Le Isole Ionie

Posti fantastici e dove trovarli Corfù, una perla sottovalutata

Posti fantastici e dove trovarli Corfù, una perla sottovalutata
13 Gennaio 2018 ore 09:15
Guide: Lonely PlanetRough GuidesGuardian, ProjectCorfu

 

La più occidentale delle isole Ionie resta nel cuore per il mare, le foreste di pini e i vicoli stretti del capoluogo, che ricordano Venezia. È una terra di colline coperte di ulivi e cipressi, di insenature e promontori dai quali si intravedono chiese bizantine. Conquistata a più riprese, porta impresse le tracce di veneziani, francesi e inglesi.

Tracce di storia. Così Corfù, la città più grande dell’isola, deve alla Serenissima le stradine strette, le botteghe artigiane e le facciate dei palazzi. Il grande porticato del centro storico, il Liston, con i suoi caffè, i negozi e i ristoranti, ricorda invece Parigi. Vicino alle mura della città vecchia e alle fortezze di epoca veneziana, si trova poi un vecchio campo da cricket, ancora usato da molti britannici che arrivano sull’isola per le vacanze. Altra chicca della città è l’Achillon, la residenza neoclassica di Elisabetta d’Austria, la principessa Sissi, all’interno della quale sono conservati oggetti degli antichi proprietari e opere d’arte. D’altro genere è il Paleopolis, il sito archeologico dove si trovano, circondati da ulivi, le rovine dell’antica Corfù.

 

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Le spiagge e le scogliere. Quello che, però, dell’isola resta impresso di più sono le spiagge, molte delle quali insignite della Bandiera Blu assegnata dalla Foundation for Environmental Education. Il più bel tratto litoraneo è quello a nordest, nelle colline e nelle baie tranquille che guardano Achiravi e Barbati. A Sud il paesaggio si fa più pianeggiante e le strade meno tortuose. Da non perdere il villaggio di pescatori di Boukari, tappa obbligata per aragoste e pesce fresco.

Diverso il paesaggio sul lato occidentale: un susseguirsi di scogliere sferzate dal vento. In questa zona si trova il monastero di Paleokastritsa, dove, secondo molti archeologi, sorgeva il Palazzo di Alcinoo descritto nel VII libro dell’Odissea, una dimora con muri di bronzo, stipiti d’argento e porte d’oro, custodita da cani forgiati dal dio Efesto. Qui – narra la leggenda – arrivò Ulisse dopo il naufragio, protetto da una nube che lo rendeva invisibile. Lo trovò Nausicaa, figlia del re Alcinoo, in una caverna della zona, mentre giocava nuda a palla. Fu così che l’eroe, del quale Nausicaa si prese cura, scoprì una reggia dove gli  alberi da frutto producevano fichi, mele e pere che non marcivano mai, mentre i Feaci banchettavano tra statue d’oro. Il monastero che si trova ora nel sito è stato più volte distrutto e ricostruito, fino all’ultima “versione” del 1572, pensata per costodire la sacra icona della Santissima Theotokos, la Madre di Dio.

 

 

Sempre sul litorale occidentale dell’isola, a venticinque chilometri dal capoluogo, si trova la spiaggia di Halikounas, una distesa di sabbia dorata che offre anche la possibilità di fare Kitesurfing, lasciandosi trainare sull’acqua da un aquilone. Altro gioiello è Kouloura, un villaggio di pescatori con acqua trasparente e vegetazione folta, rimasto al riparo dai turisti. Palia Perithia è, invece, un paesino sperduto tra le montagne, dove gli abitanti di Corfù si rifugiavano quando arrivavano i pirat. A Kanoni, invece, si trova una microscopica chiesa costruita su un lembo di mare.

Il cibo. Non si può ripartire da Corfù senza un tour gastronomico tra moussaka, gyros, saganaki (formaggio impanato e fritto) e dolci al miele e alla frutta secca. Come souvenir da portare a casa, perfetti sandali di cuoio e saponi artigianali.

Entrata a far parte della Grecia nel 1864, di Corfù spesso ci si dimentica, concentrandosi sulle case bianche delle isole del Peloponneso, tralasciando – a torto – questa terra che porta il nome della ninfa qui portata da Zeus che se ne era innamorato.

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