In via San Bernardino

Ottobarradieci a Bergamo Più di una galleria di design

Ottobarradieci a Bergamo Più di una galleria di design
18 Agosto 2014 ore 18:30

Dal 2006 esiste a Bergamo, in via San Bernardino, al civico 8/10, una galleria specializzata nel design. Al suo interno sono esposti e venduti prototipi, che vengono anche sottoposti al vaglio delle grandi aziende, e autoproduzioni, cioè oggetti in serie limitatissima, le cui spese sono perlopiù a carico del professionista che li realizza. Progetti e idee di design che spesso strizzano l’occhio al mondo dell’arte contemporanea. Come gli oggetti, anche i costi sono molto variabili e si possono trovare piccole chicche da 10 euro fino a realizzazioni uniche che valgono qualche migliaio di euro.

Alla guida di questo «spazio design» – così si legge nel sito ufficiale – c’è Wilda Algani, che, grazie anche ai suoi numerosi viaggi in tutto il mondo, è da anni alla ricerca di oggetti e pezzi di arredo insoliti. Sa che Bergamo è terreno difficile per una scelta inconsueta, ma la considera una bella sfida.

Che cos’è Ottobarradieci. Visitando il sito ottobarradieci.com, la mission della galleria è chiara fin da subito. Si tratta di un «punto di riferimento per coloro che sono alla ricerca di oggetti insoliti. Unisce una raccolta di pezzi unici realizzati da giovani designer e artisti ad altri prodotti che, seppur appartenenti ad un processo industriale, sono frutto di ricerca e sono caratterizzati per la loro originalità e particolarità».

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Artisti e opere da tutto il mondo. Se è vero che un quarto degli artisti proposti è bergamasco, è anche vero che la galleria, nata appunto dalla passione per i viaggi della proprietaria, accoglie artisti dal resto d’Italia, così come tedeschi, americani, svedesi, israeliani (e non solo). Da piccole produzioni a grandi nomi dell’arte contemporanea. In questo periodo è possibile trovare, per esempio, i saponi “mangiati” di Maurizio Cattelan che, in collaborazione con il designer Pierpaolo Ferrari, ha creato questa ironica serie intitolata Sapone Toiletpaper e un servizio di porcellane dalle decorazioni umoristiche per Seletti.

Uno degli artisti più importanti di Ottobarradieci è Pierpaolo Boccardi che, sette anni fa, in collaborazione con la proprietaria, ha dato vita a questo posto. Sua, per esempio è la serie Verde Cemento, composta da vasi in silicone rivestiti di cemento. L’effetto illusionistico è molto efficace, soprattutto quando si tocca con mano: un vaso, apparentemente pesantissimo, diventa leggero come una piuma.

Altro artista di riferimento per la galleria è Massimiliano Adami, designer milanese dalla spiccata propensione all’artigianalità. La sua ricerca si orienta fra arte e design, anche se, nel tempo, ha disegnato progetti per importanti aziende, tra cui i Fossili Moderni per Meritalia e la sedia Sharpei per Cappellini.

Ancora, girando per la lunga stanza, è possibile incontrare i mobili componibili di Stefano Mazzucchetti, i gioielli in vetro delle Sorelle Sent di Murano, le sedute di Giovanni Minelli o le poltrone in pellets e legno di recupero di Matteo Corona. Tra le cose più fantasiose e arrivate di recente ci sono i teatrini in cartone di Alessia Bonacina e gli animali reinterpretati da Daniele Fortuna.

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Molto più di una galleria d’arte. Tutto ciò che viene proposto dalla galleria Ottobarradieci non è un pezzo unico come si potrebbe intendere l’opera d’arte di un artista di una qualsiasi galleria d’arte contemporanea. Si tratta di autoproduzioni che presuppongono comunque una serialità o di oggetti in attesa di far parte di una produzione industriale e quindi di entrare nel mondo effettivo del design.

Esiste però anche la possibilità che la galleria stessa collabori col designer per la realizzazione di un prototipo o di una serie limitata. In questo caso, lo spazio partecipa alle spese e il prodotto viene commercializzato e distribuito con il marchio Ottobarradieci. Questo è il caso, per esempio, di Verde Cemento, presentato nelle fiere di design proprio come produzione della galleria.

Mentre si trova esposto nello spazio di via San Bernardino, un prototipo può anche iniziare la procedura di produzione industriale. In quel caso è facile che il designer lasci in galleria i primi stadi di studio dell’oggetto, che rimarranno di fatto pezzi unici, ricercati dai collezionisti. In pratica Ottobarradieci, più che una galleria d’arte o un concept store, è anche e soprattutto un luogo che punta sul design e a cui i designer possono rivolgersi per dare visibilità alle proprie creazioni.

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