Il bello del calcio

La sera in cui Moti parò due rigori

La sera in cui Moti parò due rigori
27 Agosto 2014 ore 15:01

Ha tolto i panni del difensore, si è infilato i guanti del salvatore. Per lasciare l’impronta più netta che la storia della sua squadra ricordi: qualificarsi ai gironi di Champions League per la prima volta. Ai gironi ci è andato l’ignoto Ludogorets Razgrad, squadra bulgara, eliminando la ben più nota Steaua Bucarest. E a portarcela è stato Cosmin Moti, o portiere per caso, l’uomo della provvidenza che, come tale, si è rivelato provvidenziale per davvero. Abbiamo visto giocatori saltare anche sei avversari (portiere compreso) in un’unica corsa e fare gol impossibili da dimenticare (e ripetere). Altri segnare da centro campo, o sbagliarli da due centimetri appena. Mercoledì  abbiamo visto Moti raccogliere da terra i guanti del compagno espulso, mettersi in porta, parare due rigori senza mai averci provato prima. È l’improbabile a rendere il calcio una materia sospesa tra il romanzo e il saggio di filosofia.

 

http://youtu.be/RaHFpqN80ls

 

Per capirlo dobbiamo tornare al 118′ della partita di ritorno. Fino all’89esimo le due squadre erano sullo 0-0 e il Ludogorets era a casa. La Steaua aveva vinto 1-0 all’andata con un gol dell’attaccante Chipciu quando mancavano un paio di minuti alla fine. L’attaccante Wanderson Cristaldo Farias rimette apposto le cose nei minuti finali segnando il gol che spedisce le due squadre ai supplementari. Quelli del Ludogorets sono stanchi, nervosi. E infatti dopo quasi mezz’ora di supplementari, il portiere del Ludogorets Vladislav Stoyanov esce a valanga sull’attaccante della Steaua Fernando Varela, facendosi espellere. L’allenatore ha finito i cambi e maledice la sorte per aver non aver aspettato fino all’ultimo. Ma il passato non si può cambiare, e dunque si gioca: si gioca per forza. È a quel punto che spunta fuori Moti, l’inaspettato. Cosmin ha 28 anni e fa il difensore centrale. Non hai mai fatto altro. Gli hanno insegnato ad accompagnare i difensori sul fondo, a metterci la gamba solo quando è sicuro di non fare fallo. Gli hanno insegnato a difendere, non a parare. La partita va ai supplementari e Moti, ormai portiere, ha il suo bel da fare.

Iniziano quelli del Ludogorets. Lo tira proprio Moti, e fa centro. Anche quelli della Steaua non sbagliano, è 1-1. Agli ultimi Mondiali Van Gaal sostituì il portiere titolare Cillessen e al suo posto fece entrare Krul, la riserva, facendo credere al mondo che fosse un pararigori. Non era vero. Ma fu un diversivo per instillare negli avversari della Costarica il dubbio sull’onnipotenza di chi avevano di fronte. Questa volta, però, lo sanno tutti che Moti è un difensore, che il colpo di reni non è la sua specialità. Deve essere stato questa superficialità a rendere la serata della Steaua una vera debacle. Per il Ludogorets va a battere il secondo rigore Wanderson, quello del gol al 90esimo, e sbaglia. La disfatta del Ludogorets sembra dietro l’angolo. Invece no. Moti para il secondo rigore, quello di Paul Pârvulescu. Si va avanti. Fábio Espinho, centrocampista portoghese del Ludogorets, segna il sesto rigore per la squadra. Per restare in gara, la Steaua dovrebbe segnare: Cosmin Moti, però, ne para un altro. Lo respinge in faccia al terzino Cornel Râpă, e il Ludogorets passa il turno. Quella di Moti è una serata eccezionale. A fine partita il proprietario del Ludogorets, Kiril Domuschiev, ha detto di avere intenzione di costruire una nuova tribuna per lo stadio della squadra, e di volerla intitolare proprio all’eroe per una notte. Moți nel Ludogorets ci gioca dal 2012. È passato anche dall’Italia, nel Siena, ma non ha fatto fortuna. Quella non bisognerebbe cercarla mai. È lei che arriva sempre al momento giusto.

 

http://youtu.be/QJmJdNVMxlQ

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