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Varietà, celebrità e tanta qualità per Prosa e Altri Percorsi 2019-20

Varietà, celebrità e tanta qualità per Prosa e Altri Percorsi 2019-20
Eventi 16 Maggio 2019 ore 14:22

Una grande varietà di linguaggi espressivi, personalità di primo piano, equilibrio tra lo spessore culturale delle proposte e il richiamo di pubblico capaci di generare. La presentazione della Stagione dei Teatri 2019/2020, per quanto concerne in particolare Prosa e Altri Percorsi (a lirica, concerti e operetta saranno dedicate conferenze ad hoc), prosegue sulla strada già tracciata da quando in particolare Bergamo è rimasta orfana del Teatro Donizetti, chiuso per restauro dalla stagione 2017-18. Una strada, quella dell’omonima fondazione presieduta da Giorgio Berta e diretta da Massimo Boffelli, rivelatasi vincente: la stagione da poco conclusa ha fatto registrare oltre 36mila presenze complessive, con significativo incremento degli abbonati – 15% in più per Prosa al Creberg Teatro e 18% al Teatro Sociale – e della vendita dei biglietti, 82% in più per Prosa al Creberg, 23% in più per Prosa al Sociale e 57% in più per Altri Percorsi. Un recupero notevole rispetto alla stagione precedente, fermatasi a quota 29mila, anche se le cifre registrate quando il teatro maggiore era aperto restano lontane (nel 2015-16 venne sfiorata quota 53mila).

Le parole del direttore artistico. Maria Grazia Panigada, direttore artistico della Stagione di Prosa e di Altri Percorsi, sottolinea «la qualità dell’offerta, che intreccia generi e artisti in un cartellone complessivo molto vario. La straordinaria possibilità data allo spettatore di incontrare grandi artisti si coniuga con l’intreccio fra classici, spesso rivisitati se non addirittura reinventati o “traditi”, da Plauto a Goldoni, da Shakespeare a Cechov e Beckett, e nuova drammaturgia. Avremo con noi grandi attori, grandi registi, giovani compagnie, fra attesi ritorni e assolute novità per Bergamo».

Grandi nomi e curiosità. La partenza della programmazione al Creberg vede in scena celebrità del calibro di Giuliana De Sio, Luisa Ranieri (diretta dal marito Luca Zingaretti), Natalino Balasso in un Arlecchino dalla nuova veste – «con cifra malinconica, interessante e poetica, che non si misura con la versione di Strehler ma pesca direttamente nel testo di Goldoni», precisa Panigada – sotto la direzione di Valerio Binasco, Ale & Franz circondati da grandi attori alle prese con Shakespeare, Lella Costa in una cavalcata attraverso cento profili di donne (per celebrare la forza del femminile in maniera pirotecnica). Al Sociale arriva la trasposizione del film “Regalo di Natale” di Pupi Avati, lo splendido e spiazzante “Icaro” di Daniele Finzi Pasca, il giallo “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” del Teatro dell’Elfo. Tra gli Altri Percorsi, riflettori puntati sull’apertura con “Il giardino dei ciliegi” rivisto da Kepler-452: tra gli interpreti c’è Lodo Guenzi, cantante dei Lo Stato Sociale nonché giudice di X Factor. Niente di improvvisato: Guenzi, nel suo passato, ha studiato da attore presso l’Accademia di Arte drammatica Nico Pepe. Informazioni su teatrodonizetti.it.

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Prosa al Creberg. La tradizionale Stagione di Prosa del Teatro Donizetti trova ospitalità al Creberg Teatro: cinque i titoli in cartellone, ad iniziare (dal 7 al 10 novembre 2019) da “Due signorine”: due sorelle zitelle, magistralmente interpretate da Isa Danieli e da Giuliana De Sio, trascorrono la propria esistenza in un continuo e scoppiettante scambio di accuse reciproche. Altra significativa presenza femminile sul palcoscenico del Creberg, dal 16 al 19 gennaio 2020, è Luisa Ranieri che, per la prima volta diretta da Luca Zingaretti, compagno dell’attrice anche nella vita, porterà in scena, insieme ad altri sei attori, “The Deep Blue Sea”, intensa storia di amore e disperazione scritta da Terence Rattigan, uno dei più popolari drammaturghi inglesi del Novecento. Dal 6 al 9 febbraio, i riflettori saranno puntati su un classico di Goldoni: “Arlecchino servitore di due padroni.” In un registro totalmente diverso da quello di Strehler, peraltro indimenticabile, Valerio Binasco dirige Natalino Balasso (Arlecchino) e Michele di Mauro (Pantalone) in una sorta di gioioso viaggio nel tempo, alle origini del teatro italiano e della sua grande tradizione comica. Dal 27 febbraio all’1 marzo sarà la volta di “Romeo & Giulietta – Nati sotto contraria stella”, rielaborazione della celebre tragedia shakespeariana che reca la firma di un altro importante regista italiano, Leo Muscato, e che vedrà in azione la coppia comica Ale & Franz affiancata da Eugenio Allegri e da altri attori. L’ultimo titolo al Creberg segnerà, dal 16 al 19 aprile, il ritorno in stagione di Lella Costa, con una nuovissima produzione dal titolo “Se non posso ballare…”, tratta da Il catalogo delle donne valorose di Serena Dandini: ritratti, tantissimi, di donne forti, generose; donne intraprendenti, controcorrente, spesso perseguitate, a volte incomprese. Regia di Serena Sinigaglia.

