltanto per alleviare i dolori della mia artrite reumatoide». Disoccupato, si mantiene solo con lo stipendio della moglie e un “lavoretto” illegale: la vendita abusiva di giacche e accessori moda taroccati. Per questo, ha spiegato il 60enne, fuori dalla sua abitazione c’era un sospetto via-vai. I Carabinieri, però, hanno anche trovato nell’abitazione dell’uomo 15 palline di eroina. Anche in questo caso, però, il 60enne ha spiegato: «Sono i filtri che uso per le sigarette, per aspirare eroina liquida». Gli inquirenti stanno ora cercando di capire se la versione fornita dal 60enne è vera e stanno indagando sul mercato di merce contraffatta dichiarata dallo stesso. Nel frattempo, convalidato l’arresto, l’uomo è stato scarcerato e il processo rinviato ad aprile.

2 – Smog, da cinque giorni consecutivi i livelli di Pm10 sono oltre i valori massimi consentiti

Con il maltempo che non si fa vedere da diverso tempo e il freddo in lento ma continuo calo, a Bergamo torna a far preoccupare lo smog. Il 24 gennaio, tutte le centraline dell’Arpa installate in città e sul resto del territorio orobico, hanno rilevato concentrazioni di Pm10 oltre il limite di 50 microgrammi per metro cubo d’aria. E in particolare, in via Garibaldi, sono stati rilevati 58 microgrammi di polveri sottili il 20 gennaio, poi 76, 63, 77, 83 (ultimo dato alla mezzanotte del 24 gennaio): quindi cinque giorni consecutivi di livelli oltre la norma. Ancora peggio le cose vanno in alcune zone della provincia, come nella Bassa: la centralina di Treviglio ha rilevato 62 microgrammi il 20 gennaio, poi 78, 81, 89 e 99, valori superiori anche alla soglia di attenzione fissata a 75 microgrammi.

3 – Blitz della Finanza al Comune di Villongo. Due impiegate avrebbero truccato gli orari di lavoro

Lunedì 25 gennaio, alcuni uomini della Guardia di Finanza hanno effettuato un blitz al Municipio di Villongo, dove hanno sequestrato alcuni computer e hanno acquisito diversi atti. Il tutto su espresso via libera della Procura di Bergamo, che ha al momento formulato un’ipotesi di truffa aggravata e accesso abusivo a sistemi informatici. Sotto la lente d’ingrandimento dei finanzieri due dipendenti del Comune, due impiegate per la precisione, che avrebbero “taroccato” i loro orari di lavoro monomettendo i dati registrati nei software. A segnalare la cosa lo stesso sindaco di Villongo, Maria Ori Belometti. Il Comune ha poi emesso un comunicato stampa in cui ha spiegato l’intervento delle Fiamme Gialle: «In data odierna, alcuni agenti della Guardia di Finanza hanno compiuto un sopralluogo negli uffici del Comune allo scopo di acquisire l’archivio informatico del sistema di rilevazione delle presenze di lavoro. Il sindaco ha segnalato alla Procura di Bergamo la presenza di anomalie che avvalorano l’ipotesi di timbrature irregolari da parte di un paio di dipendenti, tese ad estendere l’effettiva durata della presenza».

4 – Crisi della Pigna, il Partito Democratico è preoccupato e chiede nuovi investimenti

La situazione in cui versa la Pigna preoccupa da tempo e nonostante sia stata chiesta la convocazione del tavolo istituzionale, ad oggi ancora nulla si è mosso. Per questo il Partito Democratico bergamasco ha diffuso, il 25 gennaio, un comunicato stampa in cui il partito «esprime forte preoccupazione in merito alla crisi Pigna. Il settore è da tempo in forte difficoltà per dinamiche di mercato e scarse prospettive. Per questo ha attivato una serie di azioni volte ad assicurare massimo supporto all’azienda e ai lavoratori». I Dem già il 21 ottobre 2015, attraverso i propri deputati orobici, avevano presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere l’intervento dei Ministri dello Sviluppo Economico e del Lavoro e più recentemente è stata promossa anche un’audizione in commissione in Regione Lombardia. Ma risposte non ne arrivano. La Provincia, nel frattempo, ha attivato un’interlocuzione con l’Inps per la questione cassa integrazione, essendo i lavoratori senza stipendio da settembre. Si sta aspettando una nuova richiesta di cassa straordinaria da parte dell’azienda, a quanto pare ora bloccata in attesa di capire se possa partire o meno il concordato. Come spiega L’Eco di Bergamo, il timore più ricorrente è la mancanza di un qualsiasi ammortizzatore sociale in questa fase delicata che potrebbe peggiorare se il giudice non concederà l’ammissione al concordato preventivo nelle prossime settimane.

