L'anniversario

Sognavamo un’altra Luna e le stelle Il “nostro” 20 luglio 1969 a teatro

Sognavamo un’altra Luna e le stelle Il “nostro” 20 luglio 1969 a teatro
19 Luglio 2019 ore 12:19

La notte della Luna, quella meravigliosa notte in cui l’uomo arrivò a scendere sulla superficie del satellite della Terra, fra i crateri e la polvere grigia. La notte in cui Neil Armstrong pose l’orma del suo stivale in quella polvere, la regolite lunare. Quella notte meravigliosa rivivrà sabato 20 e domenica 21 sera, ore 21.30, in occasione del cinquantesimo anniversario, nel cortile di palazzo Frizzoni, con “Abbiamo sognato la luna – 50 anni dopo”, ideato e scritto da Paolo Aresi, allestito dal Pandemonium Teatro per la regia di Lisa Ferrari.

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Rivivrà e sarà come un musical, nella prima parte, affidato alle canzoni che ascoltavamo in quella estate indimenticabile, le canzonette della Hit Parade di Lelio Luttazzi, nomi e melodie non del tutto dimenticate. “Lisa dagli occhi blu” di Mario Tessuto, “Pensiero d’amore” di Mal, “Balla Linda” di Lucio Battisti… e due giovani marito e moglie, che aspettano la trasmissione storica alla tv e intanto parlano di loro, delle canzoni, del futuro, il giovane marito dice che bisogna cambiare, che il mondo sta cambiando, che si va verso una società migliore, più giusta e che dobbiamo essere tutti più profondi, più autentici, che tutti bisogna impegnarsi per un mondo che sia più equo. E i due giovani parlano e sognano che dopo dieci anni da allora sarebbero senza dubbio andati in vacanza sulla Luna.

Un’era nuova (forse). Lo sbarco sulla Luna come l’avvio di un’era nuova. Un sigillo che rappresenta una svolta nella storia dell’uomo. Lui, il giovane protagonista, ne è convinto, lei, la moglie, un po’ meno. Lui proiettato fra gli astri, lei più legata alla terra. Una produzione impegnativa, con proiezioni, effetti speciali, luci, musiche e diversi attori, sostenuta dal contributo delle industrie Persico. Paolo Aresi, conosciuto come scrittore di narrativa, in special modo di fantascienza (il suo ultimo romanzo “Korolev, la luce di Eris”, è uscito pochi mesi fa e pure, in qualche modo, celebra l’impresa lunare di Armstrong e soci), ha all’attivo anche diverse pièce teatrali, da quella dedicata a Felice Gimondi a quella dove troviamo protagonista il giovane Angelo Roncalli – futuro pontefice – impegnato nella vicenda dello sciopero di Ranica del 1909.  «Vogliamo cercare di fare rivivere la magia di quella – racconta Aresi -. Ci piacerebbe risvegliare almeno una parte dell’emozione di quel momento, suscitare suggestione, curiosità anche in chi quella notte non era ancora nato. Abbiamo tentato di riportarci, anche con leggerezza, all’atmosfera di quei frangenti, di quel momento storico rilevante, per molteplici motivi. Abbiamo tentato di trasmettere il senso profondo di quell’evento, lontano da noi cinquant’anni, e dell’idea di futuro che allora si aveva, idea che la realtà ha in buona parte contraddetto»…

 

Articolo completo a pagina 24 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 25 luglio. In versione digitale, qui.

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