A Roma, fino al 21 settembre

Venti foto meravigliose che raccontano la storia d’Italia

Venti foto meravigliose che raccontano la storia d’Italia
09 Agosto 2014 ore 15:00

In occasione dei novant’anni dalla sua fondazione (1924), l’Istituto Luce apre le porte del suo archivio ai visitatori. La rassegna utilizza immagini esclusive, filmati e fotografie, per raccontare la storia del Belpaese dai grandi eventi del Novecento ai piccoli momenti di quotidianità.

La mostra Luce – L’immaginario italiano, aperta al pubblico dal 4 luglio al 21 settembre nel Complesso del Vittoriano di Roma e curata da Gabriele D’Autilia e Roland Sejko, «permette la conservazione della memoria ed è un patrimonio ricco per le nuove generazioni. Il grande progetto finale è aprire un museo permanente, in cui rendere visibile questo patrimonio straordinario in cui ognuno possa riconoscere se stesso, un pezzo della propria vita o della propria storia», ha detto il ministro Dario Franceschini alla conferenza stampa di presentazione, aggiungendo che il futuro della mostra sarà internazionale: l’esposizione è prevista anche negli Stati Uniti, in Francia e in Germania (2016-2018).

I grandi pannelli e i numerosi schermi della mostra creano una grande enciclopedia visiva, l’autoritratto di una nazione, un immaginario collettivo d’identità, simboli e momenti che dura da un secolo.

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Che cos’è l’Istituto Luce. All’origine dell’Istituto Luce (1924) ci fu una piccola impresa cinematografica privata, promossa dal giornalista Luciano De Feo. L’intenzione era quella di educare la popolazione italiana analfabeta attraverso le immagini, da qui l’acronimo LUCE (L’Unione Cinematografica Educativa).

L’Istituto vero e proprio fu creato da Benito Mussolini con decreto del 5 novembre 1925, in sostituzione della precedente Società Anonima L.U.C.E. Venne poi diramata una circolare che invitava gli enti politici, economici e di istruzione a utilizzare esclusivamente l’archivio Luce, sia a scopi propagandistici che educativi. Due anni dopo arrivò il cinegiornale, destinato alla proiezione obbligatoria in tutti i cinema d’Italia, prima dell’inizio del film. Nel 1935 l’Istituto diede vita anche all’ENIC (Ente Nazionale Industrie Cinematografiche), e cominciò a produrre lungometraggi. Tra gli altri, Scipione l’Africano (1937). Nel 1936, con il passaggio sotto il controllo del MinCulPop (Ministero della Cultura Popolare), si avviò la costruzione della nuova sede, accanto alle strutture di Cinecittà.

Dal Dopoguerra, l’Istituto si occupa della produzione di numerosi documentari e film (diretti, tra gli altri, da Pupi Avati, Marco Bellocchio, Claude Chabrol, Liliana Cavani, Mario Monicelli, Ermanno Olmi, Ettore Scola).

Info della mostra
– Costo del biglietto: intero 6€, ridotto 4€.
– Orario: tutti i giorni, dalle 10.30 alle 21.30. La biglietteria chiude un’ora prima. Retrospettiva film e documentari: tutti i giorni alle 11.30 e alle 18.30.
– Per informazioni: tel. 06.6780664, www.comunicareorganizzando.it e www.cinecitta.it

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