Prosa al Sociale. Quattro gli spettacoli ospitati al Teatro Sociale di Città Alta, diversi fra loro per tipologia drammaturgica, allestimenti ed interpretazioni, il primo dei quali segna, dal 5 al 7 dicembre 2019, l’atteso ritorno in città di uno dei massimi interpreti del teatro italiano: Glauco Mauri. L’ottantanovenne attore pesarese, coadiuvato nell’occasione da Roberto Sturno e da altri due interpreti, si confronterà con un classico del Novecento, “Finale di partita” di Samuel Beckett, per la regia di Andrea Baracco. A seguire, proprio a ridosso delle festività natalizie, dal 19 al 21 dicembre, “Regalo di Natale”, trasposizione teatrale dell’omonimo film di Pupi Avati, con un cast attoriale di prim’ordine capeggiato da Gigio Alberti, uno dei protagonisti di “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores, premio Oscar nel 1992 come miglior film straniero. Di lì a due mesi, dal 12 al 14 marzo, il Sociale farà da magica cornice a quello che in molti considerano il capolavoro di Daniele Finzi Pasca e della sua affermata compagnia: “Icaro”. In questo manifesto del “teatro della carezza”, l’attore-clown-regista ticinese prende per mano il pubblico per accompagnarlo in un mondo fatto di grande, avvolgente poesia. In scena, anche uno spettatore scelto dallo stesso Finzi Pasca all’inizio della rappresentazione. Infine, dal 2 al 4 aprile, “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, con la regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani. In questa creazione del Teatro dell’Elfo, l’omonimo romanzo di Mark Haddon viene riconsegnato mantenendo inalterate le sue atmosfere da “giallo”, grazie ad un compatto gruppo di attori e a proiezioni video di disegni dello stesso Bruni. Musiche originali di Teho Teardo.

Altri Percorsi. Altri Percorsi – i cui spettacoli sono in cartellone al Teatro Sociale con l’eccezione di “Macbeth”, previsto al Creberg Teatro – si configura, come sempre, come finestra aperta su diversi modi di intendere e fare teatro oggi, con spazio a nuove presenze, mai prima ospitate a Bergamo. È il   caso delle compagnie Kepler-452 e Stivalaccio Teatro: la prima darà avvio ad Altri Percorsi il 30 gennaio 2020 con una stravagante rilettura de “Il giardino dei ciliegi”. Il giardino del dramma di Cechov è, nello spettacolo di Kepler-452, una casa colonica concessa dal Comune di Bologna a due curiosi personaggi, Giuliano e Annalisa Bianchi, che per trent’anni si sono occupati di varia umanità e animalità. Accanto agli stessi Bianchi e a due attori, lo spettacolo vede la partecipazione di Lodo Guenzi. Di seguito tre monologhi e altrettante prove d’attore: Corrado Accordino in “Così tanta bellezza”, un invito a non lasciarsi sfuggire le occasioni che quotidianamente accadono intorno a noi (13 febbraio); Mario Perrotta in “In nome del padre”, una riflessione del ruolo paterno nella società contemporanea (20 febbraio); Marta Cuscunà in “È bello vivere liberi!”, progetto di teatro civile per un’attrice, cinque burattini e un pupazzo ispirato alla storia di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana deportata ad Auschwitz (5 marzo). Dopo alcuni anni di assenza, tornerà in stagione la compagnia Kismet di Bari, con “Anfitrione”, originale rivisitazione del testo di Plauto (26 e 27 marzo). Anche in Altri Percorsi farà capolino Shakespeare, con “Macbeth”, produzione del Teatro Stabile di Bolzano per l’interpretazione di un nutrito drappello di attori, in prima linea Fausto Russo Alesi e Arianna Scommegna. Per ragioni di allestimento, come già detto, sarà rappresentato al Creberg Teatro, il 7 aprile. Per il finale di Altri Percorsi, il 23 aprile, si salirà di nuovo al Sociale, in occasione de “L’Amore è saltimbanco”, sorprendente spettacolo ideato da Stivalaccio Teatro nel solco della tradizione della commedia dell’arte.