Da domani, "Repetita iuvant"

La galleria (in) Via Moroni Sedici Per artisti giovani, in ogni senso

La galleria (in) Via Moroni Sedici Per artisti giovani, in ogni senso
11 Dicembre 2014 ore 12:00

Il primo cardine su cui ruotano il lavoro e l’offerta espositiva della galleria Via Moroni Sedici è l’attenzione al tessuto culturale entro cui gli artisti nascono, si formano e iniziano a lavorare. Ma lo spazio, aperto a Bergamo nell’omonima via dal 2008, non ha solo questa peculiarità: perché è una galleria d’arte contemporanea che non occupa unicamente dell’aspetto commerciale, ma si dedica alla promozione di nuove produzioni artistiche, nate soprattutto nel territorio in cui opera.

Così, si connota come luogo di incontro, scambio e conoscenza, anche grazie alla cura e all’esperienza della sua proprietaria, Maria Beatrice Bonzani. Una donna che, sei anni fa, ha riempito questo piccolo locale della sua passione per l’arte contemporanea, vissuta sia da artista che da fruitrice, e l’ha dedicato al tema “giovani artisti, artisti giovani”.

La prima mostra. Nel 2008, la prima mostra organizzata da Maria Beatrice Bonzani esponeva il lavoro di due artisti affermati – Mariella Bettineschi e Salvatore Falci –, accanto alle opere di due emergenti – Stefano Romano e Filippo Berta –, tutti di area bergamasca, e dava avvio a un progetto che dura tutt’ora, dedicato al significato del concetto di “gioventù” in ambito artistico. Che, se da un lato riguarda gli esordienti, dall’altro tocca anche artisti di lunga data, i quali faticano, ad esempio, a trovare spazi in cui esporre e far conoscere la propria opera, o semplicemente non hanno ancora dato una svolta decisiva alla propria carriera. Ma che comunque meritano attenzione, per la qualità delle loro realizzazioni o per la loro ricerca.

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Così, questo luogo bergamasco ricorda il motto del belga Jan Fabre: «Ci vuole tutta la vita per diventare giovani artistici». E continua a tenere accesa la spia della cultura artistica lombarda. Lo ha fatto con gli studenti dell’Accademia Carrara, che per lungo tempo hanno avuto la possibilità di esporre fra le sue pareti, e lo fa tutt’ora, proponendo mostre coraggiose.

Repetita Iuvant. A proposito di mostre, domani, 12 dicembre, l’attività della Galleria riprenderà con la mostra Repetita Iuvant, di Italo Ghilardi. Si tratta di una serie di affascinanti inchiostri su carta fotografica intelata, grafiche che sono un inno alla ripetizione ossessiva e decorativa. Dal 12 dicembre al 17 gennaio, sulle pareti si allineerà un repertorio naturalistico delle varietà di bambù degno di un gabinetto scientifico, con tanto di progressione aritmetica da inventario conservativo. Ma all’astante sarà presto palesato l’inganno illusorio, perché il dettaglio svelerà un segno ben lontano dal catalogo di specie vegetali: le canne di bambù sono infatti icone, un pretesto per pensare il principio della loro elaborazione, per sollecitare una riflessione su ciò che fa nascere un’opera.

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