5 – Polemiche sul restauro del Donizetti, il Comune chiederà un parere a Cantone

Polemiche attorno all’assegnazione dei lavori di restauro del teatro Donizetti. Un bando da circa 18 milioni di euro, raccolti dalla Fondazione Donizetti, ente privato partecipato dal Comune di Bergamo, presieduto dal sindaco Giorgio Gori e amministrato dal consigliere delegato Valerio Marabini, ex assessore della Giunta Veneziani. Le polemiche sono nate in seguito a un articolo del Corriere della Sera Bergamo, che sottolineava possibili conflitti d’interessi legati a una delle aziende selezionate dalla Fondazione. Motivi di critica fatti propri anche dal Movimento 5 Stelle, che hanno mostrato perplessità sulla questione. Come sottolinea Bergamonews, in quanto ente di diritto privato la Fondazione avrebbe potuto effettuare la scelta in modo diretto e discrezionale, ma, essendo interventi che vanno a ristrutturare il teatro Donizetti, patrimonio culturale della città, il percorso decisionale è stato misto, con un’evidenza pubblica, anche perché vi è parte del finanziamento di origine pubblica. La Fondazione, chiedendo un supporto all’Associazione dei costruttori di Bergamo, ha così invitato 6 aziende. A queste sei Ati (Associazioni temporanee di imprese) sono stati forniti gli elementi per formulare una proposta, le proposte sono state vagliate da una commissione composta dallo stesso Marabini, da Roberto Sestini (Siad) e da Domenico Bosatelli (Gewiss). Due sono le Ati che hanno presentato un piano ritenuto idoneo, una di queste, avendo offerto il miglior ribasso, è stata prescelta: è quella il cui capofila è l‘Immobiliare Percassi (non legata formalmente alla business company Percassi). In questa associazione c’è anche la Termigas, una quota importante della quale fa capo alla famiglia Bosatelli: è qui che si concentrano le attenzioni di chi chiede trasparenza e correttezza. Peraltro i 5 Stelle stigmatizzano anche la partecipazione alla selezione dell’impresa Vigani, il cui socio è marito dell’assessore Loredana Poli. Proprio per questo motivo, e per tutelare tutti i passaggi della procedura, la Giunta e la Fondazione Nuovo Teatro Donizetti starebbero valutando la possibilità di richiedere un parere all’Autorità nazionale anticorruzione, ente presieduto da Raffaele Cantone, un via libera (o uno stop) che dovrebbe arrivare entro 60 giorni.

6 – Audi gialla in fuga nel Nord-Est, si consegna un uomo, ma si dichiara innocente

Da giorni sulle strade del Nord-Est le forze dell’ordine sono sulle tracce di un’Audi Gialla con targa svizzera rea, secondo gli inquirenti, di aver ucciso una persona in un incidente stradale e di aver sparato ad alcuni agenti in un posto di blocco. Dopo diversi giorni, con anche un appello pubblicato sui social, un uomo, un 32enne albanese, si è consegnato in questura di Torino dicendo di essere effettivamente il titolare dell’auto, ma di essere innocente e di non spiegarsi come sia possibile che proprio lui fosse il ricercato. La polizia ha accertato che era giunto in Italia circa un anno fa. Fermato in treno per un controllo, lo scorso 13 gennaio aveva ricevuto un provvedimento di espulsione perché non in regola con il permesso di soggiorno. Avrebbe dovuto lasciare l’Italia entro il 20 gennaio, cosa che non ha fatto e per questo è stato trattenuto. Ora, da parte del giudice, è scattato il provvedimento di espulsione immediata.

7 – Sulla strada della Val Seriana il traffico è un incubo

La mattina, lungo la strada della Val Seriana, un lunghissimo serpentone di auto si muove a passo d’uomo in direzione di Bergamo. Un incubo ricorrente per i tanti automobilisti e autotrasportatori costretti a percorrere quella strada ogni mattina. Per questo Doriano Bendotti, segretario provinciale della Fai (Federazione autotrasportatori italiani), si fa qualche domanda a nome della sua categoria riferendosi alla galleria di Montenegrone e alla superstrada Seriate-Nembro-Cene, tratto dell’ex statale 671: «Bisogna capire se c’è qualche punto che fa da tappo». Un’altra questione è capire se il progetto di questa infrastruttura è già vecchio e inadatto ai volumi di veicoli che attualmente transitano per la Val Seriana. L’infrastruttura, dopo svariati ritardi, è stata inaugurata nel gennaio 2008, ma chi la percorre ogni giorno inizia a pensare che qualcosa non vada. Gli incolonnamenti possono partire poco dopo la galleria Del Dosso e arrivare fino a quella di Montenegrone, dove si concentrano i disagi peggiori. La speranza è che qualcuno dia qualche risposta.

8 – Sotto il Monte, uomo di 30 anni investito mentre era in bicicletta. Ha riportato ferite gravi

Nelle prime ore della mattina di lunedì 25 gennaio, alle 6.30 circa, il 118 è dovuto intervenire a Sotto il Monte, dove un uomo di 30 anni è stato investito mentre si trovava in sella alla sua bicicletta lungo via Monsignor Bosio. Stando alle prime informazioni, il 30enne avrebbe riportato ferite gravi e i soccorsi intervenuti hanno deciso di ricoverarlo d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo.

