ATRIO Della BANCA, PIAZZA VITTORIO VENETO 8

Papa Giovanni XXIII ad ArtUp

Papa Giovanni XXIII ad ArtUp
11 Giugno 2014 ore 11:20

Da mercoledì 11 a venerdì 13 giugno, presso la Sede di UBI Banca in Piazza Vittorio Veneto, l’opera Papa Giovanni XXIII di Yan Pei Ming, appartenente alla collezione della Popolare, sarà eccezionalmente esposta al pubblico, prima di essere ricollocata nel nuovo ospedale. Il dipinto, realizzato nel 2005, è stato commissionato direttamente dall’Istituto al grande artista contemporaneo, con l’obiettivo di creare una celebrazione iconica e al contempo spirituale del Papa buono.

ArtUp. L’esposizione si colloca all’interno di Art Up, l’iniziativa di UBI-Banca Popolare di Bergamo che presenta ogni mese al pubblico un’opera della sua collezione d’arte contemporanea. Il progetto, curato dal professor Enrico De Pascale, ha preso avvio a gennaio e proseguirà per tutto l’anno: dipinti, fotografie e opere d’arte digitale solitamente conservate nei caveaux o negli uffici della banca saranno visibili a tutti. Luogo dell’esposizione è lʼatrio della Sede Centrale di Piazza Vittorio Veneto 8 a Bergamo e le opere si potranno ammirare nei giorni e negli orari di apertura della banca.
Il curatore responsabile della collezione, lo storico dellʼarte Enrico De Pascale, ha voluto fare di questo evento lungo un anno un vero e proprio “invito alla lettura” e alla fruizione dell’arte contemporanea. Sue sono le schede storico-critiche illustrate e collezionabili realizzate per l’occasione.

Il patrimonio. Il patrimonio artistico della Banca Popolare di Bergamo è costituito da diverse centinaia di opere di età compresa tra il XIV e il XXI secolo (tra più antiche, alcuni strappi d’affresco trecenteschi) e si è formato nel corso di un secolo e mezzo intrecciando le proprie vicende con quelle della Banca stessa, fondata nel 1869. Ne è scaturita una raccolta ampia e variegata in cui l’attenzione per la produzione artistica locale si coniuga con l’interesse per quella nazionale – da Baschenis a Fraʼ Galgario, da Piccio a Manzù, da Ghirri a Boetti – e con una crescente curiosità per le proposte più sperimentali della scena internazionale. Tra queste ultime: una scultura di Anish Kapoor, esposta nel chiostro di Santa Marta durante le giornate di Art Date e opere di Daniel Buren, John Armleder, Liam Gillick, Peter Halley, Yan Pei Ming. Una varietà di opzioni linguistiche ed espressive che è frutto di scelte collezionistiche orientate a rappresentare al meglio il complesso e articolato panorama della cultura artistica passata e contemporanea.

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Lo slogan.L’arte è sempre stata contemporanea” riassume perfettamente il senso del progetto e lascia intendere il motivo per cui si è scelto di iniziare con opere di artisti in gran parte ancora operativi. Il professor De Pascale non esclude, infatti, che l’iniziativa possa ripetersi il prossimo anno con dipinti e sculture appartenenti ad altro periodo storico.  Vedremo.

Particolare significativo. La collocazione delle opere in una nicchia dal carattere riservato – sulla destra per chi si appresta a entrare nella banca – permette ai visitatori un contatto quasi fisico con l’oggetto.  La possibilità di acquisire senza ostacoli le schede illustrative che, oltre a presentare l’opera, dicono l’essenziale dell’artista e del suo lavoro lo prolunga e lo approfondisce. Curate anche nella loro veste grafica e progettate per essere raccolte e collezionate alla fine dell’anno potrebbero diventare, per i visitatori più assidui. Una sorta di catalogo.

Il consenso di pubblico. L’esposizione sta raccogliendo un ampio gradimento e sta avvicinando al mondo dell’arte un pubblico insolito: quello dei clienti della banca e degli occasionali passanti.  Un modo intelligente di affermare che ci guadagniamo tutti col fatto di permettere a questa specialissima forma dell’esperienza umana di entrare senza clamore nella nostra quotidianità.

Gli artisti. il mese di marzo è stato dedicato a Ghirlanda di fiori, del duo Richard Sympson. Si tratta di una stampa fotografica del 2008, parte di un ciclo di sette immagini denominato Vuoto al centro. Il progetto nasce nel 2006 dalla collaborazione di Cosimo Pinchierri e Marco Trinca Colonel intenzionati ad utilizzare tutti i passi del procedimento fotografico per ricondurlo alla sua natura originaria: rappresentare la realtà “così come è”.  A tale scopo hanno messo a punto una pratica personalissima denominata «palmo a palmo», che genera le immagini assemblando centinaia di fotografie – di singoli fiori, in questo caso – ripresi da una posizione zenitale e in scala 1:1. Quella che si vede, dunque, è una ghirlanda insieme di fiori e di fotografie.
Aprile è stato il mese di Serse e della sua opera Paesaggio Adottivo – Gas. È un disegno a grafite rigorosamente in bianco e nero che, come tutti i lavori dell’artista triestino, riprende uno scorcio di paesaggio in cui la natura si mostra nella sua complessità e il silenzio diventa elemento palpabile.
Il gruppo aperto Ferrario Freres ha coinvolto il pubblico nell’Art Up di maggio con la stampa digitale All Blood of Watermelon: una cupa composizioni onirica a mezzo tra antropologia e mitologia contemporanea.
A giugno tocca all’artista Cristiano Pintaldi illuminare la nicchia a destra entrando col primissimo piano del volto di una giovane donna il cui sguardo malinconico è puntato dritto verso l’osservatore.

 

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