La sua vita, la sua arte

Ecco Quarenghi (alla Carrara)! Una mostra per un grande

Ecco Quarenghi (alla Carrara)! Una mostra per un grande
26 Agosto 2019 ore 09:10

Giacomo Quarenghi nacque a Capiatone, Rota Imagna, il 3 settembre 1744. Benché dotato di talento per il disegno, fu distolto dalla vita artistica dai suoi genitori, che lo volevano avvocato o abate. Alla fine suo padre cedette alle insistenze del figlio: dopo un soggiorno nello studio di artisti bergamaschi, nel 1763 lo mandò a Roma. Allievo di Raffaello Mengs, Quarenghi si entusiasmò per la pittura antica. Dopo la partenza di Mengs per la Spagna, entrò nello studio di Stefano Pozzi; allora conobbe un certo Brena che lo istruì nell’architettura. Abbandonati quindi i pennelli, si mise alla scuola di Paolo Posi. Proseguì gli studi con Nicola Giansimoni, che copiava e misurava i monumenti di Roma. In quel tempo gli capitarono fra le mani i trattati di Palladio. «Non potresti mai credere – scrive al suo amico Marchesi – l’impressione che mi fece questo libro. Allora mi accorsi ch’io avevo ogni ragione di ritenermi mal diretto».

 

 

Lo studio dei grandi monumenti antichi e moderni si accompagnò per il Quarenghi all’assidua frequentazione del milieu artistico locale e internazionale. Nel clima poco attivo della committenza locale, il giovane architetto trovò in clienti esteri, specie inglesi, occasione di proporre la propria visione artistica. Chiamato nel 1779 in Russia dall’imperatrice Caterina II come architetto di corte, vi rimase sino alla morte: un quarantennio di attività straordinariamente intensa in cui ebbe occasione di affermarsi come uno dei massimi protagonisti del rinnovamento neoclassico della capitale e dell’intera cultura architettonica di quel paese. L’avvento al trono di Caterina II (1762), sovrana illuminista, aveva segnato una svolta nel gusto in direzione del nascente classicismo. La chiamata come architetto di corte del Quarenghi si ascrive totalmente in quel programma, che esprimeva l’aspirazione dell’imperatrice a «modernizzare» la Russia mediante l’introduzione di forme architettoniche radicalmente coordinate con il nuovo gusto europeo.

 

 

Accanto a incarichi per grandiosi nuovi palazzi, Giacomo Quarenghi, nel corso della propria carriera, ebbe modo di intervenire con frequenza su edifici dei decenni precedenti, trasformandoli più o meno profondamente per aggiornarli alle nuove tendenze. Negli anni trascorsi in Russia non mancò quindi di coltivare il proprio estro artistico realizzando…

 

Articolo completo a pagina 9 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 29 agosto. In versione digitale, qui.

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