9 – Alzano Lombardo, due auto in fiamme in via Domenico Savio

La mattina di domenica 24 gennaio, in via Domenico Savio ad Alzano Lombardo, due auto sono andate a fuoco. L’allarme è stato dato alle 4.30 di mattina e il rogo è stato domato dai Vigili del Fuoco intervenuti pochi istanti dopo, non senza difficoltà. Le cause dell’incendio non sono ancora state chiarite, i Carabinieri stanno indagando al riguardo.

10 – La Fecs lancia la sua proposta a Brembo, Mazzucconi e Agnelli: un polo dell’alluminio a Bergamo

Stando a quanto riportato da Bergamonews, il gruppo Fecs Partecipazioni Holding di Verdellino avrebbe lanciato una proposta ad Agnelli Group, Brembo Spa e fonderie Mario Mazzucconi per creare il polo bergamasco dell’alluminio. Un centro che potrebbe produrre 250 mila tonnellate di alluminio pari al 20 percento della richiesta nazionale. La proposta arriva da Olivo Foglieni, Ad di Fecs Partecipazione Holding e responsabile Credito e Finanza di Confindustria Bergamo, che ha già ricevuto l’adesione di Agnelli Group (specializzata nella produzione di pentole ed estrusi in alluminio) e che ora si estende alla Brembo di Alberto Bombassei che, oltre a produrre freni a disco, possiede un’importante fonderia di ghisa e le Fonderie Mario Mazzucconi che realizzano componenti per auto.

11 – Sarnico, le multe portano un tesoretto da 300mila euro, la metà “merito” dei limiti di sosta

Il Comune di Sarnico ha messo da parte un sostanzioso tesoretto da circa 300mila euro grazie alle multe. Di questi, circa il 50 percento sono arrivati dal controllo del pagamento dei parcheggi blu nel centro cittadino, in zona lago. Un record per il Comune del Sebino: più 10 percento rispetto al 2014, che già era stato un anno da primato. Con 6.644 violazioni accertate, per un importo totale di 323mila euro e una media di 18 contravvenzioni al giorno, il 2015 bissa i buoni risultati registrati nel 2014, quando l’ammontare complessivo entrato nelle casse comunali si era fermato a poco meno di 300mila euro.

12 – Venti escursionisti in difficoltà a Lizzola, intervento del soccorso alpino nella notte

Un gruppo di circa 20 escursionisti bergamaschi e milanesi hanno chiesto aiuto al Soccorso alpino dopo essere rimasti bloccati oltre le piste da sci di Lizzola, dove si erano incamminati la sera del 23 gennaio per raggiungere un rifugio vicino e rifocillarsi. Come spiega Il Giorno, due di loro sono scivolati lungo un pendio e hanno riportato alcune escoriazioni. Nulla di grave, ma abbastanza per fare desistere il resto del gruppo dal proseguire. Per evitare guai più grossi, hanno chiesto soccorso. Il luogo dell’intervento si trova a circa 1.500 metri di quota. Otto tecnici del Soccorso alpino li hanno raggiunti a piedi, aiutandoli a scendere in sicurezza fino al piazzale del parcheggio, dove erano rimaste le loro auto. Non è stato necessario fare intervenire l’ambulanza, il gruppo è poi rientrato in modo autonomo.

13 – Michela Moioli, doppio podio a Feldberg

Quello appena conclusosi è stato un weekend veramente indimenticabile per Michela Moioli, la bergamasca snowboarder, che è stata capace di conquistare un doppio podio a Feldberg, continuando così la sua corsa nella classifica generale di Coppa del Mondo di Snowboardcross. Sabato, l’atleta di Alzano Lombardo si è piazzata seconda alle spalle della ceca Eva Samkova (campionessa olimpica a Sochi) e davanti alla francese Chloe Trespeuch. Nella finale di domenica, invece, al fotofinish il gradino più alto del podio è andato alla francese Nelly Moenne Loccoz, che ha così aumentato il vantaggio nella classifica generale consolidando quel pettorale di leader che già possedeva.

14 – Cividate, creato in Comune un registro dei furti

A Cividate, stando a un’analisi, molti cittadini non denunciano i furti subiti. Per questo è stato creato un registro in Comune dove ognuno può dichiarare quello che è accaduto e i dati verranno inoltrati alle forze dell’ordine. L’iniziativa è stata esposta dal sindaco Gianni Forlani in un incontro appositamente organizzato, a cui hanno partecipato Leonardo Campanale, vicepresidente nazionale dell’Associazione controllo del vicinato, Mario Suardi, referente provinciale bassa pianura bergamasca dello stesso sodalizio, Claudio Sessa, sindaco di Torre Boldone e fondatore dei “Volontari osservatori del territorio” (Vot), Rino Tomaselli, responsabile Vot di Torre Boldone, e Maurizio Sinatra, referente provvisorio del gruppo “WhatsApp sicurezza Cividate al Piano”. Nell’incontro sono stati anche presentati alcuni dati: dal 2013 al 2014 la situazione della microcriminalità a Cividate è stata stabile; nel 2015 i furti sono invece scesi a 79 dai 95 del 2014, le rapine da 3 a 2 e i furti di auto da 7 a 3.

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