A Natale è davvero magica

Posti fantastici e dove trovarli Ghent, beltà belga e patatine fritte

17 Dicembre 2018 ore 04:00
Guide: Lonely Planet, Rough Guides.

 

Ghent (alla belga, o Gent, ma anche Gand se vogliamo dirla “all’italiana”) è una città affascinante, un porto del Nord Europa che ha conosciuto nel Medioevo il suo periodo di massimo splendore diventando capitale delle Fiandre e arrivando a essere tra le più importanti città europee, seconda per dimensioni solo a Parigi tanto importante e fruttuoso era diventato il commercio della lana. Situata nel Belgio nord-occidentale, alla confluenza dei fiumi Lys e Schelda, Ghent è oggi un centro culturale e artistico che nel periodo di Natale diventa un luogo magico grazie a un’illuminazione speciale, progettata dal designer delle luci Roland Jéol, che ha ideato un sistema che rende la città splendente decorando palazzi, ponti e canali, ogni giorno fino a mezzanotte.

 

 

L’entrata più scenografica in città è quella che si fa dal ponte di San Michele, dove si lasciano guardare, una dietro l’altra, le tre torri più importanti architetture della città: la chiesa gotica di San Nicola, il comune e il campanile della cattedrale di San Bavone. Sulla piazza centrale, un mercatino di Natale propone, fino alla Befana, regali, oggetti d’artigianato e prelibatezze natalizie come la cioccolata calda, le crêpes dolci, i cornetti allo zucchero e il vin brulé, tutto in tradizionali casine di legno che rendono l’atmosfera ancora più suggestiva. Per gli amanti degli sport invernali, poi, basta poi spostarsi nel vicino Stadshal, una specie di enorme capanna con 1600 finestrelle, un edificio contemporaneo in vetro, legno e cemento che offre alla città uno spazio d’incontro all’interno di un edificio dall’architettura contemporanea. Per tutte le festività natalizie viene lì allestita una pista di pattinaggio. Gli amanti dell’arte troveranno in Ghent una città che ha moltissimo da offrire. Molto suggestiva è la visita alla cattedrale di San Bavone, che porta dentro sé non solo testimonianze artistiche, ma anche i segni delle tante peripezie che molte delle opere d’arte qui custodite vissero nei secoli. Ne è un esempio il polittico L’Adorazione dell’Agnello Mistico dei fratelli Van Eyck: prova dell’eccezionale maestria dei pittori fiamminghi del Quattrocento, quest’opera è passata attraverso molteplici avventure: più volte nascosta, poi smantellata, minacciata dal fuoco, trafugata e poi ricomposta (tranne che per un pannello mancante). Le tavole sono ora sottoposte a un restauro che può essere seguito dal vivo, all’interno delle sale del MSK – Museo di Belle Arti, che ospita anche una splendida collezione di opere dal Medioevo al Novecento.

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Per gli appassionati di design, invece, vale la pena di programmare una visita al Design Museum Gent, che, allestito in un palazzo in stile rococò, espone una collezione che spazia dall’Art Nouveau al design contemporaneo. Per chi segue la street art, invece, c’è Werregarenstraat, una tavolozza all’aperto, uno spazio che si reinventa continuamente grazie ai murales degli artisti in continua evoluzione, diversi di settimana in settimana. Per un tuffo nella storia e nell’evoluzione del clima culturale di questa zona, si può poi visitare il Vooruit, un palazzo socialista di inizio novecento creato per diventare il centro culturale della classe operaia. Ghent è anche una città giovane: polo universitario delle Fiandre, il centro è un susseguirsi di boutique, birrerie di tendenza e caffè, compresi i tradizionali “bruin kroegen” (i caffè “scuri”, così chiamati per le decorazioni in legno) dove riscaldarsi assaggiando un jenever, il classico liquore al ginepro della zona. Una zona perfetta per chi ama passeggiare per viuzze acciottolate facendo acquisti per gallerie e piccoli locali, è invece il quartiere medievale di Patershol, dove si trovano anche molti ristoranti rinomati. Dal punto di vista gastronomico, del resto, Ghent non è certo una città che delude: basta provare il prosciutto Ganda, la cui stagionatura viene fatta appendendolo alle travi del tetto, oppure la senape tanto amata dagli abitanti di questa regione. E perché non lasciarsi tentare dai sostanziosi piatti di carne o cedere alle frites, le celeberrime patate fritte belghe dal gusto insuperabile (di certo anche grazie alla doppia frittura e al grasso bovino usato al posto dell’olio)